Alfa Romeo 166 2.5i V6 24V

Pubblicato il 15 aprile 2021

Listino prezzi Alfa Romeo 166 non disponibile

Ritratto di Giag
alVolante di una
Alfa Romeo 166 2.5i V6 24V
Alfa Romeo 166
Qualità prezzo
5
Dotazione
4
Posizione di guida
4
Cruscotto
4
Visibilità
4
Confort
4
Motore
4
Ripresa
3
Cambio
4
Frenata
4
Sterzo
5
Tenuta strada
5
Media:
4.1666666666667
Perchè l'ho comprata o provata
Era da quando ero adolescente che desideravo avere un’Alfa Busso, così appena ne ho avuto le possibilità ho trovato questa occasione e non ho perso tempo per togliermi lo sfizio. Trattasi di una rara 166 2.5 V6 del 1999 con 80.000 km.
Gli interni
Calati nell’ampio e comodo sedile di guida, dopo essersi persi nelle numerose e millimetriche regolazioni elettriche, ci si ritrova in una posizione molto comoda ed ergonomica, con la possibilità di poggiare il braccio sinistro nell’incavo dello sportello ed il destro sul bracciolo, entrambi posizionati esattamente dove li vorresti avere. L’unica critica che debbo muovere è nei confronti della regolazione in altezza del sedile: anche abbassandolo tutto non scende poi di così tanto...al punto che i più alti potrebbero non riuscire a trovare una configurazione adeguatamente “sportiva” e ritrovarsi a sedere un po’ troppo in alto. L’abitacolo è ampio ed ancora piuttosto moderno e, con i suoi gradevolissimi rivestimenti in pelle sparsi qua e là, lascia subito intendere chiaramente di essere al volante di un’ammiraglia. Il quadro strumenti è ampio e gradevole alla vista, anche se bisogna dimenticarsi di tutte le info a cui siamo abituati sulle auto moderne, qui ci son solo chilometraggio parziale e totale. Il volante della prima serie aveva forse un design un po’ antiquato, senza inoltre la possibilità di montare alcun comando, ma le sue dimensioni sono corrette ed anche l’ergonomia. Ottima è anche la posizione dei pedali con acceleratore e freno alla giusta distanza per concedersi un bel punta-tacco in scalata. Il bello di questa Alfa erano le sue dotazioni tecnologiche, notevoli per l’epoca (uscì nel 98), che comprendevano di serie sin dalla versione base l’ICS (Integrated Control System), ovvero lo schermo lcd centrale, dalla grafica ancora gradevole, ove è possibile controllare la radio, il clima e vedere i dati del computer di bordo. Ma è nella parte posteriore che gli interni della 166 rivelano il meglio...calandosi sul divano (e qui è veramente il caso di chiamarlo così) si affonda di 3-4cm sulla soffice imbottitura, poi si appoggia la schiena sul morbidissimo e reclinatissimo schienale con poggiatesta integrato, il braccio sull’ampio bracciolo centrale, a quel punto si viene proiettati in un altra dimensione; si inizia ad udire un trillio e si inizia freneticamente a cercare nella tasca della giacca il Motorola, sentendosi un imprenditore o un politico di 20 anni fa. Viaggiare, o anche semplicemente sedersi, sui sedili posteriori della 166 è un esperienza mistica, crogiolandosi nella morbida stoffa, sparandosi la/e bocchette dell’aria condizionata addosso, caricando il telefono alla presa 12V, posando oggetti potenzialmente utili durante il viaggio nel portaoggetti sulla cappelliera e ascoltando la musica prodotta dalle innumerevoli casse che ti circondano. In tutto ciò risulta palese che al poco spazio per le gambe (in relazione alle dimensioni e specialmente al passo della vettura) non ci si fa nemmeno caso. L’ultima nota va all’impianto stereo: una bomba, considerati gli anni alle spalle ed il fatto che fosse quello base, permette ancora oggi di ascoltare musica con un ottima qualità.
