Vari studi hanno dimostrato che le auto elettriche non sono maggiormente a rischio incendio rispetto alle vetture con motori a combustione. Al contrario, in termini puramente statistici, le EV si incendiano meno frequentemente.
Tuttavia, nei casi in cui un’auto a batteria prende fuoco, l’estinzione dell’incendio è molto più difficoltosa rispetto a un rogo tradizionale: ciò a causa del cosiddetto thermal runaway, una reazione chimica all’interno degli accumulatori al litio in grado di generare calore e gas che alimentano e rendono difficile da arrestare l’incendio. Per questo le case automobilistiche da tempo studiano sistemi che possano isolare la batteria in caso di incidente.
L’idea di staccare fisicamente la “pila” non è nuova: già un anno fa in Cina si sperimentava l’espulsione verso l’esterno del pacco batterie (qui la notizia). Quel sistema, sviluppato in modo indipendente dai costruttori, venne molto criticato dagli addetti ai lavori, ma ora anche un colosso come Stellantis ha depositato un brevetto per una tecnologia in grado di staccare fisicamente una batteria surriscaldata da un’auto (nel disegno qui sopra).
Il brevetto illustra un sistema di sgancio rapido comandato da un interruttore all’interno dell’abitacolo (potrebbe essere una leva, un pulsante fisico, un comando sullo schermo touch) che scollega la batteria ad alto voltaggio e la rilascia immediatamente dal veicolo.
Lo sgancio dell’accumulatore potrebbe avvenire tramite un telaio scorrevole oppure attraverso fissaggi pirotecnici. Mentre la batteria viene isolata dal veicolo, il motore elettrico viene collegato alla batteria a bassa tensione, consentendo all’auto di spostarsi autonomamente dall’unità appena rimossa.
Tale sistema permetterebbe di risolvere una delle criticità principali emerse con l’esperimento cinese: la pericolosità per gli altri di un pacco batterie da centinaia di chilogrammi espulso ad alta velocità verso l’esterno.
Tuttavia restano altri aspetti pratici da considerare attentamente prima di consentire a un veicolo di sganciare su una strada pubblica la propria batteria surriscaldata, che rappresenterebbe un pericolo per gli altri veicoli o per le strutture.
Bisogna ricordare però che per il momento siamo di fronte solamente a un brevetto e non basta il suo deposito per entrare in produzione: le case automobilistiche tutelano spesso soluzioni che poi non arrivano effettivamente sul mercato.







