Alfa Romeo Spider 3.2 V6 Q4

Pubblicato il 8 settembre 2009

Listino prezzi Alfa Romeo Spider non disponibile

Qualità prezzo
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Dotazione
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Posizione di guida
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Cruscotto
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Visibilità
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Confort
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Motore
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Ripresa
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Cambio
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Frenata
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Sterzo
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Tenuta strada
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Media:
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Perchè l'ho comprata o provata
L’acquisto di un auto non è mai casuale ma è sempre figlio di razionalità e sentimento, decidete voi in quale ordine. Avendo venduto la mia 147 1.6 ormai da qualche mese, mi spostavo con il mio poco emozionante scooter 250 in attesa di trovare la mia nuova “compagna”. Alla base della mia scelta pochi ma decisivi elementi: una passione per le Alfa, la voglia di possedere una due posti se possibile “a cielo aperto” prima che matrimonio ed eventuali pargoli mi obbligassero ad acquistare una station col tetto in tela, e la quasi contestuale messa in commercio della nuova Alfa Spider. Quando la vidi dal vero, dimenticandomi della razionalità mi dissi ….o adesso o quando sarai in pensione! L’Alfa spider, sorella in “topless” della Brera by Giugiaro, è nata dalla sapiente mano di Pininfarina che di fatto la produce nei propri stabilimenti. La linea, sportiva ed elegante al tempo stesso, incarna perfettamente lo stile Alfaromeo. Il frontale, forse anche troppo fedele al family feeling ante 8C, è del tutto identico a quello della 159, assolutamente bello ed aggressivo ma ormai poco originale. La vista laterale, molto piacevole, è resa dinamica e accattivante dalla nervatura che percorrendo la parte alta della fiancata va a raccordarsi con il piccolo spoiler posteriore, abilmente forgiato nella lamiera. Il posteriore, a mio avviso la parte meglio riuscita, ha una forma morbida e tondeggiante ma non per questo poco aggressiva. I fari posteriori sembrano scrutare minacciosamente chi segue e i quattro terminali cromati impreziosiscono ulteriormente il lato B della Spider. Come per la maggior parte delle scoperte la resa estetica cambia notevolmente a seconda della presenza o meno del tetto: con la tela a vista la linea resta bella certo senza togliere il fiato, ma una volta ripiegata la capote nell’apposito vano (non sottrae spazio al bagagliaio) i due roll-bar color argento abbinati ai retrostanti cupolini esaltano una linea davvero unica. Andando nel particolare io l’ho comprata rosso Rubino, bordeaux per intenderci, sedili elettrici in pelle neri e grigi , cerchi da 18”, fari bi-xenon e navigatore con telefono. Oltre alle dotazioni appena elencate, interessanti ma non vitali, il lungo elenco di dispositivi finalizzati alla sicurezza comprende gli ormai tradizionali controlli elettronici (ABS, EBD, ASR, MSR VDC, Hill Holder) e numerosi air bag (frontali, laterali e per le ginocchia).
Gli interni
Facendo scattare la maniglia cromata e tirando a sé una portiera sin troppo pesante, si accede ad un abitacolo confortevole e curato. Lo sguardo viene immediatamente catalizzato dai sedili, rivestiti in pelle di buona qualità e con il logo Alfaromeo cucito a rilievo sui poggiatesta integrati. La seduta, bassa ma purtroppo non quanto quella di altre concorrenti, è comoda e agendo sulle numerose regolazioni elettriche dei sedili (solo quella lombare è manuale) non è difficile ottenere una poltrona “su misura”. Le tre memorie, disponibili per il solo sedile del conducente, consentono a più persone di utilizzare la spider ritrovando con semplicità le regolazioni preferite. Sul volante, completamente regolabile e rivestito in pelle, trovano posto due pulsanti multifunzione per il controllo della radio e per l’attivazione dei comandi vocali. La plancia, che avrebbe meritato un pizzico di esclusività, è quasi integralmente mutuata dalla capofamiglia 159. Il cruscotto è caratterizzato