NEWS

Incentivi auto: un esposto per difendere le aziende e le società di noleggio

Pubblicato 20 giugno 2022

L’Aniasa segnala all’antitrust come i recenti contributi penalizzino i servizi di mobilità: la normativa che esclude le aziende dai fondi avrebbe, secondo l’associazione, degli effetti discriminatori.

Incentivi auto: un esposto per difendere le aziende e le società di noleggio

SONO DISCRIMINATORI - I recenti incentivi sull’acquisto auto nuove creano una nuova noia al governo. Dopo i ritardi che hanno colpito la pubblicazione del decreto e l’aggiustamento del tempo limite di immatricolazione (qui per saperne di più), ora arriva il monito dell’Aniasa sul metodo di distribuzione dei fondi. Infatti, l’associazione che rappresenta il settore dell'autonoleggio ha presentato un esposto all’Antiturst, sostenendo che i contributi sono discriminatori, con effetti penalizzati nei confronti delle aziende e delle società di noleggio, ossia i soggetti esclusi dai benefici della norma.

RALLENTA IL RINNOVAMENTO - Secondo l’Aniasa, la norma come è oggi strutturata rallenta il rinnovamento del parco auto circolante in Italia. L’associazione sottolinea infatti che limitando gli incentivi alla sola forma di acquisto e al leasing (esclusivamente per i privati) non solo genera un pregiudizio nei confronti delle aziende ma limita anche la diffusione di auto più rispettose dell’ambiente. Dai dati dell’Aniasa, il settore del noleggio si dimostra più incline all’utilizzo di vetture a basse emissioni: sul totale dei veicoli ibridi plug-in immatricolati, il 47% è destinato a quest’area. La quota di auto elettriche è invece al 30%, mentre entrambe hanno un tasso di rotazione della flotta con una media di 4 anni (per i privati è invece di 11,5 anni). 

AZIENDE DISCRIMINATE - Ma oltre al settore del noleggio, l’Aniasa segnala che anche le aziende sono discriminate. Il periodo storico attuale è fortemente colpito dalla criticità di approvvigionamento di materie prime e la norma degli incentivi come è oggi strutturata limita significativamente la quota di vetture a disposizione di questi soggetti (le case costruttrici sono infatti impegnate nella consegna di prodotto ai privati). 

IL CAR SHARING NON RIPARTE - A seguire anche le società di car sharing sono coinvolte. Nonostante il decreto permetta loro di usufruire dei bonus (grazie all’acquisto diretto), in realtà gli operatori di mobilità condivisa acquisiscono la propria flotta tramite il noleggio, rendendo di fatto inutilizzabili gli incentivi. Infine, l’Aniasa sottolinea che oltre a rallentare il rinnovamento del parco auto circolante, i contributi articolati in questo modo allontanano l’avvicinamento degli automobilisti al noleggio a lungo termine e alla diffusione di veicoli ibridi ed elettrici a costi più accessibili.



Aggiungi un commento
Ritratto di Oxygenerator
20 giugno 2022 - 18:27
Siamo al ridicolo.
Ritratto di Almeron771
20 giugno 2022 - 20:52
Società di noleggio, xon i prezzi che hanno prima falkiscono e meglio è per tutti.
Ritratto di Al Volant
21 giugno 2022 - 07:48
Quindi una società di noleggio, anziché acquistare le auto le prende in leasing e poi le noleggia ai privati. Con un canone che suppongo sia stato fatto da persone competenti e quindi fornisca loro un utile. Non capisco come possano essere danneggiati, da 4 gatti privati che si comprano auto da 30k euro , ed incentivi che finiscono alle case automobilistiche. Ma vi rendete conto? Se questi sono i presupposti come verranno gestiti i miliardi del pnrr.. ogni giorno si alzerà una gazzella, un leone, un elefante , uno scorpione e chiederà soldi.. ormai ho la certezza, l'italia verrà commissionarata
Ritratto di andrea10
21 giugno 2022 - 10:09
Bastava ragionare un attimo ed invece di buttare soldi a pioggia per incentivi di ogni genere , che una volta esauriti avranno dato una bella boccata di ossigeno e nulla più , si potevano usare i fondi del pnrr per tagliare finalmente il cuneo fiscale in modo definitivo. Così le aziende avrebbero avuto meno tasse da pagare (anche se il problema delle multinazionali con sede nei paradisi fiscali è un toro da prendere per le corna al più presto) e i dipendenti avrebbero avuto più soldini in busta paga , decidendo secondo le proprie necessità dove spendere questi danari. Se hanno fatto così avranno i loro motivi , io non ho studiato economia quindi capisco ben poco , ma onestamente avrei preferito una cosa simile.
Ritratto di Rush
21 giugno 2022 - 09:12
Classica barzelletta italiana. Allora è discriminatorio anche quando costruiscono una casa e non c’è il box?… con i presupposti futuri che tutti dovranno essere su auto elettriche dovrebbe essere obbligatorio di legge che all’acquisto o se affittata la casa deve essere comprensiva di box…o ogni posto auto in strada avrà una colonnina?…intanto sono già iniziati i furti delle batterie…solo a Milano le società di sharing negli ultimi 2 mesi hanno denunciato oltre 300 furti di batterie…
Ritratto di Sepp0
21 giugno 2022 - 10:37
Per me va bene includere anche le aziende, A PATTO CHE la scontistica che i concessionari applicano alle aziende sia applicata anche ai privati. Altrimenti è un po' troppo comodo.
Ritratto di deutsch
21 giugno 2022 - 16:21
4
che c'entra, l'incentivo riguarda lo stato ed in effetti non vedo i motivi di darli solo ai privati, l'altro riguarda il punto vendita cioè un soggetto privato
Ritratto di Pintun
21 giugno 2022 - 10:37
Ogni epoca ha le sue ipocrisie: l'attuale ha l'ossessione verso il discriminare, quando questo è il primo compito della politica, che è chiamata a fare scelte sempre a favore o contro qualcosa. Oggi poi, si parla solo di sostenibilità e cambiare un'auto ogni 4 anni invece di 11 è proprio un fulgido esempio di sostenibilità e di sfruttamento intelligente delle risorse. Ovvio che alcuni in 4 anni magari fanno 200000 km e l'auto la cambiano, ma altri non li fanno neanche in 20 anni però dovrebbero essere quasi costretti a cambiare auto dopo 4 o 5 anni con pochissimi km
Ritratto di deutsch
21 giugno 2022 - 16:25
4
la durata dell'auto in circolo non diepnde dal numero di passaggi di proprietà. tanto quella del privati cambiata dopo 11 anni quanto quella del noleggio, cambiata dopo 4, dureranno lo stesso identico numero di km e/o anni. tenere l'auto fino alla morte non è una scelta più ecologica, rispetto a cambiarla spesso, ma prima il mercato dell'usato e tutti i clienti di un possibile prodotto, ed il mercato dell'usato fa numeri doppi rispetto al nuovo
Ritratto di Pintun
22 giugno 2022 - 10:25
Tenere le auto fino alla morte sarebbe più "ecosostenibile" nella misura in cui non se ne costruirebbero di nuove, con inevitabili crisi industriali annesse. Il problema principale è l'andare oltre la cultura dell'usa e getta, cambiare qualcosa solo quando è proprio impossibile non farlo. In merito all'auto ovvio che chi fa 50000 km all'anno dopo magari 3 anni la cambia e la prende nuova. Chi invece la usa molto poco o la prende nuova e cerca di tenerla 15 anni per fare gli stessi km, o la prende usata e magari la tiene 5 anni.
Pagine