
Per una compatta ma spaziosa cinque porte plug-in, ben accessoriata e garantita sei anni o 150.000 km (due anni e 100.000 km in più per la parte ibrida) bastano 24.790 euro, che diventano 23.640 euro con l’offerta di lancio: questa è la BYD Dolphin 1.5 G DM-i.
Lunga 416 cm, la nuova piccola è già nelle concessionarie e vanta diversi primati: è il primo modello della casa cinese realizzato per l’Europa (in Cina non è venduta), dove sarà anche presto costruita nel nuovo stabilimento ungherese; è l’ibrida ricaricabile meno costosa in assoluto; è l’unica piccola plug-in: le rivali ibride sono “mild” o “full” e nella maggior parte dei casi costano di più.

Il prezzo di 23.640 euro si riferisce alla Active, con il 1.5 a benzina abbinato a un motore elettrico per 176 CV combinati. La batteria dell’ibrido, da 7,4 kWh, secondo la casa promette 40 km di autonomia media solo a corrente prima che il 1.5 si avvi per ricaricarla (azionando un generatore). Per la rigenerazione alla colonnina l’auto accetta solo 3,3 kW in corrente alternata: in condizioni ideali, servono circa tre ore per passare dal 15% al 100%.
Le altre versioni, fra cui la Comfort del test (qui la descrizione della gamma) hanno 212 CV e una batteria da 18,3 kWh, accreditata per 105 km di percorrenza media e che accetta fino a 6,6 kW in corrente alternata e che si può collegare anche alle colonnine pubbliche in continua: con 39 kW di picco, possono bastare 30 minuti dal 10% all’80%.

Fra le versioni più potenti, la meno costosa è la Boost: con 27.290 euro ci si porta a casa un’auto con il climatizzatore automatico, il cruise control adattativo, l’impianto multimediale con Android Auto e Apple CarPlay, la piastra di ricarica senza cavo per il telefonino e i sedili riscaldabili, come il volante.
Con i 28.790 euro richiesti per la Comfort del test si aggiungono anche l’head-up display, il tetto in cristallo, il sedile di guida a regolazione elettrica (anche per la zona lombare), le telecamere a 360° e l’impianto multimediale che utilizza alcuni servizi di Google abitualmente presenti nei telefonini, come Maps per la navigazione.

I 212 CV della BYD Dolphin 1.5 G DM-i rispondono con prontezza ma anche con progressività, anche nella modalità Sport selezionabile col bilanciere nel tunnel (Eco, Normal e Snow le altre). A muovere l’auto è quasi sempre il motore elettrico, che con 163 CV regala già un notevole brio.
Il 1.5 da 95 CV dà un contributo nelle forti accelerazioni e lavora da solo alle velocità medio-alte e costanti, come in autostrada, quando lavora al giusto regime per favorire i consumi. Nella maggior parte dei casi, però, il quattro cilindri si attiva solo per attivare il generatore che ricarica la batteria. Il sistema ibrido gestisce in autonomia l’alternarsi dei motori e, quando entra in funzione, il 1.5 è poco avvertibile: il suo avviamento è dolce e la rumorosità contenuta.

La sensazione è quella di guidare un’auto elettrica, con suoi vantaggi in fatto di silenziosità e fluidità di marcia. La BYD Dolphin 1.5 G DM-i è molto confortevole: nel nostro breve test ci è parsa ben insonorizzata e pur avvertibili le sconnessioni dell’asfalto non fanno sobbalzare. Inoltre, la taratura delle sospensioni non è troppo morbida: nelle poche curve che abbiamo incontrato nel nostro test, l’agilità non ha deluso. Non altrettanto si può dire dello sterzo, che ha caratteristiche prettamente “turistiche”: regala poco “feeling” e manca un po’ di precisione. In Sport il comando si appesantisce parecchio, ma senza benefici nelle doti di guida.

