PIÙ TEMPO PER RISPETTARE LE REGOLE - Al termine di oltre un mese di confronto con i rappresentanti dell’industria automobilistica, la Commissione Europea ha reso noto il piano d’azione per supportare il settore automotive del Vecchio Continente. È stata confermata la misura sul tema che più spaventava i costruttori, quella riguardante i nuovi limiti di emissioni della flotta: come anticipato qualche giorno fa (qui la notizia), le case avranno più tempo per rispettare i nuovi parametri più restrittivi, con il limite che passa da uno a tre anni. Rimane tuttavia in vigore l’obiettivo di vendere a partire dal 2035 solo auto a zero emissioni, sebbene l’esecutivo europeo si sia impegnato ad accelerare i lavori di revisione del regolamento, che sarà ridiscusso già quest’anno.
INCENTIVI EUROPEI - “Il nostro obiettivo reciproco è un'industria automobilistica sostenibile, competitiva e innovativa in Europa a beneficio dei nostri cittadini, della nostra economia e del nostro ambiente”, ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen (nella foto sopra). L’Unione sta studiando come incentivare l’acquisto di auto poco inquinanti da parte dei consumatori, dopo che molti Stati (tra cui l’Italia) stanno abbandonando gli incentivi governativi. La volontà è trovare schermi di incentivo economicamente efficienti, fiscalmente sostenibili e adattati alla maturità dei mercati.
INDIPENDENZA PER LE BATTERIE - La produzione di batterie per le auto elettriche non è ancora riuscita a prendere davvero piede in Europa, come dimostrano il fallimento della Northvolt e il ridimensionamento dei piani da parte della joint venture tra Stellantis e Mercedes. La UE metterà a disposizione 1,8 miliardi di euro nei prossimi due anni per creare una catena di approvvigionamento sicura e competitiva per le materie prime della batteria, con l’obiettivo di mantenere una solida base di produzione europea ed evitare dipendenze strategiche. L'Europa sta inoltre incoraggiando gli investimenti esteri nelle fabbriche di batterie, con l'avvertenza che qualsiasi partenariato deve condividere la tecnologia e offrire “valore aggiunto sufficiente” per l'UE.
TECNOLOGIE CONDIVISE - Nascerà un’Alleanza Europea per i Veicoli Connessi e Autonomi, che svilupperà di concerto la prossima generazione di veicoli definiti da software basandosi su elementi condivisi (architettura, componenti hardware e software), grazie a un investimento di circa un miliardo dal 2025 al 2027. Le auto a guida autonoma sono già una realtà in alcune parti degli USA e anche in Cina i test sono in fase molto più avanzata che da noi. Bruxelles propone di uniformare a livello europeo la guida autonoma, istituendo banchi prova transnazionali, corridoi autostradali dedicati ai veicoli autonomi, norme armonizzate per consentire ulteriori test.











































































































































