Per la Renault l’auto europea è a un bivio

Pubblicato 14 ottobre 2026

Il futuro dell’industria dell’auto in Europa, i rapporti con la Cina, l’elettrificazione: questi i temi affrontati da Francois Provost, il numero uno della Renault.

Per la Renault l’auto europea è a un bivio

UNA LUNGA CARRIERA

Francois Provost (qui sopra), da vent’anni anni nel gruppo Renault e da luglio 2025 amministratore delegato del colosso francese. In un incontro con la stampa al salone di Parigi, il ceo francese ha risposto alle domande dei giornalisti, affontando temi diversi: dalla difficile situazione dell’industria dell’auto europea, alla concorrenza cinese, fino alla mobilità elettrica. Francois Provost ha sottolineato che da parte dell’Unione Europea servono risposte urgenti per la regolamentazione del settore e di come la Renault mantenga al centro dei suoi interessi i clienti del Vecchio Continente. Ecco il suo punto di vista.

Cosa pensa degli accordi che si stanno delineando fra Europa e Cina sulla vendita e sulla produzione di auto cinesi nel Vecchio Continente?

Da anni sostengo la necessità di un accordo tra l’Unione Europea e la Cina. Il principio fondamentale non è limitare le importazioni, ma incoraggiare i costruttori cinesi a investire in Europa. E, investire non significa solo aprire una fabbrica; implica la localizzazione della produzione, il trasferimento di tecnologie e l’utilizzo di componentistica Europea.

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Parlando ancora di Cina, al momento avete solo un partner cinese, la Geely. Pensate di estendere questa collaborazione anche ad altri costruttori?

Renault è un’azienda indipendente e il nostro piano futuro è autonomo; è un piano che non dipende da nessuno. Il nostro mercato principale è l’Europa. Ci siamo sviluppati in Europa con i nostri partner, inclusa Nissan.

Cerchiamo partner che vogliano adottare la nostra tecnologia; è quello che facciamo con Nissan e, più recentemente, con Ford. Siamo molto soddisfatti anche della collaborazione con Geely, che sta funzionando molto bene, in particolare in Sud America.

Tuttavia, non sono favorevole a un numero eccessivo di partnership. Il successo non sta nel semplice fatto di firmare un accordo; il successo sta nel far funzionare la partnership, e per questo bisogna imparare a conoscersi a fondo. 

Volkswagen ha tenuto una conferenza stampa qui a Parigi affermando che, a questo punto, la politica deve fare la sua parte. Qual è la sua opinione? 

Credo che sia urgente che l’Europa prenda delle decisioni. Se guardiamo alla situazione di due anni fa, quando si è tenuto lo stesso salone, non si sono fatti passi avanti sulla flessibilità necessaria. Non c’è stata semplificazione normativa; ricordo che la nuova regolamentazione automobilistica rischia di far aumentare il prezzo di ogni auto di almeno 3.000 euro.

E, infine, manca ancora una strategia industriale chiara, proprio mentre si intensifica la competizione tra Cina ed Europa. Ricordo, inoltre, che un terzo del valore del settore in Europa è andato perso dal 2016. Un dato che evidenzia l’emergenza che stiamo vivendo. Il mio messaggio, e sono perfettamente allineato con Oliver Blume di Volkswagen, è che l’Europa deve decidere.

Noi abbiamo scelto l’Europa e vi abbiamo investito enormemente. Ci stiamo trasformando per sviluppare veicoli elettrici e padroneggiare le tecnologie chiave, ma vogliamo farlo insieme alle nostre aziende e ai nostri fornitori. È una questione di sovranità.

Noi stiamo facendo la nostra parte; ora è fondamentale che l’Unione Europea e i governi europei prendano decisioni concrete per sostenere questa trasformazione dell’industria automobilistica europea. C’è il rischio per la sopravvivenza dell’industria automobilistica europea. 

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Intanto i costruttori asiatici usano spesso il prezzo conveniente per convincere gli acquirenti.

Se analizzando esempi reali di clienti, ci si rende conto che è arrivato il momento di porsi delle domande. Se chiediamo a un potenziale acquirente: “vuoi un’auto Renault o un’auto proveniente da altrove (extraeuropea ndr)?” La risposta sarà spesso: “Quella che costa decisamente meno”.

