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Ecco perché l'Alfasud è una delle Alfa Romeo meno capite

Pubblicato 04 luglio 2026

Prodotta in oltre un milione di esemplari, l’Alfasud cambiò per sempre le sorti dell'Alfa Romeo, che mai, prima di allora, si era avventurata nella categoria delle compatte.

Ecco perché l'Alfasud è una delle Alfa Romeo meno capite

LA PRIMA ALFA “POPOLARE”

Appena nata, in gioventù e per un bel pezzo della sua esistenza, l’Alfa Romeo Alfasud ha diviso gli automobilisti tra quelli che, da intenditori di tecnica, si meravigliavano del suo elevatissimo tasso innovativo, e quelli che, guidati da facili pregiudizi legati a un nome che pareva condensare tutte le disgrazie di un Sud che funzionava poco e male, non riuscivano nemmeno a considerarla una vera Alfa Romeo. Oggi, però, dopo oltre 50 anni, l’Alfasud unisce, e senza nemmeno l’ombra di una crisetta di mezza età.

Ora che è diventata a tutti gli effetti una macchina da collezione, la famigerata ruggine è un ricordo sbiadito, perché sotto quello sciagurato velo di corrosione che le si è appiccicato addosso nella prima parte del suo lungo ciclo vitale vive, più luminoso che mai, il mito dell’Alfa Romeo più venduta di sempre, quella che ha unito il Nord e il Sud del nostro paese, ma soprattutto quella che ha permesso per la prima volta a moltissime persone (più di un milione) di comprare una vettura con il Biscione visconteo sul cofano. 

alfa romeo alfasud 6

UNA STORIA PIENA DI SIGNIFICATI

Simbolo e motore di un Mezzogiorno depresso in cerca di riscatto, troppo a lungo l’Alfa Romeo Alfasud ha scontato il peso delle sue pur nobili origini meridionali. Costruita nella più classica delle cattedrali del deserto da una manodopera non sempre all’altezza nel pieno del “lungo autunno” delle lotte operaie, l’Alfasud di Pomigliano d’Arco rimane un contenitore pieno di contraddizioni e di significati.

Da un lato, la straordinaria cifra innovativa del progetto; dall’altro, la più grande sfida nella storia dell’Alfa Romeo, affrontata sullo sfondo di un contesto in chiaroscuro, quello delle Partecipazioni statali, in cui la politica e l’industria pubblica, tra molti sforzi e altrettanti errori, hanno tentato di modernizzare il Sud.

Una sfida, purtroppo, vinta solo a metà, perché l’Alfasud è sì riuscita a raddoppiare i volumi produttivi dell’azienda, che con il “miracolo” Giulietta, nel secondo dopoguerra, era già cresciuta di dieci volte rispetto al periodo pre-bellico in cui era una realtà ancora semi-artigianale, ma ha pure segnato l’inizio del lento declino che, nel 1986, ha sancito la fine dell’Alfa Romeo come industria di Stato e il passaggio alla Fiat.

alfasud spaccato trasparenza tecnica

Lo schema tecnico evidenzia il posizionamento a sbalzo del motore boxer con il cambio in linea.

UN PROGETTO GRANDIOSO

Con la costituzione dell’Inca (Industria Napoletana Costruzioni Automobili), l’Alfa Romeo avviò il progetto di una vettura compatta, con un motore boxer a quattro cilindri e la trazione anteriore, da produrre in una nuova fabbrica a Pomigliano d’Arco, già sede di uno storico polo industriale della casa milanese. Il nuovo modello, che si preparava a entrare a gamba tesa nella categoria delle compatte, all’epoca presidiata dalla Fiat, cominciò a prendere forma tra l’estate 1967 e l’inizio del 1968.

La progettazione della meccanica fu affidata dall’allora direttore generale dell’Alfa, l’ingegnere austriaco Rudolf Hruska, al collega Domenico Chirico, mentre dello stile si sarebbe occupata la neonata Italdesign di Giorgetto Giugiaro. L’incontro tra la grande vocazione industriale del Biscione e l’estro creativo del designer torinese, autore di una linea snella e filante, che racchiudeva un abitacolo incredibilmente spazioso in rapporto agli ingombri esterni, diede vita a una vettura innovativa.

alfasud ti 1973

L'Alfasud TI del 1973.

