Se il mercato globale continua a interrogarsi sul futuro delle elettriche pure, in Italia e in Europa c’è una certezza incrollabile: le vetture ibride stanno vivendo il loro momento d’oro. E quando si parla di tecnologia full hybrid applicata alle suv medio-grandi, lo sguardo si volge inevitabilmente verso il Giappone, dove questa filosofia è nata e si è evoluta, arrivando anche all’ibrido ricaricabile.

Le ultime generazioni di due vere e proprie istituzioni del segmento rispecchiano fedelmente questa maturità tecnica, proponendosi come stradiste ideali, spaziose e ricche di tecnologia per la famiglia: stiamo parlando della nuova Toyota Rav4 e della più recente Honda CR-V, due modelli che condividono una filosofia simile ma la interpretano in modo differente.

Entrambe puntano su motori ibridi, elevati standard di sicurezza e una forte attenzione all’efficienza, ma ciascuna conserva una propria identità ben definita. Quale delle due convince di più per design, abitabilità, tecnologia e piacere di guida?

Già lo stile delle due suv giapponesi mostra due personalità distinte. Con l’ultima generazione, sul mercato da alcuni mesi, la Toyota Rav4 conferma il suo stile robusto, suggerito da un frontale imponente, dominato dalle luci a “C” e con una mascherina a trama esagonale in tinta con la carrozzeria.
Le linee restano complessivamente tese e robuste, con la parte inferiore della carrozzeria protetta da ampi rivestimenti in plastica nera, in continuità visiva con il tetto scuro delle versioni bicolore. Dietro, il lunotto assume un’impostazione più verticale rispetto al passato, mentre i gruppi ottici diventano più sottili e contemporanei, separati dalla nuova scritta “RAV4”, particolarmente in evidenza.

Resta fedele all’impostazione delle generazioni precedenti anche la Honda CR-V, pur evolvendosi nel 2023 in modo più grintoso e dinamico. La zona anteriore adotta un’impostazione ordinata e lineare: la grande calandra trapezoidale, con motivo a nido d’ape e finitura nero lucido, si raccorda quasi senza interruzioni ai fari sottili e inclinati, che accentuano l’espressione decisa del frontale.
Anche il posteriore è piuttosto filante e dinamico: in corrispondenza dei gruppi ottici, particolarmente spigolosi e definiti, converge la sottile nervatura che nasce dai parafanghi anteriori e percorre l’intera fiancata sotto la linea di cintura, fino a unirli nello specchio di coda.

Metro alla mano, la differenza generazionale si fa sentire soprattutto sulla Honda. La CR-V è cresciuta in modo importante arrivando a ben 471 cm di lunghezza (ben 11 cm in più rispetto al passato), una scelta deliberata per lasciare spazio alla sorella minore ZR-V.

La Toyota Rav4 si ferma invece a 460 cm, risultando più compatta e teoricamente più agile nelle manovre cittadine. La crescita della Honda non si riflette però in modo evidente sul passo: quello della CR-V è di 270 cm, un solo centimetro in più rispetto a quello della Rav4.
Quasi identica e ottima per entrambe la capacità del bagagliaio: la Rav4 offre un vano generoso da 580 litri, mentre la CR-V risponde con 579 litri netti nella versione full hybrid a trazione integrale, che salgono a 587 per quella a trazione anteriore e arrivano fino a 617 nel caso della ibrida ricaricabile (grazie alla posizione della batteria sotto il divano nella plug-in, mentre sulla full hybrid si trova sotto al vano di carico).