È vero, oggi costano molto meno (le vetture cinesi ndr). Ma chi si occuperà delle riparazioni o della fornitura dei pezzi di ricambio tra dieci anni? Chi garantirà l’assistenza per i prossimi quindici anni? Quanto potranno valere quelle auto sul mercato dell’usato? Anche questi sono aspetti importanti.

Fra crisi e guerre la situazione globale è in costante evoluzione e i prezzi dell’energia, come dei carburanti, in crescita. Tutto questo come influisce sui piani di una grande azienda come Renault, che deve fare investimenti a lungo termine per sviluppare nuovi modelli?

Bisogna comunque curare il prodotto: se lo si trascura, ci si ritrova con un prodotto superato, senza aver pianificato il futuro. Credo che tutto ciò rafforzi la scelta di accelerare l’elettrificazione in Europa. La “e” sta per elettrico, ma anche per ibrido; infatti, utilizzando l’energia elettrica, si consuma meno carburante. Quindi, per chi non vuole passare all’elettrico puro, l’ibrido rappresenta la scelta giusta.

Ritengo che la scelta dell’elettrificazione sia positiva considerando che i costi energetici rischiano di diventare insostenibili per famiglie e imprese. Un altro aspetto fondamentale del nostro piano è quello che definiamo “piano di resilienza globale”. È una novità assoluta: in passato non esisteva la doppia fonte di approvvigionamento per i componenti.

Oggi monitoriamo quotidianamente e nel dettaglio le fabbriche dei nostri fornitori. Ricordo, ad esempio, quando il Canale di Suez rimase improvvisamente bloccato: abbiamo dovuto affrontare una situazione critica nel fine settimana, cercando soluzioni industriali immediate.

Spesso ci troviamo a dover gestire problemi improvvisi con i fornitori; è necessaria, quindi, una gestione permanente del rischio. Dobbiamo raggiungere una maggiore resilienza: questo è il punto chiave. E un altro fattore decisivo è la velocità, fondamentale nello sviluppo delle auto. 

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Con l’uscita scena della Duo la Renault ha abbandonato il settore della micromobilità, dei quadricicli. Non li considerate interessanti?

Continuiamo a considerare interessante la micromobilità, purché non sostituisca le automobili vere e proprie. Penso che non si debba essere costretti ad adottare la micromobilità solo a causa delle normative. Se un cittadino europeo ne apprezza la praticità, la sceglierà; è una scelta legittima, magari per gli spostamenti quotidiani. A questi concetti si ispira la piccola elettrica Dacia Hipster che stiamo sviluppando.

Qui a Parigi avete presentato al concept car E-Space, che è una  grande monovolume elettrica. Verrà prodotta? 

C’è un ritorno di interesse per le monovolume e con la E-Space stiamo sondando le potenzialità di un veicolo di questo tipo. Fermo restando che la priorità per Renault è di proporre un’offerta di modelli, per così dire, tradizionali, che risponda alle principali esigenze della clientela europea. Vediamo, per la E-Space stiamo valutando che decisione prendere.



