Sono passati ormai più di due mesi dalla presentazione della Ferrari Luce, la prima auto completamente elettrica di Maranello. La vettura ha suscitato una marea di critiche dagli appassionati come mai nessuna Ferrari, per la sua immagine molto distante dalla storia del Cavallino (qui per saperne di più).
Ma come si è comportata la prima Ferrari a batteria alla prova di ciò che conta davvero per un’azienda, vale a dire il mercato? Ce lo dice il Financial Times, che cita fonti interne alla stessa casa di Maranello, secondo cui la Luce avrebbe già raggiunto gli obiettivi di vendita del primo anno: il numero fissato per il primo anno era di 500 unità, per salire fino a 600 negli anni seguenti. Il Paese più ricettivo nei confronti della Luce sarebbe stata la Cina.

Negli ultimi anni la Ferrari si è stabilizzata a un volume di vendite di circa 13.600 auto in tutto il mondo e le 500 Luce rappresenterebbero circa il 3,5% della produzione dell’azienda. Si tratta quindi di un’auto piuttosto esclusiva nella produzione della Ferrari e ciò potrebbe essere uno dei motivi per cui i clienti si sono prontamente messi in fila per averne una: per quanto divisiva, si tratta pur sempre di un’auto piuttosto rara. Resta da vedere come reggerà alla prova dei valori residui dopo qualche anno.
Inoltre è, volenti o nolenti, un modello che ha già fatto la storia del marchio, il che è un ulteriore incentivo per chi vuole ampliare la propria collezione. Non bisogna nemmeno sottovalutare la volontà di mantenere “buoni rapporti” con il costruttore da parte dei più importanti collezionisti. È noto infatti che le vetture più esclusive del marchio vengono assegnate già prima di essere mostrate al pubblico: acquistare oggi una Luce potrebbe “oliare gli ingranaggi” e migliorare la propria reputazione con il Cavallino.

Più che sui volumi, il successo della Luce si misurerà però sulla sua capacità di aprire una nuova strada per la Ferrari. A Maranello nessuno si aspetta che un modello elettrico diventi il più venduto della gamma o che convinca tutti gli appassionati del marchio, ma la volontà sembra piuttosto quella di dimostrare che esiste una clientela disposta a spendere cifre molto elevate anche per una Ferrari senza motore termico.
Se le indiscrezioni sugli ordini fossero confermate, la Luce avrebbe già centrato il proprio obiettivo: non conquistare il grande pubblico, ma ritagliarsi uno spazio ben preciso all’interno della produzione del Cavallino, affiancandosi alle sportive con motori V8, V12 e ai modelli ibridi.





































