Da oltre un anno la Jaguar ha interrotto la produzione di auto, ma presto tornerà con un nuovo modello che ha poco in comunque con il marchio che eravamo abituati a conoscere. L’unico modello in gamma sarà infatti la Type 01, un’imponente Gran Turismo elettrica lunga quasi 5,25 metri.
Chi ha nostalgia delle Jaguar di una volta, però, può ancora levarsi lo sfizio rivolgendosi all’usato, dove si trovano auto di classe per una frazione di quanto costavano da nuove. C’è però un rovescio della medaglia e conviene guardarlo bene: l’affidabilità. Diverse vetture recenti della casa britannica hanno infatti collezionato guasti e le quotazioni ne portano i segni.
Abbiamo scelto tre delle Jaguar più facili da trovare di seconda mano. Le due suv diesel E-Pace e F-Pace si sono deprezzate parecchio proprio per via delle loro frequenti noie. Basta mettere in conto, oltre alla spesa per l’acquisto, un piccolo budget da destinare negli anni alla sistemazione dei problemi. Discorso diverso per la sportiva F-Type: gli esemplari più recenti sono solidi e hanno perso meno valore.

La Jaguar E-Pace è la prima (e finora unica) suv media della casa del giaguaro e sotto la carrozzeria nasconde la meccanica della seconda generazione della Land Rover Range Rover Evoque, rispetto alla quale sfoggia però linee più slanciate. Fra gli esemplari del 2018 la configurazione più comune abbina la trazione integrale al 2.0 turbodiesel meno potente (quello da 150 CV) nell’allestimento S.
Ha perso oltre tre quarti del suo valore in otto anni e il motivo va cercato nell’elenco dei guasti. Il principale punto debole è il due litri a gasolio, che soffre di un’usura precoce della catena di distribuzione e può avere rotture del turbo. Prima di comprarla chiedete le fatture: se la catena è già stata sostituita vi siete lasciati alle spalle circa metà dei problemi mentre il rischio legato al turbo resta. Da tenere d’occhio anche i tubi del carburante e dei freni che possono perdere liquidi. Infine, un richiamo ha riguardato il sedile anteriore destro non fissato correttamente.

Chi accetta questi rischi si ritrova fra le mani una suv con comandi ergonomici agile tra le curve ed efficace anche in fuori strada: merito delle quattro ruote motrici, della buona altezza da terra e degli aiuti elettronici specifici. L’unico vero neo riguarda i freni: gli spazi d’arresto sono lunghi e l’impianto sotto sforzo perde rapidamente efficacia. Generosa la dotazione di serie che comprende interni in pelle goffrata, navigatore, riconoscimento dei segnali stradali e sedili anteriori regolabili elettricamente.

La Jaguar F-Pace è un’elegante suv medio-grande. Fra le usate del 2019 la più facile da trovare ha la trazione integrale, un 2.0 turbodiesel da 179 CV ed è nell’allestimento sportiveggiante R-Sport.
Il motore è lo stesso della E-Pace analizzata prima, con gli stessi punti deboli: catena che si consuma troppo presto, possibili cedimenti del turbo e perdite di carburante. C’è però una differenza importante che pesa sul conto dell’officina. Qui infatti il due litri è montato in senso longitudinale anziché trasversale e sotto il cofano c’è più spazio: in questo modo l’eventuale sostituzione della catena richiede meno ore di manodopera. Verificate inoltre che sia stato eseguito il richiamo per gli airbag Takata: in caso di incidente la loro struttura metallica poteva frantumarsi e proiettare schegge nell’abitacolo.

Su strada sorprende: nonostante gli ingombri e una massa vicina ai 1.800 kg è agile e precisa su asfalto e nell’off-road si muove con disinvoltura. A differenza della “sorella minore” E-Pace, inoltre, frena bene e senza cedimenti. Ha un abitacolo spazioso e un baule capiente, anche se i guidatori con le gambe lunghe vorrebbero poter arretrare di più il sedile.
Il turbodiesel, poi, non è un fulmine: con questo motore nella nostra prova la vettura ha impiegato ben 10,1 secondi per passare da 0 a 100 km/h contro gli 8,7 dichiarati. Di serie ci sono fendinebbia, interni in pelle, lavafari e pedaliera in metallo lucidato: cercate esemplari ricchi visto che all’epoca molti accessori utili (come ad esempio i retrovisori ripiegabili elettricamente) andavano pagati a parte.

Con meno di 40.000 euro ci si può portare a casa una Jaguar F-Type, una biposto a trazione posteriore dalle linee ancora oggi seducenti nonostante il debutto risalga al lontano 2013. Le prestazioni sono da supercar (“0-100” in 5,7 secondi per la casa) anche con il motore “base” 2.0 turbo a benzina da 300 CV. L’allestimento più diffuso? Il grintoso R-Dynamic.
È robusta: cinque anni fa il quattro cilindri (il propulsore più richiesto) era già stato affinato ed era libero dai difetti che avevano colpito gli esemplari più anziani. C’è stato solo un richiamo riguardante malfunzionamenti dei pretensionatori delle cinture.

Tra le curve coinvolge: ha uno sterzo preciso, un cambio rapido e sospensioni ben tarate. Inoltre è sorprendentemente sfruttabile perché sotto le linee filanti c’è un bagagliaio ampio (ma con una soglia di carico molto alta). Cruise control adattativo, scarichi sportivi attivi e gli utilissimi (la visibilità dietro è pessima) sensori di parcheggio anteriori e posteriori sono di serie, però altri accessori come ad esempio il “clima” automatico bizona andavano pagati a parte. Inoltre con il quattro cilindri non erano disponibili il differenziale autobloccante e le sospensioni attive.




















