Hyundai i30 1.6 CRDi 110 CV Sport 3p

Pubblicato il 28 dicembre 2013
Ritratto di Clauto07
alVolante di una
Hyundai i30 1.6 CRDi 110 CV Sport 3p
Hyundai i30
Qualità prezzo
5
Dotazione
4
Posizione di guida
5
Cruscotto
4
Visibilità
3
Confort
4
Motore
3
Ripresa
3
Cambio
4
Frenata
4
Sterzo
4
Tenuta strada
4
Media:
3.9166666666667
Perchè l'ho comprata o provata
La mia ottima Golf 1.9 TDI 110 CV, dopo 15 anni di servizio ha cominciato a dare segni di cedimento. In cerca di una sostituzione, alla fine la scelta è caduta sulla Hyundai I30, nella versione 3 porte, allestimento Sport, motorizzazione 1.6 CRDI 110 CV. Le motivazioni principali della scelta sono state due: 1) Il prezzo, il più basso tra le alternative prese in esame, e con un allestimento rispettabile: c’è tutto quello che serve davvero, e anche qualcosa in più. Considerando i 5 anni di garanzia, assistenza e controlli gratuiti, l’offerta mi è sembrata interessante. Totale, tutte le tasse e gli sconti della casa inclusi: 17.700 € 2) La linea, a mio gusto tra le più accattivanti sul mercato; e posso confermare che questa Coupè non passa inosservata: purtroppo, aggiungo, perché, dovendola parcheggiare in strada, speravo che non attirasse l’attenzione, contando anche sul tradizionale scarso appeal del marchio Hyundai.
Gli interni
La prima sensazione, appena ritirata l’auto al concessionario, è stata di trovarmi subito a mio agio. L’accessibilità è buona, le portiere grandi facilitano non poco l’accesso e la discesa ai sedili posteriori; il rovescio della medaglia è il problema (tipico delle 3 porte) dell’ingombro di apertura nei parcheggi a pettine. Un po’ scomodo il ritorno in posizione del sedile anteriore, dopo la discesa dei passeggeri dietro. La posizione di guida è ottima, comoda e riposante, grazie alle efficaci regolazioni (manuali) del sedile e dello sterzo, e al supporto lombare elettrico. Tutti i comandi sono intuitivi e a portata di mano, i tasti sembrano ben fatti, con un ottimo feeling d’uso. I sedili sono comodi, non troppo morbidi, e trattengono bene in curva. Lo spazio è abbondante in tutte le direzioni, anche per persone di stazza generosa; il parabrezza molto avanzato incrementa la sensazione di ariosità. Dietro si sta comodi anche in tre, c’è tanto spazio per le gambe e la posizione leggermente rialzata migliora ulteriormente il comfort. Cassetti e vani portaoggetti sono numerosi e capienti, e il bagagliaio è ampio (anche se “dimostra” meno dei 378 litri promessi) e abbastanza regolare: non è molto sviluppato in altezza, un po’ di spazio è rubato dal ruotino di scorta, che però per me è irrinunciabile (molte concorrenti offrono solo il kit riparazione; altre lo forniscono come opzional a pagamento). Bella e comoda la pedaliera in alluminio. Radio, strumentazione e computer di bordo, con comandi al volante, sono di facile utilizzo e ben visibili; nulla di fantascientifico, intendiamoci, ma funzionali. I sei altoparlanti non forniscono bassi esagerati, ma la qualità audio è più che dignitosa. Non mancano ingressi AUX e USB, anche se chiavette piene zeppe di files di vario tipo possono creare problemi di lettura. Utili la connessione Bluetooth per smartphone, e la doppia presa 12 V. Buona la precisione della strumentazione: a 130 km/h effettivi il tachimetro segna 134; ad un consumo misurato di 5,4 l/100 km corrispondono 5,7 l/100 km effettivi. Nota di merito per il climatizzatore automatico bi-zona, completo di bocchette posteriori, efficacissimo e silenzioso, semplice da utilizzare e rapidissimo anche nello sbrinamento invernale del parabrezza.
