Pubblicato il 22 maggio 2012

Listino prezzi Volkswagen New Beetle Cabriolet non disponibile

Qualità prezzo
5
Dotazione
4
Posizione di guida
5
Cruscotto
4
Visibilità
1
Confort
4
Motore
3
Ripresa
2
Cambio
4
Frenata
5
Sterzo
4
Tenuta strada
5
Media:
3.8333333333333
Perché l'ho comprata o provata
Ci sono delle passioni che si dimenticano, ma che il destino fa ritrovare. Ero in prima elementare, inizio anni novanta, quando guardando i film Disney della serie “Il Maggiolino tutto matto” mi innamorai di questa macchina. Studiai la sua storia alla perfezione, ogni manuale che parlasse di Lei era mio. Così in giovanissima età mi trovai a leggere libri per adulti e conoscere personaggi come Hitler e Ferdinand Porsche. Terminata tutta la documentazione possibile tradii la passione per la mia Amata con la Lotus Elise. Arrivò il duemilatre… A Maggio i fatidici diciotto anni, la prima auto. In concomitanza con il mio compleanno ci fu la presentazione della New Beetle cabrio, l’amore si riaccese in un secondo. Inizialmente fu difficile convincere mio padre, sono il più piccolo della famiglia, il terzo figlio per esattezza. In casa c’erano già quattro auto, tre due posti e una berlina, i miei confidavano in un acquisto razionale. Appena viste le prime foto mio papà si fece affascinare e felice quasi più di me si decise. La New Beetle cabrio era il regalo giusto per il suo “bimbo”. Decisa la macchina senza molta fatica, fu impresa ardua scegliere il colore. Verde cyber o giallo melone? Ordinammo una ”millesei”, motore poco brillante e di conseguenza adeguato ad un neopatentato. Optammo per il giallo melone, una tonalità dedicata solo alla variante cabrio, non troppo accesa, vistosa, ma particolare ed elegante soprattutto di sera. Interni in pelle nera con sedili riscaldabili, frangivento e sensori di parcheggio. Consegna prevista a dicembre. Poco dopo che tornai dal mare con alle spalle tre mesi di patente arrivò la sorpresa. Il concessionario avvisò mio padre che un cliente cancellò l’ordine di una Beetle identica a come la volevamo, full optional, ma con sedili in tessuto e “duemila” di cilindrata. La prese subito e fece rifare gli interni con selleria in pelle originale. La mattina del cinque ottobre duemilatre scesi in garage per andare a scuola e trovai la mia Amata avvolta in un fiocco gigante. Ricordo ancora la gioia. Era così bella. Secondo la tradizione di famiglia andava trovato un nome. La targa iniziava con la lettera “C”, Lei era cicciotta, bionda, frivola e divertente… Charlotte!
Gli interni
Ero abituato a ben altro. Mancavano i comandi radio al volante, il cruise control, il climatizzatore era manuale così come il cambio, le plastiche piuttosto povere. Il progetto risaliva al novantotto, data di uscita del coupè, e nulla lo nascondeva. Nonostante tutte queste carenze Charlotte sapeva farsi amare. La plancia infinita dava all’abitacolo un aspetto inusuale e divertente. I richiami alla sua antenata erano molti, dalla grafica della radio, con caricatore cd nel bracciolo, che aveva un sound eccezionale, al vaso portafiori sempre pieno di gerbere, le più resistenti al caldo, nuove e profumate, Anche le portiere rimandavano al passato grazie alla parte superiore in lamiera nel colore della carrozzeria. Quel giallo era perfetto, serviva a ravvivare gli interni total black. Davanti la sensazione di spazio e la comodità delle sedute erano eccezionali; dietro era tutto diverso, ginocchia al petto e sedili superverticali, ma nessuno ha mai osato lamentarsi, i viaggi “scabriolati” con musica a manetta allietavano tutti i passeggeri. I sedili caldi, il frangivento e la capote elettrica, molto veloce, sono stati utilissimi compagni di viaggio. Mi permettevano di aprire anche nelle condizioni climatiche più impensabili. Per me che fosse inverno o primavera non contava, il tetto doveva sempre essere abbassato in pieno stile british, anche alle tre di notte, anche con meno 10. Tutti mi guardavano increduli, ma alla fine d’inverno era come andare a sciare… Ben coperto e con gli accessori a disposizione l’aria fredda tra i capelli era solo un piacere. Unica pecca era la mancanza della possibilità di utilizzare il meccanismo di apertura/chiusura in velocità. Quando la pioggerellina si trasformava in acquazzone sarebbe stato molto utile. Le sue forme esterne riscuotevano simpatia o disgusto. Io apprezzai molto l’idea dei designers di formare col tetto e coi montanti un arco perfetto. L’auto risultava armoniosa soprattutto aperta. La copote abbassata, si ripiegava a soffietto ed alloggiava esternamente sopra il cofano posteriore proprio come la sua sorella maggiore. Volendo si poteva anche ricoprire. Inoltre la cromatura che correva lungo tutta la fiancata all’altezza dei finestrini le dava un tocco di eleganza in piena armonia con le sue forme. Il bagagliaio era dotato della botola per far passare i carichi lunghi nell’abitacolo, rifinito con poca cura, non era piccolo per cubatura, ma troppo irregolare e scomodo. Io sinceramente non l’ho mai trovato un difetto. In due i sedili posteriori diventavo un ottimo vano di carico e la possibilità di alloggiare i bagagli a tetto aperto rendevano l’attività di carico/scarico molto agevole. Per lavoro spesso mi trovo a caricare rotoli di tessuti lunghi più di due metri. Una station fatica ad accoglierli, mentre Charlotte mi regalava la possibilità di viaggare “en plein air” caricando tutti i rotoli che volevo. Charlotte è una macchina creativa e bastava un po’ di fantasia nell’utilizzo.
