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Mazda 6: spaziosa, frizzante e con (poche) sbavature

Piccole modifiche tecniche alla Mazda 6, grintosa berlina con motore e cambio automatico degni di lode. Meno entusiasmanti il comfort e le finiture.

9 dicembre 2016
  • Prezzo (al momento del test)

    € 37.000
  • Consumo medio

    20,8 km/l
  • Emissioni di CO2

    127 grammi/km
  • Euro

    6
Mazda 6
Mazda 6 2.2 DS 175 CV Exceed Automatica
Sempre sportiva, ma più tecnologica

Dopo il lieve aggiornamento estetico di inizio 2015, per questa filante e grintosa Mazda 6 ( berlina lunga 487 centimetri) arriva il momento di qualche aggiornamento tecnico. Si va dal nuovo sistema G-Vectoring (l'elettronica modula la potenza del motore in base alla rotazione del volante, per ottenere trasferimenti di carico più uniformi, aumentando maneggevolezza e comfort) a piccole novità nel motore per limitarne la rumorosità. La Mazda 6 2.2 D Exceed ha una dotazione notevole in rapporto al prezzo, che include molti dispositivi di sicurezza: citiamo il monitoraggio degli angoli ciechi degli specchietti, il sistema di mantenimento in corsia, l’avviso in caso di stanchezza del guidatore e i fari a led adattativi. Adesso, poi, il sistema di frenata automatica è basato su una telecamera invece che su un radar, il che lo mette in grado di intervenire fino a 160 km/h invece di 145 e di essere attivo anche in caso di attraversamento di pedoni (oltre che di visualizzare nel cruscotto i segnali stradali ).

Grande musica, ma certi dettagli…

La posizione di guida della Mazda 6, sportiveggiante perché piuttosto bassa e distesa, si adatta alle stature più diverse. La pelle che riveste gli avvolgenti sedili (chiara a 2.150 euro o nera a 2.000, in entrambi i casi fornita insieme al tetto apribile e alle regolazioni elettriche delle poltrone) è gradevolmente morbida e liscia: dà un tocco supplementare di raffinatezza agli interni, di stile classico ed elegante. Tutti gli elementi dell’abitacolo sono montati e lavorati con attenzione; l’impressione generale è positiva, ma a ben guardare le plastiche nella parte bassa dell’abitacolo sono di tipo economico. La strumentazione è composta da tre quadranti facilmente leggibili (quello di destra, digitale, fornisce un discreto numero di dati); minuscole, però, le spie. Sopra la plancia c’è anche l’head-up display, una lamina trasparente dove vengono proiettate le principali informazioni (velocità, indicazioni del navigatore e così via); è proprio davanti agli occhi del guidatore, che così evita distrazioni nella guida. Al centro svetta il display di 7” (non molto grande, quindi) dell’impianto multimediale: comandabile sia sfiorando lo schermo (a vettura ferma), sia con la manopola sul tunnel, abbina un hi-fi della Bose, con 11 altoparlanti dal suono potente e nitido, a un navigatore che fa il suo dovere; non delle migliori, però, la grafica e la dotazione. Le app sono poche (mancano, in particolare, Apple Car Play e Android Auto, per replicare il display del proprio cellulare in quello dell’auto) e le prese Usb sono sotto il bracciolo centrale, una posizione non delle più comode, sia per chi sta davanti sia per chi è dietro.

Si va comodi, e con tanti bagagli

Le linee filanti non devono far pensare a un’auto poco pratica: lo spazio è abbondante per quattro e anche il quinto passeggero non si trova male (a disturbarlo c’è, più che altro, l’alto tunnel centrale). Discreta la capacità dei portaoggetti nell’abitacolo (anche se nessun vano è refrigerato) e degno di nota il bagagliaio: ha una capacità dichiarata di 480 litri ma, soprattutto, è molto ben sfruttabile e sviluppato in profondità (115 centimetri dallo sportello al retro del divano sono un ottimo risultato). Utile, poi, lo schienale in due parti reclinabili.

Quel 2.2 è un gioiello

Chi apprezza le vetture dalla meccanica raffinata e messe a punto con cura troverà pane per i suoi denti nel motore e nel cambio della Mazda 6 2.2 D. Il quattro cilindri biturbodiesel da 175 cavalli, dotato di albero di equilibratura per limitare al minimo le vibrazioni, ha una risposta pronta e omogenea in un campo di regimi particolarmente esteso (può superare i 5000 giri) e una spinta consistente, che non ci fa dubitare delle prestazioni dichiarate dalla casa: con il cambio automatico dell’auto del test, 8,4 secondi nello “0-100” e 216 km/h di velocità massima. Questi valori sono inferiori rispetto a quelli dichiarati per la stessa vettura con trasmissione manuale (rispettivamente, 7,9 secondi e 223 km/h), ma nella guida di tutti i giorni l’automatico se la cava egregiamente: rapido, puntuale e con passaggi di rapporto inavvertibili, esalta le doti del 2.2 e si adatta alla guida in relax come a quella decisa (a richiesta, ci sono le levette al volante per cambiare in modalità manuale). Volendogli trovare un difetto, si può dire che la sesta è piuttosto corta (a 130 all’ora il contagiri segna 2350) e che una settima più “distesa” aiuterebbe a ridurre consumi e rumorosità, comunque piuttosto di buon livello; alla fine del nostro test, condotto in parte in autostrada, nel cruscotto abbiamo “visto” circa 17 km/litro a fronte dei 20,8 dichiarati (che sarebbero 22,2 per la versione con cambio manuale, che costa 2.000 euro in meno). 

