Alfa Romeo MiTo 1.4 78 CV Junior

Pubblicato il 7 maggio 2018
Ritratto di Mat97
alVolante di una
Opel Corsa 1.2i 16V 5 porte Comfort
Alfa Romeo MiTo
Qualità prezzo
3
Dotazione
4
Posizione di guida
4
Cruscotto
5
Visibilità
3
Confort
4
Motore
3
Ripresa
2
Cambio
2
Frenata
5
Sterzo
5
Tenuta strada
4
Media:
3.6666666666667
Perché l'ho comprata o provata
L'auto in foto è presa da internet ma il colore, Nero Etna, i cerchi da 16 ed il contenuto kit estetico sono tali e quali alla vettura in prova. Ho avuto la possibilità di provare quest'auto grazie ad un amico (possessore) e di stare al suo fianco da "copilota" durante i vari spostamenti, in città e fuori. L'esemplare oggi in prova è una MiTo 1.4 16v 78cv Junior del 2008, primo anno della sua commercializzazione. La MiTo nasce nel 2008 ad occupare il posto nella categoria più piccola della casa del Biscione, ovvero il segmento B, per un pubblico fondamentalmente giovanile. Sebbene quest' auto condivida il pianale Small (e alcuni motori) con la cugina Grande Punto, le sensazioni di guida e di abitabilità interna sono decisamente differenti fra le due automobili. La MiTo si presenta in tutte le sue versioni con tre porte, ed è caratterizzata da forme tondeggianti che non ne sminuiscono la sua "impronta" pressocché sportiva. Le superfici vetrate garantiscono una buona visibilità anteriore mentre lateralmente e posteriormente, la visibilità (in particolar modo a 3/4) è limitata dai montanti larghi e dalla forma del lunotto posteriore, a V, come nelle sorelle 145 e 147. Nonostante la scarsa visibilità in fase di manovra è comunque facile percepire gli ingombri grazie le sue dimensioni ridotte e, per chi ne fosse provvisto, di sensori di parcheggio. Nel frontale è presente il classico ed immancabile trilobo che caratterizza il marchio da decenni: essendo una prima versione esso è costituito da una griglia ad inserti orizzontali e cromati; preferibile comunque, almeno per me, il trilobo della versione Restyling, più "pulito", e stilisticamente più accattivante. Il paraurti è bombato e offre un effetto dinamico all'auto, grazie anche all'utilizzo di una lunga griglia posta all'estremità inferiore del paraurti e a i due "baffetti" inferiori del kit sportivo (di fabbrica) montato su quest'auto. I gruppi ottici sono "ovali" e sono contornati da una cornice di materiale plastico, con la possibilità di essere rivestita a seconda del proprio gusto personale. Posteriormente la MiTo si presenta massiccia e piazzata, complice il paraurti, (che accoglie in basso, proprio come la Fiat Grande Punto, le luci della retromarcia e del retronebbia) disegnato con linee morbide ed avvolgenti, il lunotto a V e i gruppi ottici circolari con tecnologia a Led (le forme "gentili" dei fari sono riprese da quelle della fuoriserie 8C). Anche questi ultimi contornati, come per i gruppi ottici anteriori da una cornice rivestibile a proprio gusto.
Gli interni
Appena tiriamo la maniglia ed apriamo lo sportello notiamo subito l'assenza del montante che fa da cornice al vetro, lasciandolo libero, donandole così un impronta più sportiva. Gli interni di questa versione si presentano scuri con delle rifiniture, in determinati punti, di plastiche cromate, che non rendono l'abitacolo così spento. Il Cruscotto è caratterizzato da plastiche soft touch, costituite da un materiale buono ed assemblato bene, che non trasmette schricchiolii ed assesstamenti anche su pavè più disastrati. Alle sue estremità ed al centro del cruscotto sono presenti quattro bocchette dell' aria, direzionabili e di forma ovale. Al centro, al di sotto delle bocchette è presente il pulsante degli indicatori di emergenza, posto in una posizione comoda ma troppo piccolo da trovare in caso di necessità imminente e il pulsante per chiudere le portiere. La radio con retroilluminazione arancione è 2 Din, gestibile anche dal volante grazie gli appositi comandi, dove è presente anche il bluetooth con vivavoce per effettuare chiamate in tutta sicurezza. Al di sotto del "reparto" infotainment abbiamo il comando per il climatizzatore, in questo caso manuale, che si presenta leggermente più incassato rispetto alla radio. Il climatizzatore si aziona con facilità, è assemblato bene e le manopole sono al tatto massicce e resistenti. La potenza dell'impianto clima è potente quanto rumoroso, in particolar modo quando bisogna sbrinare il vetro, ma nonostante ciò fa egregiamente il suo dovere. È presente un comodo vano per riposare il cellulare o qualsiasi altro oggetto non troppo ingombrante in un vano riposto al di sotto del clima, dove è presente anche il manettino del DNA ed un porta bicchiere con la possibilità di inserirci anche un posacenere nel caso si voglia fumare in auto. I sedili anteriori sono comodi, imbottiti abbastanza bene, larghi e abbastanza contenibili. Di certo non hanno dei fianchetti così pronunciati che riescono a contenere la vita, il busto e le spalle con condizioni, ovviamente, da auto da corsa. Al centro dei sedili è posto un bracciolo (optional), con una discreta capienza interiore e molto comodo se bisogna affrontare dei medi viaggi da un punto ad un altro. Comode anche gli "incavi" ricavati nelle portiere dove poter poggiare le braccia. La visibilità anteriore e laterale è buona, grazie anche ai grandi specchietti retrovisori complici, alle velocità autostradali, di generare dei fastidiosi fruscii aerodinamici. Posteriormente l'abitabilità non è sicuramente delle migliori: l'accesso, essendo una tre porte, è scomodo, (nonostante le porte siano decisamente lunghe) il divano posteriore, omologato solo per due, non è poi così comodo e la forma dei vetri posteriori (che non possono essere aperti neppure a compasso) che tende a chiudere rende l'abitabilità posteriore ancora più angusta. Le sospensioni posteriore, (ponte torcente) trasmettono a chi siede dietro un comfort di bordo non eccellente. La strumentazione, sempre con retroilluminazione arancione, è completa di computer di bordo e ben visibile. Il bagagliaio posteriore ha una soglia di carico alta, è però regolare e ben sfruttabile. La capienza del vano è nella media di un'auto del segmento.
