Dopo anni in cui la Lancia è stata rappresentata dalla sola Ypsilon, Da qualche settimana alla famiglia si è aggiunta la Gamma, la suv che insieme all’utilitaria dovrebbe guidare la rinascita del marchio anche a livello internazionale. La Delta, una nuova compatta inizialmente prevista per il 2028, sembra sia stata rimandata a data da destinarsi.
Ma continuano a esistere appassionati del brand che vorrebbero una Lancia capace di sfidare le grandi berline tedesche, come faceva la Thesis nei primi anni Duemila, quando provò a distinguersi con uno stile fuori dagli schemi e un abitacolo particolarmente curato. La Thesis originale arrivò nel 2002, raccogliendo il testimone della Kappa.
Le sue forme erano lontane da quelle delle concorrenti più convenzionali. Nonostante la personalità e l’attenzione agli interni, le vendite non furono sufficienti a garantirle un seguito: la produzione terminò nel 2009 e da allora Lancia non ha più avuto una vera ammiraglia.

A riaccendere il sogno è Sezer Design, che ha pubblicato sui social una reinterpretazione digitale della Lancia Thesis: non si tratta di un progetto ufficiale della casa, né di un’anticipazione di un modello attualmente in fase di sviluppo, ma una proposta stilistica di un appassionato che immagina come potrebbe essere una grande Lancia nell’era moderna.
Il render conserva alcuni tratti che richiamano il carattere del marchio, reinterpretandoli con un linguaggio più attuale. Il frontale è dominato dalla firma luminosa a calice, elemento ormai centrale nell’identità delle nuove Lancia, mentre le superfici sono più nette e i gruppi ottici molto sottili. La carrozzeria ha proporzioni slanciate, con un cofano lungo, il tetto scuro e una coda raccolta, collegata ai fanali da una fascia luminosa.
Anche l’abitacolo guarda al lusso, con rivestimenti color avorio, inserti dall’aspetto ligneo e un’illuminazione d’ambiente calda. La strumentazione digitale e gli schermi si integrano in una plancia dall’impostazione moderna. È un’interpretazione che prova a mettere insieme la tradizione delle berline di rappresentanza italiane e le aspettative di chi oggi cerca tecnologia e comfort.

Sviluppare oggi una grande berlina come la Lancia Thesis richiederebbe investimenti importanti, probabilmente poco giustificabili per un’auto appartenente a un segmento che da tempo ha perso terreno rispetto alle suv e nel quale i marchi tedeschi godono di una posizione consolidata. Per Stellantis quindi decidere di finanziare una nuova ammiraglia della Lancia sarebbe una scommessa difficile da giustificare sul piano commerciale.
Tuttavia, dal punto di vista industriale l’idea potrebbe non essere del tutto impossibile, ricorrendo a una piattaforma già utilizzata da altri modelli del gruppo come potrebbe essere la STLA One, la nuova architettura che dal 2027 farà da base ad almeno 30 nuovi modelli. In questo scenario, la prossima generazione della Peugeot 408 potrebbe rappresentare un punto di partenza interessante, se Stellantis decidesse di rinnovarla e se le caratteristiche tecniche del progetto fossero compatibili con una vettura di maggiori ambizioni.
Ma siamo nel campo della fantasia...






















