Volkswagen Scirocco R 2.0 TSI

Pubblicato il 1 settembre 2010

Listino prezzi Volkswagen Scirocco non disponibile

Ritratto di Tony83
alVolante di una
Mini Mini Cooper S Wired Cream
Volkswagen Scirocco
Qualità prezzo
4
Dotazione
5
Posizione di guida
5
Cruscotto
3
Visibilità
4
Confort
2
Motore
5
Ripresa
5
Cambio
4
Frenata
5
Sterzo
5
Tenuta strada
5
Media:
4.3333333333333
Perchè l'ho comprata o provata
Con un design assolutamente personale, la Scirocco terza serie, in linea con la progenitrice partorita dall’abile matita di Giorgetto Giugiaro, travalica l’impianto stilistico al quale la casa di Wolfsburg è stata tradizionalmente sempre fedele, creando un unicum all’interno della propria articolata gamma di modelli. La conferma che la coupé tedesca rientri nel segmento, di recente rinvigorito, delle auto di nicchia è testimoniata dal numero esiguo di vetture vendute a partire dalla sua prima commercializzazione, avvenuta nel mese di Ottobre di due anni fa. Presentazione “R” Se la versione standard ha riscosso un grandissimo successo presso le più quotate riviste automobilistiche e presso i puristi più sfegatati, la R, acronimo di “Ringalluzzita”, ha fatto centro nel cuore di molti appassionati di auto sportive: non a caso, la versione “spinta” della Scirocco è stata creata dalla divisione “Racing”, nata di recente, con l’intento di personalizzare e “sportivizzare” le vetture del marchio VW: tale divisione ha sapientemente operato un face lift volto a rendere, semmai ce ne fosse stato bisogno, la linea della vettura ancora più aggressiva ed accattivante. Design Gli interventi più consistenti hanno riguardato il paraurti anteriore che ha subito un particolare processo di “bombatura” e “grigliatura” al termine del quale, a mo’ di gioielli, sono state incastonate due stringhe di led allo scopo di conferire quel tocco di eleganza che contraddistingue i modelli di punta del gruppo tedesco. Il paraurti posteriore, al contrario, si è arricchito semplicemente di uno spoiler posteriore di nuovo disegno, dominato dall’importante scarico cromato sdoppiato che suggerisce all’osservatore un sound da brivido. Probabilmente, poco felice è stato l’innesto delle minigonne laterali che risultano come “incollate” in post-produzione. Tuttavia, in tale maquillage realizzato, tutto sommato, ad arte non poteva certo mancare un segno distintivo, quel quid che rende immediatamente riconoscibile un’auto speciale. Ebbene, oltre alle molteplici “R” stampigliate su ciascun lato della carrozzeria, il quid di cui parlo è senza dubbio rappresentato dai bellissimi cerchi in lega star style, denominati “Talladega” dal generoso diametro di 19 pollici (optional dal costo di 639 euro). Azzeccata la scelta di far indossare a siffatta bellezza un pneumatico dalle elevate prestazioni, il Potenza Re050A che insieme al neonato S-001 rappresenta il top di gamma di casa Bridgestone.
Gli interni
È l’abitacolo a non convincere pienamente, non tanto per la qualità dei materiali e dell’assemblaggio, perfettamente in linea con gli standard del marchio, quanto per l’eccessiva sobrietà del design: da un’auto marcatamente sportiva, qual è la R, ci si aspetterebbe un abitacolo esclusivo, ricercato. Ma di fatto, la plancia non è altro che una fotocopia di quella della Eos: le uniche sottili differenze sono rappresentate dalle finiture in nero lucido che incorniciano le bocchette di aerazione e lo splendido e funzionale schermo touch screen dell’unità Rns 510, e dai listelli in alluminio spazzolato marchiati con l’onnipresente “R”. Tuttavia, si ravvisano degli elementi che, fortunatamente, contaminano tale austerità: il volante, di diametro ridotto e dalla sagomatura sportiva sembra comunicare al fortunato “pilota” tutte le potenzialità dell’auto. Alle sue spalle campeggia una “palpebra” che ingloba una strumentazione piuttosto semplice, costituita da due ampi quadranti, contagiri e tachimetro all’interno dei quali sono inseriti gli indicatori della temperatura del liquido di raffreddamento e del livello del carburante. Al centro spicca l’ampio display che fornisce numerose informazioni del computer di bordo in bianco su fondo nero. Molto gradevole è la colorazione blu delle lancette degli strumenti con la chicca del check, effettuato ad ogni accensione del quadro. Parziale delusione deriva dalla tipologia dei sedili, piuttosto semplici: se si esclude la presenza della marchiatura “R” sui poggiatesta e il diverso rivestimento in alcantara/tessuto, il modello dei sedili è praticamente identico alle Scirocco standard. Sarebbe stato opportuno distinguere la versione di punta adottando gli splendidi Recaro in pelle con poggiatesta integrato, disponibili in opzione sulla Golf R. Nonostante ciò, i sedili presentano una conformazione sportiva: la seduta risulta accuratamente studiata per soddisfare i clienti più esigenti che amano guidare infossati e con le braccia raccolte, in modo da poter controllare e sfruttare al meglio in pista le reazioni della vettura. Efficace anche il supporto laterale che trattiene bene il busto del guidatore il quale, all’occorrenza, può puntellarsi sul battitacco d’alluminio, di ottima fattura così come la pedaliera, con comandi ben spaziati. A questo proposito, gli smanettoni del punta-tacco potrebbe restare delusi in quanto tale manovra risulta poco agevole in determinate circostanze, a causa del non perfetto allineamento tra acceleratore e freno, quest’ultimo in posizione forse troppo rialzata.
