PROVATE PER VOI

Alfa Romeo MiTo: sprint e guida sì, praticità ni

Prova pubblicata su alVolante di
giugno 2010

Listino prezzi Alfa Romeo MiTo non disponibile

Pubblicato 13 giugno 2010
  • Prezzo (al momento del test)

    € 20.800
  • Consumo medio rilevato

    12,2 km/l
  • Emissioni di CO2

    139 grammi/km
  • Euro

    5
Alfa Romeo MiTo
Alfa Romeo MiTo 1.4 Turbo MultiAir Quadrifoglio Verde S&S
L'AUTO IN SINTESI

Agile e dotata di una gran tenuta di strada, la Quadrifoglio Verde ha un 1.4 turbo da 170 CV che le conferisce un carattere da sportiva di razza. Ma è scomoda da caricare e, soprattutto dietro, la visibilità lascia a desiderare.

Posizione di guida
4
Average: 4 (1 vote)
Cruscotto
4
Average: 4 (1 vote)
Visibilità
2
Average: 2 (1 vote)
Comfort
3
Average: 3 (1 vote)
Motore
4
Average: 4 (1 vote)
Ripresa
5
Average: 5 (1 vote)
Cambio
4
Average: 4 (1 vote)
Frenata
4
Average: 4 (1 vote)
Sterzo
4
Average: 4 (1 vote)
Tenuta di strada
5
Average: 5 (1 vote)
Dotazione
4
Average: 4 (1 vote)
Qualità/prezzo
4
Average: 4 (1 vote)
PERCHÉ COMPRARLA
Una vera sportiva al giusto prezzo

La più brillante della gamma MiTo è spinta dal 1.4 MultiAir in “configurazione” da 170 CV e, come le altre versioni, permette di variare la risposta del motore per mezzo della levetta del sistema DNA: passando dalla modalità Normal alla Dynamic la Alfa Romeo MiTo si trasforma, con il motore che diviene rabbioso nella risposta e lo sterzo che si fa più rapido e diretto. Anche la taratura dell’Esp si adegua in modo che il dispositivo intervenga soltanto in situazioni effettivamente critiche, e con il contributo del differenziale autobloccante elettronico Q2 che favorisce la trazione, rende la vettura efficacissima  fra le curve. Esteticamente caratterizzata in misura molto blanda (doppio scarico, qualche dettaglio color titanio e cerchi di 17 pollici), la Quadrifoglio Verde ripropone i limiti delle altre versioni in termini di praticità: l’accesso al baule è scomodo, la visibilità limitata e l’abitabilità posteriore scarsa, tanto che il quinto posto è optional. In compenso, è irreprensibile per quanto riguarda la dotazione di sicurezza e permette di togliersi lo sfizio di possedere una “vera sportiva” senza spendere una fortuna.

Il quadrifoglio verde è l’emblema delle Alfa Romeo da competizione sin dagli inizi del secolo scorso, e ora lo ritroviamo anche nella più potente e sportiva delle MiTo, spinta da un 1.4 turbo MultiAir (con le valvole di aspirazione ad apertura variabile che “sostituiscono” le tradizionali valvole a farfalla) a benzina da 170 CV. La carrozzeria è caratterizzata in senso sportivo, ma senza risultare troppo vistosa: si distingue per alcuni dettagli color titanio (compresi i grandi cerchi di 17 pollici) e per il doppio scarico.

Come nel resto della gamma c’è la possibilità di modificare la risposta del motore e dello sterzo attraverso la levetta del sistema DNA, scegliendo fra le posizioni Normal (che garantisce la maggior facilità di guida), All-weather (adatta al fondo bagnato o, più in generale, con scarsa aderenza) e Dynamic: quest’ultima accentua la reattività della vettura e rende la guida particolarmente esaltante. Ma in ogni caso il comfort sullo sconnesso è limitato dalle sospensioni dure.

La risposta dello sterzo è pronta e precisa, e fra le curve la vettura ha un rollio molto limitato che ne esalta l’agilità; inoltre, c’è il differenziale autobloccante elettronico Q2 che migliora la trazione in uscita di curva, e l’Esp che – quando si guida in modalità Dynamic – lascia un po’ più di “libertà” alla vettura per aumentare il piacere di guida, pur senza compromettere la sicurezza. Il motore garantisce una spinta molto incisiva fra i 2500 e i 6000 giri, mentre l’allungo non è eccezionale.

