L'Assemblea Annuale 2026 della Porsche non è stata una semplice formalità, ma il palcoscenico per un annuncio di profondo cambiamento. Sotto la guida del ceo Michael Leiters, subentrato all'inizio dell'anno, la casa tedesca ha svelato i pilastri della "Strategia 2035", un piano nato per rispondere a un momento di forte sofferenza economica e geopolitica.
I numeri parlano chiaro: nel 2025 il margine operativo è letteralmente crollato, passando dal precedente 14,1% a un misero 1,1%. Un risultato influenzato da dazi pesanti, costi di ristrutturazione per oltre 3 miliardi di euro e un mercato cinese che non risponde più come un tempo.
Nonostante la tempesta, Porsche ha deciso di distribuire un dividendo di 1 euro per azione ordinaria, una scelta definita "responsabile" per mantenere la fiducia degli azionisti pur garantendo flessibilità finanziaria.
Le previsioni per il 2026 sono leggermente più ottimistiche, con un obiettivo di margine tra il 5,5% e il 7,5%, ma restano lontane dai valori a doppia cifra che avevano reso il marchio una delle "galline dalle uova d'oro" del Gruppo Volkswagen.

Uno dei punti cardine della nuova strategia è lo snellimento dell'offerta. Attualmente la gamma Porsche conta circa 85 varianti basate su sei modelli principali, una complessità giudicata eccessiva perfino rispetto alla concorrenza.
"Ridurremo il numero di derivati e ci concentreremo maggiormente su ciò che conta", ha dichiarato Leiters. Un esempio concreto è già visibile negli USA, dove sono state eliminate due varianti della Taycan. L'obiettivo è chiaro: puntare sul valore e sull'esclusività del marchio piuttosto che sui volumi di vendita.
Per gli appassionati del "flat-six", la notizia più importante riguarda l'icona del marchio: non ci sarà mai una Porsche 911 completamente elettrica. La tecnologia ibrida ad alte prestazioni, definita come un vero "elisir di lunga vita", sarà l'elemento centrale per mantenere vivo il DNA sportivo del modello pur rispettando le normative sulle emissioni.
Sul fronte dell'elettrico puro, invece, il testimone passa alla Cayenne Electric, che dovrà dimostrare di saper offrire il piacere di guida tipico di Stoccarda anche a batteria, creando un nuovo "eredità BEV".

Per recuperare competitività, Porsche intensificherà l'uso delle piattaforme modulari del Gruppo Volkswagen, come già fatto con successo per Macan e Cayenne. Questo comporterà però scelte dolorose sul fronte dell'occupazione: dopo i 2.000 tagli effettuati nel 2025, sono in corso trattative con i sindacati per ulteriori riduzioni del personale (si parla di altri 1.900 posti in discussione) e una revisione dell'organizzazione interna per renderla più snella e veloce. Maggiori dettagli su questo "Future Package" e sulla Strategia 2035 saranno svelati durante il Capital Markets Day del prossimo 7 ottobre.















































































































