Pubblicato il 6 febbraio 2012
Qualità prezzo
5
Dotazione
5
Posizione di guida
5
Cruscotto
5
Visibilità
4
Confort
5
Motore
5
Ripresa
4
Cambio
5
Frenata
5
Sterzo
5
Tenuta strada
5
Media:
4.8333333333333
Perchè l'ho comprata o provata
La strada per arrivare alla 500C è lunga. In realtà, auto "particolari" -ma sempre relativamente "popolari"- nella storia della mia famiglia non mancano, a partire dalla Mini Minor del '69 di mio padre, passando dallo New Beetle nero che ancora oggi riposa sicuro di sè nel garage. Una 500 non c'era mai stata, a dire il vero, e l'arrivo della nuova nel 2007 sembrava l'occasione giusta. Ma mio padre all'epoca profetizzò: "La 500 è bella, e ben fatta, ma una cosa non va bene, ha il tetto in vetro, avrebbero dovuto fare la capottina in stoffa come la vecchia, che è molto più bella". Nel 2009 esce la 500C, fatta esattamente come lui l'aveva preconizzata. Ma nel frattempo avevamo preso una Fiat 600, e inoltre la 500C aveva prezzi altini. La cosa sembrava rimandata, forse per sempre. Finchè, la scorsa primavera, la Fiat lancia la breve promozione "500C al prezzo di 500", e visto il grande vantaggio economico, ci decidiamo. Ecco in arrivo la prima scoperta -e la prima automatica- della storia della mia famiglia!
Gli interni
Gli interni, e in particolar modo la plancia, sono uno dei pezzi forti della 500. La plancia in tinta, con le sue morbide curve, e i bei pulsanti centrali, ricordano la vecchia ma con molto "sfarzo" in più. Degna di nota la strumentazione concentrica, che riesce ad essere moderna e leggibile pur mantenendo la forma di quella del '57. Questo tema della strumentazione d'antan è stato tentato anche da Mini e Maggiolino nuovi, ma a mio giudizio con esiti assai meno felici. Bello anche il volante, specie se la pelle è color avorio. Sulla 500C lounge i sedili sono più belli rispetto a quelli molto seri e meno profilati della Lounge chiusa, in quanto guadagnano dei fianchetti in similpelle. Anche i comandi e i pulsanti sono ben realizzati. Anche i battitacco in gomma e alluminio sono un bel biglietto da visita quando si apre la portiera. Unica nota un po' dimessa, è la plastica grigia di portiere, fianchi e parti basse dell'abitacolo, che è uguale a quella di ogni altra citycar del segmento A: duretta e un po' ruvida. La dotazione tecnologica è fin esagerata per le mie abitudini: clima automatico, sensori di parcheggio, start&stop, radio cd mp3 con bluetooth, comandi al volante, esp con hill holder, cambio automatico, capotte elettrica, e svariati altri gadegt che ogni tanto dimentico esistano. Esp e cambio automatico sono le uniche cose che ho pagato a parte. La capotte è ben realizzata; isola bene dall'esterno, tutte le guarnizioni sono ben nascoste, il movimento è rapido, può essere fermata in tutte le posizioni (di modo che, finora, ho potuto aprirla anche d'inverno: basta aprirla poco e non si avvertono correnti fastidiose). Il lunotto è in vetro, ed è interessante il modo in cui si ripiega sulla cappelliera; il meccanismo non è privo di una certa ingegnosità. Molto pratico, ma anche scenografico, il fatto di poterla "scoprire" a distanza col telecomando: è utile per far rinfrescare rapidamente l'auto se è stata al sole, ma sopratutto dà una grande soddisfazione di tipo egocentrico ;)
Alla guida
Innanzitutto, stiamo parlando di una scoperta, sebbene di tipo "trasformabile", come negli anni '60. Inizialmente avevo qualche dubbio su questa soluzione, nel senso che potesse essere limitante rispetto ad una cabrio tradizionale; ma poi, provandola davvero, sono rimasto colpito favorevolmente. Il senso di libertà è elevato, e in più la comodità di poter decidere di quanto aprire la capote è decisiva nel renderla un'auto da tutte le stagioni. Non è una cabrio dura e pura, che porta ad un contatto "forte" con la natura; al contrario, la capotte elettrica e tutti gli altri gadget creano alla fine un modo diverso, più