Le dimensioni compatte rendono l’Alfa Romeo MiTo Quadrifoglio Verde adatta anche alla città, per quanto la forma del lunotto condizioni pesantemente la visuale posteriore e renda consigliabili i sensori di parcheggio (optional); abbastanza grande, ma poco pratico, il bagagliaio (a causa della forma dell’imboccatura). La dotazione di serie è sufficientemente ricca in rapporto al prezzo, e irreprensibile sotto il profilo della sicurezza (ci sono sette airbag). Tuttavia, il quinto posto – che comunque va considerato di fortuna – si paga a parte.

VITA A BORDO
2
Average: 2 (1 vote)
Sportiva con qualche rinuncia

Il rivestimento che imita la trama della fibra di carbonio rende ancor più attraente la plancia, anche se restano da migliorare alcuni dettagli, anche come qualità dell’assemblaggio. Il cruscotto a quattro elementi circolari ha un aspetto sportivo ed è ben leggibile, come pure risultano pratici quasi tutti i comandi; fanno eccezione quelli del “clima”, un po’ troppo in basso, e la levetta del sistema DNA: per azionarla ci si deve protendere in avanti. Le avvolgenti  poltrone anteriori rappresentano un buon compromesso fra sportività e comfort, anche se il bracciolo centrale (provvisto di un utile portaoggetti) si paga a parte. Dietro, c’è spazio sufficiente per due adulti, ma i passeggeri di elevata statura sfiorano il soffitto con la testa. Di serie i posti sono quattro, anche se, come optional, si può avere il quinto posto con la relativa omologazione: va considerato una soluzione di fortuna, ma è comunque utile anche perché comprende lo schienale diviso in due sezioni (pratico quando si vuole ampliare il bagagliaio). Quest’ultimo offre una capacità nella media della categoria, ma risulta scomodo nell’accesso a causa dell’imboccatura stretta e distante dal suolo.

Plancia e comandi
La plancia e la consolle della Alfa Romeo MiTo Quadrifoglio Verde riprendono lo stile (azzeccato) delle altre versioni, con la finitura superficiale a “effetto fibra di carbonio” che ne accentua ulteriormente la sportività; bello, ma non altrettanto piacevole al tatto, il volante rivestito in pelle, come pure si rileva qualche dettaglio realizzato in plastica economica e non assemblato a regola d’arte. Peccato che la levetta del sistema DNA, posizionata alla sinistra del tunnel, davanti alla leva del cambio, sia un po’ troppo distante dal posto guida; stesso discorso per i comandi del “clima”, mentre risultano facilmente raggiungibili tutti gli altri. Criticabile anche il navigatore (optional), poco intuitivo da impostare. Tradizionale e ben leggibile il cruscotto, con le lancette degli strumenti che effettuano un “check” andando sino a fondo scala ogni volta che si ruota la chiave di contatto; nello schermo del computer di bordo viene mostrata anche quando la modalità DNA in uso.

Abitabilità
Le avvolgenti poltrone anteriori offrono un equilibrato compromesso fra sportività e comfort: trattengono bene in curva senza risultare “costrittive” nei lunghi viaggi; la regolazione lombare è di serie dal lato guida, mentre per il passeggero si paga a parte, come pure è optional il bracciolo con portaoggetti (consigliabile, perché i portaoggetti non abbondano e il cassetto davanti al passeggero è piccolo). Il divano posteriore va bene per due adulti, a patto che non siano troppo alti. Il quinto posto (completo di poggiatesta) con la relativa omologazione, è disponibile pagando un sovrapprezzo: è stretto e va bene per un ragazzino, ma può tornare utile.

Bagagliaio
Sebbene in fatto di capienza sia allineato a quelli delle migliori rivali, e il vano abbia una forma interna abbastanza regolare, la MiTo non è una vettura pratica da caricare: il gradino fra la soglia e il pavimento del baule è di ben 32 cm e l’imboccatura è stretta, con gli sporgenti sostegni della cappelliera che peggiorano la situazione. Se si acquista il quinto posto si ottiene anche il divano suddiviso in due sezioni, che aumenta parecchio la versatilità della vettura; in ogni caso, quando lo si reclina, resta un fastidioso gradino sul fondo.