da due elementi circolari di chiara lettura (tachimetro e contagiri), intervallati da un piccolo display a cristalli liquidi ove è possibile visualizzare le informazioni del computer di bordo. Sulla consolle centrale, rivestita di alluminio spazzolato e parzialmente rivolta verso il conducente, vi sono tre strumenti circolari (livello del carburate e temp di acqua e olio), lo schermo a LCD da 6.5” per la gestione di radio, telefono e navigatore e i comandi del climatizzatore automatico bi-zona. Una critica va alla posizione di questi ultimi che, essendo posti troppo in basso, vengono in parte occultati dalla leva del cambio quando questa si trovi in posizione avanzata (I, III e V marcia). Il tunnel centrale, oltre alla leva del cambio, accoglie una serie di tasti tra i quali quello per azionare la capote elettrica ed un utile bracciolo rivestito in pelle con vano refrigerato. Di fronte al passeggero, nella parte bassa della plancia, trova posto un piccolo vano porta oggetti che pur essendo illuminato è sprovvisto di serratura. Nel caso in cui si volessero lasciare in auto i documenti ed eventuali oggetti di pregio, consiglio di ricorrere agli utili e spaziosi vani (dotati di serratura con chiave) ricavati nello spazio retrostante i sedili. L’abitacolo della spider, ampio e comodo anche per persone sopra i 180 CM, è quindi accogliente, quasi sofisticato, caratterizzato da materiali di qualità ed assemblaggi quasi sempre all’altezza della categoria. Il bagagliaio è piccolo ma, se siete buoni giocatori di tetris, con qualche borsa morbida e sfruttando lo spazio dietro ai sedili, potrete certo permettervi una settimana di vacanza per due oltre a qualche camicia extra. Se poi lo spazio non dovesse bastare, alzando il fondo del bagagliaio è possibile stivare un’ulteriore borsa nel vano dedicato alla ruota di scorta (integralmente rivestito in moquette), lasciato libero in virtù di un kit di riparazione gomme.
Alla guida
Tutto è al suo posto, inserisco la chiave elettronica nell’apposita fessura (illuminata per agevolare tale operazione al buio), premo la frizione e contestualmente il bottone START/Stop posto alla destra del volante…. un secondo di attesa e il 3.2 JTS 24 valvole inizia ad emettere un suono pieno e appagante già al minimo. La giornata per ora è tiepida e soleggiata, premo quindi il tasto per l’apertura della capote, e dopo circa 26 secondi il tetto è scomparso. Il meccanismo elettroidraulico, frutto del brillante lavoro degli ingegneri Pininfarina, è sempre preciso e bello da vedere in funzione ma purtroppo può essere azionato solo con la vettura ferma ed il tasto di apertura/chiusura (per ragioni di sicurezza credo) deve essere mantenuto in posizione per tutta la durata delle operazioni. Ora sono pronto, ingrano la prima e parto. In città, il grosso motore abbinato a marce forse un po’ lunghe soffre un po’, verrebbe voglia di premere energicamente sull’acceleratore ma il traffico lo impedisce. Finalmente una rotonda ampia, a vista e priva di auto mi consente un inserimento vivace, sterzo quasi bruscamente e i grossi pneumatici 235/45/18, aiutati dalla trazione Q4 permanente fanno svoltare la Spider come fosse sui binari. L’assetto è rigido ma non in modo esasperato, la sensazione è quella di un auto dal carattere sportivo in grado però di poter affrontare comodamente sia lunghi viaggi sia terreni imperfetti quali quelli cittadini. In città sconsiglio vivamente di monitorare il “consumo istantaneo”, la cubatura del motore, le quattro ruote motrici e il peso della vettura fanno sì che tale dato crei entusiasmo solo al benzinaio di fiducia. Dopo qualche minuto di sofferenza, dimenticata la città, la “musica” cambia in tutti i sensi, snocciolo le marce sino alla IV, il motore tira alla grande senza esitazione e la ripresa è vigorosa e progressiva; alla prima curva sterzo senza rallentare e in un attimo ne sono fuori. Lo sterzo è molto diretto e preciso, caratterizzato da un gioco quasi nullo. Le sofisticate sospensioni (quadrilatero all’anteriore e multilink al posteriore) e l’ottimo, seppur pesante, autotelaio, rendono l’auto sicura e molto poco incline al rollio. Il cambio manuale a 6 marce, aiutato da una frizione leggera, è preciso e privo di impuntamenti (per chi volesse segnalo la disponibilità del cambio automatico a sei marce Q-tronic). Il sound del motore è sempre presente