Alla guida
Il motore era lentissimo, ma all’epoca il milleotto turbo non era ancora disponibile e mio padre non mi avrebbe mai dato una macchina brillante senza esperienza di guida. Lento per lento forse sarebbe stato meglio acquistare il millesei piuttosto che il duemila in quanto i consumi erano notevoli. L’unico modo per non fermarsi in continuazione dal benzinaio era mantenere una velocità di crociera inferiore ai cento chilometri orari. Il cambio, nonostante fosse manuale, era perfetto per una guida turistica, la frizione era leggerissima. Forse la prima marcia era po’ troppo corta, io pigro per natura spesso partivo in seconda. Lo sterzo era leggermente pesante, ma preciso. L’auto era larga e ben piantata a terra. La tenuta di strada era fantastica, mi capitò di portarla al limite, e non mi deluse mai. Anche quando facevo qualche manovra avventata tipica dei diciotto anni l’auto mi sosteneva sempre e l’intervento dell’ESP un paio di volte mi ha salvato da brutte avventure. Con i pneumatici invernali , non ho mai avuto problemi nemmeno sulla neve, anzi guidare scabriolati in montagna era una sensazione impagabile. La visibilità anteriore era pessima nei parcheggi, mentre la percezione degli ingombri posteriori, complici i passaruota bombati ed i sensori di parcheggio, era buona. Io facevo in media 40000 chilometri l’anno e devo dire che arrivavo a casa sempre riposato, ad eccezione degli ultimi tempi quando l’anzianità della vettura iniziava a farsi sentire.
La comprerei o ricomprerei?
La mattina scendere in garage e trovare Charlotte col suo musetto sorridente che ti aspettava pronta per accompagnarti ovunque tu volessi era la terapia giusta per il buon umore. Oggi è ferma a godersi la pensione. Doveva essere un giocattolo, nessuno si sarebbe mai aspettato che durasse ben sette anni e facesse 280000 chilometri. Mia padre già al terzo anno di vita voleva sostituirla ma io ero troppo affezionato e non avrei mai potuto tradirla. Nel duemiladieci decisi di mandarla a riposo perché è mio desiderio che mi accompagni per il resto della mia vita e con con i suoi chilometri all’attivo iniziava a sentirsi un po’ affannata. Un’ auto super affidabile! Abbiamo avuto tante auto, alcune molto più blasonate e fighette ma io con lei al volante mi sentivo il Re del mondo. Grazie di tutto Charlotte!!! *E' la prima volta che scrivo, e l'ho fatto di getto. Perdonatemi eventuali errori.
Volkswagen New Beetle Cabriolet 2.0
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I VOTI DEGLI UTENTI
2
1
0
0
0
VOTO MEDIO
4,7
4.666665
3
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Ritratto di niko91
29 maggio 2012 - 18:57
del fantastico herbie, a volte ritornano. bella prova!
Ritratto di Bmw Xdrive
29 maggio 2012 - 21:54
prova quasi commovente voto 5/5 bellissima macchina. ora cosa guidi???? a quanti chilometri l'hai mandata via???
Ritratto di Charlotte-boyfriend
29 maggio 2012 - 23:14
Grazie. Al momento mi alterno tra una Q5 ed una golf, in attesa del maggiolino cabrio. E' stata ricoverata con 280000km.
Ritratto di Motorsport
30 maggio 2012 - 12:33
mio fratello aveva il magiolino 1.9tdi... la qualità al interno non e granchè come il motore... invece la tenuta di strada era ottima.... una domanda.. ma il nuovo magiolino ti piace?? ciao e bella prova... lo letta volentieri... complimenti
Ritratto di Charlotte-boyfriend
30 maggio 2012 - 15:00
grazie! Non mi dispiace affatto, solo avrei preferito i fanali posteriori tondi, e la possibilità di avere i rivestimenti interni nel colore della carrozzeria anche sulla versione sport. Attendo gli allestimenti del cabrio e poi vedrò cosa fare.... Sicuramente sarà gialla!
Ritratto di Bmw Xdrive
30 maggio 2012 - 15:12
sto scrivendo la prova della mia vecchia fiat croma!!!!
Ritratto di Motorsport
31 maggio 2012 - 16:19
penso che sia molto comoda... nient'altro :-) ciao
Ritratto di Bmw Xdrive
31 maggio 2012 - 16:27
esatto MOLTO COMODA E BASTA!!!!!!!!! 0 SPORT, 0 SPRINT, 0 OPTIONAL. COMUNQUE ASPETTA LA PROVA E POTRAI SAPERE DEL MIO GRNADISSIMO ERRORE DI AVER COMPRATO UNA FIAT!!!!!!! CHE CREDO CHE è STATA LA PRIMA E SARà L'ULTIMA.
Ritratto di atalanta
31 maggio 2012 - 16:30
vai a vedere la notizia delle auto elettriche un attimo e scrivi il tuo commento là e io andrò a vederlo
Ritratto di gig
30 maggio 2012 - 07:35
Io scrivo prove lunghissime e non mi capita mai di dare "ottimo" ad una prova. Questo è un caso unico: ottima prova: 5 su 5. Complimenti vivissimi!! Ciao... :)
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