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Renault, Nissan e Mitsubishi all’attacco: ecco il piano al 2030

Pubblicato 27 gennaio 2022

Nella partita della transizione ecologica l’Alleanza franco-giapponese è pronta a investire 23 miliardi in cinque nuove piattaforme elettriche e nelle batterie allo stato solido, senza tralasciare connettività e guida autonoma.

Renault, Nissan e Mitsubishi all’attacco: ecco il piano al 2030

IDEE CHIARISSIME - Intelligente, connessa e sostenibile. Sono questi gli attributi chiave dell’idea di mobilità al centro del nuovo piano industriale con cui l’Alleanza Renault Nissan Mitsubishi punta a ritagliarsi un ruolo da protagonista nella transizione ecologica che, da qui al 2030, potrebbe cambiare per sempre il volto del settore automobilistico. La tabella di marcia definita sull’asse Parigi, Yokohama e Tokyo, in cui scadenze e obiettivi paiono già tutti ben incasellati, prevede un corposo rinforzo delle sinergie già esistenti tra i tre marchi, che complessivamente hanno già investito 10 miliardi di euro sull’elettrico e si preparano a metterne sul piatto altri 23 per accelerare verso il traguardo della neutralità carbonica, fissato al 2050.


> Nelle foto di questa pagina, partendo dall'alto: Luca De Meo, ceo della Renault, Makoto Uchida, ceo della Nissan, e Takao Kato, ceo della Mitsubishi Motors nel corso della presentazione di oggi finalizzata ad illustrare il piano industriale dei tre costruttori.

L’UNIONE FA LA FORZA - Attraverso una “differenziazione intelligente” dei modelli che verranno, l’Alleanza mira a ottimizzare i costi di progettazione, sviluppo e produzione, sfruttando le economie di scala garantite dalla condivisione sempre più massiccia delle nuove tecnologie. Dell’accesso comune alle future innovazioni sul fronte della connettività e dell’automazione le tre aziende beneficeranno in egual misura, consolidando il loro posizionamento in Cina, Giappone, America e, naturalmente, anche in Europa, dove nei prossimi anni la Mitsubishi proverà a recuperare terreno con due proposte strettamente imparentate con alcune best-seller della gamma Renault. Un dato che ben fotografa l’ambiziosità del progetto dell’Alleanza è quello relativo alla previsione dei nuovi modelli a basso impatto ambientale: Renault, Nissan e Mitsubishi, che oggi contano complessivamente dieci auto elettriche nei loro listini, puntano a costruirne 35 entro il prossimo quinquennio, il 90% delle quali poggerà su cinque diverse piattaforme elettriche condivise.

UN’OFFENSIVA A TUTTO CAMPO - Oltre a ridurre i costi, la condivisione delle architetture consentirà a ciascun costruttore di focalizzarsi con più efficacia sullo stile dei modelli prossimi venturi, con una maggiore possibilità di personalizzarli in base all’identità dei diversi marchi e alle esigenze dei clienti, che variano da mercato a mercato. Oggi le piattaforme condivise dai tre marchi ammontano al 60% circa, quota che dovrebbe raggiungere l’80% entro il 2026, con ben 96 auto praticamente identiche dal punto di vista strutturale. Sulla piattaforma più semplice, la CMF-AEV, si baseranno i veicoli più economici, come per esempio l’attuale Dacia Spring, anche se l’Alleanza sta già lavorando su un pianale ancora più essenziale, il KEI-EV, che farà da ossatura a una nuova famiglia di micro-car a pile. Poggeranno invece sull’architettura LCV-EV gran parte dei futuri veicoli commerciali, come la Renault Kangoo e la Nissan Town Star. Cruciale, per il futuro dell’Alleanza, sarà l’architettura CMF-EV, che debutterà nei prossimi mesi con l’arrivo nelle concessionarie della Nissan Ariya e della Renault Megane E-Tech e intorno alla quale, entro il 2030, nasceranno più di quindici nuovi modelli, con una produzione complessiva annua che potrebbe toccare 1,5 milioni di auto. 