Alla guida
Il motore è onesto, abbastanza brillante ed elastico; vibra pochissimo e non consuma molto (finora, in media, su percorsi prevalentemente autostradali a velocità limite, 5,7 litri per 100 km); non particolarmente impressionante, è vero, ma probabilmente necessita di qualche migliaio di km per slegarsi del tutto e dare il meglio di sè. La scalatura dei rapporti inferiori del cambio poteva forse essere un po’ più regolare; la 6^ è lunga, ottima per l’autostrada (2300 giri a 130 km/h), ma poco sfruttabile in extraurbano. L’accelerazione è buona, la ripresa non straordinaria, ma neppure disprezzabile: l’auto riprende, lentamente ma senza esitazioni, anche in 6^ e in leggera salita. La frizione e soprattutto il cambio sono invece un piacere, e non fa rimpiangere il mitico cambio Golf; qualche (rarissima) impuntatura solo nelle scalate veloci tra 3^ e 2^. La tenuta di strada è molto buona, l’auto è stabile anche nelle curve strette in velocità, aiutata da gomme efficaci e dalla carreggiata larga. Lo sterzo è assistito elettricamente, e regolabile in tre diverse tarature; le differenze si avvertono, anche se non in modo così determinante. Il volante, di diametro ridotto e rivestito in pelle, offre una presa sicura e piacevole. La frenata è efficace e progressiva, e l’impianto non sembra affaticarsi facilmente (ma finora non ho avuto modo di stressarlo molto). Il comfort in marcia è eccellente, le sospensioni (multilink al posteriore), assorbono bene le sconnessioni pur senza essere troppo morbide; i pneumatici Hankook, montati sui bei cerchi in lega da 16”, offrono un buon compromesso tra comfort e tenuta. La rumorosità è contenutissima, buona l’insonorizzazione, solo qualche fruscio aerodinamico e di rotolamento delle gomme a velocità autostradali. Chi, come me, fa prevalentemente lunghi viaggi, non deve temere l’affaticamento alla guida. Visibilità buona in avanti, qualche piccolo problema solo sull’anteriore sinistro, per conducenti non molto alti, a causa del montante e del retrovisore; va peggio dietro, a causa del lunottino e dei finestrini posteriori piccoli e oscurati. I retrovisori con indicatori di direzione LED, ripiegabili elettricamente, sono comodi, e lo sarebbero ancora di più se la chiusura fosse automatica. In manovra, i sensori di parcheggio posteriori sono provvidenziali; davanti bisogna abituarsi a valutare gli ingombri del muso, più corto di quanto non ci si aspetti, a causa dello spostamento in avanti del parabrezza; effetto collaterale è una plancia molto profonda, che crea qualche fastidioso riflesso sul parabrezza. Tergicristalli di forma strana, ma efficaci e con buone regolazioni. Visibilissime le luci diurne e posteriori LED, adeguata (ma non straordinaria) l’illuminazione notturna dei fari anabbaglianti. Completano la dotazione luci i fendinebbia e l’utile illuminazione dinamica dell’interno curva. Alla dotazione di sicurezza non manca nulla; 7 airbags e la serie completa di assistenze elettroniche alla guida (inclusa assistenza alla partenza in salita, se dovesse servire…). Manca invece qualche automatismo di moda, come lo Start & Stop (che a me non piace) o il cruise control (che invece sarebbe comodo).
La comprerei o ricomprerei?
Dopo cinque mesi d’uso la risposta è assolutamente sì, e molto più convintamente e consapevolmente di prima. Da ex cliente Fiat, .Ford e ultimamente Volkswagen, avevo messo in conto di dover accettare qualche compromesso sulla qualità. Ma ho dovuto ricredermi, il passaggio alla coreana è stato molto meno traumatico di quanto mi aspettassi. Ho avuto la possibilità di confrontare l’auto guidando alcune delle concorrenti (Golf, Focus, Civic e Leon), e constatando una qualità generale e una cura nei particolari che non ha molto da invidiare a queste marche blasonate. I materiali non saranno i più pregiati, ma sono solidi e gradevoli al tatto: basta toccare i rivestimenti delle portiere e le plastiche della plancia per accorgersene. Gli assemblaggi sono ben fatti, non si avverte nessuna vibrazione; anche nei piccoli dettagli, cuciture, battitacchi portiere, gomma antiscivolo nei vani portaoggetti, verniciatura bucciata nel sottoporta, passaggi cavi, giunzioni lamiere, fino alle bellissime guarnizioni doppie delle portiere, si nota un livello qualitativo sorprendente. Sappiamo tutti come l’argomento “auto” suscita partiti presi, pro e contro; ma invito coloro che esprimono giudizi pregiudiziali (non sempre frutto di esperienza diretta) a cercare su Youtube il video della visita di Martin Winterkorn, CEO di Volkswagen AG, al Salone di Francoforte, mentre esamina e commenta le finiture della I30, e ad apprezzarne l’onestà. Qualcosa da migliorare ovviamente c’è. Ad esempio, la plancetta comandi dei retrovisori non illuminata, la mancanza della funzione di chiusura “one-touch” del finestrino, la grafica del computer un po’ spartana... tutto però dovrebbe essere valutato in rapporto al prezzo: considerando che le concorrenti citate costano (a parità di motorizzazione e dotazioni) dai 3 ai 6.000 euro in più, viene da chiedersi quanta di questa differenza sia il prezzo da pagare per una miglior qualità del prodotto, e quanta invece solo per un marchio di maggiore appeal. Infine il discorso estetico. Non c’è nulla di più soggettivo, è vero; ma tra le linee immutabilmente classiche della Golf e quelle esasperate (con qualche punta un po’ kitsch) della Civic, non ho dubbi nel preferire le linee filanti e dinamiche della Fluidic Sculture Hyundai.
Hyundai i30 1.6 CRDi 110 CV Sport 3p
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Ritratto di Rav
11 gennaio 2014 - 12:52
3
Che dire, la mia auto precedente all'attuale era una Kia Pro_Cee'd (prima serie) quindi riguardo a tre porte coreane rare ne so qualcosa =D La i30 mi piace davvero molto sia fuori che dentro e la qualità è buona e all'altezza della concorrenza generalista. Il motore da 110cv lo trovo ottimo, un buon compromesso fra guidabilità e consumi. Vista l'auto credo non rimpiangerai la Golf, la i30 stilisticamente è molto più avanti e qualitativamente, come hai detto tu, non sarà ai livelli della Golf ma non è neanche a quelli di una Panda degli anni 90.
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