PICCOLA, GRANDE ALFA

Il primo modello dell’Alfa Romeo Alfasud, presentato al salone di Torino del 1971 e commercializzato a partire dall’anno successivo, aveva una carrozzeria a quattro porte (la versione a due porte non superò lo stadio di prototipo), era spinto da un grintoso 1.2 a quattro cilindri contrapposti da 63 CV accoppiato a un cambio a quattro marce e superava di slancio i 150 km/h.

Numeri impensabili anche per le migliori concorrenti dell’epoca. I primi aggiornamenti della gamma risalgono al 1974: la berlina, a cui si affianca una pratica versione giardinetta a tre porte, fu proposta nelle versioni N e L. Nel 1975 debuttarono le versioni 5m, dotate di un cambio a cinque rapporti.

DUE PORTE CON BRIO

Per sottolineare la vocazione sportiva del nuovo modello e scongiurare il rischio che la versione a due porte, già sperimentata in fase prototipale, avesse un’immagine non all’altezza del marchio, nel 1973 fu lanciata l’Alfasud TI, acronimo che sta per Turismo Internazionale e rimanda ai fasti delle 1900, Giulietta e Giulia, le berline da famiglia che vincevano le corse negli Anni 50 e 60.

Grazie all’adozione di un carburatore a doppio corpo e a un aumento del rapporto di compressione, il “milledue” boxer del modello base passò da 63 a 68 CV, sufficienti a spingere l’auto alla soglia dei 160 km/h. 

alfasud sprint

La coupé Alfasud Sprint, disegnata da Giugiaro come la sorella berlina.

CHE SPRINT

Se con la TI, dotata di spoiler posteriore e ruote più larghe, l’obiettivo di rendere più accattivante l’estetica dell’Alfasud era stato centrato, è con la Sprint del 1976 che la compatta di Pomigliano d’Arco varca la soglia d’accesso al mondo delle piccole sportive. Nel disegnarla, Giugiaro s’ispirò alla “sua” Alfetta GT, riproponendone in scala ridotta le linee tese e spigolose e l’andamento discendente del tetto verso il padiglione posteriore.

Con un aumento della corsa dei cilindri da 59 a 64 millimetri, il motore raggiunse una cilindrata di 1286 cc e una potenza di 76 CV, che divennero 79 CV nel 1978, anno del debutto di un nuovo 1.5 da 84 CV. Nel 1979 la gamma si amplia con le versioni Veloce ad alimentazione singola: il 1.3 guadagna 7 CV, il 1.5 undici, per una velocità massima di 175 km/h.

LA SECONDA SERIE È SUPER

Gli iniziali problemi di qualità, il più allarmante dei quali era rappresentato dalla corrosione precoce di alcune parti della carrozzeria, vennero risolti nel 1977 con il lancio della seconda serie dell’Alfa Romeo Alfasud, denominata Super. Insieme ad alcuni aggiornamenti esterni e interni, furono adottati metodi produttivi più efficaci che prevedevano il trattamento Zincrometal, un processo in grado di sconfiggere l’incubo della ruggine.

alfa romeo alfasud 1.2 4m 3a serie

Il restyling degli Anni 80.

IL BOOM DELLA PLASTICA

Negli Anni 80 le nuove tendenze stilistiche suggerirono alle case costruttrici un maggior impiego di parti in plastica verniciate di nero. L’Alfa Romeo abbracciò questa nuova moda, scovando un modo semplice ed economico per rinnovare l’immagine dell’Alfasud. Oltre ai nuovi paraurti in plastica integrati, il nuovo modello sfoggiava anche una mascherina ridisegnata e fari posteriori di maggiori dimensioni. 

FINALMENTE ANCHE A TRE PORTE

Sebbene un layout della carrozzeria con il portellone fosse stata ampiamente studiata prima della messa in produzione del primo modello, per ragioni di costo l’Alfa Romeo Alfasud a tre porte entrò in listino solo nel 1981. Il bagagliaio era leggermente più piccolo rispetto alla quattro porte, ma decisamente più versatile e sfruttabile, soprattutto abbattendo lo schienale posteriore. Questa configurazione fu adottata anche per le due Alfasud TI, la 1.3 e la 1.5, entrambe ad alimentazione singola.

alfa romeo alfasud ti 1982

La versione sportiva TI del 1982.

