Il responsabile di Stellantis in Europa Emanuele Cappellano (foto qui sotto), in un incontro con la stampa a Torino, ha chiarito molti punti del piano industriale Stellantis, rivelando anche nuovi dettagli. La novità principale è l’annuncio ufficiale che a Melfi nascerà una nuova crossover Alfa Romeo: non si tratta della cosiddetta “Giulietta” (di cui parliamo qui) ma dell’erede della Tonale (qui sopra in un nostro rendering ipotetico), che userà la piattaforma STLA Medium della Jeep Compass.

Confermati anche gli investimenti in Italia: “Guardando i dati attuali, secondo le nostre previsioni la produzione in italia del 2026 sarà più alta del 2025” ha specificato Cappellano “il Piano Italia (presentato un anno fa) è stato rafforzato: c’è un modello in più a Melfi (la prossima generazione della Tonale nel 2028) l’erede della Pandina a Pomigliano (elettrica e attesa nel 2028) e una nuova generazione di furgoni ad Atessa. I tagli annunciati a oggi non riguardano gli stabilimenti italiani” ha assicurato Cappellano.
Nel piano industriale presentato pochi giorni fa il gruppo ha annunciato anche l’arrivo delle full hybrid in Europa per i modelli medio-piccoli (dalle utilitarie alle crossover medie): non si tratterà della tecnologia usata negli Usa sulla Jeep Cherokee (che prevede un 1.6 turbo abbinato a una trasmissione a rotismo epicicloidale, come quella delle Toyota): “è un full hybrid fatto da Stellantis, sviluppato internamente da noi e non realizzato in collaborazione con dei partner”.

Un altro argomento toccato nell’incontro è quello sulle E-Car: le piccole vetture elettriche economiche che l’Europa vuole promuovere. Quelle del gruppo saranno prodotte anche a Pomigliano. Le prime, nel 2028, saranno le eredi della Citroën 2CV e della Pandina (ma l’attuale ibrida continuerà a essere venduta finché le norme lo renderanno possibile). Il gruppo ha annunciato prezzi di partenza inferiori ai € 15.000 ma, dato che la normativa per questi veicoli (che potrebbe prevedere minori sistemi di sicurezza per contenere i costi) non è stata ancora definita, al momento vengono sviluppate come auto “normali”: “abbiamo calcolato il prezzo con le normative attuali” ha chiarito Cappellano, “ovvero come auto che hanno tutti gli aiuti alla guida obbligatori per legge di serie (come la frenata automatica d’emergenza, ndr)”.
Ancora aperta la partita sulle prossime Alfa Romeo Giulia e Stelvio: “ci saranno” ha assicurato Cappellano “ma ancora non sappiamo come. Le attuali vanno avanti con gli aggiornamenti di prodotto necessari, ma ora non comunichiamo quando questi avverranno. In ogni caso, abbiamo intenzione di avere ancora Giulia e Stelvio nel futuro”. Esclusa, comunque, l’opzione di usare tecnologia Jaguar Land Rover: gli accordi da poco annunciati fra i due gruppi “sono pensati solo per il mercato del Nord America”. Sul tavolo rimangono quindi solo ipotesi: dall’aggiornamento dell’attuale piattaforma all’uso di una di un partner, forse cinese.

L’unica certezza pare essere che le prossime Giulia e Stelvio non nasceranno sulla piattaforma STLA One appena annunciata (che, invece, darà vita alla prossima “Giulietta”): “la utilizzeremo per ora nei segmenti B e C (“quattro metri” e medie, sia berline sia crossover,) dove vogliamo raggiungere 1 milione di vetture vendute in Europa che usano questa piattaforma.
L’eventuale segmento D (vetture grandi, come la Giulia e Stelvio) su STLA One è possibile, ma solo per coprire la parte bassa del segmento”. Tradotto: solo per auto grandi derivate da quelle più piccole, come è il caso di una Peugeot 5008 che “nasce” dalla 3008. “Il piano di investimento” commenta però Cappellano “non è fatto solo di nuove piattaforme, ma anche di nuovi motori, nuove tecnologie e altro ancora: comunicheremo tutto più avanti”.
Chiarito anche il ruolo di Lancia e DS: “abbiamo bisogno di farle lavorare in modo più sinergico con Citroën e Fiat” è il pensiero di Cappellano. “Le DS come modelli Citroën funzionavano bene ed erano complementari alla gamma”. Stessa cosa per Lancia “anche se non è nata da Fiat come DS con Citroën, negli ultimi anni ha funzionato molto bene con modelli derivati dalle Fiat. Troveremo quindi opportunità per essere più efficienti negli investimenti, nel marketing e anche per i nostri concessionari”.

Anche in assenza di una conferma ufficiale, pare quindi tramontata l’ipotesi di una nuova Delta mentre i prossimi modelli (esclusa la Lancia Gamma, appena presentata) dovrebbero tutti derivare da modelli Fiat attuali come la Grande Panda o da suoi futuri modelli, magari su base condivisa con il partner Leapmotor. “Non ci sarà però nessun rebadge (ovvero il semplice mettere il logo di una casa su un modello di un’altra, ndr) di Leapmotor col marchio Fiat” ha assicurato Cappellano “C’è però la possibilità di lavorare con loro per creare sinergie. E non dimenticheremo l'attuale Fiat 500: stiamo investendo su nuove batterie e futuri sviluppi del modello”.






































