Alla guida
La Scirocco R con il suo design “piacione” potrebbe far pensare che sia esclusivamente un bell’oggetto da osservare estasiati, magari sorseggiando un caffè al bar. In realtà, sotto una veste sicuramente graziosa si cela un “mostro” piuttosto bellicoso che solo un guidatore dissennato (leggi “folle”) è in grado di domare. È sicuramente merito del motore, il pluripremiato 2.0 TSI che con una potenza di 265 cv a 6000 giri ed una coppia di 350nm, costante tra i 2500 e i 5000 giri, garantisce prestazioni strabilianti: la casa dichiara uno 0-100 coperto in 6 secondi netti per la versione con cambio manuale e 5.8 sec. con il meritatamente celebrato cambio DSG; la velocità massima non poteva che essere autolimitata a 250 km/h, per non indispettire la concorrenza. Differentemente dal piccolo 1.4 TSI da 160 cv la cui erogazione eccessivamente lineare non ha soddisfatto appieno alcuni possessori, il fratello maggiore è molto gratificante: l’ingresso del turbo, che lavora alla ragguardevole pressione di 1.2 bar, è ben avvertibile; in particolar modo, il “caricamento” inizia intorno ai 2500 giri oltre i quali la spinta diventa molto corposa tanto che nelle marce basse la schiena si salda al sedile ed il collo subisce un forte contraccolpo ogni qualvolta, in piena accelerazione, si innesta il rapporto successivo. Mozzafiato è l’allungo che si protrae con un tiro costante anche dopo i 5000 giri, fino ad oltre il regime di potenza massima, interrotto solo dall’ingresso guastafeste del limitatore, fissato a 7000 giri. Nonostante che, a differenza degli altri modelli (Golf R ed S3), la trazione sia esclusivamente anteriore, l’elevata coppia motrice è scaricata a terra in maniera quasi sempre ottimale: soltanto nelle prime due/tre marce, come è ovvio che sia, spesso è chiamato in causa l’Asr, soprattutto su fondi scivolosi, il cui intervento, tuttavia, sembra provvidenziale e poco invasivo, così come l’Xds, il differenziale elettronico, che pinzando la ruota con scarsa aderenza, limita fortemente il sottosterzo, permettendo di seguire la linea ideale in curva. L’esuberanza e la grinta innegabili del motore sono tenute efficacemente a bada da un impianto frenante particolarmente potente: dischi autoventilanti da 345mm all’anteriore, avvinghiati da pinze monoblocco a 4 pompanti, e dischi da 310mm al posteriore, dotati di tradizionali pinze flottanti. Tale sistema frenante, oltre che per l’estrema potenza, si segnala per la straordinaria modulabilità, favorita anche dall’ottimo feeling trasmesso dal pedale del freno: in sostanza, è un comando che offre la massima decelerazione solo quando è maltrattato. Inoltre, in strada garantisce una resistenza all’affaticamento di tutto rispetto, sebbene, è opportuno sottolinearlo, molte riviste abbiano riscontrato in pista un evidente cedimento dell’impianto dopo pochi giri lanciati. Tuttavia, la sorpresa più eclatante l’ha riservata l’assetto: l’elevata distanza tra pneumatico e passaruota potrebbe indurre a pensare ad un assetto troppo morbido per un’auto del genere. In realtà, una volta saliti a bordo, immediatamente si constata che l’assetto è molto rigido e che mal digerisce le sconnessioni dell’asfalto, tant’è che spesso ci si trova a saltellare sul sedile. È lo scotto da pagare per avere un’auto dal piglio sportivo: ha una reattività che non ti aspetti da un’auto che pesa in ordine di marcia 1400 kg; danza tra le curve in maniera rapida, i cambi di direzione sono repentini e le traiettorie possono essere impostate agevolmente, con grandissima precisione, grazie all’ottimo volante che è caratterizzato da una servo-assistenza davvero ben tarata che garantisce sempre il giusto carico e che lo rende molto comunicativo. Il principale responsabile della profonda reattività del telaio è, senza dubbio, il posteriore che risulta piacevolmente poco imbrigliato dall’Esp e, pertanto, tendente spesso e volentieri, se provocato adeguatamente, ad allargare verso l’esterno, favorendo così l’ingresso e la percorrenza della curva, il tutto sempre facilmente gestibile, per i più smaliziati, tramite acceleratore e volante. Inoltre, questo piacevolissimo comportamento, che fa saltare di gioia gli