Fiat 500 L (1970)

Pubblicato il 24 febbraio 2016
Ritratto di MatteFonta92
alVolante di una
Fiat 500 1.2 EasyPower Lounge
Fiat 600
Qualità prezzo
2
Dotazione
1
Posizione di guida
2
Cruscotto
2
Visibilità
2
Confort
2
Motore
3
Ripresa
3
Cambio
1
Frenata
1
Sterzo
3
Tenuta strada
3
Media:
2.0833333333333
Perché l'ho comprata o provata
La 500 degli anni ’50 è da sempre una delle mie auto preferite in assoluto, nonché quella che ha fatto nascere in me la passione per le vetture d’epoca. Guidare di persona questa piccola grande vettura è sempre stato un mio desiderio, e finalmente qualche settimana fa l’ho realizzato: un mio amico mi ha infatti concesso di provare la sua Fiat 500 L del 1970, e naturalmente non mi sono fatto sfuggire l’occasione. L’auto è quella che vedete in foto, con la carrozzeria color avorio e i rostri cromati sui paraurti, ed è in condizioni quasi perfette; il proprietario ha effettuato un restauro minuzioso ed accurato volto a riportarla praticamente alle condizioni di fabbrica, direi con ottimi risultati.
Gli interni
Definire “spartani” gli interni della 500 sarebbe riduttivo: l’abitacolo, oltre ad essere davvero minuscolo, è assolutamente spoglio e al suo interno vi trova posto solo lo stretto necessario per la guida. Quasi tutti i comandi sono concentrati nella sottile plancia davanti al guidatore, che nella L è rivestita in plastica nera anziché avere la lamiera a vista. Il tachimetro, l’unico strumento presente, è identico a quello della Fiat 850 e include anche l’indicatore del livello della benzina, assente nelle altre versioni della 500; tutto è di facile lettura, ma la sua forma squadrata stona con le linee smussate e tondeggianti dell’abitacolo. Un altro dettaglio che ci fa capire di essere a bordo della versione “lusso” è il volante, che anziché essere in plastica è in metallo nero a razze sdoppiate e con il logo Fiat sul pulsante del clacson. Alla sua sinistra, sul piantone dello sterzo, troviamo le levette per l’accensione delle frecce e dei fari (molto vicine, all’inizio è facile confonderle), mentre nella parte destra della plancia, sotto quello che sembra un piccolo posacenere, trovano posto il blocchetto d’accensione e tre interruttori; questi ultimi comandano i tergicristalli, le luci di posizione e la retroilluminazione del quadro strumenti. Ancora più sotto si trova una vaschetta portaoggetti di forma rettangolare che, in questo caso, ospita l’autoradio (unico elemento non di serie dell’auto), mentre dietro alla lunga e sottile leva del cambio troviamo le due famose levette dello starter e dell’aria, oltre ovviamente a quella del freno a mano. Nonostante lo spazio angusto, devo dire che l’accostamento di colori all’interno dell’abitacolo è gradevole: i sedili (reclinabili) e i pannelli porta sono in vinile rosso, mentre la moquette è nera bordata di rosso.
Alla guida
Per avviare il bicilindrico da 499,5 cc raffreddato ad aria si deve compiere un “rito” ben preciso: si inizia con l’inserimento della chiave e l’accensione del quadro strumenti, poi si alza la levetta dell’aria e infine (con un po’ di emozione, nel mio caso) quella dello starter, e quando finalmente il piccolo cuore borbottante della 500 prende vita, si riabbassa la leva dell’aria (in questo modo si evita che il motore si ingolfi e si spenga nuovamente). Fatto ciò, siamo finalmente pronti a partire! Una volta preso confidenza con il pedale della frizione e fatte le dovute regolazioni del sedile ho provato a mettere la retromarcia, cosa che però mi è riuscita solo al secondo tentativo: la leva infatti ha una corsa piuttosto lunga e l’inserimento dei rapporti è tutt’altro che preciso (la sensazione è più o meno quella di girare un mestolo nel burro), per cui all’inizio si ha un’impressione piuttosto vaga su quale marcia sia effettivamente innestata. Alla fine, comunque, la “retro” si è inserita correttamente e dopo aver fatto un paio di manovre mi sono immesso su strada (piccola nota: la 500 non ha il servosterzo, ma su una vettura così piccola e leggera non se ne sente la mancanza). Dopo qualche secondo di guida, una delle prime cose che mi ha colpito è la spinta del motore; con soli 18 CV a disposizione mi aspettavo decisamente di peggio, e invece, pur con due persone a bordo, la piccola Fiat ha dimostrato di possedere un minimo di sprint, riuscendo a superare i 50 km/h in poco tempo e senza grossi sforzi. Mancando il contagiri, i cambi di marcia si effettuano in base a dei segni rossi riportati sul tachimetro a 30, 50 e 75 km/h, che indicano rispettivamente le velocità limite di I, II e III marcia. Ovviamente i rapporti non sono sincronizzati, per cui in scalata si dovrebbe effettuare la “doppietta”, ma dato che non è una cosa così facile ed immediata da imparare, ho preferito una soluzione più “soft”, ossia mettere in folle mentre si frena e inserire la marcia quando i giri del motore si sono abbassati a sufficienza, e in questo modo sono riuscito a cavarmela. Unica nota stonata, i freni: nonostante l’auto sia molto leggera, impiegano un po’ troppo spazio per fermarla (infatti il proprietario mi ha detto che i quattro tamburi sarebbero da sostituire) e il pedale è piuttosto “spugnoso”, col risultato che bisogna premerlo con forza fino in fondo per avere una frenata il più efficiente possibile. In ogni caso, con la 500 non si raggiungono mai velocità troppo elevate e anticipando a dovere il tempo di frenata quando si intravede una curva o un ostacolo si evitano eventuali rischi. Per quanto riguarda la tenuta di strada, direi che è più che buona considerando l’età della macchina, aiutata anche dal baricentro basso; pure nelle curve, dove il posteriore tende inevitabilmente ad allargare un po’, se non si esagera con la velocità si ha tutto sotto controllo. Come è facile immaginare, l’insonorizzazione è praticamente inesistente: la “voce” del bicilindrico è sempre presente all’interno dell’abitacolo, ma c’è da dire che non è mai davvero fastidiosa, anche perché le marce sono piuttosto lunghe e questo contribuisce a tenere quasi sempre il motore a regimi medio - bassi. Inutile dire che, con una lunghezza inferiore ai tre metri, la 500 si parcheggia letteralmente in un fazzoletto d’asfalto, cosa che la rende perfetta per la città (dove se la gioca con le moderne Smart). La visibilità, sia anteriore che posteriore, è tutto sommato discreta, ma gli specchietti retrovisori sono microscopici e occorre regolarli bene per poter avere una visuale corretta di ciò che succede attorno all’auto.
