Volvo 850 2.0i 20V cat GLT Lusso

Pubblicato il 5 gennaio 2016

Listino prezzi Volvo 850 non disponibile

Ritratto di MAXTONE
alVolante di una
Nissan GT-R 3.8 V6
Volvo 850
Qualità prezzo
5
Dotazione
5
Posizione di guida
5
Cruscotto
5
Visibilità
5
Confort
5
Motore
4
Ripresa
3
Cambio
4
Frenata
3
Sterzo
4
Tenuta strada
4
Media:
4.3333333333333
Perché l'ho comprata o provata
Questa volta vorrei più che scrivere una prova, rendere un doveroso omaggio ad un auto che ha segnato in modo assai positivo ed indelebile i miei primissimi anni di patente. Premetto che purtroppo la foto non ritrae l'esemplare da me guidato ma l'ho scelta accuratamente da Google dopo averne trovato un esemplare gemello, allestimento e colore inclusi. Era (ed'è tuttora) di un mio amico che la comprò nuova nel gennaio 1993. Ho avuto modo di guidarla spessissimo sulla maggior parte dei tipi di percorso (autostrada e montagna comprese) e non ho potuto fare a meno di innamorarmene. Correva la prima metà degli anni 90 e di berline di segmento E valide in Italia ce n'erano davvero poche, la Thema era ormai anziana (pur restando un progetto valido), e le berline che andavano per la maggiore erano le solite Classe E (W124 fino al 95 e W210 poi) e BMW Serie 5 (E34 fino al 1995 ed E39 poi), mentre l'unica alternativa credibile, sia a livello di immagine che di contenuti era proprio lei: la Volvo 850, una berlina di cui oggi si parla poco anche a causa del fatto che Volvo nel corso degli anni ha cambiato così tanto il suo corso stilistico nonché la nomenclatura da rendere la serie 800 un oggetto quasi misterioso soprattutto per i più giovani, ovviamente non per me che quest'anno taglierò il traguardo degli "anta". Ma torniamo alla nostra 850 ed al contesto nel quale fu presentata. Innanzitutto c'è da dire che l'esistenza della Serie 900 (un rimpasto,seppure ottimo, delle Serie 700 degli anni 80) le impediva di essere una vera ammiraglia di segmento E ma aveva tutte, e sottolineo tutte, le carte in regola per esserlo. Innanzitutto la meccanica: E' vero, rispetto alle sorelle più grandi, la 850 perdeva una peculiarità d'immagine ovvero quella trazione sulle ruote posteriori che avrebbe potuto accomunarla, almeno nell'immaginario collettivo degli appassionati, al binomio BMW-Mercedes. Tuttavia questa mancanza non influenzò in modo negativo né l'handling, né udite udite, il piacere di guida. Che si rivelò, quasi a sorpresa, assai elevato. Ma andiamo con ordine, partendo dai contenuti di spicco dell'auto. Il progetto Serie 800 prevedeva innanzitutto una berlina forte e sicurissima come da tradizione Volvo infatti all'epoca e per diversi anni rimase la sola auto al mondo con una cellula abitacolo unica nel suo genere. Tale cellula era nota col nome di SIPS (Side Impact Protection System) e funzionava così: Il sedile del guidatore e quello del passeggero erano montati su rotaie trasversali di acciaio (sulle altre auto sono solitamente avvitati al pavimento), in tal modo le guide dei sedili erano capaci di restare quasi impassibili agli impatti laterali perché l'energia che si sviluppava in seguito ad un urto veniva distribuita alla perfezione su tutta la fiancata dell'auto arrivando addirittura fin quasi la metà trasversale della cellula stessa (come le foto dell'epoca della scocca nuda mostrano chiaramente). Altro asso nella manica della 850 parlando di sicurezza passiva, il sistema WHIPS, ovvero i sedili con struttura anti-colpo di frusta, un altra esclusiva Volvo che solo successivamente sarebbe stata introdotta dagli altri marchi. Da una scocca così raffinata e da un pianale nuovo di zecca non potevano che scaturire ottime doti doti di tenuta e stabilità consentite anche da un altra chicca introdotta sempre sulla Serie 800: Il retrotreno "Deltalink", un tipo di geometria leggermente meno raffinata del classico Multilink ma ugualmente efficace: il Delta link si comportava in egual misura come un ponte rigido e come sospensione a ruote indipendenti, grazie alle due meta' dell' assale unite per mezzo di boccole di gomma. In tal modo, quando si viaggiava in rettilineo, con le due ruote molleggiate simultaneamente, non si verificava alcuna variazione della campanatura delle ruote mentre in curva, e quando