NEWS

Ricarica ultra-rapida delle auto elettriche: con i cinesi è sfida al megawatt

Pubblicato 28 agosto 2026

I costruttori cinesi alzano l'asticella e presentano sistemi di ricarica che superano i 1000 kW, capaci di regalare 400 km di autonomia in 5 minuti. E gli europei?

Ricarica ultra-rapida delle auto elettriche: con i cinesi è sfida al megawatt

TEMPI DA BENZINAIO: LA NUOVA FRONTIERA OLTRE I 1000 KW

Fino a ieri consideravamo i 350 kW delle stazioni ultra-fast come il vertice della tecnologia per la ricarica delle auto elettriche. Oggi quella soglia appare già superata. I costruttori cinesi hanno infranto il muro psicologico e tecnologico del megawatt, ovvero 1000 kW di potenza erogata in corrente continua.

L'obiettivo dichiarato è uno solo: azzerare la cosiddetta "ansia da ricarica" portando i tempi di sosta per l'elettrone allo stesso livello di un pieno di benzina o gasolio. A tracciare la strada è stata BYD con la sua Super e-Platform, un'architettura a 1000 V nativi abbinata al sistema Flash Charging (che abbiamo provato qui). I dati sul campo fanno impressione: un picco di carica che consente di recuperare fino a 400 km di percorrenza in soli 5 minuti.

Gli fanno eco colossi della tecnologia come Huawei e Zeekr, che hanno svelato colonnine raffreddate a liquido in grado di spingersi su potenze teoriche da 1200 kW a 1500 kW (qui per saperne di più). Prestazioni straordinarie che fino a poco tempo fa sembravano riservate soltanto ai mezzi di trasporto pesanti o alle applicazioni industriali.

byd fast chargng ricarica 3 2

Qui sopra una stazione Fash Charging della BYD.

IL SEGRETO DI PECHINO: UNA FILIERA TOTALMENTE INTEGRATA

Ma come hanno fatto le aziende cinesi ad accumulare un simile vantaggio competitivo? La risposta risiede nella loro filiera produttiva integrata e verticale, una struttura industriale che i competitor occidentali faticano ancora a replicare.

A Pechino e Shenzhen non ci si limita a progettare il veicolo. I giganti cinesi controllano l'intera catena del valore: dalla raffinazione dei metalli rari alle celle batteria di nuova generazione (come le celle CATL Shenxing o le Blade Battery di BYD capaci di sostenere tassi di ricarica fino a 10C), fino ai semiconduttori al carburo di silicio (SiC) a 1500 V e ai software di gestione termica.

Quando la stessa azienda progetta la chimica dell'accumulatore, l'elettronica di potenza dell'auto e l'hardware della colonnina di ricarica pubblica, l'ottimizzazione raggiunge livelli inavvicinabili per chi deve assemblare componenti acquistati da decine di fornitori differenti. L'auto e il caricatore dialogano in tempo reale senza colli di bottiglia, gestendo picchi di corrente da 1000 Ampere in totale sicurezza.

huawei ricarca fast

Qui sopra le colonnine prodotte dalla Huawei che possono arrivare a 1500 kW.

E L'EUROPA? LA RISPOSTA DEI MARCHI NOSTRI E DEGLI SPECIALISTI

Di fronte all'offensiva cinese, l'industria automobilistica europea non rimane a guardare, ma segue una strategia in parte differente. Se sul fronte delle vetture da passeggeri le auto europee più veloci attualmente sul mercato sfiorano i 320-350 kW di picco (come la Porsche Taycan o le ammiraglie basate su piattaforme a 800 volt), sul piano dell'infrastruttura i nostri specialisti puntano forte su efficienza, modularità e affidabilità.

Aziende leader nell'hardware di ricarica come l'italiana Alpitronic (con la serie Hypercharger da 400 kW) o la multinazionale ABB E-Mobility rappresentano l'eccellenza europea nel servizio pubblico, offrendo colonnine ad altissimo rendimento (fino al 97,5%) e stabilità di rete. Sul fronte delle altissime potenze, l'Europa si è concentrata prima di tutto sul mondo dei veicoli commerciali e dei camion con lo standard MCS (Megawatt Charging System), capace di superare i 1000 kW per il trasporto pesante.