Molto sicura, non così “leggera”

Diversamente da molte altre berline, la Mazda 6 non ha un comando per modificare la risposta della meccanica, esaltando sportività o comfort. Questa mancanza non si nota proprio per motore e cambio, che si adattano benissimo alle più svariate situazioni, ma potrebbe tornare utile per modificare la risposta dello sterzo che, così com’è, è sempre piuttosto “solido”: nella guida rilassata, un po’ più di servoassistenza farebbe piacere. L’auto, ben appoggiata a terra sulle larghe ruote di 19” (che causano qualche scossone sulle buche profonde) ha notevoli doti di tenuta di strada e stabilità, mentre maneggevolezza e direzionalità in autostrada sono abbastanza buone (ma non eccellenti).

Secondo noi

Pregi
> Motore. È pronto, spinge forte e ha anche un “suono” sommesso e gradevole; ottimo l’abbinamento con il cambio automatico. 
> Sicurezza. La dotazione di aiuti alla guida è molto buona e la tenuta di strada notevole.
> Spazio. Le forme sportive possono trarre in inganno, ma abitacolo e baule sono molto ampi.

Difetti
> Comfort sullo sconnesso. Sulle irregolarità della strada più evidenti, si “salta” un po’.
> Dettagli interni. Le plastiche meno in vista, pur se lavorate con cura, sono dure e “leggerine”; non dei migliori il sistema multimediale. 
> Modalità di guida. Diversamente che in molte altre auto, non c’è un tasto per variare la risposta della meccanica.

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 2191
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 129 (175)/4500 giri
Coppia max Nm/giri 420/2000
Emissione di CO2 grammi/km 127
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 (automatico) + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 216
Accelerazione 0-100 km/h (s) 8,4
Consumo medio (km/l) 20,8
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 487/184/145
Passo cm 283
Peso in ordine di marcia kg 1420
Capacità bagagliaio litri 480/n.d.
Pneumatici (di serie) 225/45 R19
Mazda 6
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Ritratto di Fr4ncesco
9 dicembre 2016 - 18:36
Al di là dei gusti personali e le preferenze di marchio penso che tutti concorderanno dopo un'attenta riflessione che oggettivamente la Mazda 6 è la più bella del segmento e a tale bellezza corrisponde un'ottima meccanica e quindi ottime prestazioni. Forse potevano enfatizzare di più queste doti con un "manettino" ma a questo punto avrebbero dovuto rivedere anche lo sterzo, ma è pur sempre una vettura prima di tutto familiare e per viaggiare. Per questo motivo era meglio un assetto più morbido, sono sicuro che il telaio sarebbe stato comunque all'altezza.
Ritratto di MAXTONE
9 dicembre 2016 - 19:52
Si concordo, una berlina generalista quasi premium che mette seriamente in crisi le stesse premium, un vero peccatoe vederne poche in giro quando per qualità, contenuti e bellezza meriterebbe di stare in cima ma purtroppo in europa le auto di segmento D godono di notorietà e, di conseguenza, favori, solo quando sono tedesche.
Ritratto di Frect
10 dicembre 2016 - 13:26
Ottima auto! Sicuramente meglio di quei trabicoli finti premium marchiati Lexus
Ritratto di MAXTONE
10 dicembre 2016 - 15:57
Fossi in te mi preoccuperei più di tutti i rospi in gamma da dover ingoiare del tuo marchio preferito! E anche la tua, con rispetto parlando, mi da proprio un idea di scrauso in confronto alle 3 Coupé E36 ed E46 che ho posseduto io.
Ritratto di Frect
10 dicembre 2016 - 16:17
Parli del Cayman GT4? a no forse del 225d ;) Parlando di E46 ho avuto la M3, grande auto.. Soprattutto con il kit turbo della G Power che avevo sotto!
Ritratto di MAXTONE
10 dicembre 2016 - 17:29
Bazzecole in confronto al 458 che ho venduto lo scorso anno. Sono in lista d'attesa per 488.
Ritratto di Frect
10 dicembre 2016 - 17:31
Appena la ritiri ti aspetto a Castelletto e Franciacorta col GT4 ;) voglio proprio vederti
Ritratto di Frect
10 dicembre 2016 - 17:33
Non veniree però con l'IS del 2005..
Ritratto di supermax63
15 dicembre 2016 - 02:32
xFrect:Lexus trabiccoli ??? Lexus può non piacerle, ma definire il marchio trabiccolo è onestamente imbarazzante. Se potessi, sceglierei a occhi chiusi Lexus o Infiniti
Ritratto di Frect
19 dicembre 2016 - 14:24
Le provi, poi vedrà che capirà
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