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F1, a Suzuka è "guerra" di ali e dettagli: i segreti tecnici nel Gp del Giappone 2026

Pubblicato 26 marzo 2026

La terza tappa del Mondiale si rivela il palcoscenico ideale per le scuderie che vogliono affinare l’aerodinamica.

F1, a Suzuka è "guerra" di ali e dettagli: i segreti tecnici nel Gp del Giappone 2026

MERCEDES E HAAS: LA SFIDA DEGLI ATTUATORI

Iniziamo da un caso che ha fatto discutere: l’ala anteriore della Mercedes. Nelle prime gare, alcuni osservatori hanno notato che il passaggio dell’ala dalla modalità rettilineo a quella da curva avveniva in due fasi distinte. Il regolamento impone che questo movimento si completi in 0,4 secondi. Sulla vettura di Kimi Antonelli il "doppio scatto" è stato evidente, ma la scuderia ha chiarito che si è trattato solo di un errore di taratura dell’attuatore idraulico, escludendo furbizie tecniche.

Anche la Haas si è concentrata sugli attuatori, riuscendo a rimpicciolire quello dell'ala anteriore attiva situato sotto il musetto. Una riduzione che, sebbene difficile da scorgere a occhio nudo, serve a migliorare la pulizia dei flussi aerodinamici.

RED BULL: NON SOLO FIANCATE

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La Red Bull non smette di evolversi. Nonostante un pacchetto già massiccio nei test in Bahrain, a Suzuka è arrivata un’altra revisione importante. Gli ingegneri hanno lavorato sui condotti delle fiancate e sul bordo del fondo, dove spiccano dei ritagli ribattezzati "mouse holes" (buchi del topo). Questi elementi gestiscono il flusso d'aria all’interno delle ruote anteriori con una complessità tale che per gli avversari sarà difficilissimo copiarli. Molta attenzione è stata dedicata anche al raffreddamento dei freni posteriori, con condotti interni sofisticatissimi che servono non solo a smaltire il calore ma anche a generare carico aerodinamico.

FERRARI E ASTON MARTIN: INNOVAZIONE PURA

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La Ferrari ha mostrato un dettaglio del fondo davvero unico: delle sezioni di collegamento tra gli elementi del bordo d'attacco. Si tratta di una soluzione che nessun altro team ha ancora sperimentato e che testimonia la vivacità creativa del reparto tecnico di Maranello.

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In casa Aston Martin, l'influenza di Adrian Newey inizia a farsi sentire. La vettura presenta un'ala anteriore con un caratteristico "intaglio" (notch) sul bordo esterno, una soluzione insolitamente trascinata dal progetto 2025 al 2026. Ma la vera novità è sulla bandella laterale (endplate), dove è comparso un elemento triangolare che sembra gestire i flussi in modo opposto rispetto ai classici profili "outwashing", cercando di deviare l'aria verso l'interno. Restano però i grossi problemi di vibrazioni del motore Honda che compromettono tutto l'equilibrio della vettura.

L’ALPINE E I PROBLEMI DI GIOVENTÙ DELLA CADILLAC

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La Alpine, potendo contare su più ore di galleria del vento rispetto ai top team, ha scovato una piccola zona grigia del regolamento per installare una micro-aletta sopra l’attuatore dell’ala posteriore. È un dettaglio minuscolo, ma serve a estrarre ogni grammo di carico possibile.

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Infine, uno sguardo alla Cadillac, al suo terzo Gp. La vettura americana è ancora un po' acerba: in Cina ha perso dei pezzi di carrozzeria e, "sotto il vestito", il cablaggio appare ancora un po' disordinato. Tuttavia, il team sta lavorando duramente per snellire la vettura e renderla più affidabile; la strada è lunga, ma le basi per crescere ci sono.

COSA CI ASPETTA?

Dopo la pausa primaverile, il circus volerà verso Miami e il Canada (entrambe con formato Sprint). Ma il vero salto prestazionale è atteso per Barcellona, dove i team porteranno sviluppi così radicali che le auto che vediamo oggi potrebbero sembrare versioni totalmente diverse.



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