
La Dacia Duster e la KGM Tivoli rappresentano due proposte interessanti nel segmento delle SUV e crossover compatte, entrambe accessibili a partire da circa 19.900 euro. La Duster, giunta alla terza generazione, punta su praticità, sicurezza di serie e motorizzazioni ibride o a Gpl, mentre la Tivoli si distingue per un design più personale, finiture curate e una meccanica rinnovata con opzioni a benzina e Gpl. Entrambe mirano a chi cerca un veicolo versatile senza spendere cifre elevate, ma con approcci diversi a spazio, efficienza e dotazioni.


Esteticamente, la Dacia Duster adotta uno stile moderno e personale, con linee pulite che le conferiscono un’aria più evoluta rispetto al passato. Misura 434 cm di lunghezza e 166 cm di altezza, con cinque porte e cinque posti. Il bagagliaio offre da 430 a 1.609 litri, un valore notevole che non viene penalizzato nelle versioni ibride o a Gpl. All’interno lo spazio è buono sia per i passeggeri sia per i bagagli, nonostante le dimensioni compatte.
La KGM Tivoli si fa notare per le ampie nervature, i parafanghi pronunciati e la base dei finestrini che risale verso i montanti posteriori. È leggermente più corta (426 cm) e bassa (162 cm), con bagagliaio da 423 a 1.115 litri, inferiore a quello della Duster nella configurazione massima. Lo spazio a bordo è comunque apprezzabile anche per chi siede dietro e si sta comodi in cinque. La visibilità posteriore non è il punto di forza della Tivoli, mentre la Duster risulta più pratica nell’uso quotidiano grazie al vano di carico più generoso e alla migliore abitabilità complessiva. Entrambe puntano su un’immagine “avventurosa”, ma la Duster privilegia la funzionalità, la Tivoli un look più caratterizzato.
Sul fronte propulsori, la Dacia Duster propone solo benzina, con potenze da 122 a 155 CV circa e diverse soluzioni ibride. La gamma include la 1.2 Eco-G a Gpl da 122 CV (la più economica), la 1.2 TCe mild hybrid da 140 CV con cambio manuale, la 1.8 full hybrid da 158 CV con trasmissione robotizzata (ideale in città per i bassi consumi) e la 1.2 Hybrid-G 4x4 bifuel da 154 CV, con motore elettrico posteriore da 31 CV, cambio robotizzato a doppia frizione e trazione integrale. Non c’è più il diesel. La guida è agevole, il comfort sullo sconnesso buono, anche se lo sterzo risulta un po’ demoltiplicato e in autostrada la rumorosità (fruscii già sotto i 100 km/h) può dare fastidio. I motori, grazie al peso contenuto, muovono la vettura in modo decoroso e le versioni a Gpl o ibride consentono risparmi concreti.
La KGM Tivoli offre due turbo a iniezione diretta: il 1.2 a tre cilindri (anche a Gpl) e il 1.5 a quattro cilindri, con potenze da 135 a 163 CV. La 1.2 è a trazione anteriore e cambio manuale; la 1.5 può avere il 4x4 (con possibilità di bloccare la ripartizione 50/50, utile su fondi viscidi) e il cambio automatico a sei marce. Non sono disponibili versioni ibride. Sterzo con servoassistenza elettrica configurabile e buona tenuta di strada sono punti a favore; le doti di coppia promettono prestazioni vivaci. In sintesi, la Duster vince per varietà (ibrido e Gpl con 4x4) ed efficienza dichiarata in città, mentre la Tivoli punta su brio e un’opzione automatica/4x4 più tradizionale, senza elettrificazione.


La nuova Dacia Duster ha fatto un salto in avanti nella sicurezza: di serie su tutte le versioni ci sono frenata automatica d’emergenza, mantenimento di corsia, riconoscimento segnali e rilevamento ostacoli posteriori. Il sistema multimediale ha un display ampio e ben posizionato; i comandi restano fisici, compreso il clima monozona (senza bocchette posteriori). Gli interni usano plastiche rigide economiche, ma inserti colorati e un buon lavoro di design evitano un’impressione di povertà. Tra i limiti: il freno a mano a levetta sulla sinistra non è raggiungibile dal passeggero, lo sterzo della 1.2 TCe è troppo leggero mentre sulla 1.8 risulta pesante in manovra, e i fruscii aerodinamici compaiono presto.
La KGM Tivoli, dopo l’aggiornamento, migliora finiture e qualità percepita. La retrocamera è di serie su quasi tutte le versioni (utile vista la scarsa visibilità posteriore). Gli accessori di serie sono numerosi in rapporto al prezzo e la garanzia arriva a 5 anni. Comfort e spazio sono validi; lo sterzo configurabile e la tenuta rassicurano. Manca però qualsiasi ibridazione e la dotazione di ADAS di base non è descritta con lo stesso livello di completezza della Duster. In sintesi, la Dacia offre più ausili alla guida di serie e un infotainment convincente, mentre la Tivoli punta su materiali migliori e garanzia più lunga, a scapito di qualche praticità e della visibilità.


I listini partono entrambi da 19.900 euro: la Duster arriva fino a circa 30.000 euro, la Tivoli a 30.700 euro. Il rapporto prezzo/dotazione è un punto di forza per entrambe. La Duster convince per l’equipaggiamento di sicurezza incluso e per le motorizzazioni a Gpl o ibride che riducono i costi al distributore fin dal primo chilometro; le versioni Journey (comfort) ed Extreme (barre tetto girevoli e look avventuroso) sono consigliate. La Tivoli risponde con tanti accessori di serie e la garanzia quinquennale, elemento rassicurante sui costi di gestione a medio termine.
Chi percorre molti chilometri urbani o vuole risparmiare sul carburante troverà nella Duster 1.2 Gpl o 1.8 full hybrid le soluzioni più vantaggiose. La Tivoli 1.2 a Gpl resta un’alternativa onesta, mentre la 1.5 ha senso solo se servono automatico o 4x4. In assenza di dati precisi sull’autonomia, pesano soprattutto i consumi dichiarati e la semplicità costruttiva Dacia da un lato, la garanzia KGM dall’altro. Entrambe offrono un ottimo rapporto qualità-prezzo nel segmento, con la Duster leggermente avanti per versatilità motoristica e costi d’esercizio.


La Dacia Duster è la scelta più completa e razionale per chi cerca spazio, sicurezza di serie, possibilità di risparmiare con Gpl o ibrido e, se necessario, una 4x4 bifuel. Ideale per famiglie, utilizzi misti e chi vuole massimizzare il valore a parità di spesa; meglio orientarsi sulle allestimenti Journey o Extreme. La rumorosità autostradale e le plastiche rigide restano i principali compromessi.
La KGM Tivoli si rivolge a chi predilige un design più grintoso, finiture interne migliori e la tranquillità della garanzia 5 anni, eventualmente con cambio automatico o trazione integrale tradizionale. È adatta a chi fa soprattutto percorsi extraurbani e non sente l’esigenza dell’ibrido. La minore capacità del bagagliaio e la visibilità posteriore limitata sono i punti deboli.
In conclusione, per la maggior parte degli utilizzatori italiani la Duster risulta più consigliabile grazie a praticità, efficienza e dotazioni di sicurezza. La Tivoli merita attenzione se design, garanzia e un’impostazione più “meccanica” sono prioritari. Provare entrambe resta la mossa migliore per valutare sterzo, comfort e abitabilità secondo le proprie esigenze.