COME VA
5
Average: 5 (1 vote)
Piacere di guida senza controindicazioni

Le dimensioni compatte sono perfettamente “compatibili” con l’uso cittadino, anche se la visibilità limitata e il raggio di svolta decisamente ampio rendono impegnative le manovre, mentre le sospensioni sportive, sullo sconnesso, inevitabilmente trasmettono qualche scossone di troppo. Ovviamente, la Quadrifoglio Verde dà il meglio sui percorsi tortuosi: basta “settare” il sistema DNA in modalità Dynamic per ritrovarsi fra le mani una vettura piacevolmente reattiva e – al limite – anche “nervosetta” grazie all’Esp che interviene… quando proprio non ne può fare a meno. Il tutto è condito dalla vigorosa spinta del motore, incisiva già a partire dai 2500 giri e capace di riprese rapidissime anche in sesta marcia. È pure sufficientemente silenzioso, tanto che in autostrada il comfort è più che buono (non si è disturbati nemmeno dal rumore di rotolamento delle gomme o dai fruscii aerodinamici). Nonostante le prestazioni elevate, i consumi sono più che accettabili in qualsiasi condizione: mediamente si fanno più di 12 km/l.

In città
Con il sistema DNA impostato in posizione Normal si ottiene la massima facilità di guida dell'Alfa Romeo MiTo Quadrifoglio Verde, ma il motore risponde con prontezza solo accelerando a fondo: ci si deve abituare, come pure bisogna rassegnarsi alle sospensioni che risultano rigide sul pavè e al cambio dagli innesti piuttosto contrastati. La maneggevolezza è favorita dalle dimensioni contenute (406 cm di lunghezza) e dallo sterzo pronto, anche se il diametro di svolta elevato non aiuta nelle inversioni a U e nelle manovre, e la scarsa visibilità posteriore rende caldamente consigliabili i sensori di distanza (optional).

Fuori città
Agilità e precisione sono i pregi maggiori dell’Alfa Romeo MiTo: lo sterzo è prontissimo e permette di entrare in curva con estrema rapidità, soprattutto se si imposta la modalità Dynamic: in questo caso si adegua anche la taratura dell’Esp che rende più “libera” la vettura, al punto che sui percorsi tortuosi, rilasciando il gas, la coda tende ad allargare un po’ la traiettoria rendendo la guida ancor più divertente. Il motore è disponibile a partire dai 2000-2500 giri, e affondando l’acceleratore si fa quasi brutale, anche se superati i 6000 giri conviene cambiare marcia perché l’allungo è scarso e interviene il limitatore. Buoni i consumi: si superano i 14 km/l senza difficoltà.

In autostrada
La spinta del 1.4 turbo è sempre vivace e si ottengono riprese vigorose senza necessità di scalare rapporto: la riserva di potenza è più che abbondante e a 130 orari si viaggia con un filo di gas, per giunta con un buon comfort acustico visto che il motore non si fa sentire troppo; risultano contenute anche la rumorosità aerodinamica e quella dovuta al rotolamento delle gomme. Stabilità e frenata sono rassicuranti persino nelle situazioni di emergenza, ma resta il fatto che l’assetto sportivo, con cerchi di diametro elevato e pneumatici larghi e ribassati, rende la vettura molto sensibile al fondo stradale: se non è levigato, si è costretti a continue piccole correzioni di traiettoria.
 

QUANTO È SICURA
5
Average: 5 (1 vote)
Soddisfa sotto tutti i punti di vista

La tenuta di strada e la frenata sono da sportiva, grazie anche al sofisticato sistema DNA che “regola” l’intervento dell’Esp, del differenziale autobloccante elettronico e del servosterzo attivo, mettendo al riparo da brutte sorprese senza intaccare il piacere di guida. Altrettanto curata la dotazione riguardante la sicurezza passiva: c’è anche l’airbag per le ginocchia del guidatore. Ottima la capacità di protezione degli occupanti, che è valsa alla MiTo la valutazione massima prevista dal penultimo capitolato (quello in vigore sino a prima del 2009) dei crash test EuroNcap.

L’Alfa MiTo è uscita con cinque stelle (il massimo) dai crash test effettuati dall’EuroNcap per quanto riguarda la protezione degli occupanti, con tre stelle per i bambini e due stelle per i pedoni. Alla sicurezza passiva contribuisce una dotazione di tutto rispetto, che include, oltre agli airbag a tendina (che riparano la testa dei passeggeri) estesi ai posti dietro, anche quello per le ginocchia del guidatore. La sofisticata elettronica di controllo supervisiona la sicurezza di marcia senza mortificare la sportività: il sistema DNA, infatti, permette di scegliere fra tre diverse impostazioni (Normal, All-weather e Dynamic) ottimizzando di conseguenza la risposta del motore, del servosterzo e dell’Esp. Volendo, si possono aggiungere il pacchetto Sport Plus (con sospensioni elettroniche che interagiscono con il DNA), i fari bixeno e il cruise control.

