Il mercato cinese è ormai diventato il più grande del mondo, ma la quantità di nuovi lanci ad opera dei 109 costruttori locali (qui per saperne di più) è davvero impressionante.
Secondo i dati raccolti dalla piattaforma Dongchedi citati da un articolo di Bloomberg, nei primi sei mesi dell’anno in Cina sono state introdotte 650 nuovi modelli (tra auto completamente nuove o aggiornamenti), con un ritmo di quasi 4 lanci al giorno, festivi compresi. Lo stesso vicepresidente esecutivo della BYD He Zhiqi ha definito tutto ciò “una follia totale”, raccontando sul suo account Weibo un mercato interno più brutale che aggressivo.
Nonostante i tempi di sviluppo di nuove auto in Cina siano molto più rapido di quelli europei, si parla di circa 18 mesi contro quattro anni, He fa notare che il lancio di una nuova auto è un processo lungo, ma l’entusiasmo per il nuovo prodotto si affievolisce nel giro di meno di tre mesi.
Parallelamente agli enormi investimenti, la domanda interna si sta indebolendo. Secondo i dati della Chinese Passenger Car Association, a giugno le vendite di auto sono diminuite del 23% su base annua.
La guerra dei prezzi, che dura da anni e ha addirittura portato il governo a vietare di vendere le auto sottocosto (qui la notizia), e l’elevato tasso di adozione dei veicoli elettrici hanno spinto i costruttori cinesi in una sorta di corsa tecnologica, in cui le auto vengono trattate più come smartphone che come investimenti duraturi: per non sparire dal radar dei potenziali clienti, i marchi devono lanciare nuovi modelli in modo continuo.
In un certo senso, questa situazione riflette il successo della strategia dei costruttori cinesi nel comprimere i cicli di sviluppo e accelerare l’introduzione dei progressi tecnologici così da ottenere un vantaggio competitivo in un mercato estremamente aggressivo.
Secondo l’analisi mensile dei dati di immatricolazione del China Automotive Technology and Research Center, condotta da Bloomberg, delle 650 nuove auto introdotte nei primi sei mesi dell’anno, la maggior parte è rappresentata da piccoli aggiornamenti, mentre il debutto di vetture completamente nuove procede a un ritmo di circa 30 al mese.
Una tale competizione, secondo il vicepresidente esecutivo della BYD, consentirà di temprare i migliori costruttori cinesi, che saranno così in grado di prevalere sui tradizionali concorrenti stranieri. A suo giudizio, la competizione è un fattore di crescita: paragona il mercato cinese a un duro campo di addestramento, dove occorre “rotolarsi, strisciare e combattere” per costruire una struttura robusta.