si guida su un fondo irregolare che interessa una sola ruota, la flessibilita' della connessione consentiva,seppur in misura un pò più limitata, spostamenti verticali tipici di una sospensione posteriore a ruote indipendenti. Siamo dunque arrivati al motore, un altro piatto forte della 850! Il 5 cilindri debuttò con la 850 ed era un progetto interamente Volvo, costruito interamente in alluminio, era veramente all'avanguardia. La Volvo ha sempre prodotto motori, basti pensare al famoso "basamento rosso delle 240/740/940". Parlando di questo 5 cilindri vorrei sottolineare che tale motore, chiamato B523, faceva parte di un'ampia famiglia di motori "modulari" prodotti dalla casa svedese dal 1990. Nacque con una cilindrata di 2.3 litri e una potenza di 163 cv. Purtroppo, 300 cc vennero sacrificati sull'altare delle finanze (all'epoca in Italia e qualche altro paese europeo c'era ancora la famigerata "iva pesante) cosicché arrivata da noi, la bella svedesona si perse per strada oltre che qualche centimetro cubo, anche una ventina di cavalli che diventarono quindi 143. Una potenza non certo disprezzabile per l'epoca (il sei in linea BMW ne erogava 150, per dire). A parte questo inconveniente però, la 850, risultava una berlina incredibilmente equilibrata, piacevole da guidare, sicurissima su ogni fondo, dalle finiture molto accurate e dotata di una linea, a mio avviso, bellissima e molto suggestiva in quanto rappresentava una sorta di anello di congiunzione tra lo stile Volvo anni 80 quasi americaneggiante (sulle 700 sapeva quasi di eccessiva compiacenza verso gli USA dal tanto che il lunotto era verticale tipo Cadillac) e quello dell'era subito successiva inaugurato dalla "morbida" S80 nel 1998. Da ricordare anche l'impegno nel BTCC con la curiosa versione SW prima e la sedan successivamente: Il BTCC è il campionato turismo inglese e spinto dall'entusiasmo per quest'auto, nel 97 comprai il modello radiocomandato della Tamiya in scala 1/10.
Gli interni
Allora (e prima ancora) come oggi, gli interni Volvo erano un punto di riferimento per ergonomia, disposizione razionale dei comandi e sapiente scelta dei materiali. La 850 era tutto questo oltre che assemblaggi precisi e design sobrio, minimale ma incredibilmente piacevole e relativamente attuale ancora oggi: Una plancia quasi monolitica per essere esente da scricchiolii anche dopo molti anni e km, e razionalità vera, non millantata. Partiamo dal posto guida. Ovviamente ed inevitabilmente comodo, appoggio per il piede sinistro non enorme in verità e forse un pò troppo verticale ma ancora accettabile, comodissimi i comandi della regolazione elettrica dei sedili (optional) che consentono regolazioni precisissime e qualunque tipo di corporatura può trovare la posizione di guida più comoda. Splendido e giustamente dimensionato il massiccio volante a quattro razze rivestito in pelle, regolabile, manco a dirlo, in altezza e profondità. La pedaliera è correttamente distanziata e ben centrata, molto comoda, semmai è lo sforzo da applicare alla frizione che pare un pò eccessivo. Lo spazio a bordo è da camion, è incredibile come siano stati abili gli ingegneri Volvo a sfruttare al massimo gli ingombri dell'auto: davanti siedono 2 persone di taglia robusta senza che possano neppure sfiorarsi i gomiti1 Posteriormente si viaggia comodi anche in 3 persone di stazza robusta, per ottenere la stessa quantità di spazio all'epoca bisognava andarsela a cercare in ammiraglie di segmento F! Efficientissimo l'impianto di climatizzazione con aria calda che arriva quasi subito anche ad auto fredda e in pieno stile Svedese, aria freddissima "glaciale" quando in estate l'impianto lavora di gran lena per esorcizzare il caldo del belpaese, logica di funzionamento forse un pò da rivedere in quanto in modalità automatica potrebbe essere più efficiente. Comodissimi i comandi di hazard (raggiungibile anche dal passeggero anteriore), tracs e i tasti degli alzacristalli, dal tocco "pastoso" tipico delle migliori ammiraglie. Per finire, davvero molto sostanzioso il sound delle porte alla chiusura e pregevole il sistema di guarnizioni a filo delle porte che oltre a sigillare alla perfezione risultano belle alla vista ed aerodinamicamente efficienti.
