Alfa Romeo Giulietta 2.0 JTDm 150 CV Sprint

Pubblicato il 28 gennaio 2017
Qualità prezzo
4
Dotazione
3
Posizione di guida
4
Cruscotto
3
Visibilità
3
Confort
4
Motore
5
Ripresa
4
Cambio
4
Frenata
4
Sterzo
5
Tenuta strada
5
Media:
4
Perché l'ho comprata o provata
Questa prova è in realtà una comparativa. A inizio 2015 avevamo infatti acquistato una Seat Leon 2.0 TDI FR con cambio manuale in quanto serviva in famiglia una macchina più confortevole per affrontare i viaggi (per lo più di media durata). Il mezzo tuttavia ci è stato purtroppo rubato verso la fine dello stesso anno, così, dopo la trafila assicurativa, con esattamente i soldi del risarcimento abbiamo acquistato da una concessionaria una Giulietta in allestimento Sprint di pari potenza (150 hp), immatricolata lo stesso mese e con all'incirca gli stessi km percorsi. Dopo averla usata una decina di mesi, mi appresto a confrontare i due veicoli, molto simili per prezzo di listino e allestimento, nel modo più imparziale che mi riesce possibile (resta ovviamente un parere personale, frutto della mia esperienza, che non ho la pretesa di spacciare come verità).
Gli interni
Gli interni della Giulietta, caratterizzati dall'allestimento sprint, offrono finiture plancia in effetto carbonio, volante in pelle sportivo, sedili sportivi in tessuto e alcantara con cuciture rosse a contrasto e cielo dell'abitacolo nero. Ne emerge una gradevole sensazione di sportività, le sedute anteriori inoltre sono piuttosto comode e non affaticano nei lunghi spostamenti pur contenendo bene in curva. Per quanto riguarda la Seat anche quest'ultima presenta (ne parlo al presente per semplicità, anche se un passato sarebbe più opportuno) più di un dettaglio di ispirazione sportiva e i sedili anteriori risultano confortevoli e contenitivi. Probabilmente a causa del progetto meno datato, la sensazione di modernità è superiore, specialmente per quanto riguarda il cruscotto con schermo a colori incorporato e il comparto multimediale (C'è però da dire che quest’Alfa è dotata dello Uconnect base da 5 pollici privo di navigatore, probabilmente con la versione optional si difenderebbe molto meglio), in ogni caso entrambi sono intuitivi e funzionano abbastanza correttamente. La Leon offre sicuramente maggior spazio ai passeggeri posteriori, il baule è di poco più capiente e meglio sfruttabile, presenta inoltre un numero superiore di portaoggetti a tutto vantaggio della praticità (era stato questo uno punto dei punti di forza che ci aveva fatto propendere per la Leon). Per quanto riguarda la qualità dei materiali e l'accuratezza degli assemblaggi nel segmento c’è chi fa sicuramente meglio a prezzi però decisamente più alti. Nel confronto è la berlina spagnola a primeggiare grazie soprattutto alla grande sensazione di solidità che trasmette; d’altra parte la cattiva reputazione dell’italiana è in gran parte immeritata e per lo più dovuta ai soliti luoghi comuni: paga dazio per alcuni dettagli sottotono, ma è nel complesso curata. Per contro la marcia è in entrambi i casi disturbata da scricchiolii e cigolii che possono risultare fastidiosi.