Abbastanza omogenea la risposta dei freni, ma con corsa del pedale lunga. Dallo schermo si scelgie fra due livelli di “frenata rigenerativa”: con il primo l’auto “veleggia”, praticamente senza freno motore, mentre col secondo, piuttosto intenso, rallenta con decisione (ma non in modo brusco) quando si alza il piede dall’acceleratore. Poco possiamo dire sul consumo, dato che abbiamo iniziato il test con la batteria al 100% e non l’abbiamo esaurita del tutto, per cui il 1.5 è entrato in funzione poche volte. La casa, comunque, dichiara 22,2 km/l in media senza mai ricaricare via cavo, che è un valore buono in assoluto ma non eccezionale, considerando che molte full hybrid (e qualche mild hybrid) promettono di meglio; ovviamente, qui c’è il grosso vantaggio di poter sfruttare la rete elettrica per viaggiare a corrente (e, ricaricando a casa, si spende molto meno). Effettueremo a breve una verifica approfondita in una prova.

Abbiamo parlato di tecnica e di guida, ma anche il design merita in approfondimento: la Dolphin G vanta uno stile sobrio, equilibrato, con superfici lisce e luci sottili, cui ha contribuito il centro stile di Milano della BYD. L’unica ricercatezza è nell’“onda” creata nella fiancata dal terzo finestrino laterale: mimetizzato in una grande copertura nera, in realtà è molto piccolo (di tre quarti si vede poco).

Semplice l’abitacolo della BYD Dolphin 1.5 G DM-i, con materiali plastici per la maggior parte rigidi ma ben lavorati. Molto apprezzabile lo spazio: anche dietro c’è buon agio e il pavimento piatto lascia libertà di movimento ai piedi di chi siede al centro del divano.
Praticamente assenti i comandi fisici: tutto si gestisce dal grande schermo di 12,8” a sbalzo nella plancia: le funzioni sono ordinate, ma sfogliare i vari menù non è immediato e fa distrarre. Manca poi un comando del freno a mano che in caso di emergenza sia facilmente riconoscibile dai passeggeri: il meccanismo si attiva con un tasto all’estremità della levetta per scegliere il senso di marcia incernierata sulla destra del piantone dello sterzo. Abbastanza chiaro il cruscotto digitale di 8,8”, che al centro può mostrare i veicoli nelle vicinanze individuati dai sensori esterni oppure, a tutto schermo, la mappa del navigatore.

Buona la disponibilità di portaoggetti, soprattutto nel tunnel su due piani, fra i sedili. Quello inferiore ospita due prese Usb tipo C che, però, nascoste e in basso sono scomode da raggiungere. Altri due attacchi Usb sono nel mobiletto, insieme alle bocchette per l’aria dedicati ai posti dietro: una finezza per un’auto di questa categoria. Altro particolare utile: il gancetto a scomparsa nel lato destro della plancia consente di appendere una borsetta.
Capiente il baule della BYD Dolphin 1.5 G DM-i: la casa dichiara 425 litri a divano in uso e presenti quattro ganci nelle pareti e il preformato sotto il fondo che può contenere i cavi di ricarica. Peccato che la soglia di carico sia troppo alta sia rispetto al suolo sia al pavimento del baule (circa 20 cm): borse e valigie vanno sollevate parecchio per portarle a bordo.
| Motore a benzina | |
| Cilindrata cm3 | 1498 |
| No cilindri e disposizione | 4 in linea |
| Potenza massima kW (CV)/giri | 70 (95)/n.d. |
| Coppia max Nm/giri | 120/n.d. |
| Motore elettrico | |
| Potenza massima kW (CV)/giri | 120 (163)/n.d. |
| Coppia max Nm/giri | 210/n.d. |
| Potenza massima complessiva kW (CV) | 156 (212) |
| Coppia max complessiva Nm/giri | 210 |
| Batteria | ioni di itio - 18,3 kWh |
| Emissione di CO2 grammi/km | 32 |
| No rapporti del cambio | assente |
| Trazione | anteriore |
| Freni anteriori | dischi autoventilanti |
| Freni posteriori | dischi |
| Le prestazioni dichiarate | |
| Velocità massima (km/h) | 180 |
| Accelerazione 0-100 km/h (s) | 8,3 |
| Consumo medio (km/l) | 22,2 (con batteria scarica) |
| Autonomia in modalità elettrica km | 105 |
| Quanto è grande | |
| Lunghezza/larghezza/altezza cm | 416/183/156 |
| Passo cm | 261 |
| Posti | 5 |
| Peso in ordine di marcia kg | n.d. |
| Capacità bagagliaio litri | 425/1225 |
| Pneumatici (di serie) | 215/50 R 18 |
| Serbatoio litri | 42 |








