All’inizio dell’estate, intervenendo in Parlamento, il ceo di Stellantis Antonio Filosa aveva confermato la volontà per la Maserati di trovare partner internazionali con cui collaborare (qui la notizia). Le voci dell’epoca indicavano la Huawei e la JAC come i principali candidati per la joint venture e ora, stando alle indiscrezioni che arrivano dal sito ETT China, sembra che i progetti italo-cinesi stiano prendendo forma.
Potrebbe nascerne almeno una vettura completamente elettrica: si parla di una suv di fascia medio-alta o di una gran turismo di grandi dimensioni. La prima affiancherebbe la Grecale Folgore, mentre la gt avrebbe il compito di rafforzare l’identità sportiva del marchio insieme alla GranTurismo Folgore.
La Huawei fornirebbe una piattaforma tecnologica che include l’abitacolo intelligente, il sistema di guida assistita e le tecnologie per la propulsione elettrica. Parallelamente la JAC si occuperebbe di gestire l’ingegnerizzazione e la produzione dell’auto, mentre la Maserati assicurerebbe lo stile italiano e i canali di vendita internazionali.
In base a ciò che filtra, per la commercializzazione della vettura, la joint venture starebbe valutando di adottare una strategia a doppio marchio: se così fosse, in Cina il veicolo sarà venduto con il marchio Zunjie, lo stesso che produce la Maextro S800 che nel mercato locale sta mettendo in riga le lussuose ammiraglie tedesche (qui per saperne di più), mentre nei mercati internazionali manterrà il logo della Maserati. Oltre alla Cina, i principali mercati saranno il Medio Oriente, insieme a Italia, Francia e Germania.
Per la produzione del modello, la casa modenese vorrebbe adottare la strategia SKD (Semi-Knocked Down): la produzione della scocca dovrebbe avvenire nello stabilimento di Hefei, in Cina, mentre l’allestimento degli interni e la messa a punto finale dovrebbero avvenire in Italia, a Modena o Cassino.
La collaborazione tra la Maserati e le due aziende cinesi vuole essere una via d’uscita alle difficoltà che il tridente sta affrontando negli ultimi anni, con le consegne globali scese dell’80% rispetto al picco del 2017. Sul fronte dei ricavi, l’azienda ha chiuso con una perdita operativa rettificata di 198 milioni di euro e con un margine sceso a -27,3%.
In pratica, ogni 100 euro incassati dalle vendite, il marchio ne perdeva 27,3. Nonostante l’interessamento di colossi cinesi come la BYD (qui la notizia), Filosa ha più volte ribadito che Stellantis non intende vendere la Maserati. In questo contesto, la partnership con la Huawei e la JAC potrebbe rappresentare uno degli ultimi tentativi di rilancio autonomi.







































