Si dice spesso che non esista una pubblicità negativa, ma solo pubblicità, e se l’obiettivo di Maranello era quello di far parlare di sé, il traguardo è stato ampiamente superato. La Ferrari Luce, prima vettura a zero emissioni del Cavallino, è nata sotto il segno della rottura totale con il passato. Per bocca del suo stesso designer, Jony Ive (ex genio della Apple ora a capo del progetto della prima elettrica della casa emiliana), la Luce è stata concepita per essere qualcosa di completamente diverso dagli altri modelli del marchio, unendo il minimalismo della Silicon Valley a una bellezza intrinseca e singolare.

Tuttavia, da quando è stata svelata ufficialmente due giorni fa, sui social non si parla d’altro e le reazioni sono, per usare un eufemismo, piuttosto polarizzate. Basta scorrere i commenti sotto il nostro articolo di presentazione (qui per leggerlo) per rendersi conto del clima: c'è chi la critica aspramente sperando che si tratti di un pesce d’aprile fuori stagione o che sembri un’auto della Lego. Non manca però anche chi apprezza lo sforzo di aver creato una vettura diversa dalle solite supercar e, soprattutto piace, il raffinatissimo abitacolo.

Le critiche più feroci sono arrivate da nomi “pesanti” del mondo automotive e non solo. Luca Cordero di Montezemolo, storico ex presidente dell’azienda di Maranello, non ha usato mezzi termini: “Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari”, ha dichiarato, aggiungendo che si rischia la “distruzione di un mito”. Montezemolo ha persino auspicato che venga tolto il logo del Cavallino da quella macchina.
Sulla stessa lunghezza d'onda si è sintonizzato Flavio Briatore, che tramite un reel su Instagram ha ironizzato: “Tutti mi chiedono della nuova Ferrari... ha un grande vantaggio: questa i cinesi non ce la copiano”. Reazioni arrivano anche dalla politica e in particolare dal leader di Azione, Carlo Calenda, che in Ferrari ha lavorato proprio sotto Montezemolo e che ha bocciato il progetto senza appello, definendo la Luce “un insulto estetico e tecnologico” per chiunque ami il marchio di Maranello.

Non ci sono per il momento dichiarazioni ufficiali da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Papa Leone XIV, ai quali la Ferarri Luce è stata mostrata nella giornata di ieri, ma a fare da contraltare al coro di critiche ci ha pensato James May, ex presentatore di Top Gear, che invece ha apprezzato l’audacia dei Maranello. “Mi piace, penso sia interessante che la Ferrari abbia fatto qualcosa di molto contemporaneo e moderno”. Secondo il volto televisivo, il marchio ha sempre saputo essere “figlio del suo tempo”, e la scelta di puntare sull’elettrico è una risposta a una domanda genuina del mercato.

Nel frattempo, la rete si è scatenata nel reimmaginare la Ferrari Luce. Designer professionisti e semplici appassionati, armati di AI generativa, hanno inondato i social di render alternativi: si va da versioni più “tradizionali”, che cercano di riportare le linee verso lo stile classico di Maranello, a reinterpretazioni decisamente più beffarde. Tra i meme più virali spiccano quelli che vedono la Luce trasformata in una moderna Fiat Multipla o, richiamando il passato del suo designer, in un enorme mouse della Apple con le ruote (con tanto di presa per la ricarica USB sotto il pianale).

Al di là dei meme e delle polemiche estetiche, la Ferrari Luce pone una sfida epocale: può un marchio costruito sul rombo dei V12 sopravvivere e prosperare nel silenzio degli elettroni? Con un prezzo di partenza di 550.000 euro e consegne previste per la fine del 2026, Maranello scommette su una nuova tipologia di collezionista, meno legato alla meccanica pura e più affascinato dalla tecnologia d’avanguardia e da un lusso “minimalista”. Solo il tempo dirà se la Luce illuminerà davvero il futuro della Ferrari o se resterà un esperimento troppo audace per essere compreso dai puristi. La sfida è lanciata.













