Alla guida
Come ampiamente detto, di quest'auto apprezzo moltissimo il piacer di guida che è in grado di regalare: Neutra, sottosterzo e rollio assai ridotti nella guida allegra/non esasperata (da evitare di mandarla in forte sottosterzo perché complice anche il lungo cofano anteriore la sensazione che l'auto stia sfuggendo di mano è palpabile), precisa negli inserimenti in curva, da questo punto di vista la si sente più "svelta" delle serie 700-900 seppure ancora fortemente impacciata nel misto stretto, richiede una particolare attenzione ai trasferimenti di carico che possono portare anche a sovrasterzi, relativamente gestibili perché edulcorati dal Deltalink, se avesse avuto il ponte rigido delle 700 te saluto...Consumi: 10 al litro di media,in città meglio non esagerare con le sgasate, 17 in extraurbano, quinta marcia e velocità codice, niente male per l'epoca dai. Cambio: Una buona unità, non gradisce molto la guida sportiva tuttavia all'occorrenza sa piegarsi abbastanza bene, corsa media, ne luna ne corta, molto buona la manovrabilità che è priva d'impuntamenti. Sterzo niente male, l'impostazione è turistica ma è preciso e ben demoltiplicato con una taratura della servoassistenza a metà strada tra la leggerezza e la necessaria sensibilità, a me è piaciuto e trovo stia bene al carattere dell'auto. Per quanto riguarda la frenata erano luci e ombre: La modulabilità del pedale richiede una certa assuefazione e nell'uso intenso risentono di fading (l'ho guidata scendendo dallo Stelvio e cercando di sfruttare al massimo il freno motore) ma potenza dell'impianto più che adeguata alla massa e alle prestazioni dell'auto. Parlando di prestazioni si può tranquillamente affermare, senza timore di smentita, che per l'auto e per l'epoca sono adeguate fatta eccezione tuttavia per una certa, tipica dei plurivalvole dell'epoca, lentezza in ripresa dovuta a un certo vuoto di coppia ai medi regimi, che costringe a scalare almeno una marcia per effettuare sorpassi in sicurezza, l'allungo si rivela più che buono e si viaggia a velocità codice autostradali in regimi assai riposanti per il 5 cilindri che gira sornione (ha un timbro unico che riconosceresti tra migliaia). Resta certamente un auto da cambio automatico: migliora e per certi aspetti sublima le caratteristiche della 850: In questo caso a subire miglioramenti tangibili sono i tempi in ripresa che si dimezzano letteralmente mentre ad essere sublimato è il comfort di guida il quale diventa in tutto e per tutto da vera ammiraglia. Un cenno alla visbilità: Incredibile quanto le linee squadrate e la linea di cintura bassa con grandi superfici vetrate possa donare oltre ad una notevole luminosità agli interni, anche una grande visbilità nelle manovre, ottimo anche il lavoro svolto dai retrovisori che come si suol dire "ti dicono tutta la verità" e anche le manovre in retro, nonostante la coda alta e l'assenza di sensori, si effettuano con una certa facilità.
La comprerei o ricomprerei?
Nel mio garage immaginario tra le altre, c'è una 850 T5-R sedan, giallo limone. In quello reale ma purtroppo solo in scala 1/18 c'è il modello dell'AUTOart. Dunque certo che si, la comprerei come oldtimer da utilizzare tutti i giorni divertendosi ma in questo caso la scelta cadrebbe sulla versione hardcore: la T5 R da 250 cv.