LA NUOVA MICRA - Non meno importante il ruolo del pianale CMF-BEV, dedicato ai marchi Renault, Alpine e Nissan con una previsione di 250.000 vetture all’anno: promette un abbattimento dei costi produttivi del 33%, nonché un +10% alla voce efficienza energetica rispetto all’attuale Renault Zoe. Su questa piattaforma, utilizzata per la prima volta dalla Renault lo scorso anno per il concept elettrico della R5, prenderà forma l’erede della Nissan Micra, che dovrebbe arrivare nel 2024 e promette un’autonomia di percorrenza fino a 400 km. L’auto, sviluppata dalla casa della losanga, verrà assemblata nei reparti del nuovo centro industriale elettrico Renault ElectriCity, nel Nord della Francia.

BATTERIE E GUIDA AUTONOMA: DUE GRANDI SFIDE - Grandi sforzi, infine, si concentreranno sul fronte dell’automazione e delle batterie. Dello sviluppo delle nuove architetture elettroniche ed elettriche si farà carico la Renault, che dovrà migliorare gli aggiornamenti Over-the-air dei software e rendere i nuovi modelli dell’Alleanza sempre più simili a uno smartphone, consentendogli di comunicare con altri oggetti connessi. Le auto a marchio Renault, Nissan e Mitsubishi collegate all’Alliance Cloud oggi sono circa tre milioni; altre 15 se ne aggiungeranno da qui al 2026, data entro quale l’Alleanza punta a schierare una rosa di 45 modelli dotati di sistemi di guida autonoma. Sul versante degli accumulatori, invece, agirà a tutto campo la Nissan, chiamata a ottimizzare la gestione della catena di approvvigionamento dei componenti e a dare lo sprint decisivo verso le nuove batterie allo stato solido, che la casa giapponese punta a produrre in larga scala entro il 2028, ottenendo una densità energetica doppia e un tempo di ricarica di due terzi inferiore rispetto all’attuale tecnologia agli ioni di litio.



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Ritratto di Sdruma
27 gennaio 2022 - 15:47
3
Mitsubishi se non recupera strada gli restano solo i veicoli commerciali, che vanno benissimo e hanno un gran 4x4 ma non si può campare solo di quello. Il design deve cambiare radicalmente, caz saranno affidabili ma il look è invendibile qua da noi! Nissan non so, mi sembra una persona che si è seduta sugli allori del Qashqai e poi si è inesorabilmente persa per strada e manco sa lei dove è finita (xtrail gran auto abbandonata da anni lì senza manco più una versione 4wd). Renault bhè, i numeri degli ultimi due anni e il salvataggio parlano chiaro. Quindi possono solo che migliorare
Ritratto di Das Driver
27 gennaio 2022 - 15:56
1
Indiscrezioni dicono che ci sia un'intesa commerciale con la Vorwerk per la produzione del nuovo Folletto. Pare utilizzerà lo stesso "motore" delle loro presunte automobili
Ritratto di Sdruma
27 gennaio 2022 - 16:09
3
fosse con il vecchio 3.2 D del pajero allora lo compro so folletto
Ritratto di Ercole1994
27 gennaio 2022 - 18:39
Sinceramente, l'Ecplise Cross prima del restyling, a me piaceva, posteriore a parte.
Ritratto di Sdruma
27 gennaio 2022 - 18:41
3
con il 2.2 aveva anche senso, 4wd. Però invendibile da usata. l200 con il 2.3 vera roccia pure bellissimo quello nuovo
Ritratto di Tu_Turbo48
27 gennaio 2022 - 16:35
Quella che deve risollevarsi di più per il futuro è Mitsubishi, che in Europa non vende praticamente nulla. Spero che con questa nuova strategia di investimento con il gruppo Renault_Nissan possa portare ottimi benefici per il marchio Mitsubishi perché merita per la storia dei suoi famosi modelli del passato come ad esempio la Lancer Evo o il Pajero vetture eccezionali.
Ritratto di ConteBerengario
27 gennaio 2022 - 22:13
Ormai con elettrico marchi tipo Mitsubishi e Subaru hanno perso appeal. I fasti del passato svaniranno perche le auto elettriche sono un altro prodotto rispetto alle Ice.
Ritratto di manuel1975
27 gennaio 2022 - 16:36
la guida autonoma e la connettività non a niente a che fare con l'ecologia
Ritratto di Robx58
27 gennaio 2022 - 18:26
13
Grandi sforzi, infine, si concentreranno sul fronte dell’automazione e delle batterie, e fu così che con un solo colpo, tre marchi automobilistici fallirono, per la pace di chi credeva in loro!
Ritratto di RubenC
28 gennaio 2022 - 10:39
1
Se chi investe ingenti somme per automazione e batterie fallirà, chi non fallirà?