Modena Challenge

Pubblicato il 22 giugno 2011

Listino prezzi Ferrari 360 non disponibile

Qualità prezzo
3
Dotazione
2
Posizione di guida
5
Cruscotto
2
Visibilità
3
Confort
2
Motore
5
Ripresa
5
Cambio
5
Frenata
5
Sterzo
5
Tenuta strada
5
Media:
3.9166666666667
Perchè l'ho comprata o provata
Cosa succede ad un comune mortale (nel portafoglio) che prova una Ferrari da competizione in pista? Una domanda che forse tutti gli appassionati di auto si sono fatti almeno una volta, guardando con occhi sognanti le sagome rosse scivolare tra i cordoli in una tempesta ruggiti metallici, con quell'odore di benzina combusta e di freni roventi che fa provare quella piacevole sensazione che il televisore proprio non riesce a rendere. Bene, eccovi serviti. Questa non vuole essere la classica prova, perché di leggere i dati ci si accontenta, questa è la prova che coloro che sono innamorati dei motori gradirebbero trovare allegata ai dettagli tecnici, perché chi trova una valida motivazione per spendere centinaia di migliaia di euro o addirittura milioni, per una sola automobile, alla fine lo fa per un'emozione, non certo per mero investimento. La fortuna di saggiare questa 360 Modena Challenge messa da pista l'ho avuta ad un evento organizzato all'autodromo di Franciacorta nella sua corta configurazione iniziale, in un caldo pomeriggio di inizio autunno. La prova consisteva in 3 giri con in parte il classico istruttore che cerca disperatamente in tutti i modi di dissuadere dall'effettuare staccate, sorpassi, repentini cambi di direzione e tutto ciò che pare lontanamente rischioso (o divertente).
Gli interni
Ed eccola lì, è cattivissima, caldissima, aperta ed aspetta solo me. C'erano anche delle 430, ma a me hanno dato la 360 perché per le Challenge i sedili sono realizzati su misura e siccome sono alto mi tocca questa ...nessun problema. Prima di salire me la guardo un po', voglio ricordarmela bene: i cristalli laterali sono stati sostituiti con dei pannelli in plexiglass e non scorrono più sotto le portiere, ma ci sono dei "cassetti" per far passare un minimo di aria, i cerchi in lega da 19 pollici sono immensi e lasciano ammirare l'impianto frenante che pare essere grande quanto l'interno della ruota concede: i dischi freno in materiale composito carbo-ceramico da 380 millimetri all’anteriore con pinza a sei pistoncini e da 350 al posteriore con pinza a quattro pistoncini, è un trionfo di tecnologia meccanica. Le Pirelli slick abbondano di trucioli sul bordo del battistrada ed hanno quel tipico odore di pneumatico appena violentato. Tocca a me, mi metto sottocasco, casco e guanti ed entro finalmente. Prima che l'istruttore me chieda controllo di raggiungere correttamente i pedali (in alluminio) e l'angolo delle braccia a 45 gradi impugnando il volante (da corsa a tre razze, sagomato e rivestito in alcantara), il sedile race è molto in basso, mi avvolge dappertutto e pare che dica: "non vai proprio da nessuna parte!", le cinture sono a 4 punti di ancoraggio. L'istruttore si presenta facendomi ricordare che esiste anche lui e mi spiega come funziona il sequenziale. Ora mentre lui parla posso dare un'occhiata in giro: hanno tolto tutto ciò che sembri vagamente utile ad un utilizzo civile, tutto per ridurre i pesi, ma hanno aggiunto un estintore per evitare di bruciare vivi, è un sistema azionabile anche dall'esterno dai soccorritori tramite una levetta a strappo vicino al parabrezza, nel caso il pilota sia impossibilitato. Il cochpit è chiaro e leggibile, incastonati nel carbonio vedo indicatori di temperatura dell'acqua e dell'olio e uno della pressione dell'olio e naturalmente il tachimetro, ma rimango affascinato dal contagiri: è stupendo, enorme, a fondo giallo e proprio la in mezzo, è un invito a nozze! Un piccolo digitale indica la marcia attualmente inserita. Il cruscotto è rivestito in alcantara e pare aver assorbito l'odore di pastiglie roventi e benzina combusta, rimpiango di aver messo subito i guanti, avrei potuto toccare un po'. Dietro alle spalle c'è una sottile parete in carbonio che separa dal V8 da 3.586 cm3 capace di generare 415 cv purosangue Ferrari. È la prima volta che guido una macchina a motore centrale e sono un po' preoccupato per il feeling con la distribuzione dei carichi, ma l'istruttore mi rassicura dicendo che andremo piano (l'importante e che lo creda lui). Mi sento un tantino in soggezione, questa è palesemente una macchina da gara, manca tutto quello si è abituati a trovare sulle vetture di serie, ci sono addirittura le saldature a vista! Il sospetto è che bisogna essere davvero allenati per portarne una senza ammazzarsi... giusto tre secondi e faccio a pezzi quel pensiero come una lettera venuta male e lo butto fuori dal finestrino, premo il pulsante di accensione e si parte.
