
Nel segmento dei monovolume e SUV a sette posti accessibili, due proposte cinesi con marchio o distribuzione italiana si contendono l’attenzione delle famiglie: la Cirelli 7 e la DFSK E5. Entrambe puntano su spazio generoso, dotazioni ricche e prezzi contenuti, ma con filosofie diverse: la prima è una monovolume versatile con motorizzazioni tradizionali e mild hybrid, la seconda una SUV plug-in hybrid orientata all’efficienza elettrica. Ecco un confronto completo per capire quale scegliere.


La Cirelli 7 (in realtà la Forthing U-Tour ribattezzata) misura 485 cm di lunghezza e 172 cm di altezza, presentandosi come un grande monovolume dal look spiccato. La griglia a “clessidra” con lamelle verticali e la firma luminosa a LED a tutta larghezza sul portellone motorizzato le conferiscono personalità. I cerchi da 18” di serie e il tetto panoramico apribile rafforzano l’impatto visivo, anche se vernice metallizzata e vetri scuri sono a pagamento.
La DFSK E5 è leggermente più compatta (476 cm di lunghezza, 171 cm di altezza) e adotta un’estetica da SUV massiccia, con frontale alto, mascherina a listelli e banda LED posteriore continua. Manca però la protezione dei fascioni in plastica nera, utile nei parcheggi. Entrambe offrono 5 porte e 7 posti, ma la Cirelli punta su quattro poltrone singole nelle prime due file e un divanetto posteriore (comodo per due, stretto per tre), mentre la DFSK privilegia un layout più tradizionale da SUV.
Sul fronte praticità, la Cirelli dichiara un bagagliaio da 234 a 2032 litri: ridotto con sette posti, ma espandibile in modo notevole. La DFSK parte da 375 litri e arriva a 2215 litri, risultando più generosa a pieno carico e meglio sfruttabile una volta reclinata la terza fila. Lo spazio interno è il punto di forza di entrambe: abitacoli ariosi e versatili, con la Cirelli che eccelle in comfort delle sedute individuali e la DFSK in modularità del vano di carico.
Entrambe dichiarano 177 CV di potenza massima, ma con architetture differenti. La Cirelli 7 monta un 1.5 turbo di origine Mitsubishi abbinato a un cambio a doppia frizione a 7 rapporti. È disponibile a benzina, a GPL o in versione mild hybrid (MHEV): la variante ibrida leggera aiuta nei consumi urbani, mentre il GPL conviene a chi percorre tanti chilometri. L’autonomia non è dichiarata in modo preciso, ma l’approccio resta convenzionale e collaudato.
La DFSK E5 adotta esclusivamente un sistema plug-in hybrid: motore 1.5 benzina da 109 CV abbinato a un elettrico da 110 CV, per 177 CV complessivi, gestiti da un cambio CVT. La batteria da 17,5 kWh promette fino a 87 km di autonomia elettrica (ciclo cinese, quindi da verificare nel reale). Ideale per chi può ricaricare a casa o in ufficio e vuole viaggiare a zero emissioni nei tragitti quotidiani. Le sospensioni morbide filtrano bene le asperità, privilegiando il comfort rispetto alla sportività.
In sintesi: la Cirelli offre più scelta di alimentazione e un cambio più reattivo; la DFSK punta tutto sull’efficienza PHEV e sui costi energetici ridotti in città, a fronte di prestazioni simili ma di un’erogazione più “fluida” e meno coinvolgente.


La Cirelli 7 stupisce per la dotazione di serie quasi da premium: plancia e sedili in pelle, poltrone anteriori riscaldate, ventilate e regolabili elettricamente, vano centrale climatizzato, tetto panoramico elettrico e due display da 10,25” (cruscotto e infotainment). I comandi fisici sono ridotti al minimo (freno elettrico, profili di guida, Hill Descent Control e manopole del clima). Il clima monozona appare però una nota stonata in un’auto così ricca, e il sistema multimediale pecca di scarsa personalizzazione e grafiche datate. In compenso la sicurezza è al top: cruise adattativo, frenata automatica, monitoraggio angolo cieco, mantenimento corsia, parcheggio automatico e camere a 360° di serie.
La DFSK E5 propone interni curati in ecopelle su plancia, sedili e portiere, con schermo touch da 10,25” (risoluzione non eccelsa) e cruscotto digitale da 7”. Il comfort di marcia è buono grazie alle sospensioni morbide. Sul fronte ADAS, però, la dotazione è incompleta: ci sono monitoraggio angoli ciechi e assistente al cambio di corsia, ma mancano cruise control adattativo e frenata automatica d’emergenza, nemmeno a richiesta. Un limite non trascurabile per la sicurezza quotidiana.
In Habitabilità e praticità d’uso la Cirelli convince di più per la qualità percepita e i gadget di comfort; la DFSK resta onesta nel rapporto qualità-prezzo ma meno completa negli assistenti di guida.

I listini sono molto vicini: Cirelli 7 da 31.800 € a 37.800 €, DFSK E5 da 32.900 € a 36.800 €. La Cirelli offre più versioni (benzina, GPL, MHEV) e un equipaggiamento di serie che sconfina nel lusso, rendendo il rapporto qualità-prezzo particolarmente allettante. La DFSK ha un’unica versione PHEV e poche personalizzazioni (solo tinte), ma può far risparmiare sensibilmente su carburante e bollo grazie all’autonomia elettrica, a patto di ricaricare con regolarità.
I costi di gestione dipendono dall’uso: per chi fa tanti km extraurbani il GPL della Cirelli è conveniente; per i pendolari con possibilità di ricarica la DFSK E5 riduce drasticamente i pieni. Manutenzione e ricambi restano da valutare presso le reti ufficiali, ancora in fase di consolidamento per entrambi i marchi. Nel complesso, la Cirelli appare più generosa di dotazioni a parità di prezzo, mentre la DFSK punta sul risparmio energetico a lungo termine.

La Cirelli 7 è la scelta ideale per le famiglie numerose che cercano massimo spazio, comfort elevato e una dotazione di sicurezza e comodità completa senza sorprese. Perfetta per chi viaggia spesso a pieno carico, apprezza le poltrone individuali e vuole la flessibilità di benzina, GPL o mild hybrid. Il clima monozona e l’infotainment migliorabile sono i principali difetti in un pacchetto altrimenti molto convincente.
La DFSK E5 si rivolge a chi può sfruttare la ricarica domestica e vuole ridurre i costi di esercizio con un’autonomia elettrica dichiarata di quasi 90 km. È più adatta a un uso misto città-extraurbano, con attenzione al comfort di sospensione e a un bagagliaio più generoso a sette posti. Meno indicata per chi cerca ADAS completi o varietà di motorizzazioni.
In conclusione: se privilegi spazio, allestimento ricco e versatilità di alimentazione, la Cirelli 7 è imbattibile in questo range di prezzo. Se invece l’obiettivo principale è viaggiare in elettrico nei tragitti quotidiani e contenere i consumi, la DFSK E5 rappresenta un’alternativa interessante, a patto di accettare qualche rinuncia sul fronte della sicurezza attiva. Entrambe confermano come l’offerta cinese stia alzando l’asticella del rapporto contenuto-prezzo nel segmento dei sette posti.











