PRIMO CONTATTO

Audi Q5: comoda (sedili a parte) e ibrida leggera

L’Audi Q5 si aggiorna: cambia poco dentro e fuori, ma ora è ibrida “mild”. Valido il nuovo sistema multimediale e di qualità il comfort (tranne che per i sedili sportivi di serie).
Pubblicato 05 dicembre 2020
  • Prezzo (al momento del test)

    € 62.900
  • Consumo medio (dichiarato)

    15,9 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    139 grammi/km
  • Euro

    6d
Audi Q5
Audi Q5 40 TDI S line plus quattro S tronic
Fanali hitech

Tempo di una rinfrescata per l'Audi Q5, la suv più venduta del costruttore. All’esterno si nota una griglia un po’ più ampia e diversi paraurti e luci. Con 1.440 euro, quelle dietro principali possono essere di tipo Oled, ovvero a diodi con base organica: una tecnologia raffinata già usata per gli schermi di alcuni cellulari che permette di ottenere un’illuminazione omogenea, anche con veri e propri disegni (si può scegliere fra tre diversi). Col restyling non è stata purtroppo cambiata la posizione di quelle secondarie, posteriori. Poste molto in basso e agli angoli del paraurti sono meno visibili e piuttosto esposte alle “toccatine” da parcheggio.

Si chiama 40 ma è 2.0

Al momento sono ordinabili le Audi Q5 “duemila” (a benzina da 265 CV o a gasolio da 163 o 204 CV) e la 3.0 V6 diesel da 286 CV. La 40 TDI del test (ovvero la 2.0 da 204 CV) è abbinata alla trazione integrale e al cambio robotizzato a doppia frizione: parte da 53.500 euro. Conviene, comunque, scegliere la Business (3.250 euro in più): di serie ha anche il nuovo sistema multimediale connesso al web e con navigatore, oltre a svariati aiuti alla guida, quali il cruise control adattativo (in combinazione col cambio automatico provvede anche ad arrestare e far ripartire la vettura nel caso della marcia in colonna) e il mantenimento di corsia. La Business Advanced (58.300 euro) aggiunge, fra l’altro, Android Auto e Apple CarPlay, i cerchi di 18’’ e la piastra di ricarica per cellulari. In più, la S line ha paraurti specifici, assetto e sedili sportivi e i cerchi di 19’’.

Infine, l'Audi Q5 S line Plus del test è la più ricca: per 9.400 euro più della “base” offre anche cerchi di 20’’, sedili parzialmente in pelle, pedaliera in acciaio e pacchetto estetico S line. La Edition One, basata sulla S line Plus è una personalizzazione da 3.000 euro che si distingue per dettagli come gli adesivi col logo della casa sulle porte, i vetri scuri, finiture in nero lucido, i led che proiettano i quattro anelli sul terreno quando si apre la porta e poco altro. Tutte, però, fanno pagare i fari a matrice di led (da 1.340 euro), le luci soffuse nell’abitacolo (da 170 euro), la chiave “intelligente” (690 euro), la regolazione del supporto lombare (280 euro) e altre piccole cose che, visti i prezzi elevati, potrebbero essere di serie.

Nuovo infotainment

Nell’abitacolo dell'Audi Q5 le novità si limitano ai rivestimenti e agli schermi: quello al centro della plancia è ora di 10,1’’ e (finalmente) sensibile al tocco: impostare un indirizzo sul navigatore o gestire Android Auto e Apple CarPlay è decisamente più agevole. Sparisce, quindi, il rotellone con tappetino tattile davanti alla leva del cambio, sostituito da un vano con sportello piccolo ma profondo. Per il resto, trovano conferma gli intuitivi comandi a rotella per “clima” (trizona di serie per tutte) e audio. Piccoli ritocchi anche per la grafica del cruscotto digitale di 12,3’’, anch’esso di serie: ora non ha più sulla cornice gli indicatori a led per la temperatura del motore e la quantità di carburante rimasta. Queste informazioni sono integrate nello schermo.

Il divano scorre

L’abitacolo dell'Audi Q5 si conferma ben fatto, con montaggi a prova di critica. Rimangono alcune zone migliorabili, come la parte bassa della plancia in plastica dura, mentre certi accostamenti (ad esempio, l’alluminio spazzolato e la plastica nera, anche lucida) danno un’aria molto seriosa agli interni. Ben spesi i 420 euro per il divano scorrevole con schienale inclinabile e diviso in tre parti: una rarità per la categoria. Con esso, la capacità del bagagliaio passa da 520/1520 a 550-610/1550 litri. A voler cercare il pelo nell’uovo, però, quando si ripiega lo schienale si forma un gradino di 4 cm mentre, facendo avanzare la seduta, si crea un “buco” dove possono incastrarsi dei piccoli oggetti.