Alla guida
La prima mi pare subito vuota in basso, ma non faccio neanche in tempo a giustificarla pensando che l'erogazione in una macchina così sta tutta in alto che il contagiri schizza sopra i 3000 giri ed il motore urla come un orso in fiamme! Mi scappa un'imprecazione, l'istruttore ride, ma butto dentro la seconda e finiamo entrambi di nuovo schiacciati negli schienali. Il cambio è fulmineo, le marce entrano addirittura prima del rilascio della levetta. Ora, una qualunque persona se lo aspetta che una Ferrari vada forte, in effetti la sensazione è quella di un bungee jumping in orizzontale, ma forse non tutti immaginano cosa si provi in curva: la sensazione è quella di guidare un go-kart carenato, è reattiva quasi come una moto da cross, stabile come un locomotore ed incollata all'asfalto come se ci fosse la colla sugli pneumatici. Mentre percorro il primo tornante l'istruttore dice che mi allargo troppo ed ha ragione, sto cercando di capire dove sta il limite ed ho paura che mi servano più di tre giri. Sulla prima chicane taglio meglio, ma non scalo in staccata: sono talmente rimasto shockato dalla potenza della frenata che me ne sono dimenticato e l'istruttore mi da il secondo ammonimento. Ora guido più pulito e so come frena la macchina, ma sul penultimo tornantino stretto metto male le mani, stavolta sono più in collera dell'istruttore: è un errore da neofiti! Ultimo tornante, chiudo bene la traiettoria e mi butto larghissimo in rettilineo appena sul cordolo e via: una marcia dietro l'altra il il V8 sputa cattiveria possente, rabbiosa, il contagiri sale sempre con costanza, non conosce la fatica, non capisco nemmeno dove sta la coppia, sembra dappertutto. L'istruttore mi segnala il punto di staccata mentre si attacca bene alla maniglia e punta il piede sul pianale, ma mi pare troppo anticipato e decido che staccherò 50 metri dopo: ormai non sono più in soggezione, ne voglio sempre di più, gli occhi sbarrati, la concentrazione massima, sono diventato come la macchina, voglio essere come la macchina! La staccata viene da paura mentre l'istruttore mi urla quando scalare, ed io lo ascolto, scalo come vuole lui e mi pare proprio che abbia ragione, lo sento, ad ogni scalata il motore sbraita con eleganza. Sul tornante lungo voglio uscire fortissimo ma il controllo di trazione mi taglia la potenza sul più bello e non tocco il cordolo esterno come speravo, spingo ancora di più, ma la macchina non ne vuole sapere di darmi potenza: tutti i controlli sono attivati, la sto guidando in modalità nonna al mercato. Ora ho capito che tutta questa rabbia non serve, ci vuole una guida chirurgica per non farsi castrare dall'elettronica, è impossiblie intuire il limite del grip, perché ci pensa prima lei. Entro lento ed esco forte dalla chicane e ancora meglio in quella dopo, l'istruttore non parla più, lascio ogni speranza di driftare l'uscita del tornantino ed esco tranquillo con il motore un tantino sottotono. Nelle successive due curvone veloci posso apprezzare il lavoro svolto sulle sospensioni: la macchina non conosce rollio e tuttavia non ti spacca la schiena sui cordoli, filtra benissimo tutte le asperità, come ci sono riusciti? Lo sterzo è direttissimo, la guido da pochissimo e riesco già a mettere le ruote dove voglio, forse anche meglio. Ultimo giro: mi butto a sangue freddo nel rettilineo e mi preparo a fare il tempo: tutto pulito, solo le staccate sono violente, l'istruttore tanto ormai è rassegnato e ammutolito e si attacca dappertutto. Quanta potenza che riesco a tirare fuori, il motore canta che è una meraviglia, dovrebbero fare interi album così, ma sento che manca qualcosa, decido comunque che non sarà l'elettronica a togliermi il divertimento e mi concentro solo a tirare fuori più cavalli possibile nei punti giusti, me la gioco tutta lì. Ultimo tornante ed ingresso ai box, non vorrei mai scendere e chiedo all'istruttore se posso tenerla, lui mi dice solo sono bravo, rallento e mi fermo, l'istruttore mi dice che sono bravo, lo saluto e lo ringrazio, l'istruttore mi guarda bene e mi dice che sono bravo. ...Forse quello prima di me era proprio impedito? Non voglio montarmi la testa, l'unica cosa che mi interessa è guidare come meglio riesco, anche una Punto, ma galleggiando sempre sul limite, così... Certo che però che la Ferrari...