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Ritratto di alex_rm
14 ottobre 2026 - 19:55
Il settore auto europeo purtroppo è spacciato in primis il settore generalista e poi i cosiddetti “premium” grazie anche all inefficienza delle istituzione europee(anzi hanno favorito i cinesi dandogli i soldi dei crediti verdi) mentre i costruttori giapponesi e coreani stanno resistendo all avanzata cinese.
Ritratto di Sprint105
14 ottobre 2026 - 21:39
In effetti ho l'impressione che Renault abbia investito parecchio, certo ha dietro il governo francese che l'aiuta. Sul fatto che l'Europa sia immobile, penso che abbia ragione.
Ritratto di Vinzzzo
14 ottobre 2026 - 22:32
Il futuro dell’auto europea dipende delle normative UE? Un po’ sovietico come strategia, andrà molto male…
Ritratto di 02-0xygenerator
15 ottobre 2026 - 09:04
Esatto
Ritratto di Trattoretto
14 ottobre 2026 - 23:41
Soluzione papista per la salvezza di Renault
Ritratto di Tfmedia
15 ottobre 2026 - 00:53
5
Più che a un bivio è in procinto di rovinare in un burrone...
Ritratto di MXcinquista
15 ottobre 2026 - 10:17
2
Esatto, potevano andare a dx o a sx, hanno deciso di andare dritto
Ritratto di Sherburn
15 ottobre 2026 - 12:04
Con diverse figure acrobatiche prima di raggiungere il fondo, direi.
Ritratto di alex_rm
15 ottobre 2026 - 08:07
Se adesso chiedono aiuto all (inutile e dannosa)Unione Europea non c’è più speranza,l’Unione europea ha aiutato i cinesi dandogli miliardi con i “crediti verdi”
Ritratto di 02-0xygenerator
15 ottobre 2026 - 09:16
L’unione europea ha già deciso il tutto 20 anni fa. Cosa c’è ancora che i costruttori europei non hanno capito ? La realtà è che si aspettano degli aiuti i costruttori europei, dall’Europa, e per cosa ? Per aver dormito per anni ? A questo punto le gamme proposte, dovevano già essere per la maggior parte elettriche e al massimo con un motore termico staccato dalle ruote che ricarica la batteria. Punto. Invece siamo ancora al mild hybrid e al plug in che sono di fatto dei falsi. Uno perchè è un aiuto minimo, l’altro perchè mal utilizzato dagli acquirenti. Il full hybrid è una tecnologia di 30 Anni fa, snobbata perlopiù da tutti i costruttori europei…..quindi cosa si aspettano dall’Europa ? Soldi. Punto. Non hanno aggiornato, se non costretti, le loro motorizzazioni. Hanno insistito sul diesel ( Renault meno ). Non hanno studiato e prodotto il full hybrid. Non hanno guardato all’elettrico nel suo complesso ( ricordo che nessun costruttore europeo ha investito sulle batterie ) Cosa dovrebbe legiferare oggi l’Unione europea ? Di sganciargli soldi per non lasciare a casa la gente, questo è .
Ritratto di Clovis
15 ottobre 2026 - 09:40
Una ricostruzione da favoletta. Si aspettano aiuti dall'Europa perchè è l'Europa che li ha messi nella merd* con il green deal imponendo un mercato che nessuno vuole. Se nessuno le vuole queste macchine perchè bisogna produrle per forza e solo quelle? A questo punto le gamme dovevano essere elettriche? E cosa avrebbero venduto? 30 auto al mese? La mantieni tu la baracca in piedi con questi numeri ridicoli? "Non hanno aggiornato, se non costretti, le loro motorizzazioni", ecco appunto. Sono stati costretti a cambiare dalla sera alla mattina un intera produzione cambiando modelli, riprogettando telai da zero, acquistando tutto quello (persino l'acciaio) che prima producevano in casa, da terzi che ci lucrano sopra e ti rendono giocoforza poco competitivo... tutto questo in nome di una legiferazione votata al green a tutti i costi, peggio della dittatura. Hanno insistito sul diesel dove? Tutto il mercato diesel è stato smonato dal green deal e non c'è più un auto in vendita che sia diesel e possa essere acquistata senza problemi. " Non hanno guardato all’elettrico nel suo complesso ( ricordo che nessun costruttore europeo ha investito sulle batterie)" e ricordi male amico mio: ricordi le gigafactory? ricordi i miliardi di investimenti buttati nel cess* per crearci le batteria in casa? Che fine hanno fatto? Niente, zero, solo soldi buttati. E quelle poche che hanno visto almeno le mura alzarsi, non sono manco mai partite perchè il problema è già alla fonte... "Cosa dovrebbe legiferare oggi l’Unione europea ?".... un ritorno ad un mercato sano e competitivo. Questo green deal è stato un flop colossale ed ha ammazzato la nostra economia sotto tutti i punti di vista. Chi l'ha voluta? L'Europa dei green... e ora è giusto che l'Europa dei green si assuma la responsabilità di questa catastrofe e ne paghi i danni. Svegliamoci da questo sogno sogno green che è irrealizzabile.