Non mancano però i laboratori d'avanguardia per le vetture private: Mercedes, ad esempio, ha avviato i test su strada del prototipo EQV ELF (qui per saperne di più), un laboratorio viaggiante capace di sperimentare ricariche fino a 1000 kW di potenza in corrente continua. L'approccio europeo privilegia la curva di ricarica costante e la salvaguardia della vita utile del pacco batterie rispetto al solo dato di picco da catalogo.

geely ricarica

Il sistema di ricarica della Geely e i componenti di un'auto elettrica.

RETE E STRUTTURE: LE SFIDE APERTE PER IL FUTURO

Se la tecnologia a 1000 kW è ormai una realtà tangibile, il vero nodo cruciale per la sua diffusione globale risiede nella infrastruttura di rete. Distribuire un megawatt a una singola vettura significa assorbire un quantitativo d'energia pari all'hinterland di un piccolo comune.

Per ovviare a questo problema, i costruttori cinesi stanno già integrando le stazioni ultra-fast con sistemi di accumulo stazionari (BESS) a batteria tampone, capaci di immagazzinare energia dalle fonti rinnovabili nei momenti di calo di richiesta per poi rilasciarla ad altissima potenza quando l'auto si collega.

L'arrivo programmato dei primi impianti da 1000 kW targati BYD anche in Europa imporrà una forte accelerazione agli operatori locali. La sfida per la mobilità elettrica si sposta dunque dalla durata dell'autonomia alla velocità di ripristino: un terreno di gioco in cui la Cina dimostra oggi di avere il motore al massimo dei giri, ma dove l'Europa possiede ancora il know-how per giocare una partita di primo piano.



Aggiungi un commento
Ritratto di Ultimojedi
28 agosto 2026 - 16:11
Il problema in Europa mi sembrano più le amministrazioni locali. Vedi una colonnina da 90 kW installata e inattiva per 4 mesi e qualche domanda te la fai. Ho scritto NOVANTA.
Ritratto di TheMatt1976
28 agosto 2026 - 16:25
Con novanta kW a momenti non carichi neppure le cuffiette bluetooth... :-P
Ritratto di Trattoretto
28 agosto 2026 - 16:48
Senza contare gli eventuali comitati simil anti 5G. Gente che si informa non seduta ai banchi di scuola, ma sulla tazza del nesso, sui canali telegram.
Ritratto di Ultimojedi
28 agosto 2026 - 16:50
Temo che la situazione sia molto più prosaica: a) fondi per INSTALLARE e non per far funzionare; b) permessi di allaccio che richiedono mesi.
Ritratto di otttoz
28 agosto 2026 - 16:20
Gli europei spacciati per colpa di CEO e astenuti
Ritratto di 6su100
28 agosto 2026 - 16:27
Sarebbe stato un ottimo articolo del Venerdì, ma oramai non c'è più mordente. Siamo oramai di fatto tutti più che concordi che: tanta autonomia + da metter su rapidamente = fanno la differenza; anzi il versante dei "neo aggregatisi" magari anche più convinti sulla questione che noialtri da sempre sostenitori di ciò. Peccato :( ... Bei (diversi) tempi quando per i primi, tipo 1,5h fermi alla colonnina ogni 2h di viaggio ci stava tutto, e anzi era pure un valore aggiunto dell'auto
Ritratto di zottto
28 agosto 2026 - 16:50
Da noi invece il 94% degli automobilisti si ferma al distributore. Lasciamoli pure vincitori, con queste potenze faremmo la fortuna alle cererie.
Ritratto di ilariovs
28 agosto 2026 - 17:08
Il progresso prosegue, purtroppo sempre con la solita bandiera. Poi ci meravigliamo che i cinesi si mangiano i mercati e gli altri chiudono. Quale innovazione abbiamo prodotto negli ultimi 25 anni? L'urea per il FAP? I mild ibrid? I tre cilindri? Cosa abbiamo inventato ed il mercato ha adottato di particolare? I cinesi dopo essere diventati i re i discussi delle batterie LFP oggi puntano a ricariche da 7 minuti. Dico la verità mi sembra pure troppo, ma con le batterie al Sodio usate come BESS si possono fare colonnine da 1000 KW con allacci da 200KW. Sono curioso di vedere cosa si inventeranno gli altri. Perché non possiamo continuare a vedere innovazione mono Stato a meno di non accettare di fare termiche pure per il 5% del mercato mondiale fra 15 anni.

VIDEO IN EVIDENZA