
Nel segmento delle SUV compatte accessibili, Dacia Duster e MG ZS rappresentano due proposte molto interessanti per chi cerca spazio, praticità e un prezzo contenuto. La prima, giunta alla terza generazione, conferma la vocazione “smart buy” del marchio rumeno con soluzioni concrete e costi d’esercizio ridotti. La seconda, rinnovata e cresciuta in dimensioni, punta su un look più moderno, dotazioni complete e una full hybrid particolarmente vivace. Entrambe si posizionano nella fascia entry-level del mercato crossover, ma con filosofie leggermente diverse.


La Dacia Duster misura 434 cm di lunghezza e 166 cm di altezza. Lo stile è moderno e personale, con un’impronta più “avventurosa” soprattutto negli allestimenti Extreme, grazie ai fascioni scuri e alle barre sul tetto orientabili. Nonostante le dimensioni compatte, l’abitacolo offre un buon spazio per cinque persone e un bagagliaio che va da 430 a 1.609 litri, senza penalizzazioni rilevanti nelle versioni ibride o a GPL. Le plastiche sono rigide e economiche, ma inserti colorati e un design curato evitano un’impressione di povertà.
La MG ZS è leggermente più lunga (443 cm) e un filo più bassa (164 cm). La linea risulta più proporzionata e contemporanea, con cofano spiovente, fari sottili e mascherina ampia. I fascioni in plastica nera proteggono la carrozzeria e integrano finti terminali di scarico. A bordo lo spazio è generoso e le finiture appaiono più curate in rapporto al prezzo. Il bagagliaio, da 443 a 1.298 litri, è regolare e ben rivestito, anche se la capacità massima resta inferiore a quella della Duster a schienali abbattuti.
In sintesi, la Duster vince per versatilità del vano di carico e aspetto più “tuttofare”, mentre la ZS convince per proporzioni moderne e un ambiente interno percepito come meno spartano.
La gamma Dacia Duster è esclusivamente a benzina, con un’offerta diversificata: 1.2 Eco-G a GPL da 122 CV (la più economica), 1.2 TCe mild hybrid da 140 CV con cambio manuale, 1.8 full hybrid da 158 CV con trasmissione robotizzata e la particolare 1.2 Hybrid-G 4x4 bifuel da 154 CV (benzina/GPL) con doppia frizione e trazione integrale grazie al motore elettrico posteriore da 31 CV. L’auto, piuttosto leggera, si muove in modo decoroso anche con pochi cavalli. I consumi sono il punto di forza delle versioni a gas e full hybrid, soprattutto in città. In autostrada emerge però una rumorosità fastidiosa e lo sterzo risulta un po’ demoltiplicato, con precisioni di traiettoria solo discrete.
La MG ZS propone due anime, entrambe a trazione anteriore: il 1.5 benzina da 116 CV, comodo ma poco brioso, e il 1.5 full hybrid da 197 CV complessivi, dove il motore elettrico da 136 CV spinge da solo fino a 80 km/h. Il sistema è vivace e i consumi restano bassi a ritmi moderati e in città; in autostrada salgono in modo sensibile e il serbatoio da soli 41 litri limita l’autonomia. La gestione ibrida a volte frena lo sprint quando la batteria è scarica. Il cambio automatico a 3 rapporti del full hybrid privilegia comfort e semplicità d’uso.
Chi cerca trazione integrale o il massimo risparmio al distributore guarda alla Duster GPL/4x4; chi vuole brio immediato e un’ibrida “elettrica” ai bassi regimi trova nella ZS Hybrid+ una risposta più brillante.


Entrambe le auto arrivano ben equipaggiate già dalle versioni d’ingresso. La Duster offre di serie frenata automatica d’emergenza, mantenimento di corsia, riconoscimento segnali e rilevamento ostacoli posteriori. Il nuovo sistema multimediale ha un display ampio e leggibile; i comandi del clima restano fisici (monozona, senza bocchette posteriori), soluzione pratica che riduce le distrazioni. Il comfort sullo sconnesso è buono, ma i fruscii aerodinamici compaiono già sotto i 100 km/h. Il freno a mano a levetta sulla sinistra non è raggiungibile dal passeggero.
La MG ZS punta tutto sul grande schermo centrale (10,2” o 12,3”): quasi ogni funzione, clima compreso, passa da lì. Il sistema è reattivo e compatibile con Android Auto e Apple CarPlay (solo via cavo), ma alcuni menu risultano poco intuitivi e, quando si usano i mirroring, nascondono i comandi del clima. Di serie si trovano già aiuti alla guida semiautonoma, monitoraggio angolo cieco e frenata d’emergenza. Il funzionamento della guida assistita sull’ibrida non è sempre fluido e a volte i sistemi si disattivano senza motivo apparente. Chi siede dietro beneficia di bocchette dedicate a partire dall’allestimento Comfort. Manca la ricarica wireless dello smartphone.
In sintesi: Duster più tradizionale e pratica nei comandi, ZS più “digital” ma con qualche compromesso di usabilità.


I listini partono da 19.900 € per la Dacia Duster e da 20.400 € per la MG ZS, con tetti rispettivamente intorno ai 30.000 € e 27.400 €. Entrambe offrono un eccellente rapporto dotazione/prezzo: poche rivali sono così complete a queste cifre. La Duster, grazie alle versioni a GPL e full hybrid, promette i costi di gestione più bassi, soprattutto per chi percorre molti chilometri misti o urbani. La ZS 1.5 benzina manuale è aggressiva all’acquisto, ma la Hybrid+ risulta più conveniente nell’uso quotidiano grazie ai consumi cittadini ridotti, pur penalizzata dal serbatoio piccolo in autostrada.
In termini di valore residuo e semplicità di manutenzione, Dacia storicamente rassicura; MG ha migliorato molto la percezione del marchio, ma resta un po’ indietro nella rete capillare rispetto al gruppo Renault.


La Dacia Duster è la scelta ideale per chi cerca un’auto davvero versatile, con possibilità di trazione integrale, versioni a GPL estremamente parche e uno spazio di carico superiore. Perfetto per famiglie, percorsi misti e chi vuole spendere poco sia all’acquisto sia al distributore. Meglio orientarsi sugli allestimenti Journey (comfort) o Extreme (look e praticità extra).
La MG ZS, soprattutto in versione 1.5 Hybrid+, è più indicata per chi privilegia lo stile moderno, lo spazio interno curato e un’erogazione briosa in città, con un equipaggiamento tecnologico ricco già di serie. Ideale per un uso prevalentemente urbano-extraurbano e per chi ama i comandi digitali e il cambio automatico senza pensieri.
In conclusione: se il risparmio concreto e la versatilità sono prioritari, la Duster resta imbattibile. Se preferite un feeling più moderno e una full hybrid vivace a un prezzo ancora molto competitivo, la ZS merita seriamente un test drive. Entrambe, comunque, dimostrano che oggi si può avere una SUV completa senza sforare budget importanti.