PASSAGGIO DI CONSEGNE 

All’alba degli Anni 80 i temi della sicurezza e della riduzione dei consumi destarono l’attenzione dei grandi costruttori. La sfida dell’auto del futuro, per l’Alfa Romeo, passò anche dalle Alfasud Esvar - Svar, che introdussero il sistema CEM (Controllo elettronico motore) e svariate migliorie aerodinamiche.

Sulla Svar, in particolare, furono sperimentati le sospensioni e i freni che avrebbero equipaggiato la futura 33, ultima gloriosa erede, prodotta dal 1983 al 1994 in due serie, dell’Alfasud, della quale conservava l’impostazione meccanica e la brillantezza di guida, oltre che l’inconfondibile e accattivante rombo del motore boxer.

LEGGI ANCHEGiorgetto Giugiaro racconta l’Alfasud

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Ritratto di forfElt
5 luglio 2026 - 11:47
Bah*, anche nella peggiore delle visioni che uno possa avere su tutto quanto annesso e connesso a tale auto / periodo = c'era comunque dinamismo nel voler metter giù qualcosa come prodotto, come fonte di lavoro, ecc.ecc. *Mo' oramai l'idea "migliore" sarà se si riesce a fargliela fare agli orientali e ricaricarci per rivenderla alla meglio a proprio brand, alla peggio fra poco forse senza nemmeno rimarchiarla ma solo proponendosi come "oh, ma vi serve per caso qualche autosalone su cui poggiarvi?". Nzomma: qui paranoie mentali un po' sulla qualunque (persino su dimensioni e geometrie degli ortaggi), laddove altrove a testa bassa "produrre-produrre-produrre", se serve anche "a carbone" => siam senza speranza (?, bah vedremo mo' sse cose della e(u)-car (esiste ancora come idea o s'è già persa?) e del 70-70-70-70-70-70...)
Ritratto di Qin Shi Huang
5 luglio 2026 - 16:10
Beato te...
Ritratto di Lapo3
5 luglio 2026 - 22:43
La UE sta ricambiando ovviamente e giustamente tutto. L'unico problema é che i ldanno l'hanno purtroppo fatto: han creato il problema e poi solo ora cercano di fare marcia indietro.
Ritratto di pierfra.delsignore
5 luglio 2026 - 23:40
4
Eh si il resto del mondo doveva rimanere fermo e solo noi essere in grado di fare auto
Ritratto di forfElt
6 luglio 2026 - 05:54
Esatto/Vero. Quelli davvero "si" credevano che il mondo li stesse ad aspettare mentre che loro tipo decidevano togli 2mm alla zucchina per certificarla / metti +3gr al pomodoro altrimenti va buttato...
Ritratto di pierfra.delsignore
6 luglio 2026 - 08:58
4
Quelli anche che si pensavano che la soluzione fosse tornare indietro di 100 anni, o tornare al diesel fissa tutto italo tedesca, l'errore dell'UE è stato nell'ordine: non incentivare le case europee a consorziarsi e fare piattaforme ibride comuni entro il 2021, non usare la "scusa" sicurezza militare, per produrre batterie in Europa finanziate direttamente dall'UE, non avere contratti in cui in cambio di tecnologia ci accaparravamo le materie prime necessarie a produrre le batterie, non affrontare l'energia come fanno i cinesi, ossia considerarlo un asset strategico militare ed usare solo tutto quello che ti rende indipendente: eolico, solare, idroelettrico, nucleare e il gas naturale che in tanti paesi: Germania, Spagna e pure Italia hanno e non estraggono per paranoie anti scientifiche di subsidenza, terremoti etc. La Norvegia estrae il suo petrolio ed è ancora lì a dispetto di film e previsioni catastrofiste.
Ritratto di pierfra.delsignore
6 luglio 2026 - 09:00
4
Altro errore strategico europeo è pensare che il mercato non sarebbe mai mutato, che avremmo sempre venduto con gli stessi volumi in Cina ed USA e non volere autonomia energetica e dipendere dal dittatore fascista in salsa ortodossa Putin e quando questo non è stato più possibile dal Qatar ed Algeria, ossia non aver capito nulla dagli errori del passato