Ritratto di Mordecai19
15 ottobre 2026 - 10:17
Stai rispondendo nel migliore dei casi a un troll, e nel peggiore a un fanatico pagato per difendere le elettriche e i dementi Green che le hanno volute. In ogni caso il mercato deciderà, e come si può vedere il futuro è ibrido, almeno in Europa, proprio come aveva profetizzato Toyoda anni fa. E che la Cina se ne vada all'inferno con il suo mercato interno, li avremmo dovuti lasciare a se stessi sin dall'inizio come venne fatto per l'URSS.
Ritratto di 02-0xygenerator
15 ottobre 2026 - 11:10
È un po’ in ritardo. Il futuro era ibrido, quando noi credevamo che fosse diesel. Ora il futuro è elettrico e giustamente, sempre in ritardo, pensate che oggi, il futuro sia ibrido. Quando poi in realtà, l'ibrido esiste dagli anni 90. Avete un senso strano del futuro. Ma è tutta colpa dell’Europa cattiva si si si ……. Ah poi la favoletta del mercato che deciderà, è fantastica. Come se gli acquirenti avessero il potere di decidere il mercato…ahahahahaha
Ritratto di Mordecai19
15 ottobre 2026 - 11:30
Siete voi i malati di mente, l'elettrico può essere il futuro in Cina, non di sicuro in Europa, nelle Americhe, o in Africa, e neppure in Russia e buona parte delle regioni asiatiche. Ma continuate a crederci senza problemi, come ad un mondo senza inquinamento e senza petrolio e Gas, siete senza speranze.
Ritratto di 02-0xygenerator
15 ottobre 2026 - 11:57
Qui l’unico senza speranza è lei. Ê ovvio che tutto avviene a piccoli passi. Ma in 3 anni l’Europa ha evitato di comprare all’estero il 20% del gas, ( tradotto : 80 miliardi metri cubi di gas in meno ) con evidente risparmio per le nostre tasche. E questo è semplicemente avvenuto grazie all’aumento delle energie rinnovabili e al nucleare di ultima generazione. Il rinnovamento del parco auto circolante ha come conseguenza quella di importare meno petrolio nel tempo. Ad oggi quasi il 10% in meno ( tradotto : 200 / 220 milioni di barili all’anno ).
Ritratto di 02-0xygenerator
15 ottobre 2026 - 12:02
Son tutti soldi in meno che regaliamo ai vari dittatori seduti sui pozzi di petrolio….,
Ritratto di Clovis
15 ottobre 2026 - 12:03
"con evidente risparmio per le nostre tasche" evidentissimo guarda... Stiamo propria una favola (la vostra). Poi mi spieghi negli anni 90 questa fantomatico ibrido dov'è che esistesse (al di fuori dei vostri sogni ovviamente).
Ritratto di 02-0xygenerator
15 ottobre 2026 - 13:08
Risparmio per le tasche dell’Europa, non suo personale. Il full hybrid di Toyota è stato commercializzato nel 96/97 e commercializzato anche in Europa dal 2000. Son passati 26 anni da allora. Quasi 27. E secondo lei è il futuro ? Una motorizzazione di 26 anni fa ? Sarà il passato forse. Il futuro è elettrico ad oggi. Certo che se, domani, esce un’auto che va ad aria, allora è tutta un’altra storia. Ad oggi, il futuro ( prossimi 20 anni ) sarà elettrico. Fino a nuove scoperte, ovviamente.
Ritratto di Clovis
15 ottobre 2026 - 13:31
"Risparmio per le tasche dell’Europa, non suo personale"... Quindi ingrassiamo la va*ca e fottesega se gli stessi cittadini dell'Europa sono con le pezze al qulo? Che ragionamento è? io rimango allibito da certe logiche di pensiero..... Ah la Prius. L'esperimento della Toyota. Allora anche la Panda elettrica del 90, prima ancora della Prius e completamente elettrica, rappresentava il futuro. Quindi l'elettrico è ancora più datato dell'ibrido visto che parliamo di 40 anni fa...