filtrato, dolce e "trasfigurato" di vivere l'aria aperta. Alla fine, è in fondo la stessa differenza che c'è fra la 500 storica e la 500 attuale: i confort moderni sostituiscono il filtro dolcificante della nostalgia. Il motore è il noto 1.2 fire: elastico e morbido, ma con poca verve. Comunque adeguato al tipo di vettura, molto leggera. Capitolo sospensioni: in sintesi dinamismo sì, confort no. Per garantire una buona tenuta di strada e una certa sportività, sulla 500 hanno optato per sospensioni durette. La 500c ha anche una barra antirollio aggiuntiva, e da questo punto di vista il risultato è pienamente raggiunto: la tenuta è elevata, il rollio è quasi inesistente. Nei tornanti e nel misto stretto la macchina si comporta sorprendentemente bene. Sullo sconnesso la rigidità la rende più ballerina, ma parliamo comunque di livelli di stabilità impensabili per le utilitarie di una generazione prima (in casa abbiamo avuto varie segmento A e B italiane degli anni '90, e non c'è proprio storia). Tutto questo si paga alla voce confort. La 500c non è scomoda in senso assoluto, anche grazie ad una certa gommosità e compattezza del telaio, ma le buche si sentono chiaramente, così come le -sempre più comuni- asperità dell'asfalto. Insomma, l'auto va molto bene per chi come me abita tra montagne e laghi, ma in città, dove le curve non ci sono, questo set-up presenterebbe più svantaggi che vantaggi. Il cambio dualogic... è come lo descrivono le riviste: davvero molto buono per essere un monofrizione, abbastanza veloce, non è affatto brusco (è avvertibile solo il passaggio da prima a seconda, anche per colpa della rapportatura con la prima un po' troppo lunga) e fa girare il motore a regimi molto bassi, con conseguente risparmio. Percepisce anche la pendenza e sceglie la marcia di conseguenza. Divertente la possibilità di usarlo in sequenziale. Rimango dell'idea, però, che chi ama guidare davvero (e magari ha qualcosa in più di 70 cavalli!) debba preferire il cambio manuale, che rimane la vera driver's choice. E questo ovviamente, non lo dico solo riguardo alla 500 ;)
La comprerei o ricomprerei?
L'auto per ora ha dato notevoli soddisfazioni, sia da aperta che chiusa. Per cui è promossa, anche se ammetto che il prezzo di listino,senza promozioni, sembra elevato. D'altra parte, il piacere di aprire la capotta e proiettarsi nei meravigliosi paesaggi italiani, con l'aria e il sole che entrano nell'abitacolo, è difficilmente "prezzabile". Anche dal punto di vista "sociale", che pure mi interessa meno, devo dire mi è capitato di trovarmi in località turistiche famose, e ho avuto modo di sperimentare come la 500C non sfiguri a fianco di auto che costano anche dieci volte di più. Senza essere impegnativa e socialmente "antipatica" quanto queste ultime. In sintesi, credo che sia un'auto in grado di dare vero piacere e vere emozioni ...con i costi di gestione di un 1.2. Insomma, come prodotto industriale, ha un prezzo al kg relativamente alto; ma quello che ti ridà indietro, vale molto di più.
Fiat 500C 1.2 Lounge Dualogic
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5
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Ritratto di dansorr
27 marzo 2012 - 21:40
Il motore è una vergogna.
Ritratto di evilwithin
28 marzo 2012 - 21:15
Beh, c'erano motori ben più prestanti (85, 95, 101, 140 e 160 cv!), ma costavano di più e -per le mie esigenze- non ne valeva la pena. Nella categoria "motori base" va benissimo, anzi la maggior parte delle concorrenti ha ormai come motorizzazione base dei tricilindrici aspirati che non mi fanno molta gola... piuttosto mi tengo volentieri il solito vecchio quattro cilindri fire. PS: ne abbiamo avuti altri 4, in famiglia, di fire, e sono stati tutti dei muli inarrestabili, pur afflitti dalla scarsità di equini... la quale è però presupposto imprescindibile per un bollo "leggero".
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