DFSK
E5
VS Forthing
U-tour
Il made in China offre ora alternative concrete nelle grandi familiari

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forthing
Il made in China offre ora alternative concrete nelle grandi familiari
A partire da
32.988
EURO
A partire da
33.900
EURO
versioni2Prezzo da 32.988 a 36.888 €Alimentazione PHB Dimensioni 476/187/171 cmBagagliaio 375/2215 litriPosti 7
  • Versioni
  • Prezzo
  • Alimentazione
  • Dimensioni
  • Bagagliaio
  • Posti
versioni4Prezzo da 33.900 a 36.500 €Alimentazione BGpl Dimensioni 485/190/172 cmBagagliaio 234/2032 litriPosti 5/7

Introduzione

Nel segmento dei grandi SUV e monovolume a sette posti di origine cinese, due proposte si contendono l’attenzione di chi cerca spazio, praticità e un prezzo contenuto: la DFSK E5 e la Forthing U-Tour (commercializzata anche come Cirelli 7). Entrambe puntano su dimensioni generose e un listino che parte da poco più di 33.000 euro, ma adottano filosofie diverse: la prima è un’ibrida plug-in a vocazione familiare, la seconda una monovolume tradizionale disponibile anche a GPL. Ecco un confronto completo per capire quale scegliere.

DFSK E5
Forthing U-tour

Design e dimensioni

La DFSK E5 si presenta come un SUV crossover massiccio, lungo 476 cm e alto 171 cm, con un frontale alto dominato da una mascherina a listelli e luci posteriori a LED collegate da una banda luminosa sul portellone. L’aspetto è imponente ma manca di fascioni in plastica nera, utili per proteggere la carrozzeria in città e nei parcheggi. All’interno può ospitare fino a 7 persone: lo spazio è abbondante e i rivestimenti in ecopelle su plancia, sedili e portiere trasmettono una sensazione di cura superiore alla media della categoria.

La Forthing U-Tour è invece una monovolume di 485 cm di lunghezza e 172 cm di altezza, con un look più grintoso grazie alla grande mascherina a clessidra ispirata a Lexus e ai fanali a “boomerang” uniti da una striscia LED. I cerchi da 18 pollici di serie e il portellone elettrico completano un pacchetto estetico moderno. L’abitacolo è ricercato, con pelle su plancia e sedili e un tetto panoramico di serie che illumina l’ambiente. Disponibile a 5 o 7 posti, offre una configurazione flessibile: due poltrone singole davanti e al centro, più un divano posteriore a tre nella versione a sette posti.

Sul fronte bagagli la DFSK E5 dichiara da 375 a 2.215 litri: il vano è piccolo con tutti i sedili in uso, ma diventa molto generoso abbattendo l’ultima fila. La Forthing U-Tour parte da soli 234 litri con sette posti (valore piuttosto risicato) ma arriva a 2.032 litri a sedili abbattuti, risultando comunque pratica per famiglie numerose. In sintesi, la E5 è più “SUV” nell’impostazione, mentre la U-Tour sfrutta meglio la lunghezza da monovolume per l’abitabilità longitudinale.

Prestazioni e motorizzazioni

Entrambe dichiarano 177 CV di potenza massima, ma le strade per arrivarci sono diverse. La DFSK E5 adotta un sistema ibrido plug-in con batteria da 17,5 kWh, motore elettrico da 110 CV e un 1.5 benzina da 109 CV, gestiti da un cambio a variazione continua. L’autonomia elettrica dichiarata è di 87 km (ciclo cinese, quindi da verificare nel reale utilizzo europeo), un valore interessante per chi può ricaricare a casa o in ufficio e vuole ridurre i consumi nei tragitti quotidiani. In modalità ibrida l’insieme è fluido e silenzioso, anche se il CVT non è il massimo per chi cerca reattività.

La Forthing U-Tour monta un 1.5 a benzina di origine Mitsubishi abbinato a un cambio a doppia frizione a 7 rapporti dagli innesti fluidi. La potenza c’è, ma la risposta all’acceleratore non è particolarmente pronta e l’auto risulta un po’ pigra in ripresa. La vera carta vincente è la versione a doppia alimentazione benzina/GPL, che permette di contenere sensibilmente i costi al chilometro. Non esiste una variante elettrificata, quindi l’autonomia dipende esclusivamente dal serbatoio e dallo stile di guida.

