Da qualche settimana si parla della possibilità che il gruppo Stellantis possa utilizzare tecnologia del partner cinese Leapmotor per produrre alcuni suoi modelli (ne abbiamo scritto qui). Ora arrivano nuove conferme a riguardo: secondo quanto riferito da fonti vicine alla questione, la Reuters ha infatti svelato che le due aziende sarebbero in trattative avanzate per sviluppare congiuntamente una suv elettrica a marchio Opel da produrre nello stabilimento di Stellantis a Saragozza, in Spagna. L’accordo, secondo quanto riportato, potrebbe chiudersi già entro la fine del mese. L’obiettivo per il gruppo italo-francese è ridurre i costi e i tempi di sviluppo per un nuovo modello elettrico, spostando attenzione e risorse verso modelli ibridi.
Il nuovo modello della Opel, che per il momento è conosciuto con il nome in codice O3U, condividerà l’architettura con la Leapmotor B10, e quindi dovrebbe avere una lunghezza di circa 4,5 metri, posizionandosi tra le versioni elettriche della Frontera e della Grandland. Se stilisticamente adotterà le caratteristiche degli ultimi modelli del marchio tedesco, con linee più tese rispetto a quelle morbide della “gemella” cinese (qui sopra un nostro disegno ipotetico), sottopelle ci sarà la tecnologia della Leapmotor: presumibilmente avrà un solo motore elettrico posteriore da 218 CV abbinato a una batteria di 56 o 67 kWh. Anche una parte significativa dello sviluppo dovrebbe avvenire in Cina. Secondo le fonti citate dall’agenzia di stampa la produzione della suv elettrica dovrebbe iniziare nel 2028, con una capacità di circa 50.000 unità all’anno.
La suv elettrica della Opel potrebbe essere solo il primo di diversi modelli che nasceranno dalla collaborazione tra le due aziende. C’è anche chi afferma che Stellantis stia valutando la possibilità di utilizzare la tecnologia della Leapmotor anche per la prossima generazione della Mokka, spostandone la produzione dalla Francia (dove nasce a Poissy insieme alla DS 3) allo stabilimento di Saragozza. Il gruppo guidato da Antonio Filosa avrebbe anche avviato i colloqui per un potenziale sviluppo di un modello dell’Alfa Romeo sulla stessa architettura, anch’esso da produrre in Spagna per ottimizzare la capacità dell’impianto. Ulteriori modelli potrebbero nascere nel segmento delle citycar, probabilmente sfruttando la piattaforma della piccola T03: in quel caso servirebbe una linea di produzione diversa da quella di Saragozza.