La comprerei o ricomprerei?
Avendo le possibilità è allettante come giocattolone, pesa poco: 1.250 kg e l'assetto è perfetto. La scelta più coerente sarebbe l'erede F430 Challenge che offre varie migliorie in termini di prestazioni ed anche più bella da guardare. Si potrebbe pensare dalla Gallardo Superleggera, ma è una cosa diversa con la trazione integrale, deve piacere. Esiste però una edizione speciale a trazione posteriore che pesa addirittura 40 kg in meno della Superleggera: la LP550-2 Valentino Balboni, esclusiva tra le esclusive. Per fare i temponi in pista l'ideale è la Nissan GT-R. 530 cv a 90.000 € sono interessantissimi, ma risulta sensibilmente più asettica anche con i controlli disattivati, non ha un'anima. Per i tedescofili ci sono Audi R8 e Porsche GT3, entrambe velocissime e collaudatissime, ma anche più civili e con un prezzo importante, ma meno estremo di Ferrari e Lamborghini. Potendosi permettere il lusso di una scelta del genere, il consiglio migliore di un appassionato è di sceglierla col cuore per godersela di più e più a lungo.
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Ritratto di manuel f
15 luglio 2011 - 22:21
è proprio questo il senso della prova. Non sono proprio nuovo in pista, ma non ci avevo mai portato un'auto così potente. Se avessi scritto con tanto entusiasmo di una macchina da 200cv non avrei sortito lo stesso effetto. La verità è che mi diverto con tutto quello si può guidare ;-) un saluto e grazie del commento
Ritratto di Davide Parente
14 luglio 2011 - 05:53
ottima prova, anche se il tutto sembra un po' gonfiato.. nel senso che riuscire a conoscere il limite di una macchina in tre giri è quasi impossibile.. come ad esempio staccare oltre il punto corretto di staccata e non andare a finire tra le siepi è molto difficile. soprattutto se a farlo è uno che esordisce dicendo che la posizione del motore lo mette un po' in soggezione.. portare al limite una qualsiasi macchina non è scontato per tutti, figuriamo ci una ferrari.. stessa cosa per il citato "drift".. per fare ciò che dici, a meno che non conosci la macchina da molto, servono ampi spazi, perché non ci vuole niente ad andare in testa coda. ultimo appunto sulla parte finale della prova: la GT-R è un'auto da tempo? forse l'abbiamo un po' sparata questa... sicuramente è una delle più facili da guidare, ma un buon manico innanzitutto non si divertirebbe per la troppa elettronica, e stai sicuro che con una 430 scuderia non la vedi neanche la GT-R. lei un po' all'inizio vede gli scarichi, poi niente più. per quanto riguarda le emozioni che sei riuscito a trasmettere però sono rimasto esterrefatto!!! complimenti!!! :) ala prossima, distinti saluti.
Ritratto di manuel f
14 luglio 2011 - 20:37
è da esperti trovare il limite e ci vuole tanta pratica, ma ti garantisco che ci provavo lo stesso in tutti i modi con il coltello tra i denti, purtroppo con tutta quell'elettronica non riuscivo sentire nessun calo del grip che mi suggerisse di essere vicino al limite. Ammetto che a tirare a come avrei voluto con i controlli disattivati sarei sicuramente andato a funghi o mi sarei girato. Il punto di staccata suggerito dall'istruttore era esageratamente lontano dalle potenzialità della macchina perché a quegli eventi l'organico non si fida di sconosciuti che potrebbero distruggere l'auto, ti posso dire neanche una Golf (Wolkswagen Power Days, io c'ero) figurarsi una Ferrari. Che la GT-R è un'auto da tempo lo sanno tutti, poi basta guardare qualche video recensione, è tecnicamente impeccabile, è per quello che è insipida, non si scompone mai, ma ci fai dei tempi della M.adonna, sopratutto al vecchio Ring. Di queste cose mi trovi convinto. Sono d'accordo sul fatto che un vero manico farebbe un tempo migliore con una 430 piuttosto che con una GT-R. Grazie del commento e dei complimenti ;-) un saluto
Ritratto di Carmelo Petralia
6 agosto 2011 - 11:24
Leggendo la prova,sembra di essere sulla macchina. Altro che BMW!!
Ritratto di Carmelo Petralia
6 agosto 2011 - 11:26
Altro che Audi,Porsche e Lamborghini
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