PRIMO CONTATTO

BYD Dolphin G DM-i: una plug-in comoda e non cara

L’utilitaria ibrida plug-in BYD Dolphin è comoda, spaziosa e ha prezzi interessanti: partono da 23.640 euro e includono tutto ciò che serve. Poco immediati, però, alcuni comandi e lo sterzo manca di precisione.
Listino prezzi BYD Dolphin G DM-i non disponibile
Pubblicato 11 giugno 2026
  • Prezzo (al momento del test)

    € 28.790
  • Autonomia (dichiarata)

    105 km
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    22,2 grammi/km
  • Euro

    6e
BYD Dolphin G DM-i
BYD Dolphin G DM-i 1.5 Comfort
Occhio al prezzo

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Per una compatta ma spaziosa cinque porte plug-in, ben accessoriata e garantita sei anni o 150.000 km (due anni e 100.000 km in più per la parte ibrida) bastano 24.790 euro, che diventano 23.640 euro con l’offerta di lancio: questa è la BYD Dolphin 1.5 G DM-i.

Lunga 416 cm, la nuova piccola è già nelle concessionarie e vanta diversi primati: è il primo modello della casa cinese realizzato per l’Europa (in Cina non è venduta), dove sarà anche presto costruita nel nuovo stabilimento ungherese; è l’ibrida ricaricabile meno costosa in assoluto; è l’unica piccola plug-in: le rivali ibride sono “mild” o “full” e nella maggior parte dei casi costano di più. 

Due versioni

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Il prezzo di 23.640 euro si riferisce alla Active, con il 1.5 a benzina abbinato a un motore elettrico per 176 CV combinati. La batteria dell’ibrido, da 7,4 kWh, secondo la casa promette 40 km di autonomia media solo a corrente prima che il 1.5 si avvi per ricaricarla (azionando un generatore). Per la rigenerazione alla colonnina l’auto accetta solo 3,3 kW in corrente alternata: in condizioni ideali, servono circa tre ore per passare dal 15% al 100%.

Le altre versioni, fra cui la Comfort del test (qui la descrizione della gamma) hanno 212 CV e una batteria da 18,3 kWh, accreditata per 105 km di percorrenza media e che accetta fino a 6,6 kW in corrente alternata e che si può collegare anche alle colonnine pubbliche in continua: con 39 kW di picco, possono bastare 30 minuti dal 10% all’80%.

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Fra le versioni più potenti, la meno costosa è la Boost: con 27.290 euro ci si porta a casa un’auto con il climatizzatore automatico, il cruise control adattativo, l’impianto multimediale con Android Auto e Apple CarPlay, la piastra di ricarica senza cavo per il telefonino e i sedili riscaldabili, come il volante.

Con i 28.790 euro richiesti per la Comfort del test si aggiungono anche l’head-up display, il tetto in cristallo, il sedile di guida a regolazione elettrica (anche per la zona lombare), le telecamere a 360° e l’impianto multimediale che utilizza alcuni servizi di Google abitualmente presenti nei telefonini, come Maps per la navigazione. 

Comoda e vispa

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I 212 CV della BYD Dolphin 1.5 G DM-i rispondono con prontezza ma anche con progressività, anche nella modalità Sport selezionabile col bilanciere nel tunnel (Eco, Normal e Snow le altre). A muovere l’auto è quasi sempre il motore elettrico, che con 163 CV regala già un notevole brio.

Il 1.5 da 95 CV dà un contributo nelle forti accelerazioni e lavora da solo alle velocità medio-alte e costanti, come in autostrada, quando lavora al giusto regime per favorire i consumi. Nella maggior parte dei casi, però, il quattro cilindri si attiva solo per attivare il generatore che ricarica la batteria. Il sistema ibrido gestisce in autonomia l’alternarsi dei motori e, quando entra in funzione, il 1.5 è poco avvertibile: il suo avviamento è dolce e la rumorosità contenuta. 

