
Nel segmento delle SUV medio-grandi a sette posti dal prezzo accessibile, due proposte di origine cinese si contendono l’attenzione degli acquirenti italiani più attenti al rapporto qualità-prezzo: la Evo 7 (di fatto la JAC JS8 rivista dal gruppo DR) e la DFSK Glory 600. Entrambe puntano su dimensioni generose, abitabilità da monovolume e listini che partono sotto i 32.000 euro, con la possibilità di scegliere l’alimentazione a Gpl per contenere i costi di gestione. Vediamo nel dettaglio come si confrontano.


La Evo 7 misura 480 cm di lunghezza e 176 cm di altezza, mentre la Glory 600 si ferma a 472 cm in lunghezza ma guadagna qualche centimetro in altezza (179 cm). Entrambe montano cerchi da 19 pollici e adottano un frontale aggressivo: la Evo punta su una grande griglia affiancata da gruppi ottici sdoppiati e una sottile striscia a LED sul portellone, la DFSK su una mascherina a clessidra e fanali posteriori a sviluppo orizzontale. Lo stile della Evo risulta complessivamente più riuscito e “europeo”, con un profilo che trasmette solidità grazie ai finestrini poco sviluppati in altezza.
All’interno la musica cambia. La Evo 7 offre sei o sette posti (con due sedili singoli in seconda fila nella versione a sei), uno spazio abbondante per tutti i passeggeri e un bagagliaio che va da 230 litri (tre file in uso) a 1.050 litri eliminando la terza fila, fino a 1.900 litri a pieno carico. La Glory 600 dichiara valori di carico superiori sulla carta (375-2.215 litri), ma la terza fila è decisamente più angusta, adatta quasi solo a bambini, e in seconda fila si viaggia un po’ stretti in tre. Entrambe peccano in qualità percepita delle plastiche, anche se la DFSK abbina inserti morbidi nella plancia superiore a una finta pelle poco piacevole al tatto.
Sotto il cofano troviamo due 1.5 turbo a benzina molto simili. La Evo 7 eroga da 165 a 174 CV e 288 Nm di coppia, sempre con trazione anteriore e cambio robotizzato a doppia frizione a sei rapporti. La Glory 600 risponde con 184 CV e 300 Nm, abbinati a un automatico. Sulla carta la DFSK ha qualche cavallo in più, ma la coppia arriva in modo meno pronto ai bassi regimi e la guida resta comunque poco briosa. Entrambe possono montare l’impianto a Gpl (a pagamento), soluzione che conviene a chi percorre tanti chilometri annui e tiene l’auto per diversi anni.
Né l’una né l’altra propongono la trazione integrale e i consumi restano elevati se si resta a benzina pura. L’autonomia non è dichiarata in modo ufficiale, ma con il Gpl si riescono a ottenere percorrenze interessanti e un buon risparmio alla pompa. L’assetto della Glory 600 privilegia il comfort e filtra bene le buche, mentre la Evo 7 risulta un filo più ferma, pur senza aspirare a dinamismo. In entrambi i casi lo sterzo poco comunicativo e il coricamento laterale invitano a una guida rilassata.


La dotazione di serie è generosa su entrambe, quasi da auto di segmento superiore. La Evo 7 offre due schermi (12,3" per l’infotainment compatibile con Android Auto e Apple CarPlay e 10" per il cruscotto digitale), climatizzatore trizona a comandi touch (poco pratici), tetto panoramico apribile, sedili in ecopelle regolabili elettricamente e riscaldabili, oltre a un vano refrigerato nel tunnel centrale. Mancano però gli ADAS più importanti, a partire dalla frenata automatica d’emergenza.
La Glory 600 risponde con cruscotto digitale e monitor centrale da 10,3" (grafica un po’ datata ma con smartphone mirroring), clima monozona, cruise control, navigatore, dash-cam integrata, monitoraggio angolo cieco e assistenza al cambio di corsia. Anche qui assente la frenata d’emergenza automatica. Il comfort di marcia è punto di forza della DFSK grazie a sospensioni morbide e buon isolamento acustico; la Evo 7 controvince con maggiore luminosità grazie al tetto panoramico e con una seconda fila più versatile nella versione a sei posti. In entrambi i casi le finiture non sono da premium, ma l’equipaggiamento di accessori “da grande” è notevole a questo livello di prezzo.


I listini sono praticamente sovrapponibili: Evo 7 da 29.900 a 31.900 euro, Glory 600 da 29.500 a 31.500 euro. L’allestimento è unico per entrambe e già molto completo, quindi non ci sono sorprese al momento della configurazione. Si sceglie sostanzialmente il colore, il numero di posti (sulla Evo) e la presenza del Gpl.
I costi di gestione premiamo chi opta per la doppia alimentazione: il Gpl si ripaga in pochi anni a fronte di percorrenze medio-alte. Assicurazione e bollo restano contenuti grazie alla cilindrata 1.5, mentre la manutenzione beneficia della rete DR per la Evo e di quella DFSK in espansione. In termini di rapporto qualità-prezzo entrambe risultano aggressive: pochi sette posti nuovi costano così poco e offrono già di serie tetto panoramico, sedili riscaldabili, doppi schermi e cerchi da 19". La rivendibilità resta l’incognita tipica dei marchi meno noti, da valutare con attenzione.


La Evo 7 è la scelta più consigliata a chi cerca spazio vero per sei o sette adulti, un design più gradevole e una seconda fila configurabile. Ideale per famiglie numerose che vogliono un’auto “tuttofare” da tenere molti anni, soprattutto nella versione Gpl. La DFSK Glory 600 invece punta su un bagagliaio più generoso a cinque posti, un comfort di marcia superiore e qualche ADAS in più (angolo cieco e cambio corsia). Meglio per chi viaggia spesso in cinque e usa la terza fila solo in occasione, privilegiando silenziosità e filtraggio delle asperità.
In sintesi: se la priorità è l’abitabilità e la versatilità scegliete la Evo 7; se preferite comfort e un basamento di accessori di sicurezza un filo più ricco, la Glory 600 è più convincente. Entrambe, a questi prezzi, rappresentano alternative concrete alle SUV europee e coreane di pari dimensione, a patto di accettare qualche compromesso su rifiniture e suite di assistenza alla guida.