e, se siete “malati” come il sottoscritto, ogni tanto potrebbe venirvi voglia di spegnere la radio e di rimandare l’ascolto dei vostri MP3 preferiti a più tardi. La visibilità in versione “open” è buona ma con il sole alle spalle la consolle rivestita di alluminio si rivela esageratamente riflettente, rendendo poco visibili gli strumenti di bordo. Ora un lungo rettilineo mi consente di inserire la V e di raggiungere i 130 kmh (lo so, non avrei dovuto) e grazie al frangivento trasparente posto tra i due roll-bar ed ai finestrini alzati, si viaggia senza turbolenze in completo relax. Ora rientriamo nei limiti di velocità, tocco il pedale del freno e l’auto decelera molto rapidamente grazie ad un impianto frenante, composto da 4 generosi dischi ventilati, sempre potente e modulabile. Finalmente la strada si fa più tortuosa, ed è proprio affrontando una serie di curve in rapida successione che è possibile assaporare fino in fondo le doti dinamiche della Spider; in questo caso però un appunto va ai sedili, come detto molto belli e di qualità ma dallo scarso contenimento laterale (difetto che credo sia stato eliminato con i nuovi sedili montati sulla gamma 2009). Anche guidando in modo molto sportivo, i controlli elettronici (disinseribili) sono poco invasivi ed intervengono solo quando si esageri veramente. I ben 260 cavalli garantiscono un gran divertimento, ma scordatevi sovrasterzi di potenza o figure simili, la trazione Q4 con ripartizione variabile della coppia sugli assi infatti fa di tutto per mantenere i pneumatici aggrappati al terreno e l’auto in traiettoria. Il consumo di carburante, ovviamente inferiore sulle strade extraurbane ove è possibile fare anche 15 Km/l, resta mediamente alto, basti pensare che in autostrada mantenendo i 130 kmh in VI marcia, è difficile fare più di 10 Km/ litro. Il tempo si rannuvola e un po’ di vento venuto ad annunciare il probabile temporale mi induce ad attivare il riscaldamento del sedile al fine di rientrare “ai box” cullato da un piacevole tepore. Qualche chilometro di guida rilassata mi riporta in città dove, approfittando di un pit-stop, richiudo la capote. Il soft-top della spider è di alta qualità, composto da tre strati di tessuto, da uno strato di materiale fonoassorbente e da un lunotto in cristallo. In versione “close” il comfort è elevato, i fruscii sono quasi inesistenti (anche alle alte velocità) e l’acqua non si infiltra nemmeno sotto il peggiore dei temporali. Per contro devo ammettere che il “vocione” del motore è sempre presente e la visibilità posteriore è molto scarsa. Ecco finalmente, a un centinaio di metri circa, il box brulicante di meccanici con tute ignifughe multicolore…, inserisco il cruise-control per non superare il limite di 60 kmh e procedo a velocità costante; tra i vicini di casa ecco farsi strada il team manager, mia MOGLIE che mostrandomi le buste della spesa mi dice in perfetto inglese: - parcheggia e dammi una mano -. Ingrano la retromarcia e il bip-bip degli indispensabili sensori di parcheggio, salutandomi, mi aiuta a non far arricchire anche il mio carrozziere.
La comprerei o ricomprerei?
Sono ormai più di due anni che condivido il mio tempo libero con l’Alfa Spider e posso dire di essere molto soddisfatto. E’ vero, non è un auto perfetta, come detto il peso dell’auto è assolutamente esagerato, tale da soffocare in parte l’esuberanza del motore, i consumi sono elevati, e ovviamente non è un’auto per famiglie (a meno che non possiate permettervela come seconda auto) ma a fronte di questi difetti i pregi sono molti. La linea è a mio parere fantastica (è abbastanza consueto trovare qualche passante che si fermi ad osservarla quando parcheggiata), gli interni di qualità, la dotazione molto ricca e il comportamento dinamico da prima della classe. Mi sento di consigliarla nella versione 3.2 solo a chi, come me, la usi per diletto, con la voglia di emozionarsi ogni volta come se fosse la prima; la consiglierei invece con la motorizzazione 2.4 JTDm a coloro che vogliano godere quotidianamente della comodità di una Spider con caratteristiche di comfort e abitabilità sopra alla media delle concorrenti.
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VOTO MEDIO
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Ritratto di gig
26 giugno 2012 - 09:44
Prova quasi buona...
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