Ritratto di forfElt
6 luglio 2026 - 09:10
Purtroppo non gli si può dare manco particolarmente torto, a tutti quessi che dici. Le genti dicono/proclamano che correranno a subito prendersi una bev e poi invece si prendono giusto una hybrid (nemmeno alla spina, phev/erev, ma proprio che tocca ancora sempre e solo passare per un distributore di carburanti)... :(
Ritratto di forfElt
6 luglio 2026 - 09:18
Nzomma: c'è troppo retrogradismo fattuale, quando poi tocca comprarla davvero l'auto, a fronte di un ben molto più facile paventato limitarsi a sventolare una bandiera di avanguardismo per forum e simili vari (là tutti bravi a essere "futuristici", finché c'è solo da scriverne). Mi sa che non ce ne usciamo per il momento; speriamo nelle nuove generazioni (che quelli son tosti, eh). :(
Ritratto di RaptorF22Stradalee
6 luglio 2026 - 09:43
Adesso visto quello che producono tutte le case a batterie é bellissima soprattutto rossa
Ritratto di ALBARCA
5 luglio 2026 - 11:59
1
Comunque grande auto !!!
Ritratto di Quello la
5 luglio 2026 - 12:03
Quanto mi manca il concittadino disegnatore di fiancate: le ha azzeccate tutte.
Ritratto di Ultimojedi
5 luglio 2026 - 12:40
Grande auto. Non così la 33, che aveva un banalissimo ponte rigido posteriore, un' elettronica da brivido (nel senso di film dell' orrore) e la meccanica peggiorata in tutto, anche se con una linea che oggi le compatte si sognano.
Ritratto di elio883
5 luglio 2026 - 12:52
A parte la ruggine è stata una grande auto italiana quando ancora eravamo capaci e comunque l'Alfa meno capita è stata l'Arna .
Ritratto di Fox 7
5 luglio 2026 - 13:03
+1
Ritratto di Andre_a2
6 luglio 2026 - 10:09
A parte la ruggine, gli assemblaggi, l'affidabilità... Serve a poco essere una grande auto se ogni mattina devi giocare alla roulette per vedere se parte
Ritratto di Mauro1971
5 luglio 2026 - 13:19
1
Se fai assemblare ai napoletani questo è ciò ottieni..alle 16 rallentano ..preferisco il polacco o il tedesco ...alle 17 si rallenta..idem Opel corsa..assemblata da cani a Saragozza...dimmi dove sei e ti dirò come sarai fatta
Ritratto di Ilmarchesino
5 luglio 2026 - 19:09
3
Ti sbagli su i napoletani... fu tutta colpa del sindacato.. Altrimenti come lo spieghi che a Pomigliano giravano tutti in Alfasud poi alfa 33 ed ora Pandina..non dimenticare la.proma Giulietta anni 80
Ritratto di Lapo3
5 luglio 2026 - 13:58
Da un vecchi oarticolo di un quotidiano nazionale: "La doverosa premessa, a parziale giustificazione delle magagne sofferte dalle prime Alfasud, è il contesto socio-culturale nel quale questa macchina prende forma. Gli innumerevoli e consistenti scioperi degli operai di Pomigliano d'Arco, insieme a radicate forme di assenteismo e, soprattutto, a una povera conoscenza delle quattro ruote di un nutrita frangia della manodopera, verificò l'immissione sul mercato di numerosi modelli con assemblaggi scadenti in cui nemmeno i bulloni venivano avvitati. Il problema maggiore, tuttavia, era la ruggine, che si formava ben presto sui parafanghi, passaruota e altre zone sensibili dell'auto. Le lamiere non venivano zincate e la leggenda afferma che venissero lasciate all'aperto, a contatto con l'aria salmastrosa di Pomigliano, poi montate già guastate su automobili nuove. Il danno d'immagine fu notevole per un'auto formidabile su strada e che costava nel 1972, la bellezza di 1.420.000 lire."
Ritratto di Ilmarchesino
5 luglio 2026 - 19:11
3
I lamierati a Pomigliano venivano consegnati già difficoltosi
