Attiva dal 1999, l’alleanza tra la Renault e la Nissan è una delle più longeve nel panorama automobilistico mondiale. Il gruppo francese è arrivato a detenere fino al 43% delle azioni dell’azienda giapponese, riuscendo così mettervi a capo Carlos Ghosn, con l’obiettivo di riportarla in attivo. Il sodalizio divenne uno dei principali gruppi automobilistici globali, ma l’arresto di Ghosn per frode finanziaria nel 2018 ha mostrato delle crepe nella collaborazione, portando la Renault ad annunciare un piano per ridurre la sua partecipazione nella Nissan.
Al momento la casa francese detiene circa il 36% delle quote di quella giapponese (il 17,05% direttamente mentre il 18,66% attraverso un trust francese con che ha il compito di venderle), mentre la Nissan possiede il 15% della Renault. Tuttavia, nonostante l’aria di crisi, stando a quanto riporta il Financial Times, l’alleanza potrebbe essere ora rilanciata dai nuovi vertici delle due aziende.
Entrambe negli ultimi mesi hanno cambiato la loro guida. Alla Renault, Luca de Meo ha dato le dimissioni da ceo lasciando il posto a Francois Provost. In Giappone, il fallimento delle trattative di fusione con la Honda hanno portato all’addio di Makoto Uchida, sostituito dal nuovo amministratore delegato Ivan Espinosa, che ha annunciato tagli al personale e chiusure degli stabilimenti.
Secondo il FT, proprio l’uscita di de Meo dalla direzione del gruppo ha permesso a Provost di riconsiderare il futuro dell’alleanza. Un portavoce della casa francese ha affermato al quotidiano economico statunitense che i due ceo sono in costante confronto per capire come le due aziende potrebbero sostenersi a vicenda, sostenendo che ciò rappresenti un “buon segno” per il futuro dell’alleanza.
Una partnership rafforzata sulla asse franco-giapponese dovrebbe aumentare la collaborazione tra le due aziende. Al momento ciò si traduce alla condivisione di alcuni progetti singoli, come l’accordo per produrre la nuova Nissan Micra in uno stabilimento francese della Renault. Le due case automobilistiche condividono anche diverse tecnologie, a partire dal sistema ibrido, comune per esempio tra la Renault Captur e la Nissan Juke. Ma non hanno più acquisti in comune delle compoenenti come in passato.