Salendo a bordo, la filosofia costruttiva giapponese emerge nella massima cura degli assemblaggi, ma l’impostazione stilistica divide i due progetti. La plancia della Toyota Rav4 ha un’impostazione semplice e attuale: è realizzata con plastiche rigide dall’aspetto piuttosto economico, compensate da un’ampia fascia in tessuto gradevole al tatto. Integra due display: il cruscotto digitale da 12,3”, ben leggibile, e lo schermo “touch” da 12,9” dedicato a un infotainment ora più rapido.
Meno pratica, invece, la scelta di spostare sul monitor molte funzioni del climatizzatore bizona (restano fisici solo i comandi per temperatura e sbrinamento), mentre i quattro grandi pulsanti sotto le bocchette centrali servono esclusivamente per selezionare le modalità di guida.
Ben studiato il bracciolo anteriore, che può essere rimosso e capovolto per trasformarsi in un comodo vano portaoggetti. Il divano posteriore è ampio e permette a tre adulti di viaggiare senza difficoltà, con spazio abbondante per testa e spalle.

Appare un po’ più curato l’abitacolo della Honda CR-V, che adotta materiali plastici morbidi al tatto in tutta la parte alta della plancia e dei pannelli porta. I comandi principali sono immediati da individuare e le funzioni più importanti, come climatizzazione e volume, mantengono pratici pulsanti fisici.
Numerosi i vani portaoggetti, in particolare nella console centrale, dove trovano posto un capiente scomparto sotto il bracciolo, due portabicchieri e un ampio alloggiamento per gli smartphone con ricarica wireless integrata. Le poltrone anteriori, dotate di estese regolazioni elettriche di serie, offrono una seduta adatta a persone di qualsiasi statura.
Anche dietro lo spazio è generoso: le gambe hanno margine abbondante, il divano è largo e la posizione centrale risulta abbastanza confortevole grazie al tunnel quasi assente, pur con una seduta leggermente rialzata.

La gamma ibrida “tradizionale” della nuova Toyota Rav4 prevede due varianti: quella a trazione anteriore eroga 182 CV, mentre l’integrale, ottenuta tramite un motore elettrico dedicato sull’asse posteriore, raggiunge 190 CV complessivi. In entrambi i casi il sistema si basa sul noto quattro cilindri benzina aspirato da 2,5 litri, abbinato all’elettrico secondo lo schema full hybrid Toyota.
La plug‑in rappresenta invece il vertice della proposta. Adotta una nuova batteria agli ioni di litio di 22,68 kWh, che sulla carta permette fino a 100 km di guida a zero emissioni locali. Il motore elettrico anteriore cresce di potenza fino a 204 CV, affiancato da un’unità posteriore per la trazione integrale: la potenza di sistema raggiunge così 305 CV. Per la prima volta, la Rav4 “alla spina” è disponibile anche solo a trazione anteriore, con potenza complessiva ridotta a 268 CV.

La Honda CR-V è offerta in Italia in due varianti elettrificate: una full hybrid e una ibrida ricaricabile. Entrambe adottano lo stesso schema tecnico, basato su un quattro cilindri 2.0 a benzina a ciclo Atkinson che funge da generatore e interviene direttamente sulla trazione solo a velocità medie e costanti, affiancato da un motore elettrico dedicato alla spinta che eroga 184 CV e 335 Nm.
La versione full hybrid è l’unica CR-V a poter essere abbinata alla trazione integrale: un sistema tradizionale con albero di trasmissione che si disconnette automaticamente quando il 4x4 non è necessario, così da contenere i consumi. Solo a trazione anteriore invece è la plug‑in: anch’essa ha una potenza di 184 CV (dati unicamente dal motore elettrico) ma dichiara un centinaio di chilometri di autonomia a zero emissioni grazie a un accumulatore di 17,7 kWh.
Tra la Rav4 e la CR-V, la suv della Toyota è leggermente più economica, visto che il suo listino parte da 45.200 euro per la variante full hybrid a trazione anteriore da 182, contro i 46.900 euro (1.700 euro in più) della rivale della Honda per la versione analoga da 184 CV.
Se si sceglie la trazione integrale, la forbice di prezzo si riduce di 500 euro, visto che la prima parte da 47.700 euro mentre la seconda apre a 48.900 euro. Praticamente identici invece i prezzi delle versioni d’ingresso delle plug-in a due ruote motrici: la Toyota Rav4 parte da 50.700 euro, mentre la Honda CR-V da 50.900 euro.

