Ritratto di Alexspc79
5 luglio 2026 - 14:01
14
Ma dai, un vero alfista direbbe la Arna
Ritratto di Miti
5 luglio 2026 - 14:45
Nel Regno Unito si diceva che potevi andare dal concessionario al primo semaforo. Se pioveva dovevi fare subito inversione e tornare in officina carrozzeria per la riverniciatura completa perché le lamiere ed il pianale erano già da buttare ...
Ritratto di Qin Shi Huang
5 luglio 2026 - 20:21
L'importante per il vero alfista era il carattere sportivooooooo!
Ritratto di Challenger RT
5 luglio 2026 - 16:07
Al tempo mi piaceva moltissimo l’Alfetta e soprattutto la sua versione GT poi GTV, ma non disdegnavo l’Alfasud in versione TI e soprattutto mi piaceva molto l’Alfasud Sprint che nella sua ultima versione Quadrifoglio Verde era veramente bella
Ritratto di Challenger RT
5 luglio 2026 - 16:09
Era la macchina di Pasquale Ametrano…
Ritratto di Qin Shi Huang
5 luglio 2026 - 20:20
È l'Alfa Romeo Tonale dei giorni nostri.
Ritratto di Danza
5 luglio 2026 - 17:08
Progettualmente era avanti anni luce rispetto alle concorrenti di allora. Guidabilita, prestazioni, piacere di guida mettevano in ombra le varie Ritmo, Escorts, Horizon, Golf. Peccato che la qualità, costruttiva almeno fino alla penultima serie, lasciasse parecchio a desiderare, minando il successo di quella che fu comunque una grande vettura, degna del marchio che portava.
Ritratto di pierfra.delsignore
5 luglio 2026 - 23:41
4
Vero putroppo con tutti i difetti della spartizione partitica delle fabbriche
Ritratto di Mx Px
5 luglio 2026 - 17:40
1
...una vera auto, dopo solo macchine a pile che sembrano elettrodomestici, con molle adas perchi non sa guidare...
Ritratto di pierfra.delsignore
5 luglio 2026 - 23:42
4
Tutti piloti da tastiera, allora non c'era altro e morivano 3 volte i npiù di oggi
Ritratto di Lapo NBA
6 luglio 2026 - 19:42
No, ora muoiono il doppio perché sono col telefono in mano. Tutti su auto dotate di bluetooth.
Ritratto di Mx Px
7 luglio 2026 - 15:58
1
Verissimo!
Ritratto di pierfra.delsignore
7 luglio 2026 - 20:46
4
Ma perché dovete sparare queste assurdità populiste, qualunquiste?! Nel 1972 i morti erano 11.000 ora siamo sotto i 2900. DUE DATI NO EH troppo difficile?! sicurezzastradale.aniapedia.it/morti_incidente
Ritratto di deutsch
8 luglio 2026 - 17:02
4
ed il parco circolante nel 1970 era 1/4 rispetto ad oggi
Ritratto di system_error
7 luglio 2026 - 12:53
dal 2008 ad oggi solo negli usa le morti dei pedoni sono aumentate del 70% comunque. Sempre più distrazioni producono solo gente più distratta che pone sempre meno attenzione alla guida.
Ritratto di Mx Px
7 luglio 2026 - 15:59
1
Altrettanto vero...
Ritratto di pierfra.delsignore
7 luglio 2026 - 20:49
4
Ma perché dovete sparare FAKE NEWS verificabili in 2 minuti Storicamente, i decessi dei pedoni hanno subito una forte crescita: tra il 2009 e il 2023 sono aumentati dell'80%. Questo picco passato è dovuto principalmente ad alcuni fattori precisi: Auto più grandi: L'aumento dei veicoli alti come i SUV e i pick-up rende gli incidenti molto più letali. Guida pericolosa: Dal 2020 c'è stato un calo nei controlli stradali. Strade non sicure: Quasi due terzi delle morti avvengono in zone senza marciapiedi. Solita mentalità populista di fake news a fattore unico, in un mondo complesso
Ritratto di Carlopd
5 luglio 2026 - 17:44
L'ha avuta un mio vicino di casa. Erano più i giorni che aveva problemi nell'avviarla o doveva portarla in officina per qualche problema, rispetto a quelli che viaggiava tranquillo (fintanto che non l'ha venduta dalla disperazione)