Ritratto di 02-0xygenerator
15 ottobre 2026 - 13:40
La Prius fu commercializzata. È lo è tutt’ora. Altro che esperimento. E anche lì, i costruttori europei e gli italioti dietro, a dire che era la macchina per i diversamente abili ( usavano ben altri termini ). I cittadini dell’Europa sono con le pezze al kubo ? Non confonda il suo disagio con quello dagli altri. Per quanto riguarda la ricchezza, se si guarda al valore mediano, i cittadini europei sono nettamente in testa a livello globale.
Ritratto di 02-0xygenerator
15 ottobre 2026 - 13:52
Inoltre la Prius era una vera automobile. Utilizzabile sotto tutti gli aspetti. La panda elettrica no. Era un esperimento. Per metterci le batterie non aveva più i posti dietro e il bagagliaio, E nella sua massima evoluzione era riuscita ad arrivare ai 100 km di autonomia, senza l’ombra di una colonnina al tempo. Sa almeno il perchè venne costruita ? “ Tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, nelle principali città italiane ed europee si registrarono i primi problemi acuti di inquinamento atmosferico (smog). Molti Comuni cominciarono a introdurre targhe alterne e primi blocchi della circolazione nei centri storici. La Fiat volle quindi sviluppare un veicolo capace di muoversi senza emissioni locali per rispondere a queste prime restrizioni ambientali “. Esattamente ciò che accade oggi.
Ritratto di Clovis
15 ottobre 2026 - 14:31
Anche la Panda elettrica fu commercializzata, quindi siamo sullo stesso piano della Prius. Anche la Prius aveva i suoi limiti: in elettrico non faceva manco 2km (quindi che senso aveva?) e il motore era una cioffeca che soffriva del peso dell'elettrico portandolo a consumi altissimi. Inoltre aveva limiti di spazio dovuti proprio alla batteria. Meno della Panda vero, ma li aveva e in confronto alla panda era tutta un'altra macchina per dimensioni disponibili. Non vedo differenze, per cui, secondo la tua logica, se l'ibrido toyota venuto dopo era già il passato, l'elettrico venuto prima rappresenta la preistoria.
Ritratto di Clovis
15 ottobre 2026 - 15:19
P.S. "Non confonda il suo disagio con quello dagli altri. Per quanto riguarda la ricchezza, se si guarda al valore mediano, i cittadini europei sono nettamente in testa a livello globale. " Infatti, è cosa risaputa che in europa siamo ricchi. Chissà perchè allora ci sono tutte queste proteste in tutta Europa per il caro vita.... Persino la Germania, ritenuta il punto di riferimento economico in Europa è in protesta, ma lo facciamo perchè siamo ricchi... Ma per piacere....
Ritratto di Sherburn
15 ottobre 2026 - 12:19
Paghiamo 5 per risparmiare 1? Ecco spiegato perchè i tomi che lavorano in politica sono lì, perchè in nessuna azienda, neanche la Stracci Strappati & Pezze li prenderebbe. Ma facciamo i bambini grandi, c'è stata una convergenza di interessi, alcune aziende ci hanno sperato nella ingenuità dei clienti, cioè che avrebbero acquistato a più prodotti che costavano meno, e che sarebbero stati cambiati più spesso data la natura digitale. Poi ci sono i malthusiani e gnostici (provate a negare, forza fatemi ridere, si tratta di sole coincidenze) che si sono infiltrati e che non vedono l'ora di creare povertà e disoccupazione. Ci aggiungiamo i sadici che vogliono togliere le auto per costringere la popolazione nelle città pollaio da 15 minuti (davvero the place to be, ah ah ah), agitare quanto basta, e servire con una guarnizione di politici locali che pagherebbe, per vendersi.
Ritratto di Estimatore
15 ottobre 2026 - 12:58
Lascia perdere...non c'e' peggior cieco di chi non vuol vedere....
Ritratto di Nonmenefreganiente Dellevostreopinioni
15 ottobre 2026 - 10:17
gliel'hai appoggiata pianissimo...
Ritratto di 02-0xygenerator
15 ottobre 2026 - 11:05
Lei fa il paio con il non pensiero di chi la sostiene. L’unica favoletta qui è la sua, se crede che intere multinazionali, vengano “ costrette “ a far qualcosa dalla politica. Immagino lei creda che siano veramente le marmotte ad incartare la cioccolata……….
Ritratto di Clovis
