Dopo la presentazione della versione più lunga per i mercati internazionali (qui la news) la casa coreana annuncia la versione europea della suv Hyundai Tucson. La quinta generazione è stata completamente stravolta sia dentro che fuori. Ora è lunga 456 cm (5 cm più di prima) e si presenta con un aspetto “robusto”, con interni ben rifiniti, moderni e spaziosi.
Ampia l’offerta dei motori, tutti 1.6 turbo a quattro cilindri; uscita di scena la mild hybrid a gasolio, la nuova Tucson rimane a benzina (trazione anteriore, 150 CV e cambio manuale sei marce) e nella sua variante mild hybrid di pari potenza (due o quattro ruote motrici e cambio robotizzato a doppia frizione a sette rapporti).

Due le full hybrid, entrambe da 245 CV con cambio automatico sei marce e “pila” da 1,49 kWh e trazione anteriore o integrale. L’offerta si chiude con le plug-in da 292 CV (a trazione anteriore o 4x4): hanno una batteria da 17,1 kWh (prima era di 13,8 kWh) che promette un’autonomia media in elettrico fino a 81 km. La nuova Tucson arriverà in Italia nel primo quadrimestre del 2027, con prezzi per la “base” a benzina da 150 CV da 35.000 euro stimati.
Davanti la nuova Tucson ha un frontale alto, dominato da una vistosa striscia a led orizzontale, con i fari a led che sono posti molto in basso e “protetti” da un paraurti pronunciato. Appariscenti le nervature nel cofano, le fiancate sono “toniche” e scolpite e i passaruota presentano fascioni in plastica nera dal profilo squadrato. Il posteriore non è meno originale: ampio il lunotto, con fanali sottili e verticali e la striscia rossa di led che corre lungo tutto il posteriore.

Ben realizzati gli interni: tanta l’ecopelle nei sedili e nella parte centrale dei pannelli porta. Peccato solo che la parte superiore della plancia sia in plastica rigida (morbidi, invece, i rivestimenti in ecopelle). A catturare lo sguardo ci pensa un grande display dell’infotainment di 17”: ha un’elevata risoluzione ma anche tanti sottomenù fra quali è facile confondersi.
Comode e gradevoli da azionare le levette per regolare il “clima” automatico, che si può avere perfino di tipo trizona (anche chi è dietro può scegliere la temperatura desiderata). Il basso e schiacciato cruscotto digitale di 9,9” riporta però poche informazioni e non è molto personalizzabile; è comunque abbinato a un valido head-up display e sarà disponibile anche un quadro strumenti più ampio, di 12, 9”.

L’abitabilità è il punto forte della nuova Hyundai Tucson: davanti si sta comodi anche se si è molto alti e il tunnel centrale non è poi così ingombrante. Sul divano ci stanno tre adulti di media corporatura: la seduta è abbastanza morbida, ma chi siede al centro deve fare i conti con un pavimento che non è completamente piatto (dà fastidio ai piedi di chi sta nel mezzo, che incontra pure un mobiletto centrale un po’ sporgente).
Il divano scorre in avanti di 15 cm (sulla precedente Tucson si poteva regolare solo l’inclinazione degli schienali), consentendo di recuperare altro spazio nel baule. Questo ha una forma regolare, un’apertura ampia, ma anche dei rigonfiamenti nelle pareti (con utili ganci per le borse) che rubano un po’ di volume. La casa dichiara comunque fino a 695 litri, quando la precedente generazione della Tucson si ferma a 620 litri.