Come un’elettrica

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La sensazione è quella di guidare un’auto elettrica, con suoi vantaggi in fatto di silenziosità e fluidità di marcia. La BYD Dolphin 1.5 G DM-i è molto confortevole: nel nostro breve test ci è parsa ben insonorizzata e pur avvertibili le sconnessioni dell’asfalto non fanno sobbalzare. Inoltre, la taratura delle sospensioni non è troppo morbida: nelle poche curve che abbiamo incontrato nel nostro test, l’agilità non ha deluso. Non altrettanto si può dire dello sterzo, che ha caratteristiche prettamente “turistiche”: regala poco “feeling” e manca un po’ di precisione. In Sport il comando si appesantisce parecchio, ma senza benefici nelle doti di guida. 

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Abbastanza omogenea la risposta dei freni, ma con corsa del pedale lunga. Dallo schermo si scelgie fra due livelli di “frenata rigenerativa”: con il primo l’auto “veleggia”, praticamente senza freno motore, mentre col secondo, piuttosto intenso, rallenta con decisione (ma non in modo brusco) quando si alza il piede dall’acceleratore. Poco possiamo dire sul consumo, dato che abbiamo iniziato il test con la batteria al 100% e non l’abbiamo esaurita del tutto, per cui il 1.5 è entrato in funzione poche volte. La casa, comunque, dichiara 22,2 km/l in media senza mai ricaricare via cavo, che è un valore buono in assoluto ma non eccezionale, considerando che molte full hybrid (e qualche mild hybrid) promettono di meglio; ovviamente, qui c’è il grosso vantaggio di poter sfruttare la rete elettrica per viaggiare a corrente (e, ricaricando a casa, si spende molto meno). Effettueremo a breve una verifica approfondita in una prova.

Anche milanese

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Abbiamo parlato di tecnica e di guida, ma anche il design merita in approfondimento: la Dolphin G vanta uno stile sobrio, equilibrato, con superfici lisce e luci sottili, cui ha contribuito il centro stile di Milano della BYD. L’unica ricercatezza è nell’“onda” creata nella fiancata dal terzo finestrino laterale: mimetizzato in una grande copertura nera, in realtà è molto piccolo (di tre quarti si vede poco). 

Tanto spazio

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Semplice l’abitacolo della BYD Dolphin 1.5 G DM-i, con materiali plastici per la maggior parte rigidi ma ben lavorati. Molto apprezzabile lo spazio: anche dietro c’è buon agio e il pavimento piatto lascia libertà di movimento ai piedi di chi siede al centro del divano.

Praticamente assenti i comandi fisici: tutto si gestisce dal grande schermo di 12,8” a sbalzo nella plancia: le funzioni sono ordinate, ma sfogliare i vari menù non è immediato e fa distrarre. Manca poi un comando del freno a mano che in caso di emergenza sia facilmente riconoscibile dai passeggeri: il meccanismo si attiva con un tasto all’estremità della levetta per scegliere il senso di marcia incernierata sulla destra del piantone dello sterzo. Abbastanza chiaro il cruscotto digitale di 8,8”, che al centro può mostrare i veicoli nelle vicinanze individuati dai sensori esterni oppure, a tutto schermo, la mappa del navigatore. 

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Buona la disponibilità di portaoggetti, soprattutto nel tunnel su due piani, fra i sedili. Quello inferiore ospita due prese Usb tipo C che, però, nascoste e in basso sono scomode da raggiungere. Altri due attacchi Usb sono nel mobiletto, insieme alle bocchette per l’aria dedicati ai posti dietro: una finezza per un’auto di questa categoria. Altro particolare utile: il gancetto a scomparsa nel lato destro della plancia consente di appendere una borsetta.

Capiente il baule della BYD Dolphin 1.5 G DM-i: la casa dichiara 425 litri a divano in uso e presenti quattro ganci nelle pareti e il preformato sotto il fondo che può contenere i cavi di ricarica. Peccato che la soglia di carico sia troppo alta sia rispetto al suolo sia al pavimento del baule (circa 20 cm): borse e valigie vanno sollevate parecchio per portarle a bordo. 