amanti della guida estrema, non inficia assolutamente la sicurezza di marcia: anche alle alte velocità la Scirocco R non si scompone e non manifesta mai serpeggiamenti ed oscillazioni, nemmeno in fase di energica frenata. Non potrà certo sfuggire ad un udito esperto e raffinato la “musica” che è orchestrata dai lucenti scarichi cromati di ampio diametro che emettono un sound “baritonale”, piuttosto cupo ai bassi regimi ed, al tempo stesso, una sonorità, per restare in metafora, da mezzosoprano, man mano che l’ago del contagiri punta alla zona rossa. Per la quadratura del cerchio mancherebbe soltanto un cambio da 10 e lode ma, ahimè, il manuale merita, a mio avviso, “solo” un 8 in quanto presenta una corsa eccessiva della leva e sembra non gradire affatto un uso veloce, testimoniato da impuntamenti che non sono proprio una rarità. Al contrario, risulta abbastanza morbido nella guida quotidiana, mostrando una certa ruvidità soltanto a freddo. In relazione alle prestazioni offerte dal tipo di vettura il consumo di carburante risulta piuttosto contenuto: con una guida rilassata in città si ottengono percorrenze pari a 8.5 km/l e su percorsi extra-urbani con una guida particolarmente accorta non è difficile percorrere anche i 15km/l, adoperando marce alte a basso numero di giri, ad una velocità mai superiore agli 80 km/h. Ovviamente, chi compra un’auto del genere non presta assolutamente attenzione al problema dei consumi che, nella guida particolarmente impegnata, precipitano vertiginosamente, attestandosi anche sui 4/5 km/l.
La comprerei o ricomprerei?
Ogni giorno che passa sono sempre più convinto di aver fatto un ottimo acquisto. È l'auto che ho sempre sognato di possedere: coniuga un design molto piacevole a prestazioni di alto livello con un prezzo, in relazione alle dotazinoi di serie ed alla concorrenza, contenuto. E' un'auto che soddisfa pienamente chi è alla ricerca di qualità, impatto estetico e prestazioni sopra la media!
Volkswagen Scirocco R 2.0 TSI
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Ritratto di Tony83
2 ottobre 2010 - 19:31
6
NOn è proprio cortissima ma avevo troppe cose da dire :)
Ritratto di Costantinus
2 settembre 2010 - 16:54
perchè l'hai fatta così lunga?
Ritratto di Tony83
7 settembre 2010 - 17:04
6
Sinceramente non mi veniva visualizzata così. chissà cosa è successo al momento della pubblicazione...
Ritratto di cooper
8 settembre 2010 - 10:10
non è colpa di chi pubblica, lo fa in tutte le recensioni più recenti
Ritratto di decibel83
7 settembre 2010 - 12:52
Come sempre Tony,hai fatto un'ottima prova,attendevo la tua recensione,come sempre ricca di dettagli e notizie interessanti. ti sei già iscritto al forum VW? ti aspetto su http://www.vwitalia.it/forum/
Ritratto di Tony83
7 settembre 2010 - 17:06
6
Troppo buono :) no, non sono iscritto, grazie della segnalazione
Ritratto di dinosauroGJ
7 settembre 2010 - 13:49
criticherei la scelta di volkswagen di non mettere la trazione integrale, so che il differenziale elettronico xds è molto efficace ma tanta potenza la vorrei sulla trazione posteriore o almeno integrale perche il comportamente non è minimamente paragonabile a quello di una trazione anteriore .. usciere da una curva e sentire il posteriore che allarga con un sovrasterzo di potenza non ha prezzo!
Ritratto di Tony83
7 settembre 2010 - 17:15
6
Concordo, una trazione posteriore trasmette sensazioni uniche. Però, come dicevo, stupisce la reattività del retrotreno; è stata una piacevole sorpresa :)
Ritratto di dinosauroGJ
7 settembre 2010 - 17:20
di quest'auto è ottima pure se derivando puramente dalla golf riesce a essere se stesse, poi lo schema di sospensioni posteriori derivato da quello della golf V è davvero fatto bene rumorosità zero e grande tenuta e reattività. Prezzo dell'auto?
Ritratto di Tony83
7 settembre 2010 - 17:30
6
Prezzo di listino 36.050 (3.000 euro in più rispetto al mercato tedesco, ma ben più accessoriata; conta che solo l'RNS510 che è di serie per l'Italia, costa un botto). La mia è costata 38.000 con: -antifurto volumetrico vw -regolatore di velocità -cerchi talladega 19" -light assist -bluetooth premium
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