Si è chiuso con 7,146 miliardi di euro di ricavi netti il 2025 della Ferrari, con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente, facendo così registrare una forte crescita che ha portato a una parallela espansione dei margini di profittabilità. Le performance finanziarie, che fanno registrare anche un margine operativo al 29,5% e un flusso di cassa industriale superiore a 1,5 miliardi di euro, sono state sostenute dal mix di prodotto, dalle personalizzazioni e dalle sponsorizzazioni.
Naturalmente soddisfatto il ceo della casa di Maranello Benedetto Vigna: “La domanda di Ferrari continua a essere molto solida ed è gestita con rigore in ogni mercato, riflettendo il nostro modello di esclusività: il portafoglio ordini si estende verso la fine del 2027. Rimaniamo fedeli alla nostra identità: orientati al futuro e riconoscibili per la nostra volontà di progresso”.

Nel segmento delle auto sportive, la Ferrari ha proseguito nella strategia di esclusività, ampliando l’offerta e puntando sempre di più sulle personalizzazioni. Durante l’anno, i modelli delle famiglie 12Cilindri e SF90 XX hanno avuto un peso maggiore nel mix di vendite, mentre la Daytona SP3 ha concluso la produzione della serie limitata. Nel quarto trimestre sono iniziate, come previsto, anche le prime consegne della F80. Le consegne totali si sono fermate a 13.640 unità, volutamente stabili per facilitare l’importante rinnovamento della gamma, che continuerà fino al 2026.
Nel 2025, inoltre, sono stati presentati sei nuovi modelli - 296 Speciale, 296 Speciale A, Amalfi, 849 Testarossa, 849 Testarossa Spider e la prima fase della Ferrari Luce - destinati a incidere sulle consegne soprattutto dal 2026 in poi. Da gennaio a dicembre scorsi, i ricavi legati alle attività racing sono cresciuti ulteriormente, sostenuti da nuove sponsorizzazioni che confermano il forte richiamo del marchio in questo settore.
Anche i proventi commerciali della Formula 1 hanno registrato un aumento, favorito dal miglior risultato ottenuto nella stagione 2024 rispetto all’anno precedente. Riscontri positivi anche per il comparto Lifestyle, trainato soprattutto dalle licenze e dal successo di eventi e iniziative esperienziali. Tutto ciò ha permesso di raggiungere e superare gli obiettivi finanziari fissati per il 2025, nonché il conseguimento con un anno di anticipo dei target per il 2026, nonostante il complesso contesto geopolitico e macroeconomico.

Dei 7,146 miliardi di ricavi netti registrati nel 2025, la parte derivante da “Automobili e parti di ricambio” è stata superiore a 6 miliardi di euro, in crescita di quasi il 5%. I ricavi da “Sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio” hanno superato gli 800 milioni di euro (+22%) grazie soprattutto a sponsorizzazioni e attività lifestyle. L’utile operativo (EBIT) è stato di 2,11 miliardi (+12%), con un margine del 29,5%. L’aumento degli oneri finanziari netti è dovuto soprattutto agli effetti delle oscillazioni valutarie.
L’utile netto ha raggiunto 1,6 miliardi di euro, in crescita del 5% rispetto all’anno precedente, con un utile diluito per azione salito a 8,96 euro (contro 8,46 nel 2024). La generazione di cassa industriale è rimasta solida, superando 1,5 miliardi di euro, nonostante investimenti per circa 950 milioni. L’indebitamento industriale netto si è ulteriormente ridotto a 32 milioni di euro a fine 2025, anche dopo aver distribuito agli azionisti oltre 1,3 miliardi tra dividendi e riacquisti di azioni proprie.

Nel 2026 la Ferrari prevede un anno caratterizzato da un importante rinnovamento della gamma, con un mix di prodotto più favorevole e un crescente peso delle personalizzazioni, elementi che dovrebbero sostenere i risultati. I ricavi sono attesi in aumento anche grazie alle attività racing, spinte soprattutto dalle sponsorizzazioni, e al contributo del comparto Lifestyle, per il quale proseguiranno gli investimenti per ampliare l’offerta e la rete distributiva.
Parallelamente, l’azienda metterà in campo maggiori risorse per rafforzare il marchio, le attività sportive e la trasformazione digitale, con conseguente crescita degli ammortamenti legata all’avvio dei nuovi modelli. È previsto un impatto negativo dei cambi, al netto delle coperture, ma la generazione di cassa industriale dovrebbe restare solida grazie all’elevata redditività.



