4x4 “furbo”

L’ultima evoluzione del conosciuto 2.0 a gasolio montato su questa Audi Q5 convince: grazie anche al lavoro del vellutato cambio robotizzato a doppia frizione, la spinta è vivace già poco dopo i 1.500 giri e non si avvertono “strappi” o buchi di erogazione. L’allungo è modesto, visto che poco dopo i 4000 giri ha già “dato tutto”, mentre l’insonorizzazione è curata: neppure in piena accelerazione la “voce” del 2.0 dà fastidio. Ridotte anche le vibrazioni: si notano appena e solo al minimo. Con questo motore è abbinata la trazione integrale quattro Ultra: a differenza di quella classica (riservata alla 3.0 V6 a gasolio) che è sempre in presa, qui normalmente sono le ruote anteriore a muovere la vettura. L’elettronica poi decide (anche in maniera predittiva, sulla base di quanto rilevato da vari sensori) quando fare entrare in azione quelle posteriori. Ciò avviene mediante due frizioni, una all’uscita del cambio e una nel differenziale posteriore, che permettono di ridurre gli attriti (e quindi i consumi) quando la trazione è anteriore: così si evita di far girare inutilmente componenti meccanici.

Promossa (quasi) in comfort

Tutte le Audi Q5 rinnovate sono ibride “mild” e godono, quindi, di agevolazioni locali riservate alle ibride: accesso a ztl, parcheggi sulle strisce blu e altro. Su quest’Audi un’unità elettrica viene mossa dalle ruote durante i rallentamenti e produce corrente, che viene immagazzinata in una batteria dedicata. A differenza delle ibride “leggere” tradizionali, però, questa energia non viene usata per spingere la vettura nelle accelerazioni, ma solo per far funzionare più a lungo i servizi di bordo quando il 2.0 è spento. In rilascio ciò avviene anche per diversi secondi: è il cosiddetto “veleggio” o “coasting”. Tutto avviene senza che il guidatore debba intervenire o se ne accorga e la Q5 ha nella semplicità d’uso e nel comfort proprio le sue armi migliori.

I comandi dell'Audi Q5 non disorientano, lo sterzo non affatica né in manovra né in velocità e il molleggio è di qualità, anche con i cerchi di 20’’ e le sospensioni di serie (optional, si possono anche avere gli ammortizzatori elettronici e perfino le molle ad aria, che permettono pure di alzare e abbassare l’auto rispetto al suolo). A deludere sotto questo punto di vista sono solo i sedili sportivi, di serie per questa versione e ai quali non c’è alternativa, che sono piuttosto stretti nella parte della seduta a ridosso dello schienale (anche per chi non è di “taglia forte”).

Secondo noi

PREGI
> Comfort. L’insonorizzazione convince e anche con le sospensioni di serie il fondo viene “lisciato” con efficacia
> Divano scorrevole. Poche rivali lo offrono e aiuta a gestire meglio lo spazio per persone e bagagli.
> Sistema multimediale. Finalmente è arrivato lo schermo tattile, che è ampio, reattivo, ben posizionato e persino di serie.

DIFETTI
> Luci posteriori. Quelle in basso sono esposte a urti e “toccatine” da parcheggio.
> Piano di carico. Abbassando gli schienali del divano, il piano non è in pari. E facendo scorrere le sedute si forma un “buco”.
> Sedili sportivi. Sono di serie per le versioni più ricche e non se ne possono avere di diversi: per alcuni la loro seduta può risultare troppo stretta.

SCHEDA TECNICA

Motore a benzina  
Cilindrata cm3 1968
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 150 (204)/3800-4200 giri
Coppia max Nm/giri 400/1750-3250
Emissione di CO2 grammi/km 139
Distribuzione 4 valvole per cilindro
   
Motore elettrico  
Potenza massima kW (CV)/giri -/-
Coppia max Nm/giri -/-
   
Potenza massima compless. kW (CV)/giri 150 (204)
   
No rapporti del cambio 7 (robotizz. doppia friz.) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 222
Accelerazione 0-100 km/h (s) 7,6
Consumo medio (km/l, ciclo WLTP) 15,9
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 468/189/166
Passo cm 282
Peso in ordine di marcia kg 1805
Capacità bagagliaio litri 550-610/1550
Pneumatici (di serie) 225/45 R20