Alla guida
Guidare una qualsiasi Alfa è già una garanzia di emozioni, guidare una 166 lo è ancor di più, ma guidare un V6 Busso è veramente un qualcosa di superlativo. Il momento più sacro di tutti è l’accensione del motore... ruotando quella magica chiave rossa (ridicola oggi diremmo, per il suo aspetto molto basic) si sente il motorino d’avviamento che con fatica accende il V6 e dopo 2 secondi avviene il miracolo, il 2.5 è li davanti a te, che gira regolare a 1200g/min, producendo un bellissimo sound che sembra quello di una motobarca (la mia ha il catalizzatore ed il terminale della Supersprint, ma penso che anche con l’originale la possenza del suono sia comunque rispettabile), una puzza clamorosa, e una quantità di acqua allo scarico tale che verrebbe quasi da portarsi il ferro da stiro appresso per riempirlo! Ed ora si parte! Una volta su strada si apprezzano le doti stradali veramente eccelse e l’erogazione del V6. Lo sterzo, in quanto durezza, è una giusta via di mezzo, in manovra non si fa uno sforzo eccessivo ed in velocità ha il giusto peso. La precisione è ottima, anche se potrebbe sembrare un po’ “liquido” sui piccoli gradi di sterzo, perché è fatto in modo da essere comodo e gestibile alle alte velocità, pertanto finché si rimane su angoli piccoli lo sterzo appare più demoltiplicato di come dovrebbe essere su una sportiva vera, ma in autostrada questa qualità la si apprezza moltissimo. Una caratteristica dello sterzo che è invece da vera sportiva e che non ti aspetteresti è che (complici le 225/45 r17) dallo sterzo si sente ogni imperfezione del fondo stradale, e la macchina tende a copiarle tutte, pertanto bisogna sempre impugnare saldamente il volante per poter contrastare questa tendenza che personalmente non mi aspettavo su un’auto di questa massa. Il cambio ha la caratteristica di essere molto contrastato nei primi km, quando è ancora freddo, ma poi diventa sorprendentemente morbido e manovrabile, e più tiri la macchina e più lui ti “succhia” le marce emettendo dei bei tonfi ad ogni cambiata. La frizione è pesante ma non troppo e nel traffico non affatica eccessivamente. I freni hanno un bel feeling, appena li sfiori fanno subito sentire la loro presenza, per poi, sportivamente, richiedere molta spinta sul pedale se si vuol fare una frenata seria, che comunque fanno riuscire bene. Sempre per quanto riguarda la frenata molti lamentano che sulla 166 ci fosse il problema dell’eccessivo beccheggio, personalmente non ritengo che questo fenomeno sia così rilevante da esser notato ed infastidire durante la guida. Veniamo ora alla parte bella: il V6. Qui bisogna fare queste premesse: dati tecnici alla mano, fra tutti i motori in gamma questo era forse il meno adatto a quest’auto, è il Busso con il rapporto più basso fra corsa ed alesaggio, la coppia è pertanto poca (222nm) ed a un regime motociclistico (5000 giri) ed i 190cv vivono a 6200 giri. Rimanendo su livelli di prestazioni comparabili saremo tutti d’accordo sul fatto che il 2.4JTD da 175cv sicuramente garantiva una souplesse di marcia ineguagliabile, ma saremo tutti d’accordo che non avrebbe mai e poi mai trasmesso le stesse emozioni del 2.5! Con queste caratteristiche tecniche del motore, così sportive, che cozzano con una carrozzeria ed un peso così importanti, è oggettivamente un “guidare strano”, ma è proprio questo il bello ed il gusto di questa macchina, unica in un panorama nazionale odierno fatto di noiosissime turbodiesel o anche moderni turbobenzina con un erogazione da diesel. Inutile illudersi, fino a 4000 giri il V6 esprime poco del suo vero carattere, tuttavia vi posso assicurare che è un piacere guidarlo anche (e forse soprattutto) a regimi bassissimi, perché, nonostante non abbia molta spinta, si percepisce che il motore non soffre per niente, anzi! È un piacere inserire la quinta a 40 all’ora a 