
Nel segmento delle crossover compatte, la Citroën C3 Aircross e la Cirelli Motor Company 2 si posizionano come alternative accessibili per chi cerca praticità e versatilità senza spendere cifre elevate. La prima è un modello consolidato del costruttore francese, evoluzione allungata della C3 con focus su comfort e spazio; la seconda, gemella della cinese DSFK Glory 500, punta su un listino aggressivo e motorizzazioni alternative come GPL ed elettrica. Entrambe mirano a famiglie e pendolari, ma con filosofie diverse: raffinatezza europea contro essenzialità low-cost.


Esternamente, la Citroën C3 Aircross si distingue per uno stile squadrato e personale, con frontale scolpito, protezioni in plastica vistose e un’impronta da vera crossover. Lunga 440 cm e alta 163 cm, guadagna 38 cm rispetto alla C3 standard, a vantaggio di abitabilità e accessibilità. La Cirelli 2, quasi identica nelle dimensioni (439 cm di lunghezza e 165 cm di altezza), adotta un look più convenzionale: grande griglia, fari a LED affusolati, nervatura laterale e lunotto piccolo con fanali bombati. Entrambe hanno 5 porte e 5 posti, ma la francese offre l’opzione a 7 posti (poltroncine adatte solo a chi non supera i 170 cm e per brevi tratti).
Sul fronte dello spazio interno, la C3 Aircross prevale nettamente. Il bagagliaio va da 410 a 1600 litri (con riduzioni di 130-420 litri se si montano i sedili extra), mentre la Cirelli si ferma a un più modesto 340-650 litri, penalizzato anche da un deciso dislivello tra soglia e piano di carico. A bordo della Citroën i sedili sono più soffici e la posizione di guida rialzata migliora la percettibilità; sulla Cirelli gli interni sono semplici ma con finiture discrete, fascia a contrasto sulla plancia e sedili anteriori dal buon contenimento, con posto centrale del divano abbastanza generoso. In sintesi, la francese è più pratica per famiglie e viaggi, la cinese sufficiente per l’uso quotidiano ma meno versatile.
Le motorizzazioni raccontano due approcci opposti. La Citroën propone un 1.2 benzina tre cilindri turbo da 101 CV con cambio manuale a 6 marce e un 1.2 mild hybrid da 136 CV combinati (motore elettrico da 28 CV) abbinato al robotizzato a doppia frizione e-DCS6. Quest’ultima versione si fa apprezzare per reattività e consumi contenuti, risultando briosa e adatta a un utilizzo misto. La Cirelli 2 risponde con un 1.5 bifuel benzina/GPL da 106 CV con automatico CVT e un’unità elettrica da 163 CV. L’assenza di dati precisi su autonomia e consumi ufficiali rende difficile un confronto numerico, ma il GPL della Cirelli è ideale per chi macina tanti chilometri a costi ridotti, mentre l’elettrica punta alla città.
In termini di piacere di guida, il mild hybrid Citroën offre lo spunto migliore e una maggiore fluidità; il CVT della Cirelli privilegia la comodità a discapito della sportività. Nessuna delle due dichiara valori di autonomia rilevanti (N/D), ma la francese appare più equilibrata per chi cerca un compromesso tra prestazioni e efficienza, mentre la Cirelli punta tutto sulla diversificazione energetica (GPL o full electric).


Qui la Citroën C3 Aircross mostra i muscoli della sua origine europea. Di serie arrivano frenata automatica d’emergenza, riconoscimento segnali stradali e sensori di parcheggio posteriori. Il cruscotto digitale è intuitivo anche se poco personalizzabile e “avaro” di informazioni (niente contagiri né mappe di navigazione). Gli interni, pur semplici, trasmettono solidità e i sedili più morbidi alzano il livello di comfort. Manca il cruise control adattativo e la guida semi-autonoma, ma la base di ADAS è comunque adeguata.
La Cirelli 2 delude sul fronte sicurezza: di serie solo airbag anteriori, retrocamera e hill holder. Assente la frenata automatica anche come optional; sensori anteriori e posteriori e fari full LED sono presenti, così come i cerchi da 18”. Il sistema multimediale ha grafica datata e risoluzione mediocre, il cruscotto è analogico con piccolo display centrale. Il comfort è accettabile grazie a una plancia piacevole e buone finiture “low cost”, ma le prese USB mancano sui sedili posteriori e l’assenza di assistenti alla guida moderni si fa sentire. In città la Cirelli se la cava, ma su percorsi extraurbani la Citroën offre maggiore tranquillità e praticità d’uso.


I listini partono vicini: C3 Aircross da 20.400 € a 30.000 €, Cirelli 2 da 21.400 € a 25.400 €. La francese, soprattutto nella versione 101 CV, risulta molto accessibile; il mild hybrid alza il prezzo ma giustifica il sovrappiù con consumi e comfort superiori. La Cirelli mantiene un range più compresso e competitivo, con vernice metallizzata a pagamento. I costi di gestione favoriscono la Cirelli nelle versioni GPL (carburante economico) ed elettrica (ricarica domestica e vantaggi fiscali), mentre la Citroën mild hybrid promette consumi ridotti senza le complicazioni di un full hybrid o di un’elettrica pura.
Il rapporto qualità-prezzo della C3 Aircross è solido grazie a dotazioni di sicurezza e spazio superiore; la Cirelli vince sulla carta del “prezzo pieno” contenuto e delle finiture meglio del previsto, ma perde punti per la scarsa dotazione di ADAS che potrebbe incidere anche sul fronte assicurativo. Chi percorre molti km troverà nel GPL Cirelli un alleato; chi vuole tranquillità e valore residuo più prevedibile orienterà la scelta sulla Citroën.


La Citroën C3 Aircross è la scelta più completa e raccomandata per famiglie che cercano spazio (anche nella variante 7 posti), comfort e un minimo di sistemi di sicurezza moderni. Ideale per chi fa un uso misto, apprezza la reattività del mild hybrid e vuole un’auto pratica senza rinunciare a un certo standard europeo. La versione 101 CV è perfetta per chi ha budget limitato; la ibrida per chi vuole qualcosa in più.
La Cirelli 2 si rivolge a un pubblico più attento al prezzo d’acquisto e ai costi al km, specialmente con l’opzione GPL per i grandi percorrimenti o l’elettrica per la mobilità urbana. Va bene come seconda auto o per chi non ha esigenze elevate di sicurezza attiva e bagagliaio. Attenzione, però: la carenza di ADAS è un limite reale nel 2024.
In sintesi, se priorità sono abitabilità, sicurezza di base e piacere di guida, la Citroën è davanti. Se il budget è tirato e si valorizzano GPL o elettrico puro, la Cirelli merita uno sguardo, accettando i compromessi di una crossover “essenziale”. Provare entrambe resta il consiglio migliore prima di firmare il contratto.