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Ritratto di Flynn
5 dicembre 2020 - 07:11
Piuttosto che aggiungere 200kg tra motore elettrico , batteria e cavi preferisco di gran lunga questa soluzione. La Q5 pero’ avrebbe bisogno di un restyling serio, questa linea ha dato tutto. Incomprensibile la critica sui sedili: se non avessero la seduta stretta non sarebbero sportivi.
Ritratto di orlak
5 dicembre 2020 - 08:09
Ci sarà stretto e stretto. Magari per andare incontro ai più esili lo stretto "europeo" previsto è un po' troppo per le corporature meno esili, fra l'altro strano perché poi nella madrepatria del marchio (e impianto di produzione per l' europa), germania, sono mediamente grandicelli di corporatura. A meno che invece il dimensionamento non sia stato fatto in base all'impianto mexicano o ancor più cinese, o non so mi sembra che pure in india ne è prevista la costruzione; in tal caso la cosa quadrerebbe.
Ritratto di Flynn
5 dicembre 2020 - 08:15
Su BMW sono anni che sui sedili sportivi i fianchetti sono regolabili , anche sulle piccole. Audi niente? Strano!
Ritratto di Andre_a
5 dicembre 2020 - 11:04
9
Secondo me la critica non è sul fatto che i sedili sportivi siano stretti, ma che sulle versioni top di gamma di un'auto non certo sportiva come la Q5 si possano montare solo quelli.
Ritratto di Flynn
5 dicembre 2020 - 12:39
Si Andre hai ragione. Però appunto: sedile sportivo non regolabile? Va bene su Skoda, su Audi molto meno
Ritratto di katayama
6 dicembre 2020 - 10:23
In realtà su nessuna auto vanno bene, e posso assicurare che i sedili sportivi di VAG sono davvero fastidiosi e scomodi, specie con l'abbigliamento invernale, ma anche in generale. Sono magro, alto e di corporatura non certo esile. Credo pertanto di corrispondere ad un percentile fuori media, ma ad una percentuale di potenziali clienti quantomeno non trascurabile. O si adotta un approccio sportivo "light", tipo one-fits-all in tutti i sensi (ed oggi più che mai ci sta), oppure, se s'intende commercializzare un'auto sportiva d'un certo livello e con certe prestazion e prezzi, i sedili, le sospensioni e lo sterzo devono essere regolabili ed adattabili allo stile di guida voluto. Ho guidato auto che avrei rivenduto il giorno stesso. Rigide come l'auto dei Flintstones, fastidiosamente nervose allo sterzo e con sedili da montagne russe. Tenersela degli anni significa essere dei veri fachiri della guida. Anche no. Non faccio il pilota di mestiere, non mi pagano per stare dietro a un volante, semmai accade l'esatto contrario. Basta solo quel difetto rilevato per scartare a priori quest'auto, come tante altre del genere, non sufficientemente dotate. Basta veramente un solo particolare, se di particolare si può parlare, per rovinare la "festa".
Ritratto di Flynn
6 dicembre 2020 - 10:41
Ho gli sportivi sulla Skoda e mi sembrano lo siano solo nel design. La differenza con quelli della X1 e’ abissale
Ritratto di katayama
6 dicembre 2020 - 11:56
Ok, non bisogna generalizzare. Io ho avuto un'Audi volutamente configurata in modo non sportivo e ho avuto modo di guidare delle sportive VW e Seat. Skoda evidentemente fa scelte diverse. Lo fa da sempre. E che Skoda sia un po' fuori dagli schemi VAG, e a volte anche in aperto contrasto, è risaputo. L'ennesima conferma della bontà dei prodotti del marchio.
Ritratto di katayama
6 dicembre 2020 - 12:24
In aggiunta. Sono stato spesso in Rep. Ceca per lavoro, e di Skoda là ovviamente ce ne sono tante, a cominciare dalle immense Superb berlina che usano, tra l'altro, come taxi. I cechi, inoltre, sono di corporatura decisamente sopra la media europea. Quindi immagino che le auto se le "taglino addosso". Emblematico il fatto che all'aeroporto di Praga sia perennemente esposta una Skoda d'epoca color panna, evidente motivo d'orgoglio nazionale. In effetti, e ripsensandoci, le uniche Skoda sulle quali sono stato sono quei taxi che mi hano portato in lungo e in largo. Il comfort non è riscontrabile su altre vetture del gruppo. Forse un'Arteon o una Phaeton che fu, non certo una Passat o un'Audi A4 (sebbene certamente comoda e che ho avuto col 2.0 tdi). Già il fatto di inserire l'Octavia nel seg. C (una vera assurdità) fa capire quanto i loro standard siano oggettivamente diversi.
Ritratto di Giuliopedrali
6 dicembre 2020 - 12:52
Le Skoda Superb della fine anni 30 erano veramente superbe, però le Skoda 105 / 120 nuove a metà anni 80 le compravi solo perchè costavano meno della nostra 126 che era grande la metà... Prima invece ho visto una nuova Octavia e devo dire che la nostra Tipo vicino sembra un'auto di un'epoca passata.
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