NE VALE LA PENA?
4
Average: 4 (1 vote)
Promesse mantenute

I suoi difetti sono prevedibili perché coincidono con quelli delle altre MiTo, e riguardano la praticità del baule e la scarsa visibilità posteriore. Per il resto, ci sono solo pregi: si tratta di una piccola coupé con quattro posti “veri” e con un’estetica accattivante, che in questa versione Quadrifoglio Verde è ancor più aggressiva ma non scade nel pacchiano. I 170 CV del 1.4 turbo si sentono tutti e si sfruttano con grande piacere e facilità, grazie all’assetto “sano” e alla sofisticata elettronica di controllo che nulla toglie al piacere di guida. La dotazione di sicurezza è ai massimi livelli e anche aggiungendo qualche optional, come il cruise control, il prezzo non lievita troppo.

Chi vuole togliersi lo sfizio di possedere una “piccola bomba” senza spendere una fortuna non resterà deluso: questa MiTo “estrema” rende onore al simbolo del Quadrifoglio Verde. È una vera sportiva, con un carattere ben definito e qualità dinamiche difficili da riscontrare nelle rivali: ha un motore potente che sa diventare addirittura rabbioso, e fra le curve dimostra tutta l’efficacia derivante da un assetto ben congegnato, con un’elettronica di controllo nient’affatto invasiva e allo stesso tempo capace di garantire un elevato grado di sicurezza. Resta, comunque, una vettura in grado di rispondere alle esigenze di tutti i giorni e anche sufficientemente comoda, per quanto – proprio come le altre versioni della gamma – abbia un bagagliaio poco pratico e costringa a pagare pegno in termini di visibilità, soprattutto dietro. Fra i pregi va, in ogni caso, annoverato il prezzo: considerati i contenuti tecnologici, non è affatto esagerato. E anche aggiungendo qualche optional (come i sensori di parcheggio oppure il divano frazionato con il quinto posto) il conto non lievita eccessivamente.

PERCHÉ SÌ
 
 

Linea
Originale e aggressiva, con la sua marcata impronta Alfa Romeo si distingue nel panorama delle compatte. In questa versione è ancor più caratterizzata in senso sportivo, ma senza esagerare con soluzioni gratuitamente vistose.

Prestazioni
La generosa potenza erogata dal 1.4 turbo, assieme al peso relativamente contenuto, permette di ottenere prestazioni di primo piano sia in ripresa sia in accelerazione: la MiTo può tenere testa a vetture di categoria e cilindrata superiori.

Prezzo
Considerati gli elevati ed esclusivi contenuti tecnologici (a partire dal sistema DNA che permette di modificare il “carattere” della vettura), non è cara: difficile trovare rivali con prestazioni simili senza spendere di più.

Tenuta di strada
La generosa gommatura e l’assetto bilanciato, unitamente alla sofisticata elettronica di controllo, permettono di affrontare velocemente le curve in tutta sicurezza: la vettura è sempre precisa e “incollata” all’asfalto.

PERCHÉ NO
 
 

Baule
Il vano ha una forma regolare, facile da sfruttare, e la capienza è al livello di quelli delle migliori rivali. Tuttavia, l’imboccatura stretta e il cospicuo dislivello fra la soglia e il fondo rendono scomodo l’accesso: con i bagagli pesanti e voluminosi si fa fatica.

Comandi
Il navigatore (optional) è di utilizzo complesso e richiede un certo apprendistato. Scomode da raggiungere, perché troppo lontane dal posto guida, la levetta del sistema DNA e le manopole del climatizzatore.

Posti dietro
Il divano è stretto: va bene per due persone, meglio se non di elevata statura dato che lo spazio in altezza è alquanto limitato. Il posto centrale va considerato di fortuna e, per giunta, si deve pagare a parte.

Visibilità
In retromarcia, a causa del lunotto piccolo, si fa davvero fatica: i sensori sono un optional consigliabile. Inoltre, i vetri laterali piccoli e i montanti anteriori molto inclinati non sono il massimo per la visuale laterale e di tre quarti.

