La storia tra la Suzuki e l’Italia compie quest’anno mezzo secolo: è infatti nel 1976 che nasce ufficialmente Suzuki Italia, incaricata della distribuzione dei prodotti della casa giapponese sul territorio nazionale. Tuttavia, il rapporto con l’Italia era iniziato già nel 1970, quando la SAIAD (Suzuki Articles Import And Distribution) aveva cominciato a importare le motociclette dell’azienda di Hamamatsu.
Tra i primi modelli a farsi conoscere dagli appassionati ci sono la Titan 500, la GT500 e la GT750. Parallelamente, la Suzuki si presenta nelle competizioni con l’Europa Racing Team, mentre sempre nel 1976 entra nel mercato italiano anche la divisione Marine, con la distribuzione dei motori fuoribordo DT a due tempi.

Gli anni ‘80 segnano l’allargamento della presenza Suzuki con l’arrivo nel 1981 della GSX1100 Katana, un modello destinato a segnare la storia del motociclismo. Lo stesso anno Marco Lucchinelli conquista il titolo mondiale della classe 500 con la RG500 del Team Gallina.
Nel 1982, la casa giapponese entra nel settore delle quattro ruote attraverso Autexpò, che distribuirà le auto del marchio fino al 1995. I primi modelli sono i fuoristrada LJ80, SJ410 e SJ413, ai quali seguiranno la Samurai, la prima Swift, la Alto, la Maruti 800 e la Wagon R. Nel 1988 arriva invece la prima Vitara, modello destinato a diventare uno dei nomi più riconoscibili della gamma Suzuki.
Nel 1985 debutta anche la GSX-R750, destinata a diventare uno dei modelli più importanti della storia delle motociclette sportive giapponesi. Nel frattempo continua lo sviluppo dei motori marini, con l’introduzione dell’iniezione dell’olio sui motori a due tempi e l’arrivo delle prime unità oltre i 100 CV.

Nel decennio successivo la Suzuki prosegue lo sviluppo tecnologico nei tre settori. Nel Marine arrivano i primi fuoribordo a iniezione elettronica e, nel 1994, le prime unità a quattro tempi da 9,9 e 15 CV. Nel motociclismo, il 1993 è l’anno del titolo mondiale di Kevin Schwantz nella classe 500 con la RGV500.
Sono anche gli anni di due modelli diventati particolarmente conosciuti: nel 1998 debutta il Burgman 400, mentre nel 1999 arriva la GSX-1300R Hayabusa, capace di raggiungere, secondo i dati ufficiali, oltre 312 km/h. Nello stesso anno debutta in Italia la Jimny, piccola fuoristrada destinata a rimanere a lungo nella gamma del marchio.

Il nuovo millennio porta altri modelli importanti, come la Ignis, una compatta che unisce caratteristiche da city car e da piccola suv lanciata nel 2000. Nel settore delle due ruote seguono la GSX-R1000, la V-Strom 1000 e il Burgman 650, mentre nel Marine il DF300 del 2004 introduce i comandi elettronici Drive-by-Wire.
Per le automobili il 2004 rappresenta un passaggio significativo, indicato dalla Suzuki come l’inizio della fase “Renaissance”. La seconda generazione della Swift diventa il simbolo di questo rinnovamento, insieme alla nuova Vitara e nel 2006 alla prima crossover del marchio SX4, a cui farà seguito nel 2013 dalla S-Cross.
Nel 2009 Suzuki Italia ospita anche il Centro Stile Europeo del costruttore giapponese, dedicato allo sviluppo del design dei futuri modelli a due e quattro ruote: la struttura mette in relazione designer di diverse nazionalità con i centri Suzuki di Hamamatsu e Yokohama e con Maruti Suzuki in India.

La storia più recente è segnata soprattutto dalla transizione energetica: la Suzuki indica in oltre 240.000 i clienti che hanno scelto una sua vettura ibrida, grazie anche alla gamma che si amplia con la plug-in Across nel 2020, la full hybrid Swace nel 2021 e gli aggiornamenti ibridi leggeri per la Vitara e la S-Cross nel 2022.
Nel 2024 arriva la quarta generazione della Swift, mentre tra le moto la GSX-S1000GX porta per la prima volta nella gamma Suzuki le sospensioni elettroniche. Nel 2025, invece, debutta la e Vitara, prima automobile 100% elettrica del marchio. Nello stesso periodo tornano anche nomi storici nel mondo delle due ruote, come la DR-Z4, e arrivano le GSX-8T e GSX-8TT, ispirate rispettivamente alla Titan 500 e alle sportive passate del marchio.
Anche il settore Marine continua a evolversi, con il sistema di raccolta delle microplastiche esteso nel 2022 ai fuoribordo da 100 a 140 CV e con la Stealth Line introdotta nel 2024.

Per il futuro la Suzuki indica una strategia definita “multipath” (qui per saperne di più), che non punta su una sola tecnologia per la transizione energetica, ma prevede l’impiego di soluzioni differenti in funzione dei mercati e delle esigenze: auto elettriche con batterie compatte, sistemi ibridi, motori termici evoluti e carburanti carbon-neutral come il biogas. Il marchio continua inoltre a lavorare sulla riduzione del peso dei veicoli e utilizza le competizioni, attraverso il progetto Team Suzuki CN Challenge, come laboratorio per sviluppare nuove soluzioni.









