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Gruppo Vokswagen: la strategia su batterie e ricarica

Pubblicato 15 marzo 2021

In occasione dell’evento denominato Power Day, il Gruppo Volkswagen ha voluto spiegare come intende sviluppare batterie e rete di ricarica fino al 2030.

Gruppo Vokswagen: la strategia su batterie e ricarica

L’ENERGIA AL CENTRO - In occasione del Power Day, il ceo Herbert Diess (nella foto sopra) ha detto, senza mezzi termini, che “l’E-Mobility è diventata il nostro core business. Noi integreremo sempre più stadi nella catena del valore e vogliamo essere in pole position nella competizione delle migliori batterie”. Nessuna timidezza, quindi, in quella che sembra essere la sfida dei prossimi anni. Alla base di questa spinta è un piano per una massiccia produzione delle batterie in Europa. Entro il 2030 il Gruppo Vokswagen e i suoi partner avranno infatti in produzione sei stabilimenti per una produzione totale annuale di 240 GWh di batterie. Le prime due saranno in Svezia (Skellefteå) e Germania (Salzgitter), che aumenterà la sua capacità a 40 GWh l’anno.

CELLE PREMIUM E PER VOLUME - Le celle saranno di vari tipi, ma alla base ci saranno quelle “unificate”, che saranno standard per molti modelli. Saranno prismatiche e avranno chimiche diverse, dalle economiche litio ferro-fosfato, per auto entry level, a quelle più evolute, che equipaggeranno molti modelli, con elettrodi ad alto tenore di manganese. Le celle per impieghi specifici avranno una chimica nickel-manganese-cobalto ma arriveranno anche le evolute stato solido. Questa rivoluzionaria tecnologia dovrebbe arrivare verso la metà di questa decade e promette grandi miglioramenti negli ingombri, nella sicurezza e nella velocità di carica. Previsti anche miglioramenti nei catodi e negli anodi ad alto tenore di silicio, per migliorare il tempo di carica e l’autonomia. Questi ultimi sono già in uso nella Taycan e nella e-tron GT. A Skellefteå, nell’impianto Northvolt Ett, sarà concentrata la produzione delle celle top di gamma.

GIÙ I COSTI E LA COMPLESSITÀ - Thomas Schmall, group board member for technology, dichiara che ”ridurremo la complessità e il costo e aumenteremo l’autonomia. Questo renderà l’E-Mobility abbordabile per tutti e la renderà dominante sul mercato”. Le celle unificate saranno lanciate nel 2023 e andranno sull’80% delle elettriche del Gruppo Vokswagen. Le celle più economiche costeranno la metà di quelle attuali e quelle intermedie per la produzione “di volume” il 30% di meno. In media il prezzo per kWh sarà ben più basso dei fatidici 100 euro che segnano la parità con i powertrain tradizionali.

CARICA! (AD ALTA POTENZA) - Il Power Day del Gruppo Vokswagen è servito anche a focalizzare il discorso della ricarica ad alta potenza. Lo sforzo del costruttore tedesco e dei suoi partner dovrebbe portare a 18.000 punti di ricarica fast in Europa entro il 2025. Questo sarà ottenuto con altri accordi in aggiunta a quelli che hanno portato alla rete Ionity. Il Gruppo Vokswagen ha in programma di creare circa 8.000 punti di ricarica rapida in Europa insieme a BP. Si tratta di colonnine a 150 kW installati in 4.000 stazioni di servizio BP e ARAL, situate per lo più in Germania e Gran Bretagna. Per coprire l'Europa del Sud il Gruppo Vokswagen ha fatto accordi con Iberdrola, per installare colonnine nelle principali direttrici stradali della Spagna. Non manca l’Italia, nella quale Volkswagen collaborerà con Enel per una rete di ricarica rapida lungo le autostrade e nelle aree urbane.

LA CINA E LA RETE ELETTRICA - Gli investimenti diretti del Gruppo Vokswagen per la rete europea di ricarica saranno circa 400 milioni di euro entro il 2025, ai quali vanno aggiunti quelli dei partner. Il costruttore sta espandendo la rete pubblica di ricarica rapida anche negli Stati Uniti e in Cina. Electrify America, per esempio, sta pianificando altri 3.500 punti di ricarica rapida in Nord America entro la fine dell'anno. (23) La più che appetibile e promettente Cina sarà dotata di 17.000 punti di ricarica rapida entro il 2025 attraverso la joint venture CAMS costituita da Volkswagen, FAW, JAC e Star Charge. CAMS pensa ad accorgimenti per evitare il flop della ricarica, dovuto anche ai “fuori servizio” e alle auto convenzionali parcheggiate nelle colonnine. Degni di nota le stazioni di ricarica Porsche HPC, particolarment curate nel design e nei servizi. Ma il Gruppo Vokswagen vuole integrare l'auto elettrica nei sistemi energetici privati, commerciali e pubblici secondo la logica Vehicle-to-Grid. Usare il veicolo come un grande power bank permetterà di immagazzinare l'energia rinnovabile del fotovoltaico per reimmetterla nella rete di casa. Questo storage semovente proteggerà dai blackout e taglierà le bollette e le emissioni di CO2. I modelli basati sulla piattaforma MEB di Volkswagen supporteranno questa tecnologia dal 2022; è il sistema Elli.

