L’arrivo in Italia della GAC, quinta casa cinese per dimensioni, segna un punto di svolta per la ATflow. Dopo aver aperto la strada con i modelli Ineos, KGM e XPeng, la pur giovane società dedicata all’importazione del gruppo Autotorino si prepara a gestire un marchio con molti modelli e una capacità industriale in grado di incidere in modo rilevante sul mercato europeo. Ce ne parla il presidente, Mattia Vanini (foto qui sotto).

Dopo Ineos, KGM e XPeng, ATFlow amplia l’offerta con i quadricicli Linktour e, soprattutto, con un gruppo del calibro di GAC. Come funziona il vostro lavoro di ricerca, sia dei marchi sia dei singoli modelli?
È un lavoro partito tanti anni fa, quando abbiamo iniziato ad analizzare l’evoluzione del mercato dell’auto a 360 gradi, privilegiando ciò che stava avvenendo in Cina, ma non fermandoci a quello. In generale, dopo una prima fase di analisi si entra nel vivo costruendo relazioni con realtà domestiche, che ci permettono di ottenere i giusti tavoli di dialogo.
Ci sono molte sfumature in questo percorso: a volte siamo noi a bussare a certe porte, altre volte accade il contrario. Dopo la presa di contatto, si passa alla validazione tecnica dei prodotti: collaboriamo con varie realtà specializzate su questo fronte.
Dato che mettiamo la faccia sulle auto che importiamo, vogliamo essere certi della qualità del prodotto e della possibilità di farlo evolvere nel tempo per soddisfare clienti e legislatori sempre più esigenti, in modo particolare su emissioni, sicurezza e aiuti alla guida.
Una volta completata la parte tecnica, bisogna valutare la fattibilità dell’operazione: il prezzo in Cina è una cosa, quello in Europa un’altra. Servono adeguamenti alle vetture per rispettare le normative e capire se si può arrivare a un’offerta competitiva per il cliente finale.
In parallelo, valutiamo la coerenza dei modelli che andiamo a distribuire. Il nostro portafogli è vario: abbiamo cercato marchi che suscitano l’interesse dei clienti per ragioni diverse, ma anche capaci di garantire affidabilità e continuità nel tempo, espandendo la gamma in un modo che rispecchi sempre di più le esigenze degli automobilisti italiani. Alcuni marchi sono partiti con le elettriche, ma saranno affiancate da auto con motore diverso. Crediamo nell’elettrificazione, ma il nostro mercato oggi è fatto anche di altro e non vogliamo perdercelo.

Tra questi passaggi, quali sono i più difficili e impegnativi?
Sono tutti complessi, ognuno a suo modo: più ci si avvicina alla conclusione, più tutto diventa delicato. Diciamo sempre che prendere un mandato è come un matrimonio, con tutti gli oneri e gli onori. Devi esserne convinto, dato che comporta investimenti, impegni e responsabilità importanti.
Ora è arrivata la GAC. Il debutto sarà con due elettriche del marchio Aion: la compatta UT e la crossover V. Arriveranno col marchio GAC o con quello Aion? Poi vedremo anche delle ibride?
Per tutti i marchi del gruppo (GAC, Trumpchi, Aion, Hyptec e Aistaland) siamo importatori ufficiali ed esclusivi per il mercato italiano. Il marchio in listino sarà GAC e i modelli al lancio saranno le elettriche Aion UT (foto qui sopra) e Aion V.
Poi arriveremo con vari tipi di motori: da qui ai prossimi 18 mesi copriremo un ventaglio ampio, con almeno cinque vetture tra elettriche, ibride plug-in e range extender. In Cina hanno un portafogli vastissimo: stiamo lavorando con loro per individuare ciò che è più adatto alla domanda italiana e abbiamo trovato grande disponibilità a confrontarci su quello che ci piacerebbe portare.
Quali caratteristiche deve avere un’auto per vendere in Italia?
Una storia che la renda diversa: noi italiani non compriamo solo un oggetto che convince da un punto di vista razionale, ma qualcosa che in parte ci rappresenta.
Poi, serve un posizionamento prezzo coerente con i contenuti. E il design in Italia conta sempre: le vetture belle attecchiscono più facilmente. La GAC ha un centro stile a Milano e si vede: nei modelli destinati all’Europa, il tocco italiano è evidente.
Le auto del gruppo GAC hanno già vinto due Red Dot Awards per il design (nel 2024 la Hyptec SSR e nel 2025 la concept ERA, ndr). Un premio conquistato quest’anno anche da altre due case importate dalla ATflow: la KGM con il pick-up Torres EVT e la XPeng con la berlina P7+.
Infine, le dimensioni: copriamo dai quadricicli alle vetture oltre i cinque metri di lunghezza. E ora abbiamo anche modelli compatti, che sappiamo essere la parte più rilevante del nostro mercato.

Infatti, i quadricicli. Quali sono i punti di forza dell’elettrico Linktour Alumi?
Il design, che personalmente apprezzo molto, la batteria LFP e l’autonomia di 180 km dichiarati, che permette di affrontare anche percorsi extraurbani. La cellula in alluminio regge bene le sollecitazioni e trasmette al guidatore una sensazione di sicurezza. Invito sempre a una prova: l’Alumi (foto qui sopra) si guida bene ed è rifinito con cura. Non sembra un quadriciclo.