SECONDO NOI

PERCHÉ SÌ
  • Comfort
    Il sistema ibrido risponde con fluidità, l’abitacolo è ben insonorizzato e le buche non si “sentono” troppo.
  • Prezzo
    Per un’ibrida plug-in ben accessoriata e super garantita, il listino è molto interessante.
  • Spazio
    Sia l’abitacolo sia il bagagliaio sono ampi.
PERCHÉ NO
  • Accesso al baule
    La soglia di carico è distante sia dal suolo sia dal fondo del vano: caricare è faticoso.
  • Comandi
    Tutti concentrati nello schermo sono dispersivi, e manca un comando del freno a mano facilmente individuabile dai passeggeri nelle emergenze.
  • Sterzo
    Il comando manca di prontezza e precisione. In Sport è fin troppo pesante.

SCHEDA TECNICA

Motore a benzina  
Cilindrata cm3 1498
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 70 (95)/n.d.
Coppia max Nm/giri 120/n.d.
   
Motore elettrico  
Potenza massima kW (CV)/giri 120 (163)/n.d.
Coppia max Nm/giri 210/n.d.
   
Potenza massima complessiva kW (CV) 156 (212)
Coppia max complessiva Nm/giri 210
   
Batteria ioni di itio - 18,3 kWh
Emissione di CO2 grammi/km 32
No rapporti del cambio assente
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 180
Accelerazione 0-100 km/h (s) 8,3
Consumo medio (km/l) 22,2 (con batteria scarica)
Autonomia in modalità elettrica km 105
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 416/183/156
Passo cm 261
Posti 5
Peso in ordine di marcia kg n.d.
Capacità bagagliaio litri 425/1225
Pneumatici (di serie) 215/50 R 18
Serbatoio litri 42
BYD Dolphin G DM-i
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I VOTI DEGLI UTENTI
18
11
12
13
17
VOTO MEDIO
3,0
3
71
Aggiungi un commento
Ritratto di AZ
11 giugno 2026 - 19:53
Dietro non è un granché, il volante fa schifo, per il resto è un'ottima auto.
Ritratto di Newcomer
11 giugno 2026 - 19:55
Plug-in e comoda non possono stare nella stessa frase
Ritratto di forfElt
11 giugno 2026 - 19:58
OTTIMA! La phev che straconvince gli elettricari che tipo fino a poco fa però "le phev non hanno senso nel momento in cui esistono le bev"... :)))))
Ritratto di Danza
11 giugno 2026 - 20:43
Dumping a go go
Ritratto di Sprint105
11 giugno 2026 - 21:18
Mi sembra un'auto molto interessante che costa meno delle europee e da quello che leggo è un buon mezzo
Ritratto di BZ808
11 giugno 2026 - 21:33
Ancora tu?
Ritratto di giocchan
11 giugno 2026 - 22:36
Gran bella macchina, molto "furba". È in una nicchia di mercato, quella delle PHEV Segmento B, letteralmente inesistente. Non solo: l'ibrido plugin di BYD è uno dei pochi ibridi plugin "veri"... non è il solito ICE con DSG a cui hanno attaccato un pacco batteria e un motore elettrico più o meno potente (vedi Sperantis, VW... un po' tutti). Hanno veramente progettato l'auto come una roba nuova, non convertendo una termica. PS: per chi vuole approfondire la cosa youtu.be/rNF6Y2wFtDQ
Ritratto di Pintun
11 giugno 2026 - 22:47
Solo a benzina poteva stare sotto i 15000 euri e cominciava ad essere interessante poi è troppo larga, ha interni brutti, volante compreso e un baule buono ma non così eccezionale: la GPanda ha 400 l con 16 cm in meno di lunghezza
Ritratto di Mobil Eye
12 giugno 2026 - 01:06
A parte qualche dettaglio rivedibile, questi cominciano a fare sul serio...e rischiano di farci il mazzo

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