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Perché il mercato interno cinese è in declino da mesi?

Pubblicato 15 agosto 2026

Mentre il mercato interno è saturo e ha numeri negativi, le case cinesi sfondano all’estero, smaltendo la capacità produttiva in eccesso.

Perché il mercato interno cinese è in declino da mesi?

UN MERCATO IMMENSO

Ogni volta che si fanno ragionamenti sull’industria automobilistica, non si può fare a meno di tirare in ballo la Cina. Eppure, mentre i costruttori cinesi sono in piena espansione al di fuori dei propri confini, conquistando quote di mercato tanto in Europa quanto in Asia, in patria le cose stanno andando diversamente.

Come riporta la Reuters, a luglio 2026 si è registrato il decimo mese consecutivo di calo di vendite in un mercato che resta il più grande al mondo (nel 2025 sono state vendute 34,4 milioni di auto).

jidu 07 2

I MOTIVI DEL CALO

Ma cosa sta succedendo? La contrazione non rappresenta un semplice incidente di percorso, ma l'esito di una serie di fattori.

In cima alle cause figura la saturazione della domanda domestica. La feroce guerra dei prezzi scatenata dai costruttori locali (che ormai sono oltre 100, qui per saperne di più) per conquistare ogni centimetro di mercato ha prosciugato i margini finanziari e finito per paralizzare i clienti, frenati anche da un eccesso di offerta in termini di modelli, spinti a rinviare i propri acquisti nell'attesa di listini sempre più stracciati.

A questo si aggiunge la marcata cautela della classe media, ancora condizionata dal rallentamento economico generale. Contemporaneamente, il progressivo azzeramento dei sussidi statali diretti all'elettrico ha privato il settore del polmone finanziario che ne aveva dopato la crescita nell'ultimo decennio.

La flessione in corso segna così l'ingresso in una spietata fase di maturazione: il mercato ha smesso di crescere a ritmi vertiginosi per lasciare spazio a un duro consolidamento, dove solo i colossi più solidi riusciranno a rimanere in corsa.

Per questi motivi, per i grandi gruppi cinesi come BYD, Geely o Chery puntare sulle esportazioni non è solo un ambizione industriale, ma anche una necessità economica: aprirsi a nuovi mercati, intensificando la concorrenza alle case tradizionali, significa piazzare veicoli prodotti che altrimenti rimarrebbero invenduti.

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Nelle tre foto qui sopra la berlina elettrica Jidu 07.

SCELTA OBBLIGATA

Nella prima metà dell’anno le vendite di auto in Cina sono diminuite del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a 2,3 milioni di veicoli in meno, mentre le esportazioni di auto verso l’estero sono aumentate del 71%. Così un colosso come la BYD ha compensato il calo interno del 35% con un aumento del 79% delle consegne al di fuori dei confini cinesi e mercati come Brasile e Regno Unito hanno assunto sempre maggiore importanza. Secondo alcuni analisti, la domanda interna potrebbe stabilizzarsi a cavallo tra agosto e settembre con l’arrivo di nuovi modelli, ma una ripresa appare improbabile.

CONQUISTA DELL’EUROPA

Le conseguenze si vedono a livello globale. Se infatti il Giappone è stato per decenni il principale Paese esportatore di automobili, dal 2023 lo scettro è passato alla Cina. La competizione tra le due nazioni asiatiche è evidente soprattutto in Europa, dove nel primo trimestre del 2026 i marchi giapponesi hanno confermato una quota del 12% mentre quelli cinesi sono passati dal 3% al 16% in quattro anni, sottraendo clienti ai marchi europei, coreani e americani. Il divario è ancora più marcato nel campo delle auto elettriche: i brand cinesi rappresentano quasi un quarto delle consegne, mentre i giapponesi restano sotto il 5%. 



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Ritratto di 02-0xygenerator
17 agosto 2026 - 11:26
Quali favole ? Le due elettriche che già guido ? Guido una tesla e una bmw. Ma l’europea la cambio ( ho ordinato la seconda tesla ) perchè con l’elettrico ho eliminato il viaggio alle pompee di benzina, ma con tesla elimino anche le vaccate dei controlli dei marchi europei, obbligatori, ogni anno o ogni due. Finora fatto 150.000 complessivi senza aver dovuto far niente, se non i finti controlli a 200 € per la bmw ogni due anni. Stavo comprando la Mercedes, elettrica, ma il controllo annuale, Voluto dalla casa, assolutamente no. Una presa per i fondelli assurda, per un’auto elettrica, per mantenere in vita la garanzia. Quindi riassumendo. Prima mi son tolto dalle @@ i rifornimenti ( prima avevo due auto termiche ), ed ora, mi tolgo dalle @@ anche i controlli inutili. Rimane il gommista. Meglio di così……..
Ritratto di 02-0xygenerator
17 agosto 2026 - 10:51
Anche i mercati immensi, si saturano prima o poi. È questo è da tenere presente, soprattutto a quelli che credono alle crescite infinite. Da lì bisognerà vedere quanti marchi sopravviveranno. I cinesi hanno capacità costruttive enormi con le dark factory. Vedremo chi, la spunterá.
Ritratto di chinaobbrobri
17 agosto 2026 - 11:35
La bolla cinese prima o poi finirà (anzi si sta già sgonfiando). Per quanto barino sulle regole, i soldi distribuiti a pioggia prima o poi finiranno e saranno dolori!! E noi europei, lo ribadisco ancora una volta visto che non comprendi, non abbiamo tali risorse, sia economiche, sia di infrastrutture e minerarie o di fonti per energia. Ce ne vuole tanta, troppa, lo capisci questo o no? A meno che non incentivi smart working o mezzi di trasporto pubblici eco sostenibili. Ma finché hai pianure e assenza di barriere naturali, ok. In Italia come fai? Ma se per fare 200 km di passante in val di Susa stanno facendo una guerra, dove caspita crediamo di andare? Ci vuole energia, ci vogliono gli attributi, ci vuole elasticità mentale. Cosa che in Europa non abbiamo! Vogliamo l'elettrico entro il 2035! Ottimo! E poi? Come? Con quali soldi e investimenti? Le pagliacciate!!!
Ritratto di 02-0xygenerator
17 agosto 2026 - 11:55
????? Quello cinese non è una bolla finanziaria. È un mercato e come tutti i mercati si saturano. Accade a loro quello che è accaduto da noi. Semplicemente. I soldi distribuiti a pioggia li abbiamo avuti anche noi, esattamente come gli aiuti statali in questi ultimi 40 anni. Quindi non capisco cosa critichiamo ? Loro fanno oggi, quel che abbiamo fatto noi per 40 anni. Il bello dell’elettrico è che se vogliamo, possiamo costruirci le batterie. Possiamo costruirci l’energia da distribuire. Possiamo costruirci le infrastrutture. Tutte cose che con il petrolio ( tradotto motore termico ) non possiamo fare. Poi se non vogliamo farle è una scelta nostra. In Cina, dove dovrebbero detenere il massimo della tecnologia per le batterie, stanno già mettendo sulle automobili, le batterie al sale. Quindi se vogliamo correre questa partita la possiamo correre. Non vogliamo ? Non sono affari miei. Io come consumatore, vado dove più mi conviene. È il motivo per cui, i negozietti a Milano non esistono quasi più e c’è la grande distribuzione. Perchè il materiale costa di meno. I mezzi pubblici ad esempio a Milano sono all’80 % già tutti elettrici. Ed i trasporti pubblici a Milano sono parecchi, ( 1800 km ).

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