RICARICA SENZA RETE (ELETTRICA) - Il Gruppo Vokswagen offrirà anche il pacchetto completo con moduli e servizi digitali, dalla wallbox bidirezionale ai software per la gestione dell'energia. La tecnologia sarà scalabile per utilizzarla anche negli edifici residenziali, nelle aziende e nella rete elettrica. È anche previsto il riciclo delle batterie esauste, che porterà al riutilizzo del 95% delle materie prime. La divisione Volkswagen Group Components ha poi presentato FLEXPole, una megacolonnina con 2 prese a 150 KW e una capace batteria costruita con i pack delle auto che non sono più adatti all’uso mobile. Questo buffer permette a FLEXPole di essere installato anche dove non c’è la rete elettrica: a caricarlo provvederà il fotovoltaico e/o l’eolico. Interessante anche il sistema automatico su ruote con batteria-buffer: arriva in autonomia vicino alla vettura e la ricarica con un braccio robotico che infila il cavo nella presa. Una volta erogata l’energia sfila il cavo e se ne va, evitando il sovrapprezzo da pagare se si lascia l’auto collegata a ricarica finita.

> LA STRATEGIA DEL GRUPPO VW SULLE PIATTAFORME





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Ritratto di DigitalHunter
15 marzo 2021 - 21:46
Evento passato quasi in sordina rispetto a quello cui si sono ispirati. Tra l'altro, è uscito anche in concomitanza con la notizia della crisi per 5000 posti di lavoro in VW. Ad ogni modo, hanno portato i loro contenuti, specie nella rete di ricarica autostradale. Si spera bene.
Ritratto di Meandro78
16 marzo 2021 - 07:09
VW: auto diesel? Un incidente di gioventù. Ma guardate come siamo eticamente ecologici e societariamente trasparenti OGGI!
Ritratto di Blueyes
16 marzo 2021 - 09:57
1
quante volte i tedeschi sono riusciti a ripulirsi l'immagine solo negli ultimi 100 anni e quanto sono bravi a farlo, devo ammetterlo.
Ritratto di Oxygenerator
16 marzo 2021 - 12:08
@ Meandro78 e Blueyes. Ottimo approccio all’elettrico di volks. Perchè il dieselgate è solo volks ??? Certo, vendendo molto ( ed è questo che vi da fastidio ) ha venduto molti più motori contraffatti. Fca ha pagato le multe ed altre case uguale, vendendo meno, quindi menò incisive. Oltretutto non si capisce quale sia, il problema che voi due avete con un popolo che fa parte della comunitá europea, anzi ne è insieme a noi, uno dei fondatori.
Ritratto di Meandro78
16 marzo 2021 - 13:32
Nel mio caso è presto detto. Ovvero lo stesso motivo per cui disprezzo la Juventus calcisticamente: sei il primo della classe o comunque uno dei migliori, potresti primeggiare con poco eppure non va bene arrivare secondi. Quindi ecco il sotterfugio. Nel caso di VW nato ai tempi in cui insistettero coi vecchi iniettori-pompa mentri tutti gli altri erano passati al Multijet di Bosch (inventato da FCA quando ancora si facevano ricerca e investimenti) e poi loro, assieme erano i primi a declamare 15 anni or sono come il gasolio fosse il carburante del futuro, sfottendo gli orientali che puntavano all'ibrido o gli americani che stavano sperimentando l'elettrico. È storia.
Ritratto di Oxygenerator
16 marzo 2021 - 13:44
@ D’accordo, ma quindi ? Di fatto han commesso le cose che han commesso gli altri, in scala più vasta. Hanno pagato e stanno pagando. Le rammento che volks ha anche ammesso subito i propri errori. Ripartono con una nuova tecnologia.
Ritratto di Meandro78
16 marzo 2021 - 13:53
Hanno ammesso i propri errori perché li hanno tanati negli USA, dove ciclicamente rispunta l'odio per l'unno (chissà perché odiano così ferocemente una parte del loro retaggio storico e culturale, poi, ma non è questa la sede per parlarne). Quindi sono stati costretti ad ammettere e pagare di là dall'oceano. Al di qua, per non danneggiarli troppo, al solito la UE ha emesso multe di facciata (se avessero replicato come gli USA temo avrebbero dovuto mettere in liquidazione la baracca). Adesso per rifarsi un'immagine di punto in bianco eccoli paladini dell'elettrico. Con un all-in che se andrà meno bene di come sperano affosserà economicamente l'Europa. Peccato solo ci siano già i cinesi e gli americani sul pezzo (e non mi riferisco solo a Tesla).
Ritratto di Oxygenerator
16 marzo 2021 - 17:24
@ Meandro78. Si ma non capisco il problema. Ci sono prima gli americani e i cinesi ? Ok. Va bene. Ma i tedeschi han giá dimostrato più volte, di poter recuperare il tempo perduto. Stiamo parlando del primo gruppo al mondo. Ed è europeo.
Ritratto di Meandro78
16 marzo 2021 - 18:42
La Toyota è europea? Da quando? Ah, ma parli dei circensi di Wolfsburg. Spiacente, non mi interessa la loro sorte.
Ritratto di Oxygenerator
16 marzo 2021 - 18:46
Si parlava di volks. Da decenni se non è il primo, è il secondo costruttore al mondo. E sappiamo come è partita negli anni 60/70 ad esempio e dov’erano allora alfa, lancia, maserati, e dove sono adesso.
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