Poche settimane fa la BYD aveva lanciato in Italia la campagna pubblicitaria “Purefication” in cui prometteva fino a 10.000 euro di sconto per chi avesse acquistato un’auto della casa cinese dando in permuta una vettura con la cinghia a bagno d’olio (qui la notizia).
Anche se non veniva mai citato esplicitamente il motore PureTech, il nome della campagna strizzava l’occhio ai problemi riscontrati sui motori di Stellantis, sui quali nel corso degli anni sono stati segnalati diversi guasti derivanti proprio dal degrado della cinghia a bagno d’olio (qui per saperne di più). Ora, il Giurì dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha bloccato gli spot della BYD.
Come riporta il sito web del Giurì, la sentenza ha ritenuto che la campagna della casa cinese fosse ingannevole, denigratoria e illecita sotto il profilo comparativo, disponendo lo stop della trasmissione e della pubblicazione dei messaggi pubblicitari.
La decisione è stata accolta con grande soddisfazione da Stellantis, che vede nella pronuncia “un importante riconoscimento della necessità di tutelare i consumatori e i concorrenti da messaggi pubblicitari scorretti”. La casa automobilistica nata dalla fusione tra i gruppi FCA e PSA “continuerà a promuovere una competizione basata sulla qualità dei prodotti e su una comunicazione chiara, completa e trasparente sulle caratteristiche degli stessi”.





























