Alla guida
La versione in prova è la 1.4 16v 78 cv Junior, nata apposta per i neopatentati. L'auto dispone di 120 Nm a 4750 giri/min con una velocità massima autolimitata da un blocco apposto in centralina di 165 km/h. Il motore, nonostante sia un 16v è abbastanza sottodimensionato per quest' auto, che pesa solo 1080kg di massa a vuoto; mediamente in ordine di marcia arriverà a pesare circa 1200 kg. Il Fire, nonostante sia un valido ed affidabile motore, non "spinge" abbastanza per quest'auto. Mi chiedo come possa andare il 1.4 8v da 70cv. Lo sterzo invece è davvero buono, preciso, duro a velocità autostradali e morbido e gestibilissimo in manovra. Il cambio a sei marce ha la tendenza ad impuntarsi se si cambia in modo veloce, in particolar modo di terza. La corsa della leva è un po' lunga e spugnosa. Davvero ottima la frenata, grazie anche ai quattro freni a disco, due autoventilanti all'avantreno, che permettono di fermarsi in sicurezza anche nelle condizioni più difficili, con fondi bagnati e/o con bassa aderenza. La Mito non è sicuramente una vera AlfaRomeo per come siamo abituati a conoscerle, ma la tenuta di strada è davvero fantastica per un'auto del suo segmento e della sua categoria. Certo, ha molto in comune con la Grande Punto, ma a parer mio, le sensazioni di guida sono decisamente differenti, complice anche la differente taratura del reparto sospensioni (di tipo MacPherson all'avantreno e ponte torcente al retrotreno). La frizione è ben dosabile, il freno è reattivo e il pedale del gas si presenta troppo duro per i miei gusti, trattasi però solo di questione di abitudine. Con il sistema DNA si gestiscono le soglie di intervento dei controlli elettronici potendo scegliere fra Dynamic, che garantisce su questa versione un leggero brio in più ed una risposta del volante più diretta, Normal e All Weather. Quest'ultima garantisce la massima stabilità in ogni condizione climatica grazie all'ausilio dei vari controlli elettronici posti con la soglia di intervento al massimo. È presente su questa versione il comodo Hill Holder, l'aiuto per la partenza in salita che permette all'auto di non arretrare per qualche secondo con il rilascio del freno.
La comprerei o ricomprerei?
La MiTo è secondo la mia esperienza e di quella del mio amico una valida utilitaria, utilizzabile sia come auto da città ma anche come auto da viaggio (meglio partire in due, si sta certamente più comodi), grazie anche alla sesta marcia di riposo che permette andature autostradali ad un numero di giri motore contenuto, limitando i consumi. La tenuta di strada, come detto in precedenza, è davvero buona, insieme alla frenata ed allo sterzo. Poco reattivo il motore e lento il cambio che si limita ad un suo pressocchè cittadino. Negli anni pochissimi gli interventi di manutenzione in 130000 km! Tanti tagliandi, ben fatti, una bobina, qualche ovvia lampadine ed una distribuzione completa. Gli ammortizzatori, nonostante 10 anni di vita sono ancora molto buoni, certo non come usciti dalla fabbrica, ma ancora rigidi al punto giusto per sconnessioni, buche o qualche curva in allegria, garantendo un buon comfort di bordo a tutte le andature. È l'auto ideale per chi vuole avere una piccola utilitaria con cui può divertirsi entro certi limiti e nel dovuto modo, affidabile e con una discreta capacità di carico. Sarebbe prefetta la 1.4 tb a gpl, con consumi contenuti e la spinta di un turbo benzina. Sicuramente non buono il rapporto qualità prezzo di oggi, fin troppo alto per un'auto del segmento e con una dotazione di optional troppo costosi. La MiTo sarebbe una valida scelta se avessi bisogno di un auto da città versatile, con una buona tenuta e un motore ( il 1.4 tb gpl) parco e divertente.
Alfa Romeo MiTo 1.4 78 CV Junior
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