1000 giri e sfiorare l’acceleratore sentendo il cupo e sommesso sound, distrarsi guardando il traffico intorno, e poi tornare a guardare il tachimetro ritrovandosi a 50km/h nonostante volevi rimanere a 40! Il concetto è che, per quanto a regimi bassi (e ahimè anche medi) il motore esprima poco delle sue potenzialità, la potenza è comunque più che sufficiente per muoversi senza affanno, tanto che, anche in quinta a 1500 giri, la macchina riesce a superare tutti i falsipiani ed anche salite dalla discreta pendenza (su salite del 5% se si preme di più sull’acceleratore la macchina ancora accelera). Sopra i 4000 giri invece cambia tutto e si scatena la furia rabbiosa del 2.5, sia chiaro, non bisogna aspettarsi prestazioni spaziali (data la massa in gioco) ma offre un tiro che non cala fino a 7000 giri ed un sound che veramente non ha eguali! Facendo un sorpasso in seconda, tempo di mettere la freccia, ci si guarda bene intorno e si rientra in corsia e, senza volerlo, ci si ritrova già a 90 col motore a 6500 giri! Un’altra nota positiva è che, con un po’ di scaltrezza, su quest’auto i freni si usano pochissimo, perché il V6 funge da retarder idraulico! Fa moltissimo freno motore! Prima di prendere quest’auto ero un po’ spaventato dalla sua grandezza in relazione all’agilità, insomma avevo già interiorizzato che sulla 166 avrei dovuto rinunciare ad un po’ di sportività in favore del confort, ma appena ho iniziato a fare qualche curva mi sono reso conto che l’alfona va contro le leggi della fisica! So che può sembrare impossibile ma sembra veramente un go-kart, anche fra le curve più strette, ha un comportamento dinamico eccelso, che unisce la stabilità di un passo lungo ed una massa importante con l’agilità conferita dalle gomme di taglia piuttosto sportiva del mio esemplare e dal complesso schema sospensivo di cui era dotata la vettura. A quel che so la prima serie non aveva i sensori di parcheggio nemmeno come optional, ma in città la macchina si gestisce comunque facilmente, e la visibilità non è poi così male, i moderni suv e crossover, pur essendo molto più piccoli risultano essere più complessi da guidare o parcheggiare in spazi ristretti. Piuttosto i problemi sono altri, i consumi...e la quantità abnorme di calore che produce il 2.5 quando sta fermo in mezzo al traffico...comunque ben gestito dal generoso impianto di raffreddamento da ben 10,3 litri. In autostrada invece si viaggia benissimo, il confort e l’isolamento acustico è ottimo, ed il lontano rombo del 2.5 (che a 130 gira a 3600 g/min in quinta, purtroppo solo la seconda serie aveva la sesta, che essendo comunque di potenza non risolveva di molto portando il 2.5 sui 3400) è un piacevolissimo sottofondo. Una nota è che essendo abbastanza in coppia il motore alle alte velocità, la macchina si muove agevolmente senza faticare, a 130 si sta con un filo di gas e si utilizza circa il 33% della potenza e con una leggera pressione in più sul gas la macchina si porta rapidamente a 160 (qui si usa circa il 50%), velocità fino alla quale si percepisce che la macchina si muove senza sforzo mantenendo un ottimo confort, volendo proprio andare oltre questo “muro” bisogna insistere un po’ di più sul pedale ed avere un po’ di pazienza, i fruscii ed il rumore di rotolamento rimangono contenuti mentre il bellissimo sound del 2.5 inizia ad irrompere nell’abitacolo e la stabilità e la sensazione di controllo rimangono sempre eccellenti. Parlando invece dell’assorbimento delle buche, esso non è eccelso, ma rimane comunque buono e compensato a dovere dalle comode sedute, ma del resto è il giusto prezzo da pagare per una guidabilità così elevata. Concludo con il difetto dei difetti di quest’auto: i consumi. Anche qui, inutile illudersi, c’è poco da dire: sono tragici. In città bisogna partire dalla cognizione che per girare al minimo (comunque