Alla guida
Quello che la Giulietta paga in termini di praticità, ergonomia e sviste nei dettagli, lo recupera alla guida. Non che la Seat non sia all’altezza della situazione, trasmette anzi una grande sensazione di sicurezza e offre una facilità di guida di spicco, ma nel complesso l’esperienza al volante dell’Alfa mi è parsa più coinvolgente. In particolare la tenuta è ottima in entrambi i casi e le prestazioni pure sono più o meno identiche, ci sono però un paio di particolari che fanno la differenza: lo sterzo dell’italiana è più pronto, diretto e comunicativo mentre quello della spagnola è un ottimo comando finché non si raggiunge il limite, a quel punto cessa di tramettere informazioni e si ha la sensazione che l’elettronica prenda il controllo del veicolo tagliando fuori il guidatore. Il jTDM pur avendo gli stessi cavalli ha ben 60 nm metri di coppia in più e in basso si sentono tutti, si ha infatti l’impressione di poter riprendere con decisione a qualsiasi regime e anche l’allungo è piuttosto buono per un diesel. Queste caratteristiche vengono esaltate ancora di più posizionando il manettino in dynamic: l’erogazione è infatti più aggressiva e la risposta ai bassi si fa d’avvero fuori dal comune per quelle cilindrate e quei cavalli. Anche la Leon ha un selettore di modalità di guida, tuttavia le differenze tra le varie modalità sono meno evidenti; è però apprezzabile la possibilità di poter impostare separatamente i parametri di sterzo e motore (cosa non possibile sul DNA) e di poter escludere del tutto il controllo di trazione. Quanto ai comparti frenanti non ho percepito differenze sostanziali negli spazi di arresto, tuttavia la Leon gode di una modulabilità oggettivamente superiore. Nella guida di tutti i giorni su entrambi i mezzi si apprezza l’assetto ben tarato che non pregiudica il confort e il comportamento neutro. È poi evidente la scelta di privilegiare la sicurezza alla prestazione pura; se ci si vuole togliere qualche soddisfazione non è dunque il caso di tentare di giocare con il posteriore cercando sovrasterzi da “tiro-rilascio”, viceversa emerge il meglio dalle vetture cercando di impostare traiettorie pulite e sfruttando la coppia in uscita di curva. Al limite essendo trazioni anteriori, la fisica impone le sue leggi e il sottosterzo è inevitabile, ma facilmente gestibile. Personalmente ho trovato l’assetto Alfa più riuscito: assorbe bene le buche e, incredibilmente, è anche meno propenso al sottosterzo, nel complesso si ha una sensazione di grande stabilità coniugata con una notevole agilità e, anche per merito dello sterzo, che la macchina segua esattamente la linea che la tua mente ha stabilito. Non si sta certo parlando di sportive vere ma a mio parere entrambe offrono un ottimo compromesso: pratiche in città, comode nei viaggi, sicure e pur sempre piacevoli tra le curve. Altro punto di forza sono i consumi: con ambedue non è difficile superare i 17 km/l (da computer di bordo) tenendo il piede leggero; la Leon forse riesce a essere un pochino più parca, ma la Giulietta, grazie al serbatoio da 60l, offre un’autonomia spesso superiore ai 1000km.
La comprerei o ricomprerei?
La domanda quale comprerei ora è piuttosto ostica: l’Alfa mi ha convinto di più alla guida, la Seat tuttavia a parità di prezzo offriva in più: fari full-led (splendidi esteticamente e molto validi anche se a mio parere non così superiori agli xenon provati su altri veicoli) contro i semplici alogeni della Giulietta, il sistema multimediale più completo con navigatore, tettuccio apribile, abbaglianti automatici, sensore crepuscolare, tergicristalli automatici, mantenimento automatico della corsia di marcia (inutile, non prendetelo!) e l’illuminazione interna a led. Essendo rimasto soddisfatto da entrambe credo che la discriminante sarebbero le promozioni e le occasioni che si possono cogliere (in realtà come famiglia non acquisteremmo mai un’altra Seat per la scortesia dimostrata dal concessionario in fase post-vendita, ma vorrei includere nel giudizio solo ciò che concerne strettamente il veicolo). Un’altra macchina che abbiamo valutato dopo il furto è stata la Mazda 3 che a mio parere è un’ottima alternativa ai soliti nomi, per l’acquisto però erano necessarie qualche migliaia di euro in più della Giulietta usata, non essendoci particolari promozioni e abbiamo scelto senza esitare.
Alfa Romeo Giulietta 2.0 JTDm 150 CV Sprint
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VOTO MEDIO
3,4
3.444445
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Ritratto di marcoveneto
27 febbraio 2017 - 21:40
Ottima comparizione..piacevole pure da leggere..tra le 2..forse preferisco la leon come linea..perché piu fresca..sono comunque due segmento c abbordabili e che se si trova l occasione buona, si portano a casa con un buon sconto..
listino
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