SCHEDA TECNICA
VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 6a a 6000 giri   221,6 km/h 219 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 7,8   7,5 secondi
0-400 metri 15,7 147,7 km/h non dichiarata
0-1000 metri 28,4 188,4 km/h non dichiarata
       
RIPRESA Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h in 4a 32,1 179,1 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h in 5a 29,7 173,3 km/h non dichiarata
da 80 a 120 km/h in 5a 8,7   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   10,6 km/litro 12,3 km/litro
Fuori città   14,5 km/litro 20,8 km/litro
In autostrada   11,1 km/litro non dichiarato
Massimo   4,0 km/litro non dichiarato
Medio   12,2 km/litro 16,7 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   38,9 metri non dichiarata
da 130 km/h   62,8 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   134 km/h  
Diametro di sterzata tra due marciapiede   11,3 metri 11,3
Cilindrata cm3 1368
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 125 (170)/5500
Coppia max Nm/giri 230/2500 (250/2500 con Dna in posizione Dynamic)
Emissione di CO2 grammi/km 139
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 406/172/145
Passo cm 251
Peso in ordine di marcia kg 1145
Capacità bagagliaio litri 270/950
Pneumatici (di serie) 215/45 R 17
I NOSTRI RILEVAMENTI
VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 6a a 6000 giri   221,6 km/h 219 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 7,8   7,5 secondi
0-400 metri 15,7 147,7 km/h non dichiarata
0-1000 metri 28,4 188,4 km/h non dichiarata
       
