Qualche giorno fa, durante un incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy, il responsabile di Stellantis per l’Europa Emanuele Cappellano ha annunciato la volontà del gruppo di investire nei motori GSE (Global Small Engine), meglio conosciuti come FireFly e il cui più noto è il “mille” delle Fiat Pandina e 500 ibrida. L’obiettivo è aggiornare questi motori per renderli adatti alle imminenti norme Euro 7 (in vigore dal 29 novembre 2027) e continuare così la loro produzione oltre il 2030.
I GSE fanno parte di una gamma modulare di unità a benzina con basamento in alluminio e, su alcuni modelli, la tecnologia MultiAir: sviluppati dalla FCA prima della fusione con la francese PSA e introdotti inizialmente in Sud America, sono arrivati in Europa nel 2018. Quelli destinati al mercato europeo sono prodotti nello stabilimento di Termoli, dove già vengono assemblati i più recenti cambi robotizzati a doppia frizione per le auto 1.2 mild hybrid del gruppo.

Investire sui motori GSE significa quasi certamente mantenere in vita il 3 cilindri 1.0 FireFly (nome in codice N3) che attualmente equipaggia la Fiat 500 Hybrid. Per il gruppo Stellantis vuol dire avere in gamma due famiglie di “piccoli” tre cilindri; l’altro è il 1.2 Puretech di origine PSA. I due propulsori non condividono nemmeno una vite: non il massimo dal punto di vista delle sinergie industriali.
Di contro il costruttore la possibilità di avere un motore “base”, il 1.0 FireFly, non turbo, per i modelli “cittadini”, e dall’altra un motore più “corposo” come il 1.2 Puretech che è turbo (da alcuni mesi la variante aspirata non è più prodotta) e può essere usato anche su modelli più grandi di una citycar.
Da notare che in passato la famiglia dei motori GSE della FCA comprendeva anche anche un 3 cilindri 1.0 in versione turbo (denominato T3), che aveva 100 o 120 CV ed era impiegato su Jeep Renegade, Fiat 500X e Fiat Tipo. Questo motore non viene più offerto sui mercati europei, mentre rimane in listino in sud America.

Anche per quel che riguarda i motori di taglia media nel gruppo Stellantis troviamo attualmente delle sovrapposizioni di motori simili. Da una parte il 4 cilindri 1.6 turbo di origine PSA e dall’altra il GSE proveniente dalla FCA, che è sempre un 4 cilindri turbo (nome in codice T4), disponibile nelle cilindrate 1.3 e 1.5 e impiegato attualmente solo sull’Alfa Romeo Tonale, dopo la dismissione delle Fiat 500X e Jeep Renegade.
In questo caso la sovrapposizione dovrebbe essere superata in un imminente futuro grazie all’arrivo di un inedito propulsore che andrebbe a sostituirli entrambi sui futuri modelli del gruppo Stellantis. Si tratta del 1.6 turbo EP6, che ha fatto il suo debutto sulla la sesta generazione della Jeep Cherokee (modello che non arriverà in Europa): è già offerto con tecnologia full hybrid sul mercato americano, mentre sarà proposto in versione plug-in nel Vecchio Continente: equipaggerà le varie Citroën C5 Aircross, Jeep Compass e le altre auto su piattaforma STLA Medium, per ora ordinabili ma di cui non sono iniziate le consegne.

Nella “banca organi” di Stellantis c’è attualmente un altro motore che è stato ereditato dal gruppo FCA. Si tratta del GME T4, in pratica il 4 cilindri 2.0 turbo che equipaggiava fino a poco tempo fa le Alfa Romeo Giulia e Stelvio e che rimane oggi solo sulla Maserati Grecale
Anche in questo caso Stellantis ne ha prevista un’evoluzione: si chiama GME-T4 Evo ed è ancora un 4 cilindri 2 litri turbo che sarà proposto abbinato alla tecnologia ibrida full e plug-in. Oltre alle nuove generazioni di Alfa Romeo Giulia e Stelvio dovrebbe essere impiegato anche da altri modelli basati sulla piattaforma STLA Large di Stellantis, come la Jeep Wagoneer S. Il suo utilizzo è già stato annunciato poi per altri modelli destinati al mercato americano (dove lo chiamano anche Hurricane-T4 Evo), quali la Jeep Cherokee.

Non è una novità, essendo sul mercato dal 2022, ma Stellantis ha “in pancia” anche un ulteriore propulsore ereditato dalla FCA. Si tratta del GME-T6, detto anche Hurricane-T6: un sei cilindri in linea biturbo di 3 litri con potenze fino a 550 CV, impiegato per ora solo su modelli destinati al mercato americano come Dodge Charger e Jeep Wagoneer.
Le indiscrezioni hanno più volte ipotizzato l’utilizzo di questo carismatico motore anche per i modelli di punta di Stellantis destinati al mercato europeo e basati sulla piattaforma STLA Large, ma questa strada appare improbabile, viste le smentite arrivate in passato dai manager del Gruppo. Inoltre Stellantis ha già in Europa un’unità di grande cubatura: il 2.9 V6 impiegato dalle Alfa Romeo Giulia e Stelvio in versione sportiva Quadrifoglio nonché, con estese differenze sopratutto nella testa, dalle attuali Maserati Grecale, GranCabrio e GranTurismo.


























































