Ritratto di Mx Px
7 luglio 2026 - 16:00
1
Allora non sono solo io che la pensa così...
Ritratto di AZ
5 luglio 2026 - 19:02
Vabbè.
Ritratto di Ilmarchesino
5 luglio 2026 - 19:06
3
Ho conosciuto amici dei miei genitori che lavorano a Pomigliano e raccontavano che il sabotaggio del Alfa sud era imposto dal alto dei sindacato, dopo 6 mesi la dirigenza per evitare i continui errori invogliava i dipendenti ad acquistare le auto con uno sconto dal 10 al 15 %> Ma nn bastò poiché il sindacato nn voleva cedere alla.lotta politica Però i dipendenti trovarono il metodo per fare quasi due catene di vendita distinte.qielle da vendere fuori e quelle per gli acquisti Interni venivano contraddistinti con dei segnali. Poj gli stessi operai dopo in anno che avevano usato l auto pagata di meno ma con qualità maggiore,la rivendevano a prezzo intero Senza perdere una lira. Se volevi una Alfasud usata dovevi comprarla a Pomigliano e vicinanze altrimenti compravo un altro tipo di Alfasud Sara leggenda o verità fatto sta che quegli anni a Pomigliano vedervi solo Alfasud
Ritratto di Danza
5 luglio 2026 - 19:32
Questo succedeva anche ad Arese, uno degli stabilimenti più sindacalizzati d'Europa. Quello che hanno ottenuto i difensori dei diritti dei lavoratori, complice anche la politica, lo si è visto.
Ritratto di Miti
5 luglio 2026 - 23:20
Sindacati ? Una piaga... direi equivalente ad una classe imprenditoriale di m... odierna...
Ritratto di Andre_a2
6 luglio 2026 - 10:24
I sindacati di oggi sono una piaga anche secondo me, ma negli anni '70 hanno ottenuto importanti diritti per i lavoratori. Non ho vissuto quegli anni, ma la sensazione è che allora partecipare alla vita politica, scioperare, manifestare... servisse a qualcosa. Poi magari mi sbaglio ed era tutto uno schifo come e peggio di oggi.
Ritratto di Miti
6 luglio 2026 - 10:56
... sindacati di oggi ovviamente... pensa te che i capi del sindaco di una decina di anni fa avevano un compenso di oltre 15.000 euro al mese, guardia di corpo e macchina di servizio con conducente... Con tutte i convegni e varie congressi in giro per il paese lascio a te capire quanto si portavano a casa ogni mese. Mancava il vitalizio solamente...
Ritratto di Andre_a2
6 luglio 2026 - 17:54
Ti dirò: a me il compenso di queste figure non da nessun fastidio, almeno in teoria. Il CEO di una multinazionale guadagna milioni, e secondo me il rappresentante di tutti i metalmeccanici italiani fa un lavoro più importante: se ottenesse risultati, vorrei che guadagni di più. Purtroppo, con i "risultati" che ottengono oggi, anche 50€ al mese sarebbero 50€ rubati.
Ritratto di Mx Px
7 luglio 2026 - 16:01
1
Esatto!
Ritratto di ziobell0
5 luglio 2026 - 19:16
Pomigliano, una garanzia
Ritratto di 02-0xygenerator
5 luglio 2026 - 19:25
Perché era orrenda ad esempio ? O perché marciva in box ?
Ritratto di Qin Shi Huang
5 luglio 2026 - 20:18
Con l'umidità che c'era a San Cristoforo a quei tempi era tutta una ruggine, vero Oxy?
Ritratto di CinChao
5 luglio 2026 - 20:22
La Taigo è la reincarnazione dell' alfasud in versione moderna
Ritratto di Ilmarchesino
6 luglio 2026 - 08:08
3
Pensandoci bene hai ragione
Ritratto di otttoz
5 luglio 2026 - 20:22
ottimo il boxer come quello citroen e subaru perfettamente bilanciato
Ritratto di otttoz
5 luglio 2026 - 20:24
magari avessero tenuto la giulietta... evergreen come la honda civic
Ritratto di stefbule
5 luglio 2026 - 21:27
14
Mai piaciuta.
Ritratto di giocchan
5 luglio 2026 - 21:48
Oddio, se riabilitiamo pure l'Alfasud... di questo passo tra 30 anni riguarderemo con nostalgia pure alla Junior...
