Fiat Panda 1000 S

Pubblicato il 18 ottobre 2013
Ritratto di Pico66
alVolante di una
Fiat Grande Punto 1.3 MJT 75 CV 3 porte Dynamic
Fiat Panda
Qualità prezzo
5
Dotazione
2
Posizione di guida
4
Cruscotto
3
Visibilità
5
Confort
3
Motore
5
Ripresa
4
Cambio
5
Frenata
3
Sterzo
4
Tenuta strada
3
Media:
3.8333333333333
Perchè l'ho comprata o provata
Mi ricordo che fu una vera occasione, era il 1992, una grossa azienda rinnovava il loro parco macchine (tutte Fiat Panda) e la presi con solo 22 km in due anni di vita, praticamente nuova. Mi dissero che era una delle macchine che usavano per andare da un capannone all’altro negli immensi cortili interni. A me andava bene perché costava poco e si manteneva con poco. E col tempo, mai acquisto fu più azzeccato.
Gli interni
Beh… gli interni erano a dir poco spartani. Non c’era proprio nulla di superfluo.. Era più low cost di un low cost di oggi, posso tranquillamente dire che una Dacia Duster “entry level” era full optional rispetto alla Panda che avevo.. E’ anche vero che tutto ciò che non c’è, non si rompe. Sedili di tessuto basic, scomodi e rigidi, andavano solo avanti e indietro e si reclinavano. Cruscotto… un plasticone, a dir poco essenziale, contachilometri, benzina e poco più. Accensione fari con levetta a due scatti sul quadro comandi sopra il cambio, riscaldamento “a fiato” corredato con due bocchette e feritoie alla base del parabrezza. In inverno col riscaldamento al massimo, l’aria usciva tiepidina.. In estate “l’aria condizionata” l’avevi abbassando i finestrini.. Aveva un utilissimo porta oggetti a sacca sul davanti, cosa che le macchine moderne non hanno più. Lì dentro ci mettevi di tutto. Aveva anche lo specchietto di cortesia sul parasole, particolare che molte altre macchine di pari livello non avevano. Incredibile. Mi ricordo che il parabrezza era un vetrone perfettamente piatto, di colore neutro, forse era l’unica macchina in circolazione che lo aveva così. Era veramente tutto basic.
Alla guida
Alla guida mi sono divertito un mondo… Volante leggerissimo, macchina leggerissima (erano più o meno 700 kg), con ruotine da 135, consumi da diesel. Ci ho fatto di tutto con quella Pandina: più di 4000 km in una estate, sterrati, autostrade, mulattiere, strade innevate, sono passato indenne in mezzo ad acquazzoni, nubifragi, estati a 40 gradi e inverni a -15. Le ha passate tutte, è stata parcheggiata in strada per 15 anni, come salivo si metteva in moto senza esitazione, con fierezza, anche rispetto a macchine più blasonate e moderne di lei. Sapeva che aveva un’arma come l’affidabilità, infatti il motore Fire (declinato in diverse cilindrate) era sinonimo di grande affidabilità, di costruzione semplice, essenziale, con manutenzione minima, era la sua carta vincente. Molte volte le cose semplici sono le migliori, nulla di superfluo anche nel motore. Penso che come impianto elettrico ci fossero due fili collegati e nulla più! Se se spegnava qualcosa cambiavi il fusibile e tutto tornava come prima, molte volte era così. Nelle macchine moderne con tutte queste centraline devi interpellare un ingegnere elettronico, tu non ci puoi mettere le mani, ma con la Panda, qualsiasi meccanico ci capiva qualcosa. Questa era la semplicità costruttiva. Era un moderno low cost, in pratica. Certo, con 45 cv non si pretende nulla, andava bene, i 140 km/h li prendevo ancora, nonostante avesse sulle spalle più di 185000 km quando l’ho data dentro per comprare la Grande Punto. Il cambio era duretto ma le marce le prendeva bene, non era un fulmine di guerra ma era un mulo infaticabile, non veloce ma costante. Le ridotte dimensioni mi permettevano di sgusciare nel traffico agevolmente, di parcheggiare praticamente ovunque, e di levarmi qualche piccola soddisfazione negli scatti ai semafori con macchinoni con cinque volte i miei cavalli. Per i primi metri agevolato dal peso piuma, ero sempre davanti a loro, poi “mi mangiavano” e sparivano davanti a me. Ma questo era solo una inezia rispetto alle reali soddisfazioni di guida. Naturalmente la Panda era nulla in fatto di sicurezza, non aveva la benché minima protezione in caso di incidente, si sarebbe aperta come una lattina, con me dentro. E non era bello. Ma erano altri tempi, e questo aspetto forse non era della massima priorità. La tenuta di strada era un po’ precaria, visto anche le gommine da 135 che tenevano poco e la spalla alta, ma di certo con la Panda non ti mettevi certo a correre, non era proprio il caso. I freni me li ricordo tutto sommato buoni, facevano il loro “sporco lavoro”, anche agevolati dal ridotto peso della macchina. La ripresa era quella che era, molto reattiva alla partenza ma poi si addormentava sul lungo, visto le marce corte e i ridotti cavalli. Direi un ottimo compromesso.
La comprerei o ricomprerei?