RIPRESA Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h in 4a 32,1 179,1 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h in 5a 29,7 173,3 km/h non dichiarata
da 80 a 120 km/h in 5a 8,7   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   10,6 km/litro 12,3 km/litro
Fuori città   14,5 km/litro 20,8 km/litro
In autostrada   11,1 km/litro non dichiarato
Massimo   4,0 km/litro non dichiarato
Medio   12,2 km/litro 16,7 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   38,9 metri non dichiarata
da 130 km/h   62,8 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   134 km/h  
Diametro di sterzata tra due marciapiede   11,3 metri 11,3
Cilindrata cm3 1368
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 125 (170)/5500
Coppia max Nm/giri 230/2500 (250/2500 con Dna in posizione Dynamic)
Emissione di CO2 grammi/km 139
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 406/172/145
Passo cm 251
Peso in ordine di marcia kg 1145
Capacità bagagliaio litri 270/950
Pneumatici (di serie) 215/45 R 17
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Ritratto di stig
16 luglio 2010 - 21:40
e tu hai ammesso che l'audi a1 è una polo con attaccati 4 cerchietti davanti...con la differenza che almeno il telaio della punto ha vinto nel 2006 il Campionato Italiano Rally, l'Intercontinental Rally Challenge e l'European Rally Championship; nel 2007 ha nuovamente dominato il Campionato italiano e nel 2009 il Campionato europeo....quindi non credo sia proprio da buttare...mmm e la polo? PS:non pensare che me la sia presa con te,ma sbavo per gli scambi di opinioni con persone che la pensano diversamente da me ;)
Ritratto di distrag
18 luglio 2010 - 20:28
bè effettivamente la publicità della polo cita migliore auto dell'anno. quidi. l'a1 è una polo ricarrozzata e vedrete che sbancherà il segmento! lamito non venderà più un fico secco
Ritratto di MIK_HF
13 luglio 2010 - 23:50
utenti che invece di sparare ca**ate come un fucile automatico potrebbero andarsene a quel paese. W IL CUORE SPORTIVO.
Ritratto di riccardo_1973
14 luglio 2010 - 10:30
Per chi come me ha posato le chiappe su un' Alfa pre anni 90', sa di cosa parlo. Ma i tempi cambiano... le vere Alfa non esistono più e bisogna adattarsi: è la triste realtà. Ho provato la MiTo Qv e comunque qualcosa che l' accomuna con le Alfa del passato c'è: l'ago della benzina che scende a vista d'occhio. Per il resto rimane un 1.4cc che muore a 5.500 giri pur con tanto di turbo compressore Garret installato. Turbo lag presente sotto i 2300 giri. Malgrado la presenza delle SDC la vettura sobbalza eccessivamente. Il posteriore dovrebbe avere un carico maggiore per sopperire alla perdita di trazione nei misti impegnativi. I risultati in pista si sono visti: Multiair ed elettronica invasiva la fanno viaggiare a Balocco come una Citroen C2 da 125cv.... e non solo. Assurdo. Il Quadrifoglio Verde è un simbolo che ha fatto storia dell' Alfa, un simbolo d' orgoglio per una vettura Italiana nel mondo. Dispiace.... ma con la MiTo 170cv non ha niente a che fare.
Ritratto di Limousine
14 luglio 2010 - 11:46
Purtroppo, per coloro dal palato facile che NON hanno MAI vista una VERA Alfa neppure nelle cartoline, pure questo cassonetto è "cuore sportivo". Poveretti, l'ignoranza - nel senso della mancanza di conoscenza, ergo di raffronto diretto - è davvero una gran brutta bestia. Comunque, per costoro, una VERA Alfa Romeo sarebbe troppo ONORE e - tutto sommato - si meritano davvero gli attuali BIDONI ricarrozzati by Fiat MiTo e Giulietta. Del resto chi è abituato al vino Ronco, troverà "disgustoso" il Barbera DOC.
Ritratto di liinkss
14 luglio 2010 - 12:56
9
Ma in fatti, quando mi trovo un vera Alfa pre-90 davanti, prego perché gira al primo incrocio, cosi magari smetto di respirare olio bruciato , ahah Domanda: ma si riesce a fare 5.000km senza dover passare dal meccanico? (ci sara qualche motivo perché non portano più il motore a 7000g/min)
Ritratto di Limousine
14 luglio 2010 - 13:10
Senza offesa, credo proprio di no. Non significa un benemerito TUBO che una Grande Punto ricarrozzata (MiTo) inquina meno d'una Giulia Super o di un'Alfetta. Sfido, la Grande Punto è stata progettata ieri, mentre le Alfa Romeo pre-Fiat risalgono a diversi decenni addietro. Però, ciononostante, se ti metti al volante di una Giulia (come di QUALSIASI altra VERA Alfa Romeo) dovresti (il condizionale, nel tuo caso, è d'obbligo) renderti conto di ritrovarti al volante d'una vettura con i controfiocchi, mentre se fai altrettanto col CASSONETTO MiTo (ma pure Giulietta) ti ritrovi al volante d'un tostapane (con tutto il rispetto per l'elettrodomestico). Ma, ripeto, per chi non ha MAI vista un'Autentica Alfa Romeo e stra-parla per giunta a SPROPOSITO, è meglio TACERE invece di fare figure barbine e da povero IGNORANTE!!! Prima guida una VERA Alfa Romeo (sempre se ne sei capace, in quanto bisogna saperci fare) e POI puoi pure permetterti il lusso di far paragoni. Collezionista Alfa Romeo d'epoca e Alfista DOC.
Ritratto di liinkss
14 luglio 2010 - 13:15
9
Ma dato che qua non si sta parlando di auto d'epoca, o di auto della domenica, ma di un auto che la gente compra e usarla tutti giorni, perché non vai a fare lo sb*r*ne su un forum dedicato alla gente come te?
Ritratto di mpresti
15 luglio 2010 - 12:28
Collezioni quindi anche ruggine e corto circuiti! Cerca di mettere i piedi per terra DEVI GUARDARE LE ALFA ROMEO PER QUELLO CHE SONO OGGI, auto moderne e tecnologiche, ben rifinite e dalla GUIDA APPAGANTE, che poi è quello che fa di un auto un'alfa romeo. Le tue vetture da museo vanno bene li dove sono, nel museo! Ricordati alla fine degli anni 70/inizio 80 cosa erano le tue alfa doc, dei cessi pieni di ruggine e di scricchiolii che hanno buttato fango su quello che era il prestigio della casa a cui tu fai riferimento, la fiat ha portato avanti un marchio demolito che ormai non esisteva. Si poteva fare meglio? Forse, ma i capitali? E non dirmi che Ford arebbe fatto meglio.
Ritratto di mpresti
15 luglio 2010 - 19:06
Guarda, adesso stai esagerando! E' vero che le Alfa Romeo un tempo erano superiori alla concorrenza mentre oggi è diverso, ma tu devi guardare le vetture nel loro insieme, prendi una Giulietta e confrontala con le concorrenti, vedrai quanti punti ha a suo vantaggio, non in tutti i settori è ovvio ma è un'eccellente rappresentante del suo segmento. E poi ancora con sto termine "ricarrozzata" è sbagliato, si parla di SINERGIE, e non ha senso progettare exnovo un telaio che deve avere gli stessi ingombri e caratteristiche di uno già bello e pronto, si va a personalizzare li dove conta per dare carattere alla vettura e sei a posto. Ma mica è una scoperta Fiat, tutti fanno così non farmi perdere tempo a farti l'elenco, ma poi mi sembra anche un discorso parecchio superato ormai e comunque non vale per la Giulietta che ha un telaio tutto nuovo. Saluti
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