La comprerei o ricomprerei?
Prima di dare il giudizio definitivo sull’auto, tiriamo come di consueto le somme sui punti forti e deboli di questa 500. Pregi --> Manovrabilità: con una lunghezza totale di appena 297 cm, la 500 si può infilare praticamente dovunque e, nonostante l’assenza del servosterzo, effettuare le manovre di routine risulta anche più semplice che con un’auto moderna. --> Motore: nonostante la potenza tutt’altro che abbondante, si è rivelato piuttosto pimpante. Penso che sia più che adatto anche alla guida di tutti i giorni e, dettaglio di non poco conto, i consumi sono praticamente irrisori. --> Personalità: anche se stiamo parlando di un’auto nata quasi 60 anni fa (la prima versione fu lanciata nel 1957), bisogna dire che il tempo non sembra affatto aver intaccato la bellezza delle sue linee semplici e tondeggianti, tant’è vero che ancora oggi una 500 difficilmente passa inosservata. Difetti --> Spazio a bordo: in un’auto così minuscola è normale che l’abitacolo non sia molto grande, ma quello della 500 è addirittura microscopico. Persino io, che raggiungo a stento i 170 cm d’altezza, ci sto scomodo, anche perché manca lo spazio per distendere bene la gamba sinistra e ciò obbliga a guidare un po’ rannicchiati, a svantaggio del comfort. E sicuramente chi siede dietro non se la passa meglio. --> Freni: l’impianto non sembra essere nel pieno della sua efficienza, e infatti sarebbe da revisionare. Gli spazi d’arresto sono un po’ eccessivi e il pedale “spugnoso” non trasmette sicurezza a chi guida. --> Cambio: la corsa lunga della leva e gli innesti “molli” sono tutto sommato accettabili considerando l’età dell’auto, ma la mancanza delle marce sincronizzate mi sembra francamente un’economia eccessiva, anche perché diverse auto dell’epoca (come per esempio il Maggiolino, ma anche la stessa 600, per rimanere in casa Fiat) non avevano questo difetto. Nonostante questo, sarei ben felice di mettere nel mio garage questo autentico mito a quattro ruote, e potendo scegliere opterei per una F o una D, che al giorno d'oggi sono meno diffuse rispetto alla L. Dovrei solo abituarmi al minuscolo abitacolo, ma la 500 è fatta così: se la si ama, alla fine le si perdona tutto. Fatemi sapere se avete gradito la mia prova! Saluti da MatteFonta92.
Fiat 600
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I VOTI DEGLI UTENTI
15
11
5
2
6
VOTO MEDIO
3,7
3.69231
39


Aggiungi un commento
Ritratto di panda07
30 marzo 2016 - 13:23
1
La panda è fortunatamente abbastanza spaziosa peccato che non centro nella 500
Ritratto di MatteFonta92
30 marzo 2016 - 16:50
3
@Panda 07 - Allora prenditi una 500X, lì non dovresti avere problemi :-)
Ritratto di panda07
30 marzo 2016 - 22:47
1
magari! per il momento visto che non ho da molto la patente ho la panda, poi più in la sperando in un buon lavoro e una stabilità economica la vorrei sostituire con un Alfa giulia 2.2 jtdm 150cv magari versione base con cerchi da 17 pollici, blu metallizzato e tetto skydome, mi accontenterei anche della versione barbon hahaahah
Ritratto di MatteFonta92
2 aprile 2016 - 00:53
3
@Panda07 - Hai degli obiettivi ambiziosi, non c'è che dire XD Ti auguro che un giorno tu possa raggiungerli, a me invece piacerebbe un sacco avere una Giulia GT Junior 1.3 d'epoca, adoro dell'auto e possederla sarebbe un sogno che si realizza...
Ritratto di panda07
2 aprile 2016 - 01:03
1
Anche quella come auto d epoca vorrei, in un futuro in garage metterei la panda attuale, la Giulia 2.2 jtdm e la.Giulia gt junior che è di una bellezza spettacolare, vado matto per quella macchina in versione ben assettata un Po racing, spero che questo sogno si avveri in futuro!
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