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In Giappone costruttori sotto accusa per le emissioni

9 agosto 2018

Il ministero dei Trasporti di Tokyo ha reso noto che per Mazda, Suzuki e Yamaha sono emerse anomalie nei test delle emissioni.

In Giappone costruttori sotto accusa per le emissioni

ANCORA EMISSIONI - La fondatezza dei valori delle emissioni inquinanti rilevati ai fini delle omologazioni continua a essere motivo di scalpore e scandalo. Dopo le vicende americane ed europee si direbbe che ora sia il turno del Giappone. All’inizio dell’anno erano state la Nissan e la Subaru a dover ammettere di non aver agito in maniera corretta, avendo condotto test di rilevamento non conformi. Ora sono altre tre marche a essere in situazione analoga: Mazda, Suzuki e Yamaha. A comunicarlo è il ministero dei Trasporti che ha reso pubblico l’esito di una corposa serie di test deciso per 23 aziende automotive giapponesi, dopo appunto lo scandalo delle emissioni non corrette di Nissan e Subaru. Secondo il comunicato del ministero i test hanno messo in luce esiti non rispondenti alla norma per una parte dei veicoli testati. Tra le tre case rilevate non in regola, ci sono comunque differenze notevoli. 

EPISODI DI DIMENSIONI DIVERSE - Per la Suzuki le irregolarità sono emerse in 6401 veicoli su un campione di 12.819 unità dal 2012. Dunque la metà del totale. Una percentuale ben superiore a quella fatta rilevare dalle vetture Mazda, che ha rilevato risultati non corretti in 72 veicoli su 1875 dal 2014. Per la Yamaha si è trattato invece di 7 vetture su 335 dal 2016. All’origine dei problemi, sempre secondo il comunicato del ministero dei Trasporti, ci sarebbero state le non appropriate condizioni in cui sono stati effettuati i test. In conseguenza del comunicato del ministero, il presidente della Suzuki ha tenuto una conferenza stampa in cui si è scusato per quanto successo, manifestando propositi perché i problemi vengano superati. Da parte sua la Mazda ha affermato che quanto diffuso dal ministero non significa che la casa abbia volutamente manipolato i test, e che le anomalie in questione non inficiano la qualità delle auto Mazda.

Suzuki SJ
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Ritratto di MirtilloHSD
9 agosto 2018 - 19:51
4
Ciò che è stato rilevato dal Ministero Giapponese è qualcosa di ben diverso dal Dieselgate: nello scandalo tedesco era stato montato sulle vetture un software illegale, mentre qui si hanno dei test eseguiti in modo non corretto. C'è differenza. L'ho scritto per precedere chi fa sempre commenti senza pensare. Comunque, è probabile che tutto ciò non sia stato fatto apposta. Apprezzo che i giapponesi si scusino, come avevano fatto in passato. Nel caso di Mazda e Yahama, i veicoli sospetti sono, a mio avviso, pochi. Mirtillo
Ritratto di Gordo88
9 agosto 2018 - 23:14
Certo come i test eseguiti da renault mercedes bmw fiat ecc. Tutti irregolari per puro caso
Ritratto di Thresher3253
9 agosto 2018 - 19:51
Che bel titolo clickbait, non c'é che dire. Sotto accusa =/= anomalie riscontrate, giusto per dire eh.
Ritratto di GeorgeN
10 agosto 2018 - 10:58
almeno suzuki e mazda sono stati seri ad ammettere fin da subito le irregolarità non come quella casa che all'inizio non hanno ammesso accusando complotti qua e là e poi alla fine, dopo tanto tempo, ammettono di aver falsificato la centralina.....
Ritratto di Gatsu
10 agosto 2018 - 12:16
2
Su 4R però hanno specificato che sono state le stesse case a renderlo noto, non il ministero, cmq non c'è nessun software illegale a quanto pare, solo il test eè stato fatto con parametri sbagliati (e su un piccolo numero di auto)
Ritratto di MirtilloHSD
11 agosto 2018 - 09:52
4
Come dice Gatsu, sono i test ad essere stati irregolari. Niente centraline, usate invece dai qualcun altro... E poi, i giapponesi hanno ammesso le loro colpe e si sono scusate. L'errore lo hanno fatto, ma hanno saputo ammetterlo. Mirtillo
Ritratto di Boys
11 agosto 2018 - 16:40
1
I costruttori giapponesi sono stati onesti ad ammettere che i test non erano a norma di ben altro livello è la scorrettezza voluta dal noto costruttore tedesco...