Ritratto di TheMatt1976
5 luglio 2026 - 22:13
E anche stavolta, per l'ennesima volta, i giornalisti si dimenticano che il motore boxer dell'Alfasud fu progettato da Cesare Bossaglia. Una rivista automobilistica seria dovrebbe menzionarlo ogni volta che viene scritto un articolo su quel propulsore.
Ritratto di Miti
5 luglio 2026 - 23:27
Grandissimo Matt, ma non è solo il colpa della rivista ... basta leggere i post ... fatto benissimo di ricordare l'ingegnere Bossaglia, uno dei migliori in circolazione ad allora. "Il motore a due tempi di alte prestazioni", un libri veramente da leggere...
Ritratto di Astante_09
5 luglio 2026 - 23:29
Se siamo ridotti a celebrare l'Alfasud, allora siamo proprio......
Ritratto di pierfra.delsignore
6 luglio 2026 - 09:02
4
L'Alfa Sud all'epoca aveva molte idee tecnologicamente all'avanguardia, a parte la stupidaggine dei freni entrobordo anteriori, una follia. Fu realizzata pessimamente, ma con una fabbrica improntata al merito e non alla spartizione partitica di voti, avrebbe avuto più successo della Golf.
Ritratto di pierfra.delsignore
6 luglio 2026 - 09:04
4
Poi siamo italiani e non aggiorniamo i modelli dopo 10 anni di successi anche guidata al meglio, sarebbe sparita, gli altri costruttori aggiornano i modelli negli anni, noi no.
Ritratto di BZ808
6 luglio 2026 - 05:51
Ma dove sta il venerabile di Mestre quando serve!?!
Ritratto di SAUZER1975
6 luglio 2026 - 09:30
La rifaranno in versione elettrica.....
Ritratto di Paolo-Brugherio
6 luglio 2026 - 12:45
6
A metà anni '70 le auto avevano il cambio a 4 marce, i freni a tamburo e pneumatici che sembravano fette di salame... acquistai l'Alfasud ti: cambio a 5 marce, carburatore doppio corpo, 4 freni a disco, doppi fari (come le auto americane di quel periodo), pneumatici 165, velocità max 165 km/h. A parte una sola volta che ho dovuto chiamare il carro attrezzi (col cambio in folle l'auto andava indietro e se mettevo le marce avanti il motore si spegneva), per il resto non mi ha mai lasciato piedi. Ma... entrava la pioggia nel bagagliaio e attraverso il parabrezza. Ho recentemente acquistato un modellino in scala 1/18 e, guardandolo, mi rendo conto di quanto era bella e armoniosa nelle sue linee.
Ritratto di Gordo88
6 luglio 2026 - 13:16
2
Bella solo la sprint, con una linea derivata dalla sorella maggiore alfetta GT..
Ritratto di preda
6 luglio 2026 - 14:29
Quando pioveva, scendeva acqua gialla color ruggine. Diventava ruggine solo a guardarla....
Ritratto di Miti
6 luglio 2026 - 15:29
La TI sportiva ne vale la pena anche oggi.
Ritratto di vroomvroom
6 luglio 2026 - 17:14
...e chi la criticava allora non immaginava nemmeno lontanamente quale sorti sarebbero toccate ad A.R. negli anni a venire...
Ritratto di Lapo NBA
6 luglio 2026 - 18:21
Dai siamo seri, non è mai stata una buona auto. Né bella né affidabile.
Ritratto di Astante_09
6 luglio 2026 - 22:01
Diciamocelo, l'Alfasud, faceva proprio C A G A R E......La prossima celebrazione dei nostalgici dell'auto che non è piu', o meglio non c'è piu' quella italiana, quale sarà? L'Arna?
Ritratto di TheMatt1976
7 luglio 2026 - 23:01
Hanno fatto di recente una articolo sull'Alfa Romeo Arna: alvolante.it/da_sapere/storie-auto/alfa-romeo-la-storia%20dell-alfa-meno-alfa-di-sempre-414709
Ritratto di dkc powered
7 luglio 2026 - 21:39
la sprint è ancora più bella di quelle che ci sono in giro adesso...grande Giugiaro
Ritratto di shpartalloj harabela
8 luglio 2026 - 15:05
1
alfasud con l'aletòn, tuta nigra coi serciòn, sta sicur cl'e un gran teròn

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