Volvo 850 2.0i 20V cat GLT Lusso
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I VOTI DEGLI UTENTI
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1
1
VOTO MEDIO
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3.6
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Ritratto di Flavio Pancione
20 gennaio 2016 - 00:55
7
Dopo 10mila prove a dir poco orribili finalmente una che ti insegna qualcosa. Bravo max. Bella macchinz che ovviamente data la mia etá mi è sconosciuta e la conosco solo sulla carta. Ma mi sa preferisco quella del tuo garage, quella gialla :)
Ritratto di MAXTONE
22 gennaio 2016 - 20:59
1
Grazie Flavio, si tratta di un auto che ho amato e continuo ad amare moltissimo dunque la prova, che riletta non brilla per un utilizzo impeccabile della lingua italiana, è venuta giù di getto come quando ad un cantante vien fuori l'ispirazione e in due secondi butta giù un testo :D
Ritratto di GiammyPanco
22 gennaio 2016 - 12:44
Ciao complimenti ottima prova , di una macchina e di un marchio che spesso non ha il clamore che dovrebbe avere!!
Ritratto di MAXTONE
22 gennaio 2016 - 21:01
1
Grazie, si hai ragione Volvo è certamente uno dei migliori marchi premium al mondo e con i nuovi modelli, XC90 e la bellissima S90 credo che molte persone se ne accorgeranno.
Ritratto di Vespa Primavera
24 gennaio 2016 - 12:06
Bravo max, quando non parli di lexus, sei appassionante e interessante. Avanti cosi!
Ritratto di francu
26 aprile 2016 - 07:15
avuta per 2 anni venduta per disperazione ogni 6 mesi una centralina nuova,auto sfigata,fatti circa 90000 km interni belli la mia era con la radica e radio a sconparsa di gran effetto,abbastanza comoda nei viaggi lunghi(in famiglia c'era anche una croma e una 735,la croma era la piu comoda)motore una pena fiacco anche se dolce e con una buon range di utilizzo,nei percorsi misti era una pena credo per il discorso delle ruote posteriori sterzanti con un sistema passivo che oltre una certo angolo di sterzata si avvertiva un non piacevole e brusco cambio di appoggio,infatti nella versione V70 li abolirono,la presi perche mi piaceva molto e anche adesso se ne vedo una la trovo ancora bella,ricomprarla no di sicuro,non per il problema delle centraline ma perche non era piacevole da guidare al di fuori delle autostrade
Ritratto di cippide
23 dicembre 2017 - 19:23
Condivido i giudizi espressi nella prova, anche se nella mia esperienza (posseduta GLT 2.0 Lusso dal 1992 al 1997) non ho mai rilevato casi di perdita di efficienza dei freni. Mi spiace per l'esemplare sfortunato di "francu" (non risultano guasti ricorrenti a centraline) ma non condivido assolutamente i suoi giudizi. Il motore non era affatto una "pena", e compreso il suo carattere (in parte penalizzato dalla riduzione di potenza per i motivi ben espressi nella prova) lo si poteva sfruttare adeguatamente. Neppure portandola al limite si notava poi alcuna variazione di comportamento, sempre stabile, anche se certamente non assimilabile a quello di una sportiva, categoria alla quale non intendeva appartenere. Piacevole ed agile da guidare anche su percorsi tortuosi, compatibilmente con le dimensioni, il peso e l'assetto, appunto, non sportivo. ma sempre sicurissima in ogni situazione. Con tutto il rispetto per la Fiat Croma (immagino la prima serie), che ben ho conosciuto e guidato (2.0 Ie, 2.5 TD, 2.0 Turbo Ie) e per la razionalità del suo bagagliaio e la larghezza del sedile posteriore, la GLT era più silenziosa, più confortevole, più rifinita, tecnicamente più appagante e sicura (sicurezza effettiva e percepita). Non comprendo come la si potesse giudicare più "comoda" di una GLT (ed anche di una BMW 735 !).
listino
Le Volvo
  • Volvo XC40
    Volvo XC40
    da € 31.850 a € 48.070
  • Volvo V90 Cross Country
    Volvo V90 Cross Country
    da € 57.950 a € 81.820
  • Volvo V90
    Volvo V90
    da € 46.340 a € 81.640
  • Volvo V40 Cross Country
    Volvo V40 Cross Country
    da € 28.250 a € 34.070
  • Volvo V40
    Volvo V40
    da € 24.650 a € 33.570

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