15 ottobre 2026 - 12:12
Nono, infatti il green deal, le sanzioni sulla produzione di auto termiche, il "100% elettrico entro il 2030", la sovrattassa per l'inquinamento, il bloccare i diesel, la normativa Euro 7, il meccanismo di compensazione, il famoso "o elettrica o niente aternativa" (manco ai carburanti alternativi) ecc sono tutte favolette delle multinazionali che vogliono solo i soldi della bella e brava Europa che vuole solo il nostro meglio. Se c'è una marmotta che confeziona la cioccolata, qua il sogno è veramente profondo e svegliarsi la vedo proprio dura....
Ritratto di 02-0xygenerator
15 ottobre 2026 - 13:29
E secondo lei, i politici europei han deciso tutto questo da soli ? Si fanno pagare dalle lobbies le campagne elettorali e poi, secondo lei, mordono la mano di quelli che li nutrono ? Vengono sponsorizzati dalle multinazionali e poi gli sputano in faccia ? Ma da dove pensa che arrivino i politici ? Chi pensa che rappresentino ? Noi ? Secondo lei decidono, senza prima aver fatto parte con quelli che i soldi ce li mettono ? Ma veramente credete che il mondo giri intorno alla politica e non al grano ? Ma da dove venite ? Da Marte ? Ma quando mai ha visto un politico che prende una decisione in maniera autonoma ??????? Ma dico. Ma veramente ? Ma ci fate o ci siete ? È il gioco delle parti no ???????? Il mondo viene deciso da chi ha i soldi in mano da spendere. Non dai gioppini che vengono messi lì a far i politici. I burattinai son dietro le quinte, e tirano le fila. Ci sono multinazionali che hanno un PIL maggiore degli Stati. Wallmart, Amazon, Apple, Alphabet, Nvidia, Microsoft etc etc solo per citarne alcune, hanno un volume di affari talmente elevato da superare il PIL di paesi come la Francia la Germania, l’Italia, il Belgio, la Svezia, l’Austria etc etc etc . Per non parlare delle multinazionali del petrolio tipo Saudi Aramco etc etc etc. Ma ragazzi ? Chi ha i soldi decide. Da sempre.
Ritratto di Clovis
15 ottobre 2026 - 14:33
Quindi secondo il tuo ragionamento le lobbies del petrolio hanno spinto per una legiferazione contro i propri interessi? Illuminami.
Ritratto di Biondi stefano
15 ottobre 2026 - 21:30
@ clovis. Trovo giusto che ci sia la possibilità di scegliere. Se voglio una elettrica,cercherò un auto elettrica fra quelle a disposizione nel mercato. Così vale per il motore termico.la ricerca,secondo me,non va fermata ,nel elettrico ci sono ampi margini di miglioramento. E credo che sarà il mercato a scegliere,i paesi con possibilità di guadagno migliore,vedi Norvegia, Svezia o Danimarca il mercato permetterà scelte diverse a un paese dove si comprano la Pandina.
Ritratto di alvolanaftonee
15 ottobre 2026 - 12:50
4
Le persone come Oxygenerator vivono di illusioni dettate da slogan e favolette del green. Ricordano tanto quelli che un tempo osannavano l'Eternit come il materiale del futuro da impiergare in qualsiasi costruzione, screditando chi invece era scettico. Beh sappiamo tutti come andò a finire...
Ritratto di 02-0xygenerator
15 ottobre 2026 - 13:32
Ah beh. Io non sapevo neanche cosa fosse L’eternit . Ma l’elettrica invece so perfettamente cos’è. La guido da anni tutti i giorni……
Ritratto di Onlythebest
15 ottobre 2026 - 11:36
Almeno la Renault ha una gamma prodotti attraente
Ritratto di mika69
15 ottobre 2026 - 15:15
I produttori generalisti europei hanno gli anni contati. Settore premium forse qualche tempo in più resisterà, ma la gamma entry sarà fagocitata dalle premium cinesi. Altre realtà come Ferrari, Lamborghini invece resisteranno. ormai il "bene" automobile è cambiato e la deriva in essere che lo trasforma in semplice device procede velocemente. Le nuove generazioni non si interessano più di piacere di guida o di estetica fatta in un certo modo, guardano più che altro ai contenuti tecnologici di matrice elettronica e softweristica.
Ritratto di otttoz
15 ottobre 2026 - 16:36
Il forumfree passione Captur è pieno di clienti malmostosi

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