Assolutamente si, anche la panda la ricomprerei, con qualche sicurezza in più però. Ma questo discorso lascia il tempo che trova, ormai i tempi sono cambiati, le macchine anche “utilitarie” sono più grosse, pesanti, tecnologiche e anche più costose. Di utilitarie hanno ormai bel poco, oltre al nome. Ma la Panda rimarrà sempre una macchinetta incredibile, dissero che era una “scatola magica” e io approvo in pieno. Grazie panda che mi hai accompagnato per 15 anni della mia vita. Ti ricorderò sempre.
Fiat Panda 1000 S
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I VOTI DEGLI UTENTI
8
3
3
0
2
VOTO MEDIO
3,9
3.9375
16
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Ritratto di Pico66
22 ottobre 2013 - 07:04
5
...un po' nostalgica lo è. Comunque era come avere in mano un giocattolino di macchina, leggera, agile, tu nella tua Pandina e tutto il mondo fuori. Sembrava veramente di stare in un microcosmo tutto tuo. Se ti capita l'occasione di guidarla, fallo e te ne accorgerai.. ;-)
Ritratto di MatteFonta92
22 ottobre 2013 - 12:41
3
Un po' queste sensazioni le provo anche guidando la mia 500, anche lei sembra un giocattolino, piccola e a forma di "ovetto". Però effettivamente credo che la prima Panda fosse tutta un'altra cosa, a partire dall'aspetto più essenziale, rustico e "scatoloso". Se mi capiterà l'occasione la guiderò certamente :-)
Ritratto di gattus
22 ottobre 2013 - 20:46
La panda ha ormai superato il concetto di "automobile" per entrare nella ristretta dimensione senza tempo delle icone dell'automobilismo, oltre che un simbolo della nostra Italia, come lo fu per la Francia la 2CV o il Maggiolino per la Germania del secondo dopoguerra...Personalmente ho avuto l'onore (ebbene si, mi sento di usare questa parola!) di possedere una 1.1fire hobby del 2002, apprezzando le sue geniali qualità, sopportando i suoi intrinseci difetti, ma sedendomi al volante sempre con il sorriso!
Ritratto di MatteFonta92
23 ottobre 2013 - 12:17
3
Secondo me l'auto che più rappresenta l'Italia è la 500 di fine anni '50, più paragonabile ad auto come il Maggiolino e la 2CV... ciò non toglie comunque che la Panda degli anni '80 sia un'auto assolutamente mitica per la sua robustezza e affidabilità! E... complimenti per aver avuto l'onore di possederla, spero di poterne provare una anch'io, un giorno! ;-)
Ritratto di gattus
23 ottobre 2013 - 20:19
Hai ragione, la 500 è stata l'auto che ha motorizzato l'Italia...diciamo che intendevo come idea personale: per quelli della mia generazione (1982) la Panda semplicemente "c'era da sempre", si adattava a tutti gli usi e a tutti i guidatori, dai giovani agli anziani, dai professori e dirigenti in giacca e cravatta ai contadini in campagna...versatile e robusta come una R4 o una 2CV (altro che suv, ho aiutato personalmente un collega con una Honda Crv ad uscire da un parcheggio in pendenza con la mia vecchia pandina e 2 semplicissime gomme invernali in 30cm di neve fresca!) Personalmente avrei voluto possedere una gloriosa 750 o 1000 fire, come quella della prova, che è secondo me "la" Panda per antonomasia, ma credimi, col 1.1 fire e 54 cv, uniti al peso piuma, faceva un figurone anche in prestazioni! :)
Ritratto di MatteFonta92
23 ottobre 2013 - 23:32
3
Beh, per quanto mi riguarda invece sono cresciuto proprio col mito della 500... anche se ovviamente non è un'auto della mia epoca, ma la sua linea così semplice e particolare al tempo stesso mi ha sempre attirato. Un mio sogno sarebbe proprio quello di possederne una, magari la versione F degli anni '60 oppure la versione R di inizio anni '70, con il motore della 126 da 594 cc. Per me è un'auto assolutamente mitica. :-)
Ritratto di Mattia Bertero
21 ottobre 2013 - 20:10
3
Bella prova, davvero! Il padre di mia morosa ha una 1.1 Hobby del 2002 bianca (di cui ho già scritto la prova) e la usiamo per andare a fare le escursioni in montagna. Non la ferma nessuno e va ovunque mette le ruote. Intramontabile panda prima serie!!
Ritratto di Pico66
22 ottobre 2013 - 07:22
5
Non la ferma nessuno. Mi ricordo che la mia non aveva nulla, nè servosterzo, sedili con tessuto "sovietico" indistruttibile, alzacristalli a manovella, senza aria condizionata, non un airbag, non c'era niente di più basic di una Panda, almeno la mia. Non aveva veramente nulla di "superfluo". Almeno per quei tempi.
Ritratto di MASSIMO69
21 ottobre 2013 - 23:45
La mia prima auto, solo che la mia era la 750 CL che dire una vera tuttofare, viaggio più lungo Milano-Padova ricordo che consumai solo una tacca del livello carburante. Zero accessori, zero comfort, ma che auto.
Ritratto di Pico66
22 ottobre 2013 - 07:13
5
...verissimo, non consumava nulla! Pazzesco, quando ho preso la Grande Punto diesel quasi consumavo di più della mia Pandina a Benzina!
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