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Stellantis brevetta la batteria “sganciabile” in caso d’incendio 

Pubblicato 30 settembre 2026

Il sistema permette di separare la “pila” dal resto dell’auto in caso d'emergenza per isolare la fonte del pericolo, ma restano delle problematiche da risolvere. 

Stellantis brevetta la batteria “sganciabile” in caso d’incendio 

TOGLIERE LA BATTERIA

Vari studi hanno dimostrato che le auto elettriche non sono maggiormente a rischio incendio rispetto alle vetture con motori a combustione. Al contrario, in termini puramente statistici, le EV si incendiano meno frequentemente. 
       
Tuttavia, nei casi in cui un’auto a batteria prende fuoco, l’estinzione dell’incendio è molto più difficoltosa rispetto a un rogo tradizionale: ciò a causa del cosiddetto thermal runaway, una reazione chimica all’interno degli accumulatori al litio in grado di generare calore e gas che alimentano e rendono difficile da arrestare l’incendio. Per questo le case automobilistiche da tempo studiano sistemi che possano isolare la batteria in caso di incidente. 
       
L’idea di staccare fisicamente la “pila” non è nuova: già un anno fa in Cina si sperimentava l’espulsione verso l’esterno del pacco batterie (qui la notizia). Quel sistema, sviluppato in modo indipendente dai costruttori, venne molto criticato dagli addetti ai lavori, ma ora anche un colosso come Stellantis ha depositato un brevetto per una tecnologia in grado di staccare fisicamente una batteria surriscaldata da un’auto (nel disegno qui sopra).

SGANCIO A COMANDO

Il brevetto illustra un sistema di sgancio rapido comandato da un interruttore all’interno dell’abitacolo (potrebbe essere una leva, un pulsante fisico, un comando sullo schermo touch) che scollega la batteria ad alto voltaggio e la rilascia immediatamente dal veicolo. 
       
Lo sgancio dell’accumulatore potrebbe avvenire tramite un telaio scorrevole oppure attraverso fissaggi pirotecnici. Mentre la batteria viene isolata dal veicolo, il motore elettrico viene collegato alla batteria a bassa tensione, consentendo all’auto di spostarsi autonomamente dall’unità appena rimossa. 

I PROBLEMI RESTANO

Tale sistema permetterebbe di risolvere una delle criticità principali emerse con l’esperimento cinese: la pericolosità per gli altri di un pacco batterie da centinaia di chilogrammi espulso ad alta velocità verso l’esterno. 
       
Tuttavia restano altri aspetti pratici da considerare attentamente prima di consentire a un veicolo di sganciare su una strada pubblica la propria batteria surriscaldata, che rappresenterebbe un pericolo per gli altri veicoli o per le strutture. 
       
Bisogna ricordare però che per il momento siamo di fronte solamente a un brevetto e non basta il suo deposito per entrare in produzione: le case automobilistiche tutelano spesso soluzioni che poi non arrivano effettivamente sul mercato.



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Ritratto di Alexspc79
30 settembre 2026 - 19:17
14
Xche nn fate domande più curiose
Ritratto di Flynn
30 settembre 2026 - 19:33
2
Eh sarà contento il motociclista dietro di te .
Ritratto di Miti
30 settembre 2026 - 22:23
E se facessimo lo stesso sistema per l'1.2 m...tek? Così, quando inizia a dare problemi, lo mandiamo in orbita! Magari lo trovasse un alieno poi in un attimo da un sistema solare all'altro la nostra fama tecnologica schizzerebbe alle stelle !!!!
Ritratto di Flynn
30 settembre 2026 - 22:58
2
:-))))) cinghia fotonicaaaa...
Ritratto di AZ
30 settembre 2026 - 19:34
Così si può velocemente toglierla per appiccare il fuoco a qualcos'altro.
Ritratto di Trattoretto
30 settembre 2026 - 20:58
Con l’avvicinarsi delle batterie allo stato solido, per di più con nuovi materiali ignifughi, questo brevetto perde via via di importanza.
Ritratto di endurist
30 settembre 2026 - 22:42
Quando arriveranno le nuove batterie senza questi rischi ci penserò . Per ora solo termico .
Ritratto di Claudio Tolli
30 settembre 2026 - 23:42
Se l'ha progettata Stellantis (Peugeot/Citroen), come minimo ti si sgancia da sola in autostrada ai 130 km/h in galleria. Di Stellantis meglio non fidarsi, MAI!

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