molto basso: 650 giri) i 6 cilindri richiedono la loro linfa vitale, e sono piuttosto esigenti: se ci si ritrova imbottigliati nel traffico intenso si fanno 4km/L anche se si va tranquilli muovendosi solo di frizione, si sale magari a 5km/L spegnendo il motore nelle soste lunghe, ma sono comunque soldi che si andranno a spendere poi per la maggiore usura della batteria, nel traffico normale si fanno i 7, mentre se non c’è traffico ma solo semafori e si guida con logica si riesce a stare sui 9. Fuori città, il minor consumo possibile è andando costanti in quinta a 50-60, in questo modo (e solo in questo modo) si fanno i 12,5 a litro, guidando attenti ma andando sui 70-80 si sta sui 10,5-11 a litro, concedendosi ogni tanto qualche allungo si va sui 9 mentre se ci si vuole divertire sul serio si sappia che al peggio non c’è mai fine... In autostrada a 130 si sta sugli 8, andando sui 90-100 si riesce a stare fra i 10 e i 10,5, oltre i 130 invece meglio non sapere... Concludendo, in media, se si evitano imbottigliamenti e si sta (molto) attenti si rimane sui 10 (scarsi), se si guida tranquilli ma senza il pallino dei consumi si sta sui 9 (che infatti era il consumo omologato, quando ancora erano affidabili...sigh), mentre facendo “respirare” il motore tirando ogni tanto qualche marcia si fanno gli 8.
La comprerei o ricomprerei?
Si, la ricomprerei 100 e 1000 volte ancora, per tutte le cose belle delle quali ho parlato, tuttavia metterei magari qualche soldo in più da parte per poter concedermi almeno il 3.0, o magari anche il 3.2, l’unica vera versione prestazionale di quest’auto. Per i consumi le soluzioni sono due: o il gpl che comunque il Busso si narra che regga bene, anche se onestamente mi dispiacerebbe per l’aumento di peso, le prestazioni e l’originalità della vettura, oppure semplicemente trovare tutti i modi per usare il meno possibile la macchina!
Alfa Romeo 166 2.5i V6 24V
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4,2
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Ritratto di Autolive
26 aprile 2021 - 19:46
Ho letto con massimo coinvolgimento il tuo articolo, ho la mia terza 166, la seconda Twin Spark, e qualche anno fa una 2.4 Jtd 136 cavalli, tutta coppia in basso. A parte il test sul Busso, sono d'accordo su tutto il resto, confort, interni, tecnica, ma sopratutto tenuta di strada, le curve le pennella come il 156 ( anche qui ne ho avute due... ) e in parcheggio la giri come vuoi, molto maneggevole e precisa, insomma un Ammiraglia con la A maiuscola di quelle che oggi ce ne sono veramente poche, e non solo perchè oramai son quasi tutti Suv.
Ritratto di LoSvizzero
29 aprile 2021 - 18:43
tenetevele strette ,,,, il futuro è SOLO suv !!!
Ritratto di Autolive
4 maggio 2021 - 19:08
come minimo strettissime, buon viaggio sui quei paracarri pesanti 2 tonnellate!
Ritratto di AndyCapitan
31 maggio 2021 - 00:07
1
hai tre 166???....io non ne vorrei manco mezza ....un auto senza un passato e tantomeno un futuro!!!
Ritratto di marcoveneto
4 maggio 2021 - 08:58
Prova molto ben fatta e auto che sicuramente ha il suo fascino, essendo l'ultima ammiraglia di Alfa Romeo. Internamente poi la trovo appagante, ed esternamente mi piace di più della 156, soprattutto con la versione restyling (arrivata troppo tardi ahimè per risollevarne le sorti).
Ritratto di MauroMecallo
6 maggio 2021 - 17:42
1
Auto affascinante ma non capita dal pubblico come avrebbe meritato . La concorrenza allora era spietata.E forse anche i consumi... Il motore del Ing. Busso e una pietra miliare dell'endotermico . Uno dei migliori mai prodotti. Lo Zio quando parla di lui ,gli si illuminano gli occhi e sono stato vicino a prenderla anch'io un Alfa 147 con il V6, . ma poi ho desistito in quanto era gia di terza mano .E non mi sono fidato . Complimenti .
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