Chi percorre molti chilometri urbani e ha possibilità di ricarica troverà nella E5 un alleato conveniente; chi invece fa autostrada o non vuole pensieri legati alla spina orienterà la scelta sulla U-Tour, soprattutto nella versione a gas.

Tecnologia e comfort

A bordo della DFSK E5 si trovano uno schermo touch da 10,25 pollici (dalla risoluzione non elevatissima) e un cruscotto digitale da 7 pollici. Sono presenti alcuni ADAS come il monitoraggio degli angoli ciechi e l’assistente al cambio di corsia, ma mancano il cruise control adattativo e la frenata automatica d’emergenza, un’assenza rilevante in un’auto di quest’epoca. Le sospensioni morbide filtrano bene le sconnessioni, garantendo un buon comfort di marcia. La qualità percepita è adeguata al prezzo.

La Forthing U-Tour alza l’asticella della dotazione di serie: due display da 10,25 pollici affiancati, cruise control adattivo, monitoraggio angolo cieco e altri assistenti alla guida già inclusi. Peccato per l’assenza di Android Auto e Apple CarPlay, un limite fastidioso nella quotidianità. Il climatizzatore è solo monozona, quindi tutti i passeggeri devono adattarsi alle impostazioni del guidatore. Il tetto apribile in vetro e i comandi fisici per clima e freno di stazionamento elettrico migliorano la praticità. Nel complesso l’equipaggiamento è più completo e rassicurante rispetto alla rivale.

Entrambe offrono un comfort di buon livello per la categoria, ma la U-Tour convince di più per la ricchezza di sistemi di assistenza, mentre la E5 punta su un’esperienza di guida più silenziosa grazie alla modalità elettrica.

Aspetti economici

I listini sono molto vicini: la DFSK E5 parte da 32.900 euro e arriva a 36.800 euro, con un’unica versione plug-in e poche personalizzazioni (solo alcune tinte). La Forthing U-Tour oscilla tra 33.900 e 36.500 euro; si sceglie il colore e la configurazione a 5 o 7 posti, con un piccolo extra per la versione GPL che però si ripaga nel tempo.

I costi di gestione premiano la E5 per chi ricarica spesso (si viaggia a energia elettrica a basso costo), mentre la U-Tour a GPL risulta più conveniente per chi non ha accesso facile a una wallbox. La garanzia della Forthing è di 5 anni o 150.000 km, un argomento rassicurante. Entrambe offrono un rapporto qualità-prezzo aggressivo, tipico dei marchi cinesi che puntano a conquistare quote di mercato con dotazioni generose e prezzi contenuti.

Verdetto finale

La DFSK E5 è la scelta ideale per chi vuole un SUV ibrido plug-in spacioso, silenzioso in città e capace di percorrere decine di chilometri a zero emissioni locali. Perfetta per famiglie che possono ricaricare a casa e cercano un’auto versatile senza spendere cifre da premium. I limiti principali restano la carenza di alcuni ADAS fondamentali e il bagagliaio ridotto a sette posti in uso.

La Forthing U-Tour convince chi predilige una monovolume tradizionale, ricca di equipaggiamenti di serie (incluso il cruise adattivo) e con la possibilità di risparmiare grazie al GPL. È più adatta a chi fa tanti chilometri misti o autostradali e non vuole dipendere dalla ricarica. Il climatizzatore monozona e la mancanza di CarPlay/Android Auto sono i principali difetti, ma lo spazio e la garanzia lunga bilanciano il giudizio.

In sintesi: se la priorità è l’elettrificazione e il comfort di marcia in modalità EV, la DFSK E5 è la più indicata. Se invece contano dotazione di sicurezza completa, flessibilità di alimentazione e un’impostazione da vera monovolume, la Forthing U-Tour (o Cirelli 7) rappresenta l’opzione più razionale. Entrambe dimostrano che il made in China sa ormai offrire alternative concrete e convenienti